Oggi a Genova é morto Franco Carlini. Che per me fosse un punto di riferimento lo si vedeva anche dalla lista di link sulla destra. La sua rubrica Chips&Salsa era uno dei motivi fondamentali per continuare a comprare/leggere il Manifesto. Ne traccia un bel ritratto Vittorio Zambardino. Carlini era davvero capace di parlare di web senza essere banale e di prendere posizione con forza, lasciando sempre lo spazio per il dialogo. Che peccato.
Aunque era de Cádiz tenía alma de negro
É passato un po’ di tempo dal primo esperimento di consigli per gli acquisti, é giunto il momento della seconda puntata. La sezione credo che debba chiamarsi "Sogni proibiti con la mula". A buon intenditore poche parole. Questa volta vi presento un personaggio che adoro. Si chiama Jairo Pereira ed é il leader del progetto Muchachito Bombo Infierno. Il muchachito é di Santa Coloma, interland di Barcelona, anche se lui preferisce dire "Santa Colombia". Ha fatto tanta tanta gavetta nei locali di Barcelona con la sua musica pachanguera, misto di swing, rock’n roll, funk, rumba e chi piú ne ha piú ne metta. Una forza della natura, un animale da palcoscenico. Sicuramente il nome non é nuovo per chi mi legge dalla Spagna, visto che si stá promuovendo molto il suo ultimo album "Visto lo visto" e lo si vede un po’ ovunque. Fino a poco tempo fa era un benemerito sconosciuto, anche in Catalunya. Ricordo che la prima volta che lo abbiamo visto stavamo passeggiando con Laura e ci siamo ritrovati ad un suo concerto nella Rambla del Raval , una festa, una bomba di ritmo e colori. I suoi concerti sono sempre accompagnati dalle performances di Santos de Veracruz, disegnatore messicano che traduce in immagini il mood della Bombo Infierno: uomini di malaffare, sgherri, gentiluomini. Un ambiente che per certi versi ricorda il tango. Alcuni di voi conoscono giá Muchachito perché ho distribuito cd a destra e a manca….per gli altri ci dovrá pensare quella santa della mula, visto che in Italia non penso si distribuisca. [youtube=http://it.youtube.com/watch?v=FAS7eLnBnrQ] Se vi piace la sua musica consiglio il primo cd, "Vamos que nos vamos". E se poi vi piace il genere consiglio Los delinquentes (divertenti), Ojos de brujo (suono Barcelona, meticcio), Martires del Compás (+ flamenco) e Kiko Veneno (capostipide di tutti gli altri). Per tutti vale una considerazione: non stiamo parlando di Bob Dylan o di Fabrizio De André, non é musica che ti cambia la vita. É una piccola ereditá che mi ha lasciato la Spagna: il bisogno di avere una giusta musiquita che ti accompagni quando ti svegli alla mattina e fuori c’é il sole.
Quando sarai molto vecchia
[...] cuando seas muy vieja y yo me haya muerto rompe espejos retratos recuerdos ponte bragas de corista diadema de acanto sal desnuda al balcón y méate en el mundo antes que te fusilen las ventanas cerradas. [...] quando sarai molto vecchia e io saró giá morto rompi specchi ritratti ricordi mettiti mutande da corista diadema di acanto esci nuda sul balcone e piscia sul mondo prima che ti fucilino le finestre chiuse. Manuel Vásquez Montalbán – Quand vous seraiz bien vieille
San Pedro e la Macarena
Da qualche settimana sentivamo la voglia di lasciare Buenos Aires per qualche giorno. Il fatto che io diventassi irrimediabilmente un adulto, trentenne e in procinto di perdere i pochi capelli rimasti ci é sembrata una buona scusa. Cosí venerdí siamo saliti su un autobus che ci ha portati a San Pedro, localitá a circa 160 chilometri dalla capitale, lungo il fiume Paraná. Lí abbiamo raggiunto la estancia La Macarena, un casale isolato, perduto in mezzo ai campi, gestito da Gustavo, una persona a dir poco straordinaria. Abbiamo passato giorni intensi, giorni di azione, di risate, di gastronomia campesina, di conversazioni interminabili (esiste una parola, sobremesa, che si riferisce proprio al tempo che si trascorre a tavola, dopo aver finito di mangiare). Esperienze come questa mi fanno capire (sentire, direi) perché questa sia una terra straordinaria: perché la gente non ha paura di avvicinarsi, di riscaldarti, di ridere con te e di farti sentire parte di un momento unico, condiviso e irripetibile.
