
Grazie alla "visibilitá" del blog ultimamente sto ricevendo contatti (via commento o via mail) di persone che mi chiedono informazioni e consigli per stabilirsi in Argentina. Le classiche informazioni: possibilitá lavorative, costi degli affitti, documenti necessari per il visto, etc.. Lo stesso tipo di domande si possono trovare anche nel forum dedicato a Buenos Aires del sito Italiansonline. Qualcuno mi ha addirittura scritto: "Andrea, tu che ce l’hai fatta, dammi qualche dritta". Ringrazio per la stima immeritata, ma sinceramente sono appena arrivato, non mi sentirei di dire che ce l’ho fatta. Ho fatto un passo. Adesso resta tutta una strada da camminare. MA con questo post non voglio parlare di me. Vorrei far parlare voi. Qualche giorno fa, conversando insieme a Pippo ci domandavamo: che cosa spinge gli italiani del ventunesimo secolo a desiderare l’Argentina? che cosa vedono in questo paese? che situazioni vi infastidiscono dell’Italia e perché pensate che l’Argentina sia la soluzione? quali sono i tratti caratteristici e inviadibili di questo paese che spingono un italiano ad emigrare qui oggi? Mentre per altri paesi (Brasile, Cuba, Costarica) la risposta sembra chiara (spiaggia, palme, chiringuito, gente meno stressata) per l’Argentina non é cosí evidente, soprattutto dopo la crisi economica del 2001-2002. Se avete voglia di partecipare i commenti sono aperti alle vostre idee. Sono invitati Geppe di Asti e Daniele di Milano, che mi hanno scritto, ma anche Sarini, Bruna e tutti coloro che dimostrano in vario modo il loro amore per questa terra. Magari a voi non é mai venuto in mente di trasferirvi qui o forse sí. O forse avete amici che l’hanno fatto e potete contribuire alla coversazione: "Perché l’Argentina?" Io ho le mie idee al riguardo, ma per adesso me le tengo per me, preferisco lasciar parlare voi. Il meme é tratto.
AGGIORNAMENTO: se ti ha interessato questo post é probabile che ti interessi L’ABC per il tano in argentina, i primi passi.



rossana said:
BRAVO ANDREA!!!!Bellissima questa iniziativa,complimenti!
Finalmente la possibilita’ di spiegare ( o provarci…….) cos’e’ che a un certo punto ti fa click e lasci agi,comodita’,sicurezze,un pizzico di presunzione primomondista per far parte ed appartenere e sforzarti ogni giorno un po’ di piu’, a questo PAESE cosi’ pieno di contrasti, ed andare contro l’opinione di tutti coloro che, essendo ” arrivati” ( ma quando uno puo’ dire veramente di esser arrivato????), ti dicono: Argentina??????ma come si vive la’??
Io son qui da 8 anni e mezzo, come molti gia’ sapete, considero di avercela fatta PER ORA, e’ vero il fatto che molta stabilita’ qui non ce la garantisce nessuno……ma il mal d’Argentina secondo me passa per altre cose: per la liberta’ di poterci esprimere sempre liberamente, di ri-inventarci e ri-scoprirci ogni giorno,senza pregiudizi,senza snobismo,di esser valorati per cio’ che siamo e non per cio’ che possediamo.La gente, questa meravigliosa gente che ti offre amicizia,abbracci,comprensione,ascolto,cariño, nomignoli affettuosi, mate e torta fritas,perche’ anche se non si potesse comprare altro, UN MATE NO SE LE NIEGA A NADIE!
Grazie Argentina, tornero’ a opinare su questo tema, grazie Andrea!
makkox said:
Dirò la mia, cioè cosa spinge me a prendere seriamente in considerazione la cosa.
In primis il poter venire lì con un gruzzolo che mi garantisca qualche anno di tranquillità e provare a fare quel che mi piace: i fumetti.
(con lo stesso gruzzolo qui ci campo due anni)
Perchè l’Argentina e non altrove? Perchè la scuola di fumetto argentina è quella su cui ho formato il mio tratto, potrei dire, ma non è questo, o non solo.
Il fatto è che, nella mia mente, l’Argentina somiglia a un Italia che oggi qui non ritrovo più. Intendo dal punto di vista delle relazioni sociali, quelle di tutti i giorni: condomini, panettiere, etc.
Quindi il viaggio in Argentina è anche un viaggio indietro nel tempo (mica tanto eh, giusto un pò).
Sicuramente ho una visione romantica, ma, in fin dei conti, screma-screma qualcosa di quanto immagino è sicuramente reale. Lo so. (e il commento di rossana me l’appoggia ;).
Per me non sarebbe “emigrare” ma traslocare in un paese al confine tra lazio e campania nel 1978 (circa).
Ah, e trovare la Lira ad aspettarmi (anche questo conta).
Tutto qui.
Mak
PS
Tu dicevi: affittare casa e partire. Io la sto vendendo!
Vedi un pò che casino hai messo in moto, hehehe.
Tranquillo, non ti dormirò sul pianerottolo, hehehe… ci si continuerà a beccare solo sul blog magari.
Come tutti, ho qualche paesano laggiù e lo precetterò per instradarmi.
Pingback: Il Migratore Clandestino
tanoka said:
@Rossana
Sono contento che anche tu ti sia unita alla discussione, proprio tu, la capostipite del nostro gruppetto di tanos. E parti subito sottolineando un’aspetto per te fondamentale: la gente e il suo calore. Ma aspettiamo di vedere se si aggiungono altre voci…
@Mak
Io pensavo (e forse continuoo a pensare) che questo tuo progetto argentino fosse un gioco, uno scherzo…ma se un giorno davvero decidi di prendere il piroscafo e di venire qui non fare lo scemo..chiama, scrivi, avverti. Abbiamo un pianerottolo grande. E poi “un mate no se le niega a nadie”!.
Le tue considerazioni sull’argentina come “a un Italia che oggi qui non ritrovo più” sono molto interessanti, proprio il tipo di visioni e di immagini che stavo cercando quando ho scritto il post.
Vediamo se qualcun’altro vi segue e dice la sua..
farc said:
Hola, Tano, non immaginavo mi avessi sul radar…
L’Argentina… da bambino mangiavo poco, così spesso mi mandavano, con la mia bistecchina, al piano di sotto, a mangiare da uno zio che mi intortava – sempre stato fesso, io – raccontandomi che quella carne veniva dalla pampa, e i gauchos e tutto e io mandavo giù, storie e bocconi…
Poi al liceo ho scoperto Borges, il lato europeo e astratto dell’Argentina…
Poi Guccini, che ha dato parole a tanti miei stati d’animo, mi ha raccontato la sua “Argentina”:
Il treno, ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria
o non è un tuo “Orient Express” speciale, locomotiva di fantasia.
L’ aereo, ah, l’ aereo è invece alluminio lucente, l’ aereo è davvero saltare il fosso,
l’ aereo è sempre “The Spirit of Saint Louis” ,”Barone Rosso”
e allora ti prende quella voglia di volare che ti fa gridare in un giorno sfinito,
di quando vedi un jumbo decollare e sembra che s’ innalzi all’infinito.
E allora, perchè non andare in Argentina? Mollare tutto e andare in Argentina,
per vedere com’è fatta l’Argentina…
Il tassista, ah, il tassista non perse un istante a dirci che era pure lui italiano,
gaucho di Sondrio o Varese, ghigna da emigrante, impantanato laggiù lontano.
Poi quelle strade di auto scarburate e quella gente anni ’50 già veduta,
tuffato in una vita ritrovata, vera e vissuta,
come entrare a caso in un portone di fresco, scale e odori abituali,
posar la giacca, fare colazione e ritrovarsi in giorni e volti uguali,
perchè io ci ho già vissuto in Argentina, chissà come mi chiamavo in Argentina
e che vita facevo in Argentina?
Poi un giorno, disegnando un labirinto di passi tuoi per quei selciati alieni
ti accorgi con la forza dell’ istinto che non son tuoi e tu non gli appartieni,
e tutto è invece la dimostrazione di quel poco che a vivere ci è dato
e l’ Argentina è solo l’ espressione di un’ equazione senza risultato,
come i posti in cui non si vivrà, come la gente che non incontreremo,
tutta la gente che non ci amerà, quello che non facciamo e non faremo,
anche se prendi sempre delle cose, anche se qualche cosa lasci in giro,
non sai se è come un seme che dà fiore o polvere che vola ad un respiro.
L’ Argentina, l’ Argentina, che tensione! Quella Croce del Sud nel cielo terso,
la capovolta ambiguità d’ Orione e l’ orizzonte sembra perverso.
Ma quando ti entra quella nostalgia che prende a volte per il non provato
c’è la notte, ah, la notte, e tutto è via, allontanato.
E quella che ti aspetta è un’ alba uguale che ti si offre come una visione,
la stessa del tuo cielo boreale, l’alba dolce che dà consolazione
e allora, com’è tutto uguale in Argentina! Oppure, chissà com’è fatta l’ Argentina,
e allora… “Don’t cry for me, Argentina”…
Io cercavo di grattarla come potevo sulla mia chitarra e me la cantavo con la mia voce afona, e sapevo bene già allora la nostalgia per il non visto e non vissuto.
Poi Marcelo, un amico argentino conosciuto qui a Udine e frequentato per un anno, che ora è di nuovo a Baires, e ci sentiamo su Skype ogni tanto.
Ancora, da quattro anni, il tango, le sue letras malinconiche che mi hanno toccato dentro tante cose, e il ritrovare in milonga le scarpe che – bambino negli anni sessanta – vedevo ai piedi degli uomini nel paese di mia nonna quando la domenica si mettevano il vestito nero della festa per andare a messa, ed era un’Italia diversa, sì, in quegli anni che sono stati il mio posto delle fragole, più povera ma anche più gentile, più umana, morta poi con le lucciole di Pasolini, uccisa da quelle logiche che si portava già allora in grembo.
E dall’ottobre scorso il blog che hai linkato come Sarini, che avevo conosciuto in milonga ed è andata a vivere una fetta dei suoi giorni a Cordoba, e le sue storie di giorni tanto meno isterici dei nostri.
Questo è stato l’Argentina, per me, assieme a storie atroci di dittature e manovre speculative filtrate negli anni dalla stampa.
Emigrarci… sì, ci ho pensato… hai presente l’incipit di Moby Dick? Ecco, in quello stato d’animo Ismaele prende il mare, ma oggi sarebbe fare il ferroviere su una portacontainer… e allora perchè non andare in Argentina?
Non so, al punto cui sono giunto della mia vita forse avrei bisogno di a brand new start of it in old B. A., ma poi ci portiamo sempre dietro noi stessi e magari per me è quello il problema, chissà…
L’idea resta, credo tu immagini il fastidio per il nostro paese che continua a voltolarsi nel suo brago cattomafioso e nel suo familismo amorale, confermando anno dopo anno un ceto politico culturalmente nullo e moralmente abietto di cleptocrati, puttanieri e drogati che ci fanno la morale e vengono eletti su programmi proibizionisti e sicuritari da un elettorato che, non facciamoci illusioni, non è poi granchè migliore. E tutto questo proprio ora, quando più sarebbe necessaria una visione politica innovativa a fronte di scenari che si incupiscono nella finanza globale – i mutui sub prime che stanno saltando sono solo la prima tessera del domino – e a livello di limiti planetari – leggi peak oil – quando dai trailer pare proprio che il prossimo blockbuster sarà “RISIKO: IRAN!”, presto sugli schermi TV di tutto il mondo… se vuoi un pronostico gratuito, e che vale quello che costa, assisteremo – ma già è iniziata da un pezzo – ad una caduta verticale dei redditi reali che manderà alle stelle le tensioni sociali – e la maniera di gestirle sarà quella che ricordo dai ’70, bombe sui treni e svolta autoritaria.
Per la verità non è che lì mi aspetti di trovare di meglio in materia – sbaglio? – ma almeno il posto sarà una novità…
Si potrebbe poi buttar là due filoni di riflessione: uno è che l’Argentina è un paese ricco di risorse naturali – e nei prossimi dieci vent’anni queste saranno fondamentali nella vita economica di un paese.
L’altro è sul ruolo dell’emigrante: questi, in fondo, è sempre una persona di confine, di collegamento di saperi e persone, è un’innovazione in se stesso; e su questo forse molte cose si possono costruire…
Ok, un po’ te la sei cercata, ‘sta alluvione… continua a raccontare, credo siamo in tanti a leggerti.
Lorenza said:
Hola Tanoka! lindo leerte.. mi nombre es Lorenza!
es un ano que vivo en Argentina.. un ano al sur y ahora me mudè en capital..(en caballito..).. mhn.. no se porque te escrbo en castellano..serà la costumbre!
yo soy italiana, de vicenza! el amor por un cebador de mate y por la chacarera me trajeron hasta aca..
queria abrir un blog..y pensè: a ver si alguien lo tiene paraecido a lo que tengo en la cabeza! ahi encontrè el tuyo!
tanoka said:
@ farc
caspita hermano, questo sí che é uno stream of consciousness. Grazie.
Nella tua alluvione ci sono un sacco di spunti…la canzone di guccini (che non conoscevo), le scarpe della milonga, la partenza come improbabile fuga da se stesso, l’analisi geopolitca (non so se la scommessa sull’argentina sia vincente), la critica all’italia e al suo clima stagnante (che conosco bene)
I due filoni di riflessione:
- é vero, l’argentina é un paese ricco di risorse naturali, ma sono state svendute tutte negli anni ’90 da Menem & Co.
-mi piace questa visione dell’emigrato, collegamento di saperi e persone.
Ma il riassunto sta tutto nella frase “almeno il posto sará una novitá”. Penso che difficilmente ci si trasferisca in argentina in cerca di “novitá”. É piú facile che si finisca a Londra, Barcellona, Berlino, Dublino…al limite New York.
Qui siamo decisamente fuori dalle rotte principali. Difficile che si arrivi fin qui senza motivazioni forti, ben fondate.
@Lorenza
Benvenuta! che bella sorpresa. Anche a me piace la chacarera, un giorno faremo un post e spiegheremo anche agli italiani che cos’é.
Mi semba importante sottolineare il motivo che ti ha spinto fin qui: l’amore. Non vorrei stilare classifiche o statistiche, ma mi sa che molti di noi sono qui per lo stesso motivo. Molti di coloro che leggono/commentano in questo blog sono arrivati qui con un compagno o una compagna argentin@ che é riuscita a farsi seguire.
malenamil said:
Che dire…ci vorrebbe un amore per fare il grande salto, o l’età piccola per non farsi troppo male. Quando non si ha nè l’uno nè l’altra si pensa mollo, si rimugina e nel frattempo non si vive, nè qui nè lì.
In Argentina sono stata ingannata, derubata, usata. E continuo a tornarci pensando che forse questa volta diventerò più furba e sì, alcune cose non mi capitano più, forse altre mi capiteranno sempre perchè uno è così dentro e alcuni luoghi fanno solo emergere di più quello che sei.
Che dire? l’Argentina è terra antica, di cordoni ombelicali materni mai strappati, accogliente e carinosa. Mentre ti fa le coccole però ti ricorda che sei un ospite e così mi sento ogni volta che ci vado. Una del primo mondo che ha più tranquillità qui che lì. Però. Questo primo mondo mi spegne e quel terzo mondo mi accemnde. Questo primo mondo mi spreme senza tirare fuori niente di me e quell’altro anche quando mi usa mi fa sentire viva.
E poi c’è il lavoro, forse soprattutto il lavoro. Qui ce l’ho, non riuscirei a fare niente che mi assomigli (già tentate molte strade). Qui guadagno bene, là devo spendere e spemndo molto anche quando risparmio perchè è così, non sono abituata più a rinunciare al minimo che ho qui. Mi mancano i bambini, più di ogni cosa. Li bacio, li tocco, mi sorridono, mi ringraziano. I bambini di Milano non rispondono alle mie parole e rendono la mia vita senza sorriso. Mi manca il tango che è metà della mia vita e che là sento sottopelle e qui non riesco più nemmeno a ballare perchè è senz’anima.
Mi mancano gli amici che mi cercano, forse perchè sono il loro sogno italiano, forse perchè sono io a piacere. Non lo so. So che quando sono là ancora mi sento turista e questo non va bene. Forse non vivrei per sempre in Argentina. Vorrei viverci tre mesi e tornare a Milano e dopo 3 mesi tornare a Buenos Aires. Ecco. Credo che vorrei vivere così per non sentire la nostalgia di nessuno dei due posti e forse riuscire ad amarli bene entrambi.
tanoka said:
Grazie Bruna, ti avevo “invocata” proprio perché sapevo che avresti apportato un punto di vista importante al discorso. Ti capisco quando dici che si corre il rischio di sentirsi come un turista,come un corpo estraneo, ne parla anche Guccini nella canzone citata da Farc.
Non so se é una questione di tempo (necessario per integrarsi). Non so neanche se questo sia un tratto caratteristico dell’argentina o se semplicemente succede in tutte le terre dove uno emigra. Forse puó aiutare il fatto di crearsi una famiglia qui. Lo scopriró e continueró a raccontarvelo.
L’idea di vivere un po’ qui e un po lí non é male. Dove devo firmare?
daniele said:
! Hola Andrea !
Innanzi tutto complimenti per il blog veramente originale e ricco di informative ;
bellissima anche la foto riportante i vecchi emigranti degli anni ’30!!!!
Ti chiederai perche’ una persona come me voglia proprio trasferirsi a vivere in Argentina ?
Beh….. perche’ visto il passato storico di questa Nazione, penso sia forse la terra
che piu’ ci accomuni ; in secondo luogo , come scrive anche Rossana, per l’ospi-talita’ la semplicita’ e il calore della sua gente ;
effettivamente vivere in Argentina non sara’ cosi’ facile come nella Comunita’ Eu-
ropea, vista la passata crisi economica del 2002 ; tuttavia ricordiamo che la stessa
Argentina e’ stata per decenni esportatrice di carne nonche’ di vino…… e’ una Nazione
ricca di materie prime, pur nelle sue contraddizioni sociali .
Tutto puo’ cambiare con il tempo e , pur non essendo un economista, prevedo nel
prossimo futuro una netta ripresa per questa terra.
Se poi guardiamo all’Italia …. il Bel Paese attualmente sta attraversando una grave
crisi economica, per non parlare della classe politica e del debito pubblico, il piu’ alto
di tutta l’Unione Europea !
Concludo con il pensiero che senza essere sprovveduti, con un minimo di base economica l’avventura la si puo’ affrontare. Chi non risica non rosica !!!!
Un saluto a tutti e a presto !!!
daniele
tanoka said:
Grande Daniele! benvenuto.
Sei il secondo, dopo Farc, ad invocare un futuro roseo per l’economia argentina. Speriamo che abbiate ragione. Sicuramente é un paese dove oggi é ancora possibile investire.
L’ospitalitá, anche quella, é un tema ricorrente. Mi sembra che alla fine stiamo riuscendo a trovare di filoni di pensiero comuni.
A me sorge spontanea una domanda. Che sembrerá stupida, ma la voglio fare comunque: Siete mai venuti in argentina? o state pensando di trasferirvi qui senza averla visitata prima?
Attenzione, non é una domanda polemica. Quando ho deciso di trasferirmi a barcellona non ci ero mai stato…
daniele said:
Ciao Andrea !!!
La tua non e’ polemica…… solamente pura verita’ !
Io in Argentina, pur conoscendone alcuni dei suoi abitanti , non ci sono mai stato.
Tuttavia mi sto organizzando per effettuare tra ottobre e novembre, ferie permettendo,
un viaggio a Buenos Aires.
Ho intenzione di fermarmi un po’ di tempo per meglio tastare la situazione e….. chissa’
che sia la volta buona !!!
Il mio unico rimpianto saranno solo gli amici che ho qui a Milano a cui sono molto legato, visto che purtroppo ho perso i familiari, ma chissa’ che non ne possa creare
altrettanti oltre oceano…..
Tra l’altro ti volevo comunicare che ho preso contatto con le autorita’ argentine a Buenos Aires, in relazione a quanto scrittoti via e-mail, le quali molto tempestivamente mi hanno risposto, addirittura in lingua italiana, dandomi tutte le
assicurazioni del caso.
Ti saluto e a presto !!!!
daniele
farc said:
Neanch’io ci sono mai stato, Tano; prima di muovermi, anche solo per un’esplorazione seria, dovrei risolvere la questione di un reddito ragionevolmente certo. Ho qualche idea, ma niente di più. E poi verrà il momento delle difficoltà burocratiche. Ed infine quello in cui ci si guarda nello specchio e ci si chiede: ma davvero ho la voglia ed il coraggio di farlo? Come ti scrivevo, è un’idea. Sarebbe interessante però raccogliere i problemi e le soluzioni proposti da altri in materia.
Quanto all’economia ti giro una notizia (buona, per l’Argentina) fresca:
(ASCA) – Roma, 26 set – La Commissione Ue proporra’ nei prossimi giorni la la sospensione dei dazi all’importazione sui cereali fino a giugno 2008. La proposta dovra’ essere comunque approvata dai ministri dell’agricoltura dei paesi Ue. La decisione riflette la necessita’ di contrastare la scarsita’ di offerta di cereali e la costante impennata nei prezzi. Il prezzo future del frumento tenero ha infatti raggiunto recentementi i massimi storici oltre a oltre 300 euro per tonnellata.
E non sono solo i cereali, se guardi i corsi delle materie prime nelle borse merci, vedi solo crescite preoccupanti – in barba alle cifre cucinate dall’ISTAT sull’inflazione…
tanoka said:
@ Daniele
Sono contento che le cose vadano per il meglio e che il tuo progetto stia prendendo forma. Sicuramente é importante venire a conoscere il paese prima di fare qualsiasi scelta. Lo dico perché vista dall’italia l’argentina puó sembrare vicina (geograficamente e antropologicamente/socialmente) ma arrivando qui si scopre che per quanto affini..siamo comunque in un altro paese e soprattutto in un altro continente. Nella fattispecie il Sudamerica. Bello, affascinante, ma sicuramente diverso in milioni di dettagli da tutto ció a cui siamo abituati in italia. Lo dico nel bene e nel male.
@farc
Le buone notizie sono sempre le benvenute. Le esportazioni stanno andando forte, supportate soprattutto dal cambio molto “favorevole” rispetto al dollaro.
Tempo fa avevo avuto un’idea simile alla tua: raccogliere i problemi e le soluzioni dell’immigrato italiano in argentina, oggi. Poi la “fiaca” ha avuto il sopravvento.
Beh, il blog (e l’e-mail) rimane un modo comunque valido per confrontarci su eventuali dubbi. Io sono a disposizione.
malenamil said:
Continuate a scrivere! Aggiungete esperienze, idee e buoni propositi…alla fine qualcosa resterà..nel senso che io, di mestiere giornalista potrei anche fare un copia e incolla di queste discussioni e renderle pubbliche. Quello che mi pare di notare è che voi (dico voi perchè io sono molto più vecchia) cercate in Argentina quella rete di rapporti umani che in Italia manca e credo non ci sarà più. Non tutti di voi mi sembra di capire vengono da grandi città e siete appunto giovani, meno feriti, più ricchi di entusiasmi… e allora mi chiedo: anche il piccolo paese italiano fa scappare via un giovane?
A Buenos Aires, dove sono stata 5 volte in pochissimo tempo, c’è un contrasto fortissimo di sentimenti per noi italiani. Meglio da noi, meglio da loro, ecc. Mi sono confrontata con molti italiani incontrati là e più o meno tutti dicevamo le stesse cose, notavamo gli stessi problemi (anche molto seri) e anche nei rapporti umani …beh i porteni come sanno anche i porteni sono un po’ snob, esattamente come noi milanesi, romani, fiorentini, ecc. e a lungo andare pesa perchè il nostro bagaglio culturale è nettamente più ampio (per logiche ragioni). Quello che mi è mancato semprre a Buenos Aires era prioprio il confronto intellettuale che non ho mai trovato. Ho trovato molot altro, ma a lungo andare non sarebbe più sufficiente cortesia, abbracci, ecc. Oltre al fatto che le fregature prese a Buenos Aires non le ho prese da nessuna parte , ma non perchè io sia più rincoglionita lì (certamente ho meno difese che qui) forse perchè il porteno è abile come che so, un napoletano, tanto per citare luogo comune, e io ai napoletani non sono abituata. Una ragazza di Napoli in effetti mi ha confidato che a Buenos Aires (dove è stata un anno) si sentiva esattamente a casa, compreso per il problema delle rapine e delle truffe.
Aggiungo materiale un po’ meno edulcorato alla discussione che resta nuovissima e straordinaria.
Ciao!
tanoka said:
Bruna, io vengo da Alessandria e ti posso assicurare che la provincia spinge a scappare tanto quanto la grande cittá. Non so al sud, ma nel nord-italia si vive molto isolati…gli amici, i colleghi di lavoro, i vicini fanno la spola tra lavoro e televisione, senza spazio per molte altre diversioni.
É interessante la tua visione del porteño snob e di povertá intellettuale generalizzata. Io ho una visione opposta. Sullo snob non mi pronuncio perché vengo dal nord-italia e uno schock culturale in questo senso non é possibile. Non abbiamo niente da invidiare a nessuno.
Per quanto riguarda la cultura, mi sembra di trovare un’ottima cultura generale, di base, e una buona propensione all’ascolto, al confronto. Quello che ho potuto verificare in questi mesi é che l’impatto con la gente cambia molto in base al tuo luogo di provenienza. Per esempio chi viene dal Brasile trova gli argentini un po’ altezzosi, chiusi, cervellotici. Io vengo da tre anni in Spagna (catalunya, perdón) e sinceramente Buenos Aires mi sembra il paradiso. In spagna sentivo esattamente il problema di cui parla Bruna: c’era calore umano ma era impossibile qualsiasi confronto minimamente culturale. Gli spagnoli secondo me sono troppoconcentrati su se stessi.
Qui invece mi sembra che siano molto aperti ed interessati a quello che succede in Europa e nel mondo, quindi si trova spesso tematiche comuni su cui confrontarsi. E poi l’attivitá culturale della cittá é invidiabile…mi sembra difficile che non si veda riflessa nelle persone, per strada.
Ricordo che nella mia prima visita a BsAs nel 2004 rimasi a bocca aperta vedendo la gente che discuteva di jazz a parque centenario, una piazza dove tutte le domeniche si apre un enorme mercatino della pirateria musicale.
Oih, magari a me sembrano tutti coltissimi perché io sono ignorante come una scarpa…puó anche essere…
Quello che mi succede in questi primi mesi porteñi é che torna a casa alla sera e inevitabilmente dico alla mia ragazza: “Laura, la gente é recopada” ….un misto di simpatica, gentile, disponibile. É la mia esperienza personale, di questi mesi, niente piú. Magari ho solo avuto fortuna.
Ne dubito, probabilmente si tratta di una questione personale. Do molta importanza ai piccoli gesti, alle piccole attenzioni, ai “mi scusi” quando ti scontri per strada, al sorriso per indicarti una via, alla domanda che mi fanno ogni 2 minuti “di dove sei?” (in spagna sentivano l’accento straniero ma non fregava niente a nessuno di dove fossi).
Potrei continuare ma sta diventando un commento lunghissimo.
STOP
Anonimo said:
beh, io a differenza di Barcelona ho passato dal,73….. adolescente, allo scorso anno a Madrid mesi di vacanze . Ho visto la vecchia Spagna ancora con la corrente elletrica a 125 volt…… ora la Spagna e’ una delle nazioni piu’ sviluppate d’Europa.
Barcelona non e’ Madrid !!!! Madrid ” es hispanidad” ” es movida “!
Vorrei chiedre a Bruna : vero che nelle grandi metropoli se non stai attento ti fregano subito;l’America Latina non ‘e’ l’Europa; tuttavia io sono stato a New York in un barrio
espanol ” QUEENS” per un mese e mezzo, senza alcun problema; leggere quello che scrivete…. un po’ mi preoccupa. L’Argentina e’ a differenza dell’Italia e’ una Nazione con forte contrasto sociale , tuttavia vive con un grande livello culturale e con la voglia di riscattarsi…
leggendo in seguito i commenti del blog , certo che prima di trasferirsi bisogna avere
le idee chiare : senza una minima base economica non si puo’ vivere all’estero ; oggi per noi europei sarebbe appetibile vivere in Argentina visto il cambio attualmente favorvole euro/dollaro US… poi tutto domani puo’ cambiare
daniele said:
re
tanoka said:
Daniele, lungi da me il volerti spaventare. E sono sicuro che neanche Bruna vuole spaventare nessuno. Per tutti vale la regola magica che abbiamo giá detto un po’ di volte: venite e giudicate con i vostri occhi. Non c’é modo migliore.
