1° barcamp di buenos aires

Oggi ho fatto un salto al primo barcamp organizzato in Argentina. Si svolgeva nelle sale messe a disposizione da Microsoft, negli uffici della sua sede centrale, a Retiro. Un bel barcamp: grande entusiasmo, grande partecipazione, magna&beve, magliette per tutti, supportato da una buona organizzazione. Peccato che il tutto sembrava un po’ troppo "istituzionalizzato" con la presenza un po’ troppo invadente degli sponsor, tempi molto stretti e poco tempo per il dibattito…che se ho capito bene dovrebbe essere la base di questo tipo di eventi. Il vero dramma peró é rivedermi in una foto scattata da uno dei presenti e scoprire che mancano pochi mesi per emulare definitivamente il ragazzo che era seduto dietro di me, kojak. Sono brutti colpi…

Silvio (non quello che pensate voi)

Il mercato globalizzato della musica sappiamo com’é: noi esportiamo Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Tiziano Ferro, Nek, e si finisce che all’estero pochi sanno chi siano Guccini, De André, De Gregori, Rino Gaetano. Non conoscono neanche il popular Vasco. Allo stesso modo importiamo Ricki Martin, Jennifer López, Shakira, King Africa e ci perdiamo Joan Manuel Serrat, Joaquín Sabina, Leon Gieco, Pablo Milanés, Charli García, Mercedes Sosa, Atahualpa Yupanqui e mille altri. Lo sappiamo, é cosí, é il prezzo del mercado globalizado, che decide per noi cosa ci deve piacere e che cosa no. PERÓ questa logica mercantile commette una vera ingiustizia, un crimine contro l’umanitá (la fetta di umanitá che non parla spagnolo): il mondo non conosce Silvio Rodríguez. Io non sono un grande fan. Lui, oltre ad essere IL cantautore cubano, é un poeta e personalmete mi é difficile seguirlo nelle sue immagini, nelle sue metafore infinite. Peró é indubbio che si tratta del cantautore piú amato e adorato da tutta la popolazione mondiale hispanohablante, dall’Havana a Madrid, da Caracas a Buenos aires. Che Silvio, come lo chiama la gente, non sia conosciuto dalle masse, nel mondo, no tiene perdón. Ecco, io nella mia ostinata vocazione divulgativa vi propongo la mia canzone preferita: "Canción del elegido", secondo me la miglior biografia di Ernesto Che Guevara.

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Qui trovate il testo in spagnolo. Questa é una mia traduzione al volo: Silvio Rodríguez – La canzone del prescelto Quando si racconta una storia si parla sempre di un vecchio, di un bambino o di sé. Peró la mia storia é difficile, non vi parleró di un uomo comune. Racconteró la storia di un essere di un altro mondo, di un animale di galassia. É una storia che ha a che vedere con il corso della via lattea. É una storia sotterrata, che parla di un essere [umano] del niente. Nacque da una tormenta, nel sole di una notte, nel penultimo mese. Passó di pianeta in pianeta cercando acqua potabile, forse cercando la vita o cercando la morte, di questo non si é mai certi. Forse cercando siluettes o qualcosa di simile che fosse adorabile, o per lo meno amabile, baciabile, amabile. Lui scoprí che le mine del Re Salomone stavano nel cielo e non nell’Africa ardente, come pensava la gente… peró le pietre sono fredde e gli interessavano calore e allegrie. I gioielli non avevano anima, erano solo specchi, colori brillanti. E alla fine scese alla guerra, scusate, volevo dire alla terra. Seppe la storia di colpo, sentí dentro alla testa vetri rotti e capí che la guerra era la pace del futuro: le cose piú terribili si imparano in un attimo e per quelle meravigliose ci vuole una vita le cose terribili si apprendono in un attimo quelle meravigliose costano la vita. L’ultima volta che lo vidi se ne andava tra fumo e mitraglia, contento e nudo… stava ammazzando canaglie con il suo cannone del futuro, stava ammazzando canaglie con il suo cannone del futuro… 

Far East? no será mucho?

Arrivo a Buenos Aires dopo quasi due anni di assenza e sembra che ne siano passati dieci. Il traffico è impazzito, la città è un cantiere. Mi sembra di vivere nelle cronache dell’amico Fabio Cavalera dalla Cina. Per fortuna è primavera e il vento tiepido mantiene l’aria relativamente pulita. Il boom economico, almeno qui nel cuore della Capital Federal, si sente ad ogni angolo e porta il suono del turismo e della speculazione immobiliare. [...] Parte del post che Rocco Cotroneo scrive sul suo blog, Americas. Cotroneo è l’inviato del Corriere della Sera in America Latina e vive/scrive in/dal Brasile. Anche per questa "distanza" risulta molto interessante il suo punto di vista su Buenos Aires e sull’Argentina.

