Come se non fosse abbastanza drammatico l’evento in sè ci si mette anche il Corriere a dare i numeri sul terribile fatto di cronaca della signora violentata a Roma. Prima mettono on-line il titolo “Roma, violentata e uccisa” mentre la signora, seppure in coma, é ancora viva. Poi finalmente cambiano il titolo in “Roma, violentata e torturata”, ma nell’articolo la parola tortura non viene mai menzionata.
Parole come macigni, usate come se niente fosse.
E poi dicono che le informazioni dei blog sono tendenziose, soggettive e non verificate.
Scrabble al Corriere.it
3° Raduno Tano
Non c’é il 2 senza il 3.
Come si dice sempre in questi casi: visto il successo delle passate edizioni e le continue richieste degli aficionados di tutto il mondo riproponiamo il Raduno Tano! Come sempre l’invito é esteso a tutti: italiani “nuovi”, “vecchi”, argentini, bulgari, nani, donne baffute, nonne, mariti, cani&gatti. Ri-accorrete numerosi!
L’evento in questione avrà luogo presso la rinomata Cantina Don Corleone (Avenida Brasil 43, San Telmo) Sabato 3 Novembre 2007, a pranzo. Per iscrivervi lasciate tranquillamente un commento in questo post. Immagino che si scatenerà la solita serie di tentativi per cambiare data/ora/luogo. Fatevi pure avanti, sono pronto. Sarà mia premura tenere aggiornata la lista dei partecipanti, qui.
Si accettano anche idee, commenti, consigli, invidia (dei lettori italiani).
Solo due cose sono proibite:
- i commenti sarcastici sul logo dell’evento
- le proposte di posticipare a domenica 4 Novembre. Magari voi vivete in un altro mondo, ma domenica c’è Juve-Inter. Dopo un anno di purgatorio in serie B, scudetti e giocatori regalati. Un momento topico.
Se conoscete siti o blog di italiani, fate girare la voce, linkando questo post.
AGGIORNAMENTO!
Visti gli impegni di molti tanos, abbiamo pensato di rimandare. I commenti sono aperti per le proposte.
Elezioni presidenziali, qualche spunto
I risultati ufficiali, suddivisi per localitá, li trovate in questa pagina, un ottimo servizio, attivo fin dall’inizio dello scrutinio, ieri sera. In questi giorni la stampa italiana ha dedicato abbastanza spazio alle elezioni argentine. In generale i commenti sono molto simili tra loro: poca fiducia ai kirchner, considerati nuove facce di un sistema vecchio e conosciuto. Molti hanno sottolineato i problemi attuali dell’argentina, inflazione, corruzione, nepotismo, populismo, ismi vari. Insomma, niente di nuovo per chi vive da queste parti. Tra tutte mi é sembrata interessante l’analisi di Maurizio Matteuzzi sul Manifesto, prima del voto. Forse perché é un’analisi un po’ meno catastrofista delle altre. Condivido le idee di molti articoli pessimisti, per caritá. Anch’io sono molto scettico riguarod i signori K. Peró sono anche un po’ stanco di questo perbenismo all’europea che viene qui a trovare i mille difetti del sistema argentino (o brasiliano, o venezuelano). La definirei "la sindrome dei caschi blu". Ci sentiamo in diritto ed in dovere di scovare i mille problemi delle societá altrui, di insegnare educazione civica in giro per il mondo. Non dico che i difetti non ci siano, ma se fossimo in italia troveremmo anche il modo e il tempo di sottolineare le virtú di questo sistema e di questo momento storico. Sapendo da dove veniamo (berluska) e da chi siamo governati (brodi) sapremmo apprezzare le poche cose buone del presente. E invece no, qui in sudamerica si deve solo sottolineare "la debolezza della democrazia", "la corruzione dilagante", "il populismo", ecc.. Segnalo anche la cronoca di Emiliano Guanella, per La Stampa. Il suo blog é fatto con passione, e si vede. Non condivido tutto il suo timore nei confronti della coppia K, ma mi sembra che faccia una buona fotografia della situazione argentina. Guanella poi segnala l’arrivo di laureati italiani in argentina. Parla di nuovi emigrati, con biglietto di ritorno. Un tema a noi caro. O abbiamo tutti una percezione errata o qualcosa (qualcuno) si sta davvero muovendo.
