Battesimo del fuoco

Eh sí, é arrivato il momento fatidico di cimentarsi con il mio primo asado. Con la nuova parrilla non posso piú nascondermi e limitarmi ad abbuffarmi a casa di amici, ora tocca a me. Abbiamo fatto le prove generali, in famiglia, con una tira de asado da un chilo. Un vero e propio battesimo, un rituale in piena regola: pulizia della parrilla, accensione del fuoco, gestione del carbone, tempistica nella cottura della carne, uff! Ogni argentino che si rispetti ha i suo mille trucchi e accorgimenti per ognuna di queste delicate fasi. Io ho ascoltato per qualche anno e adesso mi azzardo a indipendizzarmi, sotto lo sguardo intenerito (o é compassione?) di quella santa donna che mi accompagna. Sono un pivello alle prime armi, fuoriposto, mi sento come un americano che gioca al soccer, uno svizzero che fa surf, uno di Abbiate Grasso che corre davanti al toro a San Fermín.

Diversi edifici, con le rispettive finestre, si affacciano sulla nostra terrazza e cosí durante tutto il rituale mi sentivo osservato, spiato. Vivevo con il terrore che all’improvviso si aprisse una finestra e un ciccione spazientito mi gridasse: “Ma noooo!!! non cosí, COGLIONE!”.


Comments

  1. Clara says:

    Beh, e poi? Che è, dobbiamo attendere la seconda puntata?
    Quando ci racconti come è stato il risultato finale???

    (..ops.. avrò mica sollevato l’angolino del velo pietoso?)
    ;)

  2. Xeneize says:

    Io sono fiduciso! Vieni dalla terra della Frisona o no?
    E poi,mi duole ricordarti che gli svizzeri hanno vinto DUE VOLTE la Coppa America!

    Comunque quella costina di brontosauro sulla griglia sola soletta,mette un pochino di tristezza…

  3. tanoka says:

    Il risultato? bene bene…abbiamo chiesto una pizza per telefono, senza nessun problema.

    Xeneize, eravamo solo in due…la costina di brontosauro era sufficiente. Quando venite a trovarci portate i salamini dalla Fraschetta per dare un po’ di allegria alla parilla!

  4. laurita says:

    grande tanoooooooo!!!
    la proxima jugate con unos chinchulines y unas papas a las brasas. y avanzamos un nivel mas…
    felicitacines
    beso
    p.d. igual, un dia de estos, quiero comer una de tus carbonaras (se escribe asi?)

  5. Clara says:

    ¿Qué son los chinchulines?

  6. laurita says:

    clara, son los intestinos delgados de la vaca, asi dicho, da mucha impresion, pero a la parrilla y con mucho limon, son muy ricos…

  7. tanoka says:

    Gracias Laurita por alentar! ahora que somos vecinos no faltaran oportunidades para darle a la carbonara. Y a los chinculines.

    Clara, niente chinchulines in chile? grave.

  8. Clara says:

    …sarebbe la trippa, quindi?

    laurita no te preocupes, a mì nada que se pueda comer me da impresiòn..!

    En Chile nadie nos ofreciò chinchulines… :(
    Per comimos un asado al disco en Valparaiso, y desde la casa donde estàbamos se veìa toda la ciudad y el puerto…
    Basta si no me pongo a llorar.

  9. Immagino esisterà un rito simile con il mate.

    Quando in famiglia abbiamo provato a prepararlo ne è venuta fuori una cosa disgustosa. Eppure mi hanno assicurato che la marca Taragüí era fra le migliori.

    Dove ho sbagliato? Anch’io temo che, raccontando a un “gaucho” ciò che ho combinato, sarò duramente rimproverato.

    Adesso la “bombilla” e il “zapallo” a casa sono soprammobili e basta.

  10. tanoka says:

    @ Clara
    …no, la trippa é lo stomaco della vacca. Sarebbe l’intestino tenue. Non mi risulta che in italia si mangi, ma sai com’é..con venti regioni, 200.000 milioni di culture e dialetti, magari qualcuno lo mangia anche in italia, in qualche paesino del Molise.

    La tua seconda affermazione in spagnolo ha un secondo senso compromettente, ma non per questo deplorevole, anzi.

    Mi tolgo il cappello per il tuo splendido castellano, 10 puntos.

    @ Roberto
    Sí, se possibile con il mate sono ancora piú dogmatici. L’acqua non deve bollire, non devi mettere troppa o poca erba, la bombilla non la devi muovere, guai a te se metti troppa acqua…. tutto questo non toglie il fascino grandissimo che ha. É il rituale per antonomasia.

    La marca Tagaui é effettivamente tra le migliori, ma non é detto che abbiate sbagliato qualcosa…il fatto é che il mate ha un sapore particolare, che definirei forte, e bisogna fargli un po’ la bocca. Ci vuole tempo. Per questo il mio nipotino lo beve giá a tre anni, arrivato all’etá di cinque giá sará assuefatto e completamente dipendente.

  11. Clara says:

    “ofrecer chinchulines” è compromettente? o che altro?
    attendo lumi… eventualmente in via privata..! ;)

  12. bit says:

    [quote] Sarebbe l’intestino tenue. Non mi risulta che in italia si mangi [unquote]

    A Roma. Si chiama Pajata.

  13. Cele says:

    Per Clara , nada de lo que se pueda comer me da impresion…rifletti. Complimenti per il blog , con calma e tempo lo leggeró anche io…Sanguinacci , animelle = chinchulines?
    Les deseo a todos buenas fiestas , navidada y año nuevo.

  14. tanoka says:

    No, los chiunchulines non sono le animelle (timo) ne i sanguinacci (morcilla), si tratta dell’intestino tenue. Come ci ha segnalato l’amico bit a Roma si chiama pajata.

  15. Clara says:

    rifletto, rifletto…
    anche stavolta ci ho fatto la mia bella figura da vaccona, và!

    ;)

  16. Mara says:

    ma cos’è la Frisona???gnam gnam ma quand’è che potremo gustare il tuo favoloso asado??io già me lo pregusto e ti do gran fiducia.
    e comunque le mie papille si ricordano ancora le empanadillas (giusto?non me ne vogliano i poliglotti frequentatori del blog)di Laura!a proposito la ricetta si può avere che provo a clonarle?

  17. tanoka says:

    la frisona? sembrerebbe essere una razza bovina. Xeneize le sa tutte.

    Sí, un giorno di questi potrei postare la ricetta della empanadas (!).

    grazie per la fiducia, thepink

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  1. [...] le prove generali dei giorni precedenti ieri sera ci siamo lanciati con un vero asado per festeggiare la doble fiesta [...]

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