Abbiamo fatto milioni di foto. Qui ne trovate alcune.
Avevo una LDR e non lo sapevo
La Repubblica scopre oggi, nel 2007, che le relazioni a distanza sono molto diffuse, in Italia e nel mondo. Hanno addirittura coniato un termine: LDR, Long Distance Relationship. Non molto originale, é vero, peró é in inglese, cosí uno si dá un tono. Esiste anche un Center for the Study of Long Distance Relationship, diretto da un certo Gregory T. Guldner, che si permette di scrivere libri e concedere interviste senza aver prima consultato il sottoscritto, autentico esperto della materia. O forse anche voi a Natale ricevete panettore&spumante dalla Telecom Italia come "Cliente di platino dal 1996 al 2004"?
Un bel sogno

Tutto parte da un cartello all’ingresso de La Plata. Si promuove il progetto, giá realizzato, della costruzione di 798 case popolari. Il bambino in bicicletta vive in un posto da favola. incorporato da Embedded Video
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Aldilá della polemica nei confronti del cartello non voglio con questo criticare il progetto in sé, che mi sembra comunque importantissimo.
Ellos dicen mierda, nosotros amen
Come avrete senz’altro letto, domenica scorsa Elvira Arellano, messicana, madre di Saul (8 anni), attivista simbolo degli indocumentados che vivono negli USA, é stata deportata a Tijuana. Aveva lasciato la chiesa di Chicago dove si era rifugiata durante l’ultimo anno per assistere ad una serie di incontri a Los Angeles, é stata arrestata e immediatamente deportata. Oggi il governo messicano avanza qualche timida protesta nei confronti degli Usa in quanto si sarebbe trattato di un’azione illegale. Figuriamoci. Ve lo immaginate il presidente messicano, Felipe Calderón, che dá grattacapi allo Zio Sam? Il pensiero va alla strage del Cermis, a Nicola Calipari, per non parlare dell’invasione dell’Iraq o della bomba su Hiroshima. E la colonna sonora é del gruppo punk spagnolo La Polla Records, cantando "ellos dicen mierda, nosotros amen".
Ping Pong Pro
Un piccolo omaggio ai compagni del Ping Pong Pro, del Club Rio de la Plata. Ieri sera grande torneo, fino a notte fonda. I protagonisti del video sono avanzados, mentre Tanoka si sta facendo le ossa tra i principiantes, con risultati lusinghieri. cosí:
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Spazio “Vauro, Altan & Compagnia cantante” (1)

– Si é scatenata una grande crisi della borsa…come potenza leader del mondo libero dovremmo intervenire – Ho un piano – Non vale invadere altri paesi – Uffa… Daniel Paz, dal quotidiano Página12. Ogni tanto una bella vignetta vale piú di mille parole.
Lost in translation
"Prefiero la de la p… de tu hermana" Anche i mass-media argentini hanno dato spazio al notizione del giorno: Materazzi ha finalmente confessato a TV Sorrisi e Canzoni (?!) la frase che circa un anno fa trasformó Zizou in un ariete assetato di vendetta. Materazzi ha anche dichiarato "He aprendido de mis errores y de ciertos excesos del pasado, pedí perdón y ahora soy más maduro". Sará…
Ferragosto
Fa un effetto particolare questo primo Ferragosto a Buenos Aires. Straniante, direi. Un 15 di Agosto senza esodi (di andata e di ritorno), senza bollini neri/rossi/gialli, senza l’emergenza anziani lasciati soli a bollire in cittá, senza il problema dei negozi chiusi, senza le cugine che ti chiedono "e voi chefffate a Ferragosto?". Fa strano. E’ strano sapere di essere nel bel mezzo dell’inverno, a Ferragosto. Probabilmente fará ancora piú strano vedere Babbo Natale finire in piscina, con le renne, a Dicembre. Chiedo scusa per queste riflessioni provinciali…si tratta del mio primo inverno australe. Del resto che cazzo volete? il sottotitolo del blog lasciava presagire che io non fossi Willy Fog.
