-5 e tutto tace

argentina — tanoka @ 11:13 pm

Manca ormai meno di una settimana alle elezioni presidenziali argentine. Siamo al rash finale: petti in avanti, lingue fuori, si deve lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Nulla di tutto ció. La mia impressione strettamente personale é che sia stata una campagna elettorale tutto sommato pacata, tranquilla, dai toni contenuti. Anche ora, quando ormai mancano pochi giorni al voto, non sento la cittá palpitare sotto la pressione del grande momento che si avvicina. Secondo me tutta questa calma é un po’ "dopata". Tutti i sondaggi danno Cristina Kirchner come vincitrice scontata, resta solo da vedere se si andrá al ballottaggio o no. Con questo tipo di previsioni il governo ha tutto l’interesse per mantenere bassi i toni delle polemiche, posticipare a novembre i temi caldi, mantenere un profilo basso. Il governo sarebbe l’unico protagonista con il potere mediatico/economico/politico sufficiente per scatenare una campagna elettorale tesa e passionale, ma evidentemente non ne ha la minima intenzione. Sarebbe solo controproducente. Meglio lasciare che tutto scorra fino a domenica. Gli avversari di Cristina sono troppi e troppo eterogenei per formare una valida alternativa. Non sembrano neanche in grado di mettere un po’ di pepe a queste elezioni. Interessante quello che raconta Darío Gallo nella sezione dedicata alle elezioni argentine del giornale spagnolo El Mundo: a quanto sembra nessuno confessa di voler votare Cristina. Non si spiegano allora i risultati dei sondaggi. Un mistero che agli argentini ricorda gli anni di Menem e a noi italiani ricorda Berlusconi: impossibile trovare un reo-confesso che ammettesse di averlo votato. Ricordo che José María Aznar non si preoccupava mai dei sondaggi negativi, diceva "il nostro elettorato non risponde sinceramente ai sondaggi". Domenica sapremo se gli argentini ci stanno riservando qualche sorpresa. [Foto EFE, el Clarín]

1 commento »

  1. La divisione interna dei partiti politici favorisce al governo. Non c’è una oposizione forte, e anche il cittadino non vote al partito uficiale, questi voti si disperdono e così si benefica il governo. Io credo che l’argentino non dice sempre la verità nei sondaggi, Da molti tempi siamo abbituati ad essere riservati. Pensi che sempre é stato presente nella nostra storia due grandi frazioni molti rivali (morenistas/saavedristas, unitartios/federales, radicales/peronistas.) per dire alcuni. Oggi, non si vede e manca la mano paterna che ti dice “Votami”. Dobbiamo crescere come società.
    Sopratutto credo che siamo stati bruciati alcune volte e tuttavia lo sintiamo nella pele-
    Mi piace leggere l’opinione di una persona straniera, perchè alcune parole può far pensare la situazione da altro angolo.

    Commento di Horacia Lina — 24 10, 2007 @ 9:14 pm

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