La presidenta CFK
Hanno avuto ragione i pronostici e i sondaggi delle scorse settimane: Cristina Fernandez de Kirchner é la nuova presidentessa della Repubblica Argentina. Non ci sará bisogno di ballotage, Cristina vince con il 44% 43%, contro il 22% 20% della seconda classificata, Elisa Carrió (dati con il 30% dei seggi scrutinati). Il vero testa a testa si é svolto tra Roberto Lavagna e Lisa Carrió, per il secondo posto. Interessante il risultato specifico dei voti a Buenos Aires, capital federal: qui Lisa Carrió batte Cristina Kirchner, confermando l’eccentricitá di questa cittá e la poca fiducia che concede alla coppia presidenziale. Anche altri grandi centri urbani, come Cordoba e Mendoza vedono sconfitta la nuova presidentessa. Ma le elezioni argentine si vincono (o si perdono) altrove, nella provincia di Buenos Aires, lo sterminato e peronistissimo cono urbano bonaerense. Sono stati giorni interessanti in cui ho avuto modo di scoprire tante piccole-grandi cose del processo elettorale argentino.
Nel periodo di veda electoral, le 48 ore che precedono il voto, c’é una lunga serie di proibizioni, come il divieto di organizzare eventi sportivi, artistici, riunioni di ogni tipo che non abbiano a che fare con le elezioni. Per questo motivo anche i cinema erano chiusi. Niente dichiarazioni dei politici, niente comizi, silenzio. Paradossale il divieto di vendere alcol nei supermercati, nei bar, nei ristoranti, la notte prima del voto. Lo stato paternalista che ti accompagna sano e lucido fino al seggio elettorale. Uomini e donne votano in seggi diversi. Non ho capito bene il motivo… Una bella novitá, che in famigia abbiamo toccato con mano, é stata la possibilitá di votare per tutti i detenuti in attesa di sentenza. Anche qui ci sono stati problemi di organizzazione, di informazione e di logistica, ma si tratta comunque di un passo avanti. Come vi avevo giá segnalato, si é dovuto far fronte al fuggi fuggi di molti presidenti di seggio, che hanno disertato, dimostrando grande responsabilitá civica. Questo ha obbligato lo stato a correre ai ripari per sostituire gli assenti, ritardando anche l’inizio del voto. Mi spiegavano un retroscena al riguardo: se tu vai a votare alla mattina presto e per caso il presidente del seggio non si é presentato corri il rischio di doverlo sostituire tu stesso. Se sei il primo ad arrivare e ti trovi in questa situazione é molto probabile che l’ufficiale militare di turno ti "chieda" di fermarti e di svolgere il ruolo di presidente. Se rifiuti sei perseguibile legalmente. Ecco perché questa mattina si é cominciato alle 9, avevano tutti paura di essere lo sfortunato di turno, el perejil.
Elezioni presidenziali argentine: -1

Foto INFOBAE.com
Siamo in piena veda electoral , il periodo di 48 ore previe al voto, in cui i candidati sono obbligati, finalmente, a fare silenzio. Questa é un po’ la situazione, in ordine sparso. Le imprese di affissioni hanno lottato fino all’ultimo minuto per sovrapporre la facciona del proprio candidato sopra quella degli avversari. Il limite per l’affissione dell’ultimo poster erano le 8 di venerdí mattina. Vi immaginate i colpi bassi che si sono dati durante l’ultima notte? Vale tutto, pur di conquistare il voto dei (molto? pochi?) indecisi. Cristina finalmente é uscita alla scoperto é ha concesso un’intervista. Chi é interessato ad ascoltarla la trova qui: 1, 2 , 3 . I signori Kirchner non hanno un gran feeling con i giornalisti argentini e di solito li ignorano, anche quando si tratta degli inviati che li seguono nei loro viaggi all’estero. Questa intervista per il programma A dos voces é un po’ un’eccezione alla regola, ma Cristina ha comunque trasgredito, ricevendo i due giornalisti ad Olivos, nella residenza presidenziale, invece di recarsi negli studi televisivi come hanno fatto gi altri candidati. Qui i video di Elisa Carrió , Roberto Lavagna e Ricardo López Murphy. Io non avevo mai sentito Cristina Kirchner parlare e personalmente sono rimasto colpito. Cristina é un pochino altezzosa, non lascia spazio alle domande dei due giornalisti, non si lascia interrompere, dice di volersi interessare solo ai cittadini e non ai giornalisti, ma aldilá del modo di fare é assolutamente comoda nel suo ruolo: snocciola numeri in continuazione, parla a braccio di economia senza usare appunti o lavagne di berlusconiana memoria, ed é difficile trovarla impreparata. Cavalca il "boom" economico argentino, non accetta critiche al sistema di rilevamento dell’inflazione, che molti ritengono annacquata dal governo. A mio modo di vedere, parla poco o nulla dei grandi settori della societá che vivono sotto il limite di povertá, ma é comprensibile, tutti i sondagi la danno come vincitrice assoluta e non ha bisogno di cercare il voto delle classi basse. Preferisce parlare dell’importanza di attirare investimenti dall’estero. Le regole del ballotage, create ad hoc in epoca menemista, danno la vittoria al primo turno al candidato che raggiunge il 45% dei voti oppure il 40% con 10 punti di differenza sul secondo classificato. Questo complica notevolmente le cose per gli altri candidati, che difficilmente possono aspirare ad alte percentuali nel primo round. Elisa Carrió, candidata della Coalición Cívica, é indicata un po’ da tutti come l’unica che puó mettere un po’ di paur a Cristina. La Carrió fa finta di crederci e la cittá é tappezzata di suoi cartelli che dicono "Vamos al ballotage, venís?". Ci sono anche gli immancabili problemi logistici/tecnici dell’ultimo momento: centinaia di persone che fanno la coda presso gli uffici pubblici per ritirare il proprio documento d’identitá (DNI), imprescindibile per votare. Negli ultimi giorni si é scoperto poi che molti dei presidenti dei seggi elettorali avevano disertato, rinunciando. Il Ministero di giustizia si é cosí visto obbligato ad impiegare i propri dipendenti nei seggi per permettere il regolare svolgimento delle elezioni. Tra i candidati c’é anche il regista Fernando "Pino" Solanas (video della sua intervista), conosciuto e molto apprezzato anche in Italia. Ecco, quella sarebbe una bella sorpresa…
Click per ingrandire la famosa vignetta di Quino sulle elezioni
Benedetto futbol
É un po’ di tempo che qui non si parla di calcio, concediamoci un po’ di relax in questo clima elettorale.
I telecronisti argentini sono famosi in italia per l’interminabile “Goooooool” che gridano dopo ogni rete. Quello che magari non si sa é che in generale la telecronaca degli eventi sportivi é molto piú informale, rilassata e divertente. Aldilá della giusta professionalitá giornalistica non si spiega perché in italia (ma anche in inghilterra, in spagna) i telecronisti si impegnino a rendere monotono e grigio il racconto. Tanto é cosí che qui girano parodie dei nostri tristi telecronisti. Per darvi un esempio del fatto che “un’altra telecronaca é possibile” trovate qui il video di un servizio qualunque, di un mercoledí di champions league qualunque, di un telegiornale qualunque. Magari non capirete nulla, ma si intuisce che i toni sono diversi.
Bioritmos tanos
Da circa una settimana mi sta succedendo qualcosa di strano. La sveglia suona alle 8, ma io alle 7 sono giá sveglio, pronto per incominciare la giornata. Rimango a letto, ci mancherebbe, ma senza voglia, irrimediabilmente sveglio. Oggi mi domandavo il motivo di questa anomalia nei miei bioritmi e mi sono risposto: “Mah…sará che in italia sta per tornare l’ora solare”. Era solo un’ipotesi, buttata lí. Ora scopro che é vero e che sabato prossimo voi sposterete le lancette. Qui non si sposta niente, visto che l’ora legale non esiste, ma evidentemente (come diceva Alex Drastico) “la natura sa quel che fa” e il mio orologio biologico é sincronizzato con il campanile di Cascinagrossa.
-5 e tutto tace
Manca ormai meno di una settimana alle elezioni presidenziali argentine. Siamo al rash finale: petti in avanti, lingue fuori, si deve lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Nulla di tutto ció. La mia impressione strettamente personale é che sia stata una campagna elettorale tutto sommato pacata, tranquilla, dai toni contenuti. Anche ora, quando ormai mancano pochi giorni al voto, non sento la cittá palpitare sotto la pressione del grande momento che si avvicina. Secondo me tutta questa calma é un po’ "dopata". Tutti i sondaggi danno Cristina Kirchner come vincitrice scontata, resta solo da vedere se si andrá al ballottaggio o no. Con questo tipo di previsioni il governo ha tutto l’interesse per mantenere bassi i toni delle polemiche, posticipare a novembre i temi caldi, mantenere un profilo basso. Il governo sarebbe l’unico protagonista con il potere mediatico/economico/politico sufficiente per scatenare una campagna elettorale tesa e passionale, ma evidentemente non ne ha la minima intenzione. Sarebbe solo controproducente. Meglio lasciare che tutto scorra fino a domenica. Gli avversari di Cristina sono troppi e troppo eterogenei per formare una valida alternativa. Non sembrano neanche in grado di mettere un po’ di pepe a queste elezioni. Interessante quello che raconta Darío Gallo nella sezione dedicata alle elezioni argentine del giornale spagnolo El Mundo: a quanto sembra nessuno confessa di voler votare Cristina. Non si spiegano allora i risultati dei sondaggi. Un mistero che agli argentini ricorda gli anni di Menem e a noi italiani ricorda Berlusconi: impossibile trovare un reo-confesso che ammettesse di averlo votato. Ricordo che José María Aznar non si preoccupava mai dei sondaggi negativi, diceva "il nostro elettorato non risponde sinceramente ai sondaggi". Domenica sapremo se gli argentini ci stanno riservando qualche sorpresa. [Foto EFE, el Clarín]
Il giorno in cui morí Carlitos Menem
Oggi alcuni amici mi hanno raccontato, davanti all’immancabile mate, un capitolo della storia argentina che non conoscevo. Il 15 Marzo 1995 l’elicottero in cui viaggiava Carlos Menem Jr. ("Carlitos"), figlio dell’allora presidente della repubblica Carlo Menem, si schiantava al suolo vicino a Ramallo, nella campagna tra Bs. As. e Rosario. Carlitos aveva 27 anni e con lui morí Silvio Oltra, pilota di automobili che lo accompagnava a Rosario per partecipare ad una gara automobilistica. Sono passati 12 anni da quei giorni, ci sono state indagini giudiziarie, investigazioni giornalistiche, speculazioni, pettegolezzi popolari, dichiarazioni di amici/parenti, ecc. Non si é mai chiarito se si sia trattato di un incidente o di un attentato. L’unica realtá innegabile é che il governo e il suo rappresentante, l’uomo piú potente di quella argentina, non fecero molto per scoprire la realtá. Preferirono parlare di fatalitá. La madre di Carlitos, ed ex-moglie del presidente Menem, Zulema Yoma ha sempre dichiarato che il figlio aveva pagato per errori del padre. Zulema ha sempre sostenuto che l’elicottero fu "tirato giú" a colpi di arma da fuoco. Questa é la versione agghiacciante che mi raccontavano oggi davanti ad un mate, la versione secondo la quale Menem si era spinto troppo oltre nel commercio internazionale di armi, pestando i piedi a qualcuno che gliela fece pagare cara. Chi mi raccontava usava l’espressione "Menem se la tuvo que comer", ovvero "Dovette mandare giú, dovette accettare la situazione". Non so se questa sia la veritá, se davvero Menem avesse le mani cosí sporche da non potersi permettere di reagire e di cercare giustizia per la morte del figlio, ma la sola possibilitá basta a farmi rabbrividire.
Las Grutas
Oggi un amico argentino mi raccontava le sue vacanze dell’estate 2006. Cosí ho scoperto un posto che fino ad oggi non avevo mai sentito nominare: Las Grutas. Si tratta delle piú grandi tra le spiagge patagoniche, sono nella provincia di Rio Negro, poco sopra la peninsula Valdes, a circa 1200 chilometri da Buenos Aires. Mi hanno raccontato di spiagge sterminate, semidesertiche con velocissimi (e a volte pericolosi) movimenti delle maree. Il mare si ritira di circa 100 metri in 6 ore. Normalmente il fattore che spaventa di piú, quando si prendono in considerazione le spiagge al sud di Mar del Plata é la temperatura dell’acqua, gelida. Sorpresa: a Las Grutas, in estate, la temperatura dell’acqua raggiunge i 25° C. Questo per due fattori: lo scarso movimento delle correnti marine (siamo in un golfo) e il sole che riscalda la sabbia durante la bassa marea. Oltretutto la zona rimane ad una latitudine in cui é davvero semplice cruzar e fare un salto sul Pacifico. Mi friggono i piedi. E lo zaino.
Il caro mattone
Tutti a studiare in Argentina
Ieri Clarín riportava dati del Ministero d’Educazione Argentino secondo i quali il numero di studenti stranieri nel Paese é piú che raddoppiato nell’ultimo anno. Si é passati dai 10.000 studenti del 2006 ai 23.737 di quest’anno. La possibilitá di accedere a corsi di ottimo livello accademico a prezzi abbordabili é un incentivo importante per gli studenti di tutta l’area latinoamericana e non solo. All’offerta di master e di corsi post-laurea si somma la possibilitá di imparare lo spagnolo in un ambiente culturalmente divertente e a buon mercato. Questo attira quindi studenti statunitensi ed europei. Interessante un dato riportato dall’articolo: la percentuale di studenti stranieri rispetto al totale della popolazione universitaria qui é del 1,05%, un dato molto simile a quello dell’Italia (2%), che posiziona l’Argentina al quarto posto nel continente americano, dietro a USA, Canada e Uruguay.
Amore e caffé
Sabato. Sono seduto in un bar. Leggo il giornale e “con la coda dell’orecchio” ascolto la conversazione delle due signore cinquantenni del tavolo vicino. Una delle due confida all’amica i suoi problemi di coppia. E lo fa con un tono di voce altissimo, che obbliga tutti i presenti ad ascoltarla. Appena si avvicina il camerire, anche lui cinquantenne, le due signore lo fermano. Vorranno ordinare qualcosa. Chiederanno il conto. Macché. Quella che soffre pene d’amore gli chiede a bruciapelo: “Scusi posso farle una domanda? lei che é un uomo magari mi puó aiutare. Ma come si fa a far capire ad un uomo che io lo amo? Lui é tanto bravo, ma ha un carattere terribile, intrattabile. Lei che cosa farebbe?”
Io rido sotto i baffi. Il cameriere invece, discreto, le risponde a bassa voce, rimanendo un quarto d’ora a dispensare consigli.
Questi porteños sono incredibili.
Nella foto il Bar Britanico, in una foto di ClixYou.
Da “Don Chicho”
Oggi pranzo da "Don Chicho", 5 generazioni di calabresi , tappa obbligata per tutti coloro che avranno il coraggio di venire a trovarci.