Lati B, ascoltati da qui

Rossana mi provoca e in un altro post mi chiede di commentare la questione di Miss Italia e il Lato B. Da una parte é bello ritrovare la polemica sempreverde delle aspiranti miss che si lamentano perché "Non si può giudicare solo l’aspetto fisico, conta anche la personalità" . Ma fa sorridere soprattutto questo continuo gioco televisivo (ma non solo) della provocazione piccola piccola che serve a scuotere la morale (bigotta? ipocrita?sonnolenta?) del Paese, che all’unisono si alza dal divano e grida "Eh no, questo no, é troppo!" Ah sí? e dov’é il limite? chi mette i paletti? il buon gusto? la Chiesa? il Governo? Mike Buongiorno? le letterine? i naufraghi sull’isola? per favore. Qui in Agentina si é troppo lontani da Benedetto16 e troppo vicini a Holywood per porsi questi problemi di buon gusto. Businnes is businnes, e morta lí. Che poi é la stessa logica che regna in Italia, ma non lo si vuole ammettere. E quindi ecco che l’evento televisivo dell’inverno australe é stato el baile del caño (lap dance) fatta dai partecipanti di Bailando por un sueño (il corrispettivo di "Ballando con le stelle"). Un evento che ha riscaldato le freddi notti del cono sud. I piú temerari trovano qui un video esemplificativo. Al confronto la vincitrice del B-side é la monaca di Monza.

Te la do io l’America

Anche se a distanza sto seguendo anch’io il delirio collettivo post-V-Day. Piú che altro mi interessano le analisi che si stanno facendo sul fenomeno blog, e su internet in generale. Con tutti i politici a dire "anch’io ho un blog, non ve l’avevo detto?" Per quanto riguarda i contenuti, non ho un’idea chiara al riguardo: mi piace Grillo, mi divertono i suoi spettacoli, trovo che abbia un bel modo di comunicare, di denunciare. Ma non andrei molto oltre. Da lí a costruire un’alternativa percorribile ce ne passa. Oggi anche il Clarin dedica spazio al fenomeno V-Day, riprendendo a sua volta un articolo dello spagnolo El País. L’articolo descrive a grandi linee la situazione: chi é Grillo, che cosa ha fatto, cos’é un blog, etc.. Poi sulla destra c’é una colonnina (d’opinione?) di un tal Claudio Mario Aliscioni (tano? noooo) che tra l’altro dice: "Grillo, come la metá del paese che oggi lo applaude, fu uno di quelli che nel 1994 votó Berlusconi" Questa é una novitá. Non la sapevo. "Se il comico dovesse rispettare la pulizia che esige, neanche lui potrebbe fare politica: fu condannato al carcere per un incidente stradale nel quale uccise una coppia e il suo livello di vita, come proprietario di una Ferrari e di uno yatch, é irraggiungibile per molti suoi compatrioti." Grillo ha giá spiegato i fatti dell’incidente stradale. Neanche lui potrebbe fare politica? Non mi sembra che l’idea di Grillo fosse fondare un partito. E poi l’amico Aliscioni finisce con: "Per ogni demagogo in attivo c’é sempre un’orecchio che lo ascolta e una mano che lo vota." Ripeto, io non é che sia un fan di Beppe Grillo e del V-Day, ma chi lo paga questo Claudio Mario? Un attacco cosí diretto non puó che essere in mala fede. O no?

Osvaldo

Ho messo i sottotitoli a questo spot di qualche anno fa. Le campagne della birra Quilmes sono a tutti gli effetti parte integrante della cultura popolare Argentina. [vodpod id=ExternalVideo.411034&w=425&h=350&fv=]

Memoria lunga

Perché una banca dovrebbe avere delle barrirere pronte per l’uso davanti alla propria sede centrale?
Perché siamo in Argentina.

 

 

Sono passati quasi 6 anni dal 19 e 20 dicembre 2001. Giorni di presidenti che fuggivano in elicottero, di banche che scappavano col malloppo, di giovani uccisi dalla polizia, di un popolo che anche se solo per due giorni ha deciso di dire "basta".
Alcuni hanno giá dimenticato quei giorni.
Non di certo le banche.

