Franco Carlini

WWW, italia — 30 agosto 2007

Oggi a Genova é morto Franco Carlini. Che per me fosse un punto di riferimento lo si vedeva anche dalla lista di link sulla destra. La sua rubrica Chips&Salsa era uno dei motivi fondamentali per continuare a comprare/leggere il Manifesto. Ne traccia un bel ritratto Vittorio Zambardino. Carlini era davvero capace di parlare di web senza essere banale e di prendere posizione con forza, lasciando sempre lo spazio per il dialogo. Che peccato.

Aunque era de Cádiz tenía alma de negro

sogni proibiti con la mula — 30 agosto 2007

É passato un po’ di tempo dal primo esperimento di consigli per gli acquisti, é giunto il momento della seconda puntata. La sezione credo che debba chiamarsi "Sogni proibiti con la mula". A buon intenditore poche parole. Questa volta vi presento un personaggio che adoro. Si chiama Jairo Pereira ed é il leader del progetto Muchachito Bombo Infierno. Il muchachito é di Santa Coloma, interland di Barcelona, anche se lui preferisce dire "Santa Colombia". Ha fatto tanta tanta gavetta nei locali di Barcelona con la sua musica pachanguera, misto di swing, rock’n roll, funk, rumba e chi piú ne ha piú ne metta. Una forza della natura, un animale da palcoscenico. Sicuramente il nome non é nuovo per chi mi legge dalla Spagna, visto che si stá promuovendo molto il suo ultimo album "Visto lo visto" e lo si vede un po’ ovunque. Fino a poco tempo fa era un benemerito sconosciuto, anche in Catalunya. Ricordo che la prima volta che lo abbiamo visto stavamo passeggiando con Laura e ci siamo ritrovati ad un suo concerto nella Rambla del Raval , una festa, una bomba di ritmo e colori. I suoi concerti sono sempre accompagnati dalle performances di Santos de Veracruz, disegnatore messicano che traduce in immagini il mood della Bombo Infierno: uomini di malaffare, sgherri, gentiluomini. Un ambiente che per certi versi ricorda il tango. Alcuni di voi conoscono giá Muchachito perché ho distribuito cd a destra e a manca….per gli altri ci dovrá pensare quella santa della mula, visto che in Italia non penso si distribuisca. [youtube=http://it.youtube.com/watch?v=FAS7eLnBnrQ] Se vi piace la sua musica consiglio il primo cd, "Vamos que nos vamos". E se poi vi piace il genere consiglio Los delinquentes (divertenti), Ojos de brujo (suono Barcelona, meticcio), Martires del Compás (+ flamenco) e Kiko Veneno (capostipide di tutti gli altri). Per tutti vale una considerazione: non stiamo parlando di Bob Dylan o di Fabrizio De André, non é musica che ti cambia la vita. É una piccola ereditá che mi ha lasciato la Spagna: il bisogno di avere una giusta musiquita che ti accompagni quando ti svegli alla mattina e fuori c’é il sole. Linea 

Quando sarai molto vecchia

perle — 30 agosto 2007

[...] cuando seas muy vieja y yo me haya muerto rompe espejos retratos recuerdos ponte bragas de corista diadema de acanto sal desnuda al balcón y méate en el mundo antes que te fusilen las ventanas cerradas. [...] quando sarai molto vecchia e io saró giá morto rompi specchi ritratti ricordi mettiti mutande da corista diadema di acanto esci nuda sul balcone e piscia sul mondo prima che ti fucilino le finestre chiuse. Manuel Vásquez Montalbán – Quand vous seraiz bien vieille

San Pedro e la Macarena

diario, foto — 28 agosto 2007

Da qualche settimana sentivamo la voglia di lasciare Buenos Aires per qualche giorno. Il fatto che io diventassi irrimediabilmente un adulto, trentenne e in procinto di perdere i pochi capelli rimasti ci é sembrata una buona scusa. Cosí venerdí siamo saliti su un autobus che ci ha portati a San Pedro, localitá a circa 160 chilometri dalla capitale, lungo il fiume Paraná. Lí abbiamo raggiunto la estancia La Macarena, un casale isolato, perduto in mezzo ai campi, gestito da Gustavo, una persona a dir poco straordinaria. Abbiamo passato giorni intensi, giorni di azione, di risate, di gastronomia campesina, di conversazioni interminabili (esiste una parola, sobremesa, che si riferisce proprio al tempo che si trascorre a tavola, dopo aver finito di mangiare). Esperienze come questa mi fanno capire (sentire, direi) perché questa sia una terra straordinaria: perché la gente non ha paura di avvicinarsi, di riscaldarti, di ridere con te e di farti sentire parte di un momento unico, condiviso e irripetibile.

Abbiamo fatto milioni di foto. Qui ne trovate alcune.

Avevo una LDR e non lo sapevo

diario — 27 agosto 2007

 

La Repubblica scopre oggi, nel 2007, che le relazioni a distanza sono molto diffuse, in Italia e nel mondo. Hanno addirittura coniato un termine: LDR, Long Distance Relationship. Non molto originale, é vero, peró é in inglese, cosí uno si dá un tono. Esiste anche un Center for the Study of Long Distance Relationship, diretto da un certo Gregory T. Guldner, che si permette di scrivere libri e concedere interviste senza aver prima consultato il sottoscritto, autentico esperto della materia. O forse anche voi a Natale ricevete panettore&spumante dalla Telecom Italia come "Cliente di platino dal 1996 al 2004"?

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