Anche perché quello che puó piacere a me magari tu non lo sopprti, e viceversa.
Una cosa é certa: non si puó venire a vivere qui confidando nella forza dell’euro sul pesos. Questo paese ha giá fatto capire che la stabilitá economica non vive qui. Tutto puó cambiare, domani.
Sarini said:
Nos juntamos a lo de Pablo…
Questa la mia Argentina.
malenamil said:
Rispondo con grande ritardo. Certamente non si vuole spaventare parlando di economia ballerina o di furti e rapine. Diciamo che io tengo sott’occhio, volutamente, alcuni aspetti meno gradevoli dell’Argentina perchè mi sembra di aver capito che l’aumento della difficoltà economica (o della percezione di essa) incida anche sul crimine (nel senso di furti), a differenza dell’Italia dove il crimine resta più o meno lo stesso nelle aree di benessere proprio perchè le rapine in Italia vengono effettuate più da professionisti che da gente di strada povera. Una volta capito il concetto è certamente più facile difendersi. Iio ci ho messo un po’ a capirlo, ma a luglio per la prima volta finalmente sono uscita indenne da un mese di soggiorno perchè ho usato tutti gli accorgimenti che non avevo usato le prime volte.
Purtroppo, essendo italiani, dobbiamo confrontare e farlo anche con spirito critico e costruttivo che non signfica dire meglio noi di loro, ecc. nè meglio qui di lì, ecc.
Io sono molto combattuta, come moltri altri italiani che hanno vissuto a lungo a Buenos Aires sull’accettare alcune forti contraddizioni come, e ne cito una per tutte, i bambini di strada o la miseria imperante. L’Italia, con tutti i suoi difetti, non ha situazioni così aberranti e disumane. Questo in città. Fuori, lo scientifico sterminio degli indios a nord e a sud del paese è un tema che a me, ma a tutto il mondo civile, dovrebbe stare particolarmente a cuore. Nel mio piccolo cerco di fare quello che posso (che è veramente insignificante) ma ceretamente come italiani dovremmo fare per lo meno una campagna contro Benetton (e mi stupisco sempre che i giovani non lo additino come uno dei grandi responsabili) per quanto riguarda i Mapuche dellka Patagonia o contro la provincia di Missiones che incrementa il turismo ma ha la più alta e vergognosa mortalità dei bambini indios guaranì. Un popolo destinato a scomparire, come a metà 1800 sono non casualmente scomparsi i negri. A questo andrebbe aggiunta la politica del peronismo, unico paese al mondo dove la crescita economica (più 8%), la più alta dell’America Latina in questo momento, non va di pari passo con la pulizia interna del governo nè della polizia, dove non c’è una reale possibilità di opposizione (radicali, socialisti? quanto contano?) . Certo l’Italia ultimamente è in una situazione di stallo, economico, politico e progettuale, ma il nostro sistema per fortuna si basa su alcune certezze (la sanità per esempio, ma anche la garanzia del pluralismo) che la rendono, rispetto all’Argentina, certamente un paese, benchè un po’ in bilico, pur sempre del primo mondo. Quello che mi spaventa in verità è la piccola protesta manipolata di oggi a Buenos Aires che non è paragonabile nemmeno lontanamente a quella genuina della Spagna, un paese che ha fatto passi da gigante in pochissimi anni e riuscendo a mettersi alle spalle trent’anni di dittatura e di povertà. Come possono non essere ignoranti gli spagnoli? Gli argentini hanno invece beneficiato di illustri menti già dal secolo scorso ma le differenze sociali, affrontate velocemente con l’arrivo di 5 milioni di immigrati, continuano a vedersi oggi. I ricchi d’Argentina sono straricchi e i poveri strapoveri.
Scusate, mi sono fatta prendere la mano.. detto questo io a Buenos Aires sto bene, mi sento accolta, stimata, non giudicata, apprezzata. e aiutata se ho bisogno d’aiuto. Qui in Italia se non vesti firmato, non giri in Mercedes e non bevi aperitivi nei locali giusti sei più o meno nessuno e nessuno si occuperà di te.
SIMONETTA said:
ciao ,
Vivo a Pordenone, mi chiamo Simonetta ho 35 anni e a dicembre mi devo trasferire in Argentina a La Plata per amore . Non mi sposero subito quindi avrei bisogno di sapere che documenti devo fare .
Grazie Simonetta
tanoka said:
ciao Simonetta, una tana más!
per i consigli pratici se vuoi scrivimi un mail (andrea.tognin[chiocciola]gmail.com) cosèi ne parliamo con calma.
Se ti va facci sapere qui la tua opinione..ti trasferisci per amore, ma sei giá stata in argentina? ti senti di aggiungere qualcosa al “dibattito”?
Pingback: Volete davvero venire in Argentina? Parliamone « Tanoka
Gustavo Rappazzo said:
Ciao Tanoka e complimenti per l’iniziativa, non scrivo per fare pubblicità sul mio lavoro, semplicemente dopo 24 anni in Italia, nato in Argentina e vissuto fino a 20 anni a Buenos Aires, ho tanti sacrifici e Italia mi dato una moglie e due figli meravigliosi, pero arriva il momento che ti accorgi che in Italia le cose sono cambiate molto oltre che economicamente anche culturalmente da 5- 6 anni a questa parte, sicuramente questo non e un bene per nessuno, ecco per questo motivo che questo blog avrà molto successo, ci sono varie persone che si sono trasferite con il mio supporto e posso assicurarti che sono molto contenti e felici, provare per credere, auguri .
sarò a Buenos Aires a fine Ottobre 2007
gianni said:
ciao a tutti ragazzi, io ho intenzione di trasferirmi in argentina l’inizio del nuovo anno.