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Ripulisti semantico

Ho fatto un po’ di pulizia nel blog. Con l’uso quotidiano ho scoperto poco a poco la differenza tra tag e categorie. (Differenza che qui e qui viene spiegata con precisione). Ora esiste una colonna di destra con le categorie (interne al blog) e ogni post é collegato ai tag di technorati (esterni). Dice dice…e a me chemmefrega? Il web semantico non é solo un bella proiezione nel futuro, ma é giá presente. Quindi meglio mettersi fin da oggi a "taggare" quello che produciamo. Servirá a tutti noi presto o tardi. Per vedere le potenzialitá di tutto ció basta seguire la seconda parte di questo video, quando Blaise Aguera y Arcas, architetto di Microsoft, presenta le potenzialitá di collegare "semanticamente" le nostre foto, prese da Flickr. Fantascienza? forse futuro prossimo…

Trasferirsi in Argentina oggi. Perché?

Grazie alla "visibilitá" del blog ultimamente sto ricevendo contatti (via commento o via mail) di persone che mi chiedono informazioni e consigli per stabilirsi in Argentina. Le classiche informazioni: possibilitá lavorative, costi degli affitti, documenti necessari per il visto, etc.. Lo stesso tipo di domande si possono trovare anche nel forum dedicato a Buenos Aires del sito Italiansonline. Qualcuno mi ha addirittura scritto: "Andrea, tu che ce l’hai fatta, dammi qualche dritta". Ringrazio per la stima immeritata, ma sinceramente sono appena arrivato, non mi sentirei di dire che ce l’ho fatta. Ho fatto un passo. Adesso resta tutta una strada da camminare. MA con questo post non voglio parlare di me. Vorrei far parlare voi. Qualche giorno fa, conversando insieme a Pippo ci domandavamo: che cosa spinge gli italiani del ventunesimo secolo a desiderare l’Argentina? che cosa vedono in questo paese? che situazioni vi infastidiscono dell’Italia e perché pensate che l’Argentina sia la soluzione? quali sono i tratti caratteristici e inviadibili di questo paese che spingono un italiano ad emigrare qui oggi? Mentre per altri paesi (Brasile, Cuba, Costarica) la risposta sembra chiara (spiaggia, palme, chiringuito, gente meno stressata) per l’Argentina non é cosí evidente, soprattutto dopo la crisi economica del 2001-2002. Se avete voglia di partecipare i commenti sono aperti alle vostre idee. Sono invitati Geppe di Asti e Daniele di Milano, che mi hanno scritto, ma anche Sarini, Bruna e tutti coloro che dimostrano in vario modo il loro amore per questa terra. Magari a voi non é mai venuto in mente di trasferirvi qui o forse sí. O forse avete amici che l’hanno fatto e potete contribuire alla coversazione: "Perché l’Argentina?" Io ho le mie idee al riguardo, ma per adesso me le tengo per me, preferisco lasciar parlare voi. Il meme é tratto.

AGGIORNAMENTO: se ti ha interessato questo post é probabile che ti interessi L’ABC per il tano in argentina, i primi passi. 

Una cosa que empieza con “P”

Los Pumas continuano la loro marcia trionfale al mondiale di rugby e cresce l’entusiasmo popolare. Ieri ho visto un pezzo della partita insieme ad altre 20 persone davanti ad un negozio che vendeva televisori. Questo é uno spot divertente di un gestore di telefonia mobile. Yo te daré, te daré una cosa, yo te daré una cosa que empieza con P, PUMAA[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=Itm4biRHSNg]

Aspettando

Tutte le settimane, il martedí, vado alla stazione degli autobus di Buenos Aires a prendere l’autobus che in un’ora mi porta a La Plata. La stazione si chiama Retiro, per i miei standard é enorme e da lí partono continuamente autobus di lunga distanza diretti alle principali localitá dell’Argentina e del Sudamerica. Le piattaforme da cui partono gli autobus sono chiaramente numerate e sono 75.

Il mio autobus parte dalle piattaforme numero 1 e 2, che rimane quindi in un estremo della stazione, isolato e poco frequentato dai viaggiatori. In quella zona le panchine per l’attesa sono sempre tutte occupate. Occupate da persone anziane e non, con grandi valigie, pacchi, borsoni. Tutti in paziente attesa. Poi arriva l’autobus e solo alcuni si alzano dalle panchine per partire. La maggioranza di quei signori e di quelle signore non si muove, rimane lí, vive lí. Sono i famosi viaggiatori senza biglietto che abitano le stazioni di tutte le metropoli del mondo.

