I cartoneros occupano Buenos Aires

buenos aires — 26 febbraio 2008

Il tema non é semplice, metto le mani avanti. Peró qualcosa qui sta succedendo e da buon testimone oculare cerco di raccontarvelo.

Molti di voi giá conoscono la realtá dei cartoneros, le persone (le famiglie intere) che di notte attraversano Buenos Aires cercando tra l’immondizia i resti di materiali riciclabili. Vengono chiamati cosí perché il materiale piú importante e la base del loro lavoro é quello della carta, del cartone, ma in realtá fanno una vera e proprio raccolta differenziata raccogliendo anche altri materiali: plastica, metallo, lattine e chiaramente cibo. Tutto questo come dicono qui a puro lomo, solo con lo sforzo fisico, con le proprie braccia e le proprie gambe. Girano con carretti in cui il cavallo/mulo é sostituito da un uomo o molto spesso da una donna.

Los cartoneros non sono una realtá solo argentina, esistono in tante cittá del sud del mondo, ma qui sono diventati un simbolo dell’argentinazo, della crisi del 2001, quando centinaia di persone fuggirono dal cono urbano bonaerense e invasero il centro della cittá alla ricerca di espedienti per poter sopravvivere. La prima volta in cui arrivai a Buenos Aires nel 2004 erano ancora moltissime le persone accampate nelle piazze del centro, famiglie intere il cui unico espediente era rovistare nell’immondizia altrui e racimolare qualche soldo con il mercato della carta. Il codice non scritto era questo: i cartoneros lavoravano di notte. Apparivano con i loro carretti al calar del sole e pian piano rastrellavano tutta la cittá, silenziosamente, alacremente. Lo schok per la classe media argentina era troppo forte perché fosse uno show diurno. No, la notte é l’ambiente dove nascondere la vergogna di un modello economico fallimentare, di una societá in ginocchio. E poi, alidlá dei simbolismi, il fatto di lavorare di notte era ed é strettamente legato al ciclo logistico della spazzatura. Sono rari i cassonetti in Argentina. La prassi é lasciare la borsa dell’immondizia davanti a casa, sul marciapiede, preferibilmente dalle 20 alle 21 (se siete svizzeri). Di notte poi passano i camion  a ritirare tutto. Camion accompagnati da superatleti (perché non vanno alle olimpiadi?) che corrono dietro al camion fischiando e recuperando tutte le borse.
(continua…)

Tanoka.net – stiamo lavorando per voi

WWW — 24 febbraio 2008

Nienta da fare, il dominio .ar non voleva collaborare, ho dovuto sopprimerlo. In queste settimane il blog era raggiungibile solo a corrente alternata. Chiunque voglia vedere in questa incostanza del dominio argentino un parallelo con l’economia locale é in mala fede…

Cosí sono passato ad un canonico tanoka.net, che fa fine e non impegna.

Il tanoka.com é giá occupato dal "famoso" giocatore di basket Tanoka Beard

Ringrazio fin da ora chi vorrá ri-modificare il link del suo blogroll, giuro che é l’ultima volta che cambio dominio, quest’anno…

L’indirizzo degli RSS invece dovrebbe rimanere lo stesso di queste settimane, fatemi sapere se avete problemi.

Ho approfittato del trasloco per cambiare immagine al blog ed iniziare ad utilizzare uno strumento che seguivo da tempo, Feevy. Permette di inserire una breve introduzione degli ultimi post dei blog selezionati. Feevy é un esempio perfetto dell’uso della rete che apprezzo e che cerco di seguire: la chiave é l’intelligenza collettiva. Soli si puó fare ben poco.
Ovviamente se qualcuno degli italo-sud-americani non vuole apparire qui faccia un fischio.

abrazos

Un giudice italiano rovista tra gli scheletri negli armadi (sud)americani

america latina — 22 febbraio 2008

 

Scopro da questo articolo del New York Times che a Roma il gip Luisanna Figliolia sta portando avanti un’inchiesta sul "Piano Condor". Tra gli altri vengono "chiamati in causa" militari peruviani coinvolti in un’azione dei servizi segreti argentini per eliminare attivisti argentini, montoneros, in Perú. Documenti a cui recentemente é stato tolto il segreto di stato dimostrano che gli USA sapevano. Bah, sapevano…facevano.

Brava Luisanna, siamo tutti con te.

La Repubblica Indipendende della Boca

foto — 21 febbraio 2008


Created with Admarket’s flickrSLiDR.


Dopo aver trovato a La Boca il loro nuovo posto al mondo, gli italiani furono in procinto di far diventare il quartiere…una repubblica indipendente. Sarebbe più esatto dire che furono i genovesi a farlo. Il governo argentino aveva chiesto aiuto al governo italiano per poter risolvere alcuni problemi che comportava l’immigrazione di massa verso l’Argentina, specialmente quelli legati alle manifestazioni politiche dei nuovi venuti. La richiesta avrebbe potuto essere considerata come un atteggiamento poco amichevole (e parzialmente lo era), ma aveva il suo fondamento: l’Argentina stava completando il suo processo di istituzionalizzazione e l’immigrazione di massa faceva sì che il panorama politico, economico, sociale e culturale e cambiasse quotidianamente. Il fatto certo é che i suggerimento del governo italiano rivolto agli immigranti affinché non provocassero dei disturbi, non piacque affatto a la Boca. Durante un’assemblea alla Società Italiana, verso la fine del decennio del 1870, qualcuno suggerì che il governo italiano non sarebbe dovuto intervenire negli affari dei genovesi. L’entusiasmo si propagò tra i partecipanti, che inviarono una lettera al Re d’Italia informandolo della creazione della Repubblica Indipendente della Boca. Il nuovo regime durò meno di 24 ore: venendo a conoscenza del fatto, il governo argentino inviò immediatamente il generale Roca e le sue truppe per calmare gli animi.

Tratto dalla Guida "Ciao Buenos Aires"

 

A un tir de sciop

diario — 20 febbraio 2008

 

Da qualche settimana cercavamo un fabbro che fosse del quartiere e che ci costruisca una struttura in ferro per la mediasombra. Finalmente mi dicono che l’uomo che fa per me si chiama Carlitos. Prima sorpresa, l’indirizzo: Carlitos vive al numero 931, lo stesso numero di caa mia, ma nella via parallela. La coincidenza gia stuzzicava la mia fantasia.

Arrivo a casa di Carlitos e lo trovo che lavora sotto la parra, insieme a suo padre, il signor Camilo. Insieme avranno piú o meno 150 anni, 90 e 60. Rimango a parlare con Camilo, che mi fa la domanda di rigore "Italiano di dove?". Io normalmente cerco di dare indicazioni facilmente identificabili quindi dico Piemonte, Torino, nord-ovest. Camilo quasi deluso mi dice "Ah, i miei genitori invece erano di Alessandria". Io sobbalzo, ritratto e chiarifico che anch’io sono alessandrino…e incalzo…"Alessandrini di dove?" Lui rimane sul vago "verso Tortona", ma poi ricorda che il padre chiamava sua madre mandrogna.

El mundo es un pañuelo, davvero.

Camilo é nato in quella stessa casa e ha dedicato gran parte della sua vita all’agricoltura. Qui, in quello che adesso é uno dei quartieri che circondano il centro di Buenos Aires fino a quarant’anni fa erano tutte estancias di m. 50×50. Si coltivava frutta e verdura per poi rivenderla nei mercatini improvvisati nel quartiere.

Con Camillo ci siamo salutati con la promessa di rivederci, presto. Tanto, come dice lui…viviamo a un tir de sciop.

Elezioni a la gallega

vecchio continente — 17 febbraio 2008

 

Bella la foto che ha fatto Pippo all’angolo tra avenida de Mayo e la 9 de Julio. E’ vero, anche in questo lato dell’oceano è iniziata la campagna elettorale spagnola che finisce con il voto del 9 marzo. Pippo ha trovato la propaganda del PSOE, io invece ho visto diversi cartelloni pubblicitari del PP, su calle Maipú, la prosecuzione della calle Cabildo, a Vicente López. Niente foto, sorry.

Mi domando se gli spagnoli emigrati in argentina, tantissimi, tendano a preferire la sinistra o la destra. Si potrebbe pensare che viste le origini anarchiche di molti di loro potrebbero tendere