Porto con me i risparmi di una vita circa 70.000 euro.
Ho 30 anni, secondo voi riesco ad aprirmi un attivita commerciale e una casa modesta?
Tutto questo in capitale.
Che ne dite?
ciao a tutti da Gianni
Gustavo Rappazzo said:
Tanoka, grazie diciamo che non possiamo lamentarci il lavoro c’e penso molte persone comuni si trasferiscono, la cosa più preoccupanti e che anche gli industriali da anni investono in Argentina, sarà per la pressione fiscale in Italia?
tanoka said:
@ Gianni
Ciao, e tu come mai hai deciso di venire in argentina? Se ti va fai un salto a questo post e dicci la tua.
70.000 euro sono un po’ pochini per fare entrambe le cose, ma tutto dipenda da quanto modesta sia la casa che vuoi comprare (esistono appartamenti da 30.000 euro) e che tipo di attivitá commerciale vuoi aprire. Il sito di immobili del clarin é un buon punto per farsi un’idea dei prezzi degli immobili, con foto, etc..
@ Gustavo
Ho visto il tuo sito. Non pensavo che esistesse un servizio di questo tipo. Come vanno cli affari? stai avendo una buona risposta? Sono d’accordo con quello che scrivi sul sito: in questo momento acquistare un’immobile in argentina puó essere un buon affare. Certo, una cosa é un investimento…mentre decidere di trasferirsi é un’altra questione. Un giorno di questi dovremo analizzare anche i motivi che spingono la gente a lasciare l’italia, mi sembra interessante.
gianni said:
ciao Tanoka ti ho scritto perche vorrei chiederti consigli a proposito della mia volonta di trasferirmi.Pensavo che con 70.000e riuscissi a comprare un appartamento e aprire o rilevare un attivita commerciale.Mi puoi dare consigli a proposito di questo?
Cioe quale attivita commerciale potrei aprire, in che zona ecc. ecc.
Vorrei trasferirmi in argentina perche sono gia stato per 6 mesi e mi sono trovato molto bene, in cosi poco tempo ho fatto un sacco di amicizie che in italia non riesco a fare e anche perche la vita sembra che si vive di piu.
Mi puoi dare dei consigli a proposito?
Ciao
gianni said:
avevo pensato come zona sia per casa che attività commerciale Moron oppure Castelar che ne dici.
Accetto tutti i tipi di consigli visto che il passo che sto facendo non è da poco.
ciao
brunabianchi said:
Ma dove sono Moron o Castelar?
tanoka said:
jeje..Bruna, Moron e Castelar sonoappena fuori Capital Federal, in direzione Ovest, sulla strada per Lujan.
Gianni, sinceramente non saprei cosa risponderti: se hai passato 6 mesi in argentina probabilmente ne sai piú di me. Consigliarti su quale attivitá commerciale poi…mi sembra davvero fuori dalle mie possibilitá. Ho difficoltá a consigliarti un ristorante, figuriamoci un’attivitá..
Ma come mai Moron o Castelar? immagino che tu abbia amicizie in zona, se no non si spiega.
brunabianchi said:
Ci sono anche stata a Lujan! A me è parso il deserto però!
brunabianchi said:
Mi è scappato il dito…volevo dire che siccome mi è apparso il deserto sicuramente lì costa tutto meno..case, attività,,anche perchè c’è molto da mettere in piedi. Non è che poi alla fine Gianni rimpiangerà la solitudine del paesello italiano???
gianni said:
ma non c’è nessuno che racconta il suo trasferimento in argentina?
le difficolta che ha trovato ecc. ecc.??
Cosa sta facendo ora ecc. ecc.????
Se ha rimpianto oppure no.
Dai fatevi avanti.
ciao a tutti
tanoka said:
gianni, il fatto é che la maggior parte di coloro che stanno commentando questo post non vive in argentina. Il post era dedicato agli italiani che (come te) stanno programmando di trasferirsiin argentina. Per questo non trovi molta informazione sulle emozioni e le difficoltá logistiche del trasferimento. L’idea era capire che cosa vi spinge a partire…cosa che, tra l’altro, non ci hai detto ;-)
Per quanto riguarda le tue domande: che cosa facciamo, come stiamo, ecc….io posso solo parlare per me: sono arrivato ad aprile ’07, sto cercando di aprirmi le porte nel campo delle nueve tecnologie (creazioni di siti inernet, contenuti editotiali on-line, corsi a distanza) ma per adesso non ho niente di concreto, se non qualche lavoretto sporadico.
Per un’analisi piú approfondita della situazione lavorativa argentina per un italiano ti rimando ai prossimi post, che scriveró presto.
gianni said:
quanti soldini secondo te servirebbero per venire li?
o meglio per comprare una casa e aprire un’attività commerciale?
ciao
brunabianchi said:
Per quel poco che so alcuni italiani hanno comprato piccoli appartamenti e li affittano in moneta straniera. Altri lavorano in pubblicità (ma erano già pubblicitari in Italia). Altri ancora sono in pensione e la spendono. Conosco manager (giovani) che dirigono aziende italiane che commerciano prodotti con l’Italia (cereali), in provincia di Santa Fè. Conosco anche ragazzi che lavorano con il Consolato italiano (ma a termine) e moltissimi giromalisti, alcuni assunti dall’Ansa (pochissimi) la maggior parte free lance per diverse testate e televisioni italiane.