Tanos 2.0, missione compiuta
Si era detto "comunque vada sará un successo" e ci siamo confermati. Oggi siamo riusciti a coordinare gli orari/impegni di tutti e ci siamo visti al ristorante Campo dei Fiori per il primo pranzo de los tanos. Eravamo in 6 ed é stato davvero un bell’incontro, con persone che io personalmente spero di rivedere. Grazie ragazzi.
Se pensate che la foto non sia affascinante come quella dei nostri predecessori dovete mettervi nei panni di coloro che la vedranno tra cent’anni.
Bicho colorado 3 – Xeneizes 2

Oggi con Laura siamo stati allo stadio a vedere Argentinos Juniors – Boca. Risultato finale 3 a 2. Il soprannome della squadra padrone di casa é el bicho colorado, l’insetto rosso. Argentinos Juniors é definito anche il semillero del mundo, il vivaio del mondo, visto che dal suo settore giovanile sono passati giocatori tipo Diego Armando Maradona, Juan Román Riquelme, Juan Pablo Sorín, Esteban Cambiasso, Fabricio Coloccini, Fernando Redondo. Lo stadio, manco a dirlo, si chiama Diego Armando Maradona e il suo perimetro é tappezzato di murles, che abbiamo immortalato in questa foto (usate lo scrolling orizzontale). É stato divertente, nonostante il freddo. Stiamo pensando di farci il giro di tutti gli stadi del paese.
Fatevi una strip
Alcuni di voi, fedeli lettori, seguono i link del blogroll sulla colonna di destra, ma per i distratti voglio spendere due parole in piú, consigliandovi vivamente il blog Canemucca. Il signor Marco Dambrosio, in arte Makkox, scrive/disegna/delira da qualche tempo in diversi posti del web. In questa (vostra) estate torrida, data la scarsa offerta culturale, lui la fa da padrone e imperversa un po’ ovunque, per esempio qui, qui e qui. Ma il suo bazar (o furgone da punkabbestia, a seconda dei punti di vista) lo trovate presso Canemucca. Lo chiamo signore per due motivi. Il primo anagrafico, é piú vecchio di me (scusa Mak ;-)). Il secondo é che a mio modo di vedere ha un modo geniale di rappresentare esperienze e stati d’animo. Questo mi sembra un ottimo manifesto per quello che é anche il mio modo di intendere un blog. E questo rappresenta benissimo il suo concetto di amicizia, che condivido. Condivido meno il suo modo di vedere il calcio, infatti per le partitelle a calcetto del sabato pomeriggio al club Atlanta non lo chiamiamo mai. Scrollare per credere, parola di Guido Angeli.
Il peyote rosa
Corrado, caro amico milanista esiliato in Catalunya, ogni mattina compra la Gazzetta dello Sport sulla Rambla. Oggi mi fa notare una chicca che anch’io stavo seguendo e che vi voglio segnalare. Da inizio Agosto la rosea ha iniziato una competizione chiamata Dream Cup, lo scudetto degli scudetti. Si scontrano squadre mitiche tipo l’Inter di Ibra contro la Juve di Boniperti, il Milan di Sacchi contro la Samp di Vialli e Mancini. Tutto simulato al computer, con cronaca finale pubblicata per la gioia dei lettori. Ora, va bene che é Estate e con questo calciomercato stagnante non c’é niente di cui parlare (aldilá di David e Victoria alle prese con l’arredamento della nuova casa negli USA), ma dovreste leggere il delirio degli articoli. Vi segnalo due passaggi: Juve ’58 contro Napoli ’90 (scialbo 0 a 0) Li hanno visti abbracciarsi nell’antistadio, Diego Maradona e Omar Sivori. Scesi dai pullman. Li hanno uditi stuzzicarsi su Boca e River, entrambi giovani, ricchi di futuro, come soltanto questa coppa permette. Poi un tifoso ha lanciato un pacchetto di sigarette da autografare e il Pibe lo ha stoppato di petto, il Cabezon lo ha raccolto di coscia, Diego ci ha dato di destro, Omar di tacco, con i calzini arrotolati alla caviglia, come calzettoni. I compagni incantati a guardarli. La magia di Juve ’57-58 contro Napoli ’89-90 è tutta qui. Poi in campo l’imprevista