San Pedro e la Macarena

Da qualche settimana sentivamo la voglia di lasciare Buenos Aires per qualche giorno. Il fatto che io diventassi irrimediabilmente un adulto, trentenne e in procinto di perdere i pochi capelli rimasti ci é sembrata una buona scusa. Cosí venerdí siamo saliti su un autobus che ci ha portati a San Pedro, localitá a circa 160 chilometri dalla capitale, lungo il fiume Paraná. Lí abbiamo raggiunto la estancia La Macarena, un casale isolato, perduto in mezzo ai campi, gestito da Gustavo, una persona a dir poco straordinaria. Abbiamo passato giorni intensi, giorni di azione, di risate, di gastronomia campesina, di conversazioni interminabili (esiste una parola, sobremesa, che si riferisce proprio al tempo che si trascorre a tavola, dopo aver finito di mangiare). Esperienze come questa mi fanno capire (sentire, direi) perché questa sia una terra straordinaria: perché la gente non ha paura di avvicinarsi, di riscaldarti, di ridere con te e di farti sentire parte di un momento unico, condiviso e irripetibile.

Abbiamo fatto milioni di foto. Qui ne trovate alcune.


Comments

  1. Xeneize says:

    Noooo….e me lo sono pure scritto sull’agenda!Che scandalo!
    Auguri col corazon TaNino!

    Faccio subito una realizzare un tupè con i capelli che raccolgo quotidianamente dal cuscino e te lo mando per corriere espresso.

    Chiù pilu per tutti!

  2. paola says:

    …siete sorprendentemente fuori controllo anche nella scelta dei festeggiamenti!
    Ammetto che sull’agenda io non avevo segnato nulla, ma faccio ugualmente un figurone se mando i miei migliori auguri??!!

    Un bacio grande e…ma quando è successo che siamo cresciuti?

  3. tanoka says:

    @ Xeneize
    Gracias, hermano e…tranquillo, lo sai che a me queste formalitá non preoccupano. Piuttosto aspetto il tupé. Solo per favore, non metterci troppo.
    Il tempo (mio e tuo) stringe.

    @ Paola
    Che lieta sorpresa!se avessi saputo che bastava compiere gli anni per farti uscire dall’anonimato li avrei compiuti prima. Bienvenida.

    Quando é successo che siamo cresciuti? quando roberto baggio ha colpito la traversa ai rigori contro il brasile nella finale di USA ’94. Lí é cominciato tutto.

  4. paola says:

    ciao caro
    sono uscita allo scoperto perchè qui ancora tutto tace e ho bisogno di socializzare! città sonnolenta, sindrome traumatica da rientro alla realtà, ufficio semideserto e niente di niente di niente da fare se non organizzare malinconiche foto-ricordo-l’estate sta finendo…

    comunque lo sapevo, avevi promesso ma nulla, è più forte di te, gira e rigira…in questo diario si parla sempre di calcioooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo……da buon italiano :-)

    a bientot mon ami, tornerò a trovarti (in senso virtuale tranquillo)
    bisoux

  5. tanoka says:

    Insomma…leggo tra le righe che la noia ti ha portato da queste parti. Va bé, va bé…del resto anch’io avevo usato parole simili per il lavoro altrui.

    Per quanto riguarda il calcio hai ragione. Non sbaglio quando ne parlo…sbaglio quando mi riprometto di non parlarne. Totalmente inutile.

    Ma non si parla solo di calcio, suvvia…

  6. Alessandro says:

    si parlava di apparizioni…ed eccomi qua!
    ciao Andre, come stai?..ho fatto un giretto nella tua vita “pubblica” e mi sembra proprio che le cose vadano benone laggiù…sono molto contento x te!
    il 25 sera ti ho mandato gli auguri sul cell (num italiano), ma li rinnovo ora poiché sono certo che questi ti arriveranno..
    dado mi aveva parlato del blog, mi ha detto che vi sentite tutti spesso ed ho pensato che fosse una gran bella cosa…così eccomi qui…è davvero una figata, sei un grande!

    un abbraccione a te ed a Laura, a presto!
    Ale

  7. tanoka says:

    Ale! che sorpresa…davvero un’apparizione. Anche per te vale quanto detto sopra….se avessi saputo che bastava compiere gli anni…

    Il cellulare italiano a queste latitudini non funziona.

    Grazie per l’icoraggiamento con il blog…anche se intuisco che non hai passato molto tempo a leggere i post, se no non mi avresti perdonato la classifica della serie A.

    un abbracio

  8. makkox says:

    Bashtardo:
    primo perchè hai solo trent’anni. E io mi ricordo che a trent’anni… vabbè.
    secondo perchè stai a fa una vita…. vabbè, meglio sorvolare.
    Terzo perchè hai i capelli che ti cad… aspè, no. Terzo non vale. cancella.
    (hehehe)
    ;-)
    M.

    PS
    Tra otto minuti scattano i miei 42. BASTHARDO!

  9. tanoka says:

    hehehe, grazie per il saluto, vecchio bashtardo!

  10. rosita says:

    Ma come!!! Pippo non dice che vince il premio, tu non dici che compi 30 anni… ma che omertosi!!! Vabbè vorrà dire che il pranzo di oggi è stato (senza saperlo) un bel modo di festeggiare i tuoi 30 e il premio…fra un pò è il mio cumple ma non vi dico il giorno!
    AUGURI!!! Anche da parte di Raffa.

  11. tanoka says:

    ma noooo, non si tratta di omertá…é che a me non piace molto essere al centro delle feste. O meglio, mi va ….ma ogni tanto. Mi piacerebbe poter decidere quando farlo, e non essere obbligato a farlo ogni 25 agosto. Tutto qui.

    Devi solo seguire di piú il blog, e saresti aggiornata ;-)

    E invece adesso ci dici quand’é il tuo compleanno!!!Aspettiamo notizie. E aspettiamo cnhe il tuo blog.

  12. Horacia Lina says:

    CIAO TANOKA-
    SONO VERAMENTE FELICE AL LEGGERE COME TU PENSI SOPRA NOI: I ARGENTINI
    ABBIAMO MOLTISSIMI SBAGLI, PERO CREDO CHE SIAMO ABBASTAZA OSPITI COI L’STRANIERI. SOPRATUTTO IL “PORTEÑO”, PERSONAGGIO CHE CREDE SAPERLO TUTTO, ANCHE PER I SUOI PAESANI DELLE PROVINCIE. TUTTAVIA OGGI, SI VEDE IL CENTRALISMO PORTEÑO CHE NACQUE CON NOSTRA PROPRIA STORIA.
    SALUTI
    LINA

  13. tanoka says:

    Ciao Lina! grazie per i saluti, io penso che anche i porteños siano abbastanza ospitali con gli stranieri. Tutti mi dicono che in provincia é ancora meglio, ma personalmente non mi posso lamentare.
    Un abbraccio

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