Secondo le mie ricerche (anche un po’ spasmodiche per Buenos Aires) un italiano che si accontenta può lavorare in un ristorante, fare la baby sitter in casa di ricchi con discendenza italiana e insegnare inglese. Sì, perchè nelle scuole private le richieste di insegnanti sono di inglese e non di italiano, lingua che è già abbondantemente insegnata dagli italo-argentini o da mogli e mariti di argentini. A parte i dipendenti di aziende italiane, tutti gli altri sono pagati in pesos e questo rende evidentemente meno
appetibile il trasferimento. Con uno stipendio di 1500 euro italiani si vive bene, con 1500 pesos argentini un italiano vive molto meno bene (se non altro per un fatto di abitudine a consumare di più). Buenos Aires è più cara dell’esteriore, e questo è risaputo, ma è anche la città che offre di più: un gorno ero dal parrucchiere e lo vedo lavare i vetri della sua vetrina e gli chiedo: li lavi tu? Mi risponde: sì ho deciso di risparmiarer i 40 pesos che mi chiedevano per pulirli. Non so se ruscirò a lavare vetri nella mia seconda vita, ma ho pensato che per due vetrine 40 pesos sono un’enormità e con 30 minuti al giorno di lavoro (2 negozi) potrei vivere a Buenos Aires. Verifichi chi è lì….
A proposito Tanoka. ho fatto un po’ di telefonate ad amici argentini raccontadogli del tuo blog e di questa strana voglia di trasferimento che ne è emersa. Sai cosa mi hanno detto? Incredibile! Per noi Buenos Aires è una città enorme, senza rapporti umani, dove si vive male, è inquinata, rumorosa e triste. E ci sono ragazzi italiani che pensano di trasferirsi? MIRA VOS!
Besos da Milano (inquinata, sporca, maleducata, snob, razzista, DI DESTRA, e senza rapporti umani).
brunabianchi said:
Dimenticavo per Gianni: avendo cercato molto casa aggiungo quello che so: i prezzi variano dai 30 mila dollari ai 200 mila dollari (lasciamo stare il lusso di villa Urquiza, Hollywood, Chico, ecc.). Le zone periferiche ovviamente costano meno, ma non per forza sono le peggiori, solo più scomode per i mezzi.
Per un’attività commerciale (ma forse bisognerebbe dire quale) occorre un primo investimento di 5000 euro tra affitto di un anno e acquisto di qualche materiale. Non ho altre esperienze, T. ne saprà sicuramente di più.
gianni said:
grazie per l’attenzione bruna.io in italia faccio il programmatore oracle.
e spero di lavorare a buenos aires nello stesso ambito.
che ne dici avro difficolta a trovare lavoro?
ciao
brunabianchi said:
purtroppo non so cosa sia ilprogrammatore oracle, quello che so è che Buenos Aires pullula di programmatori! Ma siccome è un’attività emergente sicuramente fuori della capitale c’è più spazio. Perchè non provi a chattare un po’ co gli argentini in icq (sono tuti informatici quelli che stanno al pc), io li contatto casualmente senza conoscerli tanto per praticare un po’ spagnolo ed essendo tu del settore puoi fare domande più precise. Se ti servono info su icq sono qui.
tanoka said:
Per quanto riguarda l’acquisto di una casa confermo quello che dice bruna, si parte da 30.000 dollari (un appartamentino di due stanze) e si arriva ai 200.000. Diciamo che acquistare un appartamento carino, nei quartieri “vivibili” di buenos aires costa 50/60.000 dollari. Gianni, ti avevo giá consigliato il sito del clarin . Lí trovi tutti gli annunci di vendita di caase e appartamenti, divisi per quartieri, con le foto della casa, il prezzo, ecc. Mi sembra una buona guida per farsi un’idea. Poi qui ci sono agenzie immobiliari ad ogni angolo di strada, il boom non sembra fermarsi per ora. i prezzi salgono, vertiginosamente. Quindi se é tua intenzione trasferirti e acquistare é meglio farlo prima possibile. Ci sono tanti stranieri che comprano casa qui e inevitabilmente questo crea un’inflazione terribile sui prezzi, che ormai sono quasi impossibili per un argentino medio.
Per quanto riguarda il lavoro io penso che un programmatore possa avere fortuna qui. C’é molto fermento nel mondo ndell’informatica e del web. Recentemente Google ha aperto una sua sede a Buenos Aires e molte aziende statunitensi stanno terzilizzando llavori informatici qui in argentina. Il cambio per loro é favorevole e trovano professionisti di ottimo livello. Anche per le offerte di lavoro puoi dare un’occhiata al sito di clarin. Io ho visto che i programmatori oracle sembrano abbastanza ricercati.
Rimaniamo in contatto,
suerte
gianni said:
ciao tanoka per i prezzi delle casa ti riferisci alle casa in capitale, giusto?
E non in periferia.O mi sbaglio?
tanoka said:
miriferisco a capitale, esatto. Immagino che in periferia i prezzi siano leggermente piú bassi (ma non scendono sicuramente sotto i 30.000 dollari).
gianni said:
a proposito se sai qualche società che ricerca programmatori oracle, fammi sapere.
o anche se hai da farmi qualche proposta lavorativa.
ciao
aristarco said:
Sig.na bianchi : lasci stare la politica, Milano è di destra e cosi sia’!!
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reporter said:
i miei vorrebbero trasferirsi in argentina,abbiamo molti parenti li che io personalmente non ho mai visto. a parte l’acquisto della casa che sarebbe il meno, poi e’ possibile viverci stabilmente? intendo con la coperetura sanitaria,i permessi ecc.ecc?
tanoka said:
ciao reporter, s÷i, trasferirsi ÷e possibie, anche stabilmente. Certo, bisogna fare i conti con la burocrazia, ma come in molti altri posti. Basta volerlo, cercare un lavoro e avere pazienza…
giovy said:
ciao a tutti entro un anno mi trasferiro a Mendoza con mio marito ARgentino…ho un po’ paura sopratutto perchè ho una laurea è ho paura che lì non mi servirà a niente SOS datemi consigli