Neanche qui esistono piú le mezze stagioni

 

Eh sí, ragazzi, qui é scoppiata l’estate. Minima di 22°C e massima di 27°C. Per i prossimi mesi tocca voi sorbirvi le mie foto estive mentre andate in giro con la sciarpa. Con affetto, Tanoka .

Vientos de futblol

Oggi pomeriggio, finestra aperta, c’era un venticello che portava in casa il tifo dallo stadio del River, la Monumental. La distanza sará piú o meno di tre chilometri, eppure non si sentivano solo i gol (5) ma anche i cori e gli HUUUUU tipici del calcio inglese. Mi ha ricordato i tempi in cui vivevo a Benimaclet, il quartire di Valencia dove gioca la seconda squadra della cittá, il Levante.

Un trionfo

Poche ore prima che i Pumas facessero un mazzo tanto ai beneamati cugini transalpini si stava scatenando anche un’altra bella lotta, fuori dal campo di gioco. Il braccio di ferro tra la Federeazione Internazionale di Rugby e i giganti dell’informazione si é concluso quando ormai mancava davvero poco al fischio d’inizio e si correve il rischio di incominciare con un "boicot" da parte della stampa. L’accordo finale puó essere un bel precedente per quanto riguarda il tema dei diritti d’immagine di questo tipo di eventi: cronaca o arte?

Uno dei 260.000

Ieri Clarin dedicava ampio spazio ai risultati di una ricerca della Central de Medios Ignis sulle caratteristiche della blogosfera e dei bloggers argentini. Pippo ne segnala i dati piú significativi. 260.000 bloggers non sono pochi. Ma i numeri, si sa, vanno presi con le molle. Mi piacerebbe conoscere con precisione l’inchiesta. Saranno tutti blog attivi? Preferisco le analisi qualitative. E qui mi stupisce soprattutto il fatto che i bloggers argentini abbiano una vita sociale molto attiva, sia nell’ambito privato (amici) che come attivitá socioculturale. Alla faccia dello stereotipo del nerd (o geek) solo, sfigato e pc-dipendente. Sará cosí anche in Italia? o il fatto di vivere in centinaia di cittá/cittadine/paesini con meno attivitá culturale rispetto a Buenos Aires favorisce l’isolamento e la morte sociale del blogger italiano? Qui il centralismo della Capitale la fa da padrone e immagino che nella mappa dei blogger questo si veda rispecchiato. Peccato non avere questi dati. Il fatto poi che il 45% dei bloggers abbiano meno di 20 anni é interessante. Una conferma, se ce ne fosse stato bisogno, che esiste un mondo a noi sconosciuto che in realtá fa un sacco di rumore. Probabilmente la percentuale é cosí alta anche perché la ricerca conterá come blog anche spazi non proprio ortodossi come Myspace e Facebook. Qualcuno ha trovato la ricerca completa di Central de Medios Ignis su internet?


Lunga vita al p2p!

Questa per gli scettici che non credono al fatto che le partite di calcio a pagamento si possano vedere gratis via internet. Per coloro a cui interessa LA pagina di riferimeno é rojadirecta.com e i due software principali TVAnts e Sopcast. Altra questione é invece perché una persona sana di mente, che vive a Buenos Aires, dovrebbe vedere Milan-Fiorentina via web. Non entriamo in questo ambito, si va troppo nel personale…

Bloggers illustri e ciberattivisti

Per chi mi legge da Buenos Aires, segnalo la presentazione del libro di David de Ugarte "El poder de las redes"(Manual ilustrado para ciberactivistas) che si fará lunedí 10 Settembre presso l’Ambasciata Spagnola. Il libro é anche scaricabile on-line. La notizia l’ho scovata sorprendentemente sul blog dell’ambasciatore spagnolo a Bs As, Rafael Estrella. Complimenti all’ambasciatore per l’iniziativa e per la voglia di mettersi in gioco.

Notti magiche, ovali

 

Non so in Italia, ma qui a Buenos Aires sale la febbre per i campionati mondiali di rugby, che cominciano tra quattro giorni in Francia. Io non sono un grande esperto (ad essere sincero non conosco neanche bene le regole), ma la cartina dell’evento é affascinante. Mi lasceró contagiare.