Tutto scorre

piquete

Questa é una foto di qualche anno fa, Novembre 2004. L’ho tirata fuori perché credo che possa ribadire ancora una volta il concetto “ci si abitua a tutto”. Quando l’indifferenza raggiunge livelli inaspettati. Una scena decisamente usuale a Buenos Aires negli ultimi anni: manifestazione popolare (piquete) in pieno centro, nelle vie Lavalle e Callao. Si protesta di fronte ad un edificio di un’istituzione pubblica. La polizia si schiera con uomini e barriere metalliche per difendere l’edificio da eventuali atti di violenza. Ma la prassi é cosí normale, cosí tremendamente rutinaria, che viene comunque garantito lo spazio sul marciapiede per il passaggio dei pedoni. Non di fronte, dall’altra parte della strada, sullo stesso marciapiede. I passanti, lo dice la parola stessa, passano normalmente, indifferenti nei confronti di una scena fin troppo usuale. Magari diretti verso l’Happy Hour nel pub a fianco.

 


Comments

  1. elruman says:

    eee…veramente una merda che questa scena dopo due o tre anni ancora è normale…..ma non solo 2 o 3, penso che 15 o 20….ma prima non aveva happy hours….adesso è molto più groso il contrasto…e per forza (o conseguenza) più grosa la indiferenza….ma almeno si la cosa va male, ci sono piquetes, ci sono taaaaaaanti posti che la gente neanche sà che la cosa va male e la indiferenza è lo normale….¿?¿?….

  2. lala says:

    La foto es muy buena, creo que habla mucho de cómo ciertas formas de lucha quedan incorporadas la cotidianeidad de la gente, al tránsito de la ciudad. Lo mismo que la pobreza en las calles, las miles de personas que esperan hasta la hora de cierre de los MacDonalds para comer lo que sobró o que juntan cartón.
    Si existe manera de calificar lo que se ve en la foto, yo diría que es la banalización; la de un reclamo legítimo; la de la pobreza, la de la violencia, la de las guerras preventivas… e tutto scorre…

  3. tanoka says:

    Sí lala, hai ragione a parlare di banalizzazione. Si tratta proprio di questo. Tutto viene risucchiato, standardizzato, ed entra a far parte della nostra quotidianitá. Quante volte in cittá abbiamo sentito la gente lamentarsi perché “tutte queste manifestazioni ostruiscono il traffico e impediscono alla brava gente di arrivare in orario al lavoro”. Pensare che magari i manifestanti non hanno neanche un lavoro?
    Elruman porta un po’ di sano ottimismo, perlomeno in argentina la gente esce ancora per strada a manifestare la propria rabbia. Altrove l’indifferenza é ancora piú grande, e il silenzio si fa assordante.

Lascia un commento

*