Scelte editoriali
Da oggi la versione in spagnolo del blog é in pausa. Sto pensando se ha senso continuare a tradurre i post
al castigliano e non trovo molte motivazioni per farlo. Non si tratta solo di pigrizia, in realtá tradurre mi porta via due minuti due. Piú che altro mi sembra che non abbia molto senso continuare a farlo: gli argentini conoscono giá da vicino la loro realtá, non hanno bisogno che gliela racconti io. E poi i miei amici hispanohablantes (Sergi, Lina, Federico, etc) ormai masticano benissimo l’italiano. Per tutti gli altri rimane sempre la possibilitá di iscriversi alla Dante.
Continuo a pensare che il blog sia un bel modo di entrare in contatto con persone che condividono interessi, quindi é probabile che un giorno si apra un altro blog in spagnolo, ma per parlare di altre cose.
Chau
Vi verremo a cercare

Grande settimana.
Prima la famiglia Pinochet al gran completo in carcere per aver esagerato nella loro lotta al comunismo, rubando a man bassa. Tranquilli, sono giá tutti fuori con la condizionale, ma hanno passato una notte in carcere e se permettete sono piccole soddisfazioni.
Poi oggi alle 19,30 locali il sacerdote argentino Christian Federico Von Wernich é stato condannato all’ergastolo dal tribunale de La Plata. Von Wernich, ex cappellano della Polizia della Provincia di Buenos Aires (la bonaerense), é stato dichiarato colpevole per aver partecipato a sette omicidi, 42 casi di privazione di libertá e 32 casi di tortura. Visto che le parole sono importanti, sottolineo anche il fatto che durante il verdetto il giudice ha usato la parola "genocidio" per qualificare il periodo dell’ultima dittatura militare, 1976-1983. Visto che Von Wernich é ancora sacerdote e fa ancora parte della Chiesa Cattolica Apostolica Romana sono curioso di sentire l’opinione di Benedetto16, sua santitá. Si tratta del secondo sacerdote giudicato colpevole di atti di lesa umanitá, dopo il ruandese Athanase Seromba, condannato nel 2006 a 15 anni di prigione per reati analoghi.
Piccoli passi avanti.
Eres nuestra conciencia acribillada
Yo tuve un hermano Julio Cortázar Yo tuve un hermano no nos vimos nunca pero no importaba. Yo tuve un hermano que iba por los montes mientras yo dormía. Lo quise a mi modo le tomé su voz libre como el agua. Caminé de a ratos cerca de su sombra no nos vimos nunca pero no importaba. Mi hermano despierto mientras yo dormía. Mi hermano mostrándome detrás de la noche su estrella elegida.
40 anni senza il Che Il titolo del post é tratto da un poema di Mario Benedetti.
Vamo vamo Argentina
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Mondiali di rugby: oggi los Pumas hanno spazzato via anche la Scozia e troveranno in semifinale il Sudafrica.
Qui si festeggia con il nostro nipotino, Camilo: Vamos, vamos, Argentina, vamos, vamos a ganar, que esta barra quilombera no te deja de alentar.
Vi diciamo il peccato e il peccatore
Magari avete letto che in questi giorni il governo argentino ha definitivamente consegnato gli edifici della ESMA (Scuola tecnica della Marina Militare) alle autoritá civili che lo trasformeranno nel Museo della Memoria. Le stime, al ribasso, parlano di 5.000 persone torturate in quei locali, il maggior centro clandestino di detenzione dell’ultima dittatura militare (1976-1983).
Sono passi importanti, senza dubbio, e giustamente anche Roberto se ne rallegra. Secondo me il governo argentino ci marcia un po’ su queste cose, per potersi fare un po’ di foto e non parlare di altre cose, tipo l’inflazione. Ma non é questo il punto, qui. Oggi sono passato davanti alla ESMA e c’é stata una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta. Sulla facciata [click sulla foto per ingrandirla] c’é uno stendardo che dice "Uno spazio per la memoria sul Terrorismo di Stato". Boom. Avrebbero potuto dire "Memoria sulla dittatura", dando cosí la colpa a quattro gatti. O avrebbero potuto parlare di "Giunta militare" mettendo in mezzo tutto l’esercito. Avrebbero potuto usare mille eufemismi. E invece hanno scritto le cose chiare, aldilá di ogni piú rosea aspettativa. Terrorismo di Stato. Hanno detto il peccato e il peccatore. In italia ne sappiamo qualcosa di terrorismo di stato, ma queste parole sono tabú: in tv, sui giornali, nei libri di testo. Terrorismo si puó usare solo se si parla di Osama & Co, o al massimo delle BR.
Volete davvero venire in Argentina? Parliamone
Sono passate quasi tre settimane da quando lanciai il tema "Trasferirsi in Argentina oggi. Perché?" e personalmente sono molto contento che abbiate partecipato. Solo oggi ho ricevuto due mails di nuove persone che si stanno organizzando per il grande salto. Peccato solo che Pippo sia in vacanza nei suoi luoghi natali, in nord africa, e non possa contribuire alla discussione. Ho riletto i vostri commenti e ho cercato di organizzare le idee emerse. Ne é venuta fuori una tag cloud che vi propongo:
[Click sull'immagine per ingrandire]
I motivi principali che portano gli italiani a sognare l’argentina sono quindi: – L’amore Non c’é carro di buoi che tenga, la maggior parte degli italiani che arrivano qui oggi lo fanno perché accompagnati da un/a compagn@ argentin@. Certo, ai fini del nostro "studio" questa categoria é un po’ atipica, visto che i suoi componenti hanno scelto l’argentina, ma forse avrebbero scelto anche il sud africa o la cina pur di non perdere il/la propri@ compagn@. -La gente Fondamentale. Strettamente legato ad altre parole chiave: ospitalitá, amicizia, poca importanza al superficiale. Caratteristica che l’argentina condivide con tanti altri paesi sudamericani, ma con le dovute differenze. C’é stato chi ha sottolineato giustamente che i porteños sono un po’ snob: psicoanalizzati, amanti del jazz, dei pranzi infiniti e delle cafaterías. Da qui vengono altre parole come cultura e offerta culturale. Ma argentina non é solo Buenos Aires e los porteños. – Ricerca di un’Italia che non c’é piú Tanti e tanti immigrati italiani fanno sí che l’idiosincrasia tana sia presente un po’ ovunque. Chi é interessato ai parallelismi Italia-Argentina puó leggersi anche i commommenti che sono nati da un post recente di Rocco Cotroneo su Buenos Aires. A chi viene a cercare l’Italia anni ’50-’60 in Argentina consiglio prima di venire a conoscere bene il paese. Secondo me molte somiglianze sono apparenti. Altre sono reali. Dipende dall’importanza che date a certe cose piuttosto che ad altre. Esempi: in argentina trovate lo stesso modo di scherzare degli italiani, ma trovate anche la stessa mancanza di senso civico e di memoria storica. - Cambio Euro -Peso (€€€€-$) É innegabile, il momento economico permette di venire qui e vivere da nababbi con pochi euro. Se si é turisti o se si ha una rendita fissa in Italia (un affitto, un investimento,una pensione) qui si puó vivere davvero bene. Il tutto con un’attivitá culturale e una cucina di tutto rispetto. Il cambio permette anche di venire ad investire con cifre che in Italia sarebbero insufficienti/ridicole: acquistare una casa o essere imprenditori di se stessi é possibile. Certo il cambio, lo dice anche la parola, cambia. Oggi é cosí, domani chissá. Giusto scommettere sul peso debole e trasferirsi? Sempre in ambito economico, alcuni vedono un futuro economico promettente per il paese. La stabilitá economica non vive qui, ma non si sa mai…magari avete ragione. - Il tango Una grande passione, condivisa da tanti italiani che lo praticano in italia e sognano las milongas di Baires. Una buona scusa per una vacanza, ma credo che solo i professionisti saranno disposti a trasferirsi per il tango.

Io e il mio ragazzo usiamo il prezzo degli immobili come metodo anticoncettivo 










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