eclissi di stelle che ha prodotto un deludente 0-0. [...] Lazio ’73-’74 – Verona ’84-’85 (1-0) [...] Il resto è una battaglia da trincea, con i muscoli di Briegel che sbattono senza costrutto contro il muro alzato a centrocampo da Nanni. Il gol vale però il prezzo del biglietto: D’Amico scende centralmente palla al piede, triangola con un lucidissimo Giorgione Chinaglia che gli restituisce un pallone d’oro al limite. Il sinistro da fuoriclasse del numero 11 di maglia ma 10 per come dipinge calcio, non lascia scampo a Garella[...] E’ l’ultima emozione. Vince la Lazio. E Bagnoli smoccola: «Quando siamo arrivati alla mura e non siamo riusciti a saltarla, ci siamo girati e abbiamo fatto scappare i cani". Se lo dice lui… Va bene tutto, magari qualcuno si diverte anche, ma mi rimangono due domande: – come si chiama questa nuova droga che gira a Milano? – chi scrive questi pezzi? Ciccio di Nonna Papera? dei giornalisti sportivi? se sono dei giornalisti, non si sentono un po’ degradati a scrivere romanzi da ombrellone? E’ anche vero che di qualcosa bisogna pure campare. Aspetto i vostri commenti al riguardo. So giá che troveró alcuni inaciditi dal fatto che il Genoa di Skuhravy e Aguilera giace (per ora) in fondo alla classifica del suo girone.
Accorrete numerosi!
In questi giorni stiamo cercando di organizzare una cena/pranzo/merenda con gli altri tanos in cittá. E’ un bel modo per conoscerci, scambiarci impressioni e magari nasce anche qualche bella amicizia. Se sei italiano e stai vivendo a Buenos Aires e dintorni fai un salto qui e iscriviti. Non si sa ancora né data né ora, si deciderá democraticamente. Alcune fanciulle hanno giá aderito. Brave! spargete la voce!
Se poi non sei italiano e vuoi comunque partecipare sei strabenvenuto. Sappi peró che dovrai sopportarci mentre ci crogioliamo nella nostra saudade, ascoltando canzoni di Peppino di Capri e ricordando quanto fosse buono il caffé di mammá.
Bravino, questo Borges
"Ser cosmopolita no significa ser indiferente a un país y ser sensible a otros. Significa la generosa ambición de ser sensibles a todos los países y todas las épocas, el deseo de eternidad, el deseo de haber sido muchos…"
"Essere cosmopolita non significa essere indifferente ad un paese ed essere sensibile ad un altro. Significa la generosa ambizione di essere sensibili a tutti i paesi e a tutte le epoche, il desiderio dell’eternità, il desiderio di essere stati molti…" Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986)
Se pó fa
Capitolo a parte merita questa foto, scattata al Tigre. Mi sembra una vera occasione. Non so il prezzo, ma sono sicuro che con pochi euri viene via. Dai su, non fate i taccagni, se ognuno di voi mette in una busta 500 euro la compriamo e la rendiamo abitabile prima dell’estate, nostra. Cosí quando uscite a cena con gli amici potete dire che avete comprato un pezzo di un castello in Argentina. Fa figo e non impegna. Noi in cambio vi promettiamo di mettere i vostri nomi ai nostri figli.
Dos pájaros de un tiro
Letteralmente Due uccelli con un solo colpo, la traduzione del nostro Due piccioni con una fava. Non vi voglio sottoporre a una lezione di proverbi in spagnolo, é il nome del tour di questi due signori qui . Il piú grande cantautore catalano, Joan Manuel Serrat, e il mio cantante/poeta/giullare preferito, Joaquín Sabina, fanno questo viaggio insieme, che li porta in giro per la Spagna e per tutto il Sudamerica, finendo con due date "storiche" in questo posticino qui. Solo questa mattina ho potuto comprare i biglietti, che erano in vendita dalla mezzanotte di ieri su un sito che é letteralmente collassato viste le troppe richieste. Quello che ci aspetta é piú o meno questo, ma doppio.

















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