La presidenta CFK

Hanno avuto ragione i pronostici e i sondaggi delle scorse settimane: Cristina Fernandez de Kirchner é la nuova presidentessa della Repubblica Argentina. Non ci sará bisogno di ballotage, Cristina vince con il 44% 43%, contro il 22% 20% della seconda classificata, Elisa Carrió (dati con il 30% dei seggi scrutinati). Il vero testa a testa si é svolto tra Roberto Lavagna e Lisa Carrió, per il secondo posto. Interessante il risultato specifico dei voti a Buenos Aires, capital federal: qui Lisa Carrió batte Cristina Kirchner, confermando l’eccentricitá di questa cittá e la poca fiducia che concede alla coppia presidenziale. Anche altri grandi centri urbani, come Cordoba e Mendoza vedono sconfitta la nuova presidentessa. Ma le elezioni argentine si vincono (o si perdono) altrove, nella provincia di Buenos Aires, lo sterminato e peronistissimo cono urbano bonaerense. Sono stati giorni interessanti in cui ho avuto modo di scoprire tante piccole-grandi cose del processo elettorale argentino. Nel periodo di veda electoral, le 48 ore che precedono il voto, c’é una lunga serie di proibizioni, come il divieto di organizzare eventi sportivi, artistici, riunioni di ogni tipo che non abbiano a che fare con le elezioni. Per questo motivo anche i cinema erano chiusi. Niente dichiarazioni dei politici, niente comizi, silenzio. Paradossale il divieto di vendere alcol nei supermercati, nei bar, nei ristoranti, la notte prima del voto. Lo stato paternalista che ti accompagna sano e lucido fino al seggio elettorale. Uomini e donne votano in seggi diversi. Non ho capito bene il motivo… Una bella novitá, che in famigia abbiamo toccato con mano, é stata la possibilitá di votare per tutti i detenuti in attesa di sentenza. Anche qui ci sono stati problemi di organizzazione, di informazione e di logistica, ma si tratta comunque di un passo avanti. Come vi avevo giá segnalato, si é dovuto far fronte al fuggi fuggi di molti presidenti di seggio, che hanno disertato, dimostrando grande responsabilitá civica. Questo ha obbligato lo stato a correre ai ripari per sostituire gli assenti, ritardando anche l’inizio del voto. Mi spiegavano un retroscena al riguardo: se tu vai a votare alla mattina presto e per caso il presidente del seggio non si é presentato corri il rischio di doverlo sostituire tu stesso. Se sei il primo ad arrivare e ti trovi in questa situazione é molto probabile che l’ufficiale militare di turno ti "chieda" di fermarti e di svolgere il ruolo di presidente. Se rifiuti sei perseguibile legalmente. Ecco perché questa mattina si é cominciato alle 9, avevano tutti paura di essere lo sfortunato di turno, el perejil.

Reader Comments (2)

  1. brunabianchi said:

    Grazie per la cronaca e ora regalaci anche l’analisi di questo voto: a proposito ma quanti sono gli argentini che la Rai ieri ha detto che votavano 26 milioni? Votano anche i bambini? Sembra che Cristina Fernandèz abbia preso più voti tra la classe medio bassa che tra quella medio alta e sembra che la capital federal sia più a sinistra (o centro-sinistra) di quello che si pensava con le elezioni di Macri. Mi sembra contradditorio.
    Anche l’Italia aveva simili divieti ma parliamo di 50 anni fa, sicuramente per gli alcolici, non ricordo se anche per i cinema e lo sport (che mi sembra francamente eccessivo). Suona un po’ dittatoriale no? Il voto in Argentina è obbligatorio, a differenza dell’Italia, ma quello che non ho capito è perchè i presidenti di seggio hanno rifiutato. E’ interessante questa disaffezione e ribellione all’obbligo.. Sai dirci anche la percentuale dei votanti? Tanto per capire, visto che già la legge sulla percentale sufficiente per vincere è ben poco democratica.
    A proposito della divisione dei seggi…mah anche qui uomini e donne sono divisi, ma all’interno dello stesso seggio. Forse, azzardo, è solo un problema logistico ma chissà perchè me “llama la attencion” lo sbarco degli immigrati dalle navi ben divisi in sessi….

  2. tanoka said:

    Gli argentini sono 39 milioni, uno piú uno meno.
    Sí, sicuramente la classe medio-alta ha fatto altre scelte, preferendo altri candidati a cristina. Il fatto che capital federal sia piú a sinistra rispetto alle elezioni di macri…non saprei, non mi sembra. Negli ultimi giorni Macri aveva “investito” come suo candidato López Murphy, ma non si puó dire che macri fosse presente in queste elezioni. ha preferito defilarsi e mi sa che sentiremo parlare di lui nel 2011. In capital ha vinto la Carrió e non mi sento di dire che sia piú a sinistra di cristina. Gli altri esponenti della destra, o del centrodestra erano davvero improponibili, anche per chi volesse votare contro cristina.
    Lo dimostra l’ottimo risultato di Pino Solanas, quarto a livello nazionale e quinto in capital.

    La partecipazione, nonostante fosse obbligatoria, é stata la piú bassa da quando é stata instaurata la democrazia. Ha ragione Carotenuto, dopo gli anni del “que se vayan todos” gli argentini non si sono ancora del tutto ripresi, c’é molta sfiducia e un po’ di apatia. Cose che noi in italia conosciamo bene…

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *