
Anni fa, dall’Italia, mi ero ripromesso di veder tutti i film di Federico Luppi. Mi sembrava, e mi sembra, un attore immenso. Un giornalista direbbe "ha scritto pagine indimenticabili del cinema argentino". È così. Fino ad oggi ha fatto 99 film, mi aspetta una lunga visione.
Federico Luppi da anni vive in Spagna, ma ha passato gli ultimi 5-6 mesi in argentina. Qualche giorno fa in un’intervista radiofonica gli hanno chiesto la sua opinione sull’attualità argentina. È stato come stappare un vulcano, ne aveva per tutti. Si può essere d’accordo o no con la sua opinione, positiva, sui Kirchner o sul giudizio a Mirtha Legrand, ma fa pensare vedere una persona che vive all’estero e rimane indissolubilmente legato alla quotidianità politica, sociale e culturale del proprio paese d’origine. Meditate tanos, meditate.
Al lavoro vendiamo articoli di diverso genere a clienti italiani. Oggi chiamo un cliente perchè ci aveva aperto una disputa, un reclamo, su paypal. Lo chiamo e lui mi risponde educato che sì, sta aspettando la merce, che domani chiama il corriere e che non c’è problema, che risolverà tutto con il corriere. Tutto molto corretto. Al che io gli chiedo "scusi, ma lei ci ha aperto un reclamo? ci ha bloccato il pagamento o sbaglio?" E lui serenissimo "sì, certo, per coprirmi le spalle, visto che non ho ancora ricevuto la merce".
Cioè, noi del nord italia siamo così corretti, così cortesi…per non dire falsi….che se ti chiama il fornitore che secondo te te l’ha messo nel culo non lo insulti neanche, gli rispondi educatamente "sì, buongiorno, sarà un piacere vederla in tribunale".
Io ho salutato (cordialmente) e mi sono ritrovato con il telefono in mano, attonito e lievemente incazzato. Ho un amico argentino che mi prende sempre per i fondelli per questo genere di cose. "No seas tano del norte" mi dice. E ha ragione. Anche gli argentini notano la differenza.
Mi sforzo ogni giorno per essere più del sud possibile.
"Lo bueno de Buenos Aires es que, como es una ciudad del tercer mundo, ofrece muchas posibilidades para pintar. Hay mucha cosa venida a menos, lugares donde se iban a hacer autopistas y no se hizo nada, fábricas abandonadas…"
Oggi un articolo di clarin conferma una cosa che in questo blog è stata detta più volte: buenos aires è una galleria d’arte a cielo aperto.
Una signorina è apparsa nelle ultime settimane a Palermo:

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Stavamo curiosando su siti di agenzie immobiliari e abbiamo trovato questa chicca. Un genio che non si è accontantato di avere la parrilla sul terrazzo, no, lui quando invitava gli amici aveva bisogno del campo da calcetto. Mi piacerebbe conoscere quella santa di sua moglie.

p.s. L’italiano "capo" in argentina si usa come complimento e sta per "grande", "idolo".