Il giorno in cui morí Carlitos Menem
Oggi alcuni amici mi hanno raccontato, davanti all’immancabile mate, un capitolo della storia argentina che non conoscevo. Il 15 Marzo 1995 l’elicottero in cui viaggiava Carlos Menem Jr. ("Carlitos"), figlio dell’allora presidente della repubblica Carlo Menem, si schiantava al suolo vicino a Ramallo, nella campagna tra Bs. As. e Rosario. Carlitos aveva 27 anni e con lui morí Silvio Oltra, pilota di automobili che lo accompagnava a Rosario per partecipare ad una gara automobilistica. Sono passati 12 anni da quei giorni, ci sono state indagini giudiziarie, investigazioni giornalistiche, speculazioni, pettegolezzi popolari, dichiarazioni di amici/parenti, ecc. Non si é mai chiarito se si sia trattato di un incidente o di un attentato. L’unica realtá innegabile é che il governo e il suo rappresentante, l’uomo piú potente di quella argentina, non fecero molto per scoprire la realtá. Preferirono parlare di fatalitá. La madre di Carlitos, ed ex-moglie del presidente Menem, Zulema Yoma ha sempre dichiarato che il figlio aveva pagato per errori del padre. Zulema ha sempre sostenuto che l’elicottero fu "tirato giú" a colpi di arma da fuoco. Questa é la versione agghiacciante che mi raccontavano oggi davanti ad un mate, la versione secondo la quale Menem si era spinto troppo oltre nel commercio internazionale di armi, pestando i piedi a qualcuno che gliela fece pagare cara. Chi mi raccontava usava l’espressione "Menem se la tuvo que comer", ovvero "Dovette mandare giú, dovette accettare la situazione". Non so se questa sia la veritá, se davvero Menem avesse le mani cosí sporche da non potersi permettere di reagire e di cercare giustizia per la morte del figlio, ma la sola possibilitá basta a farmi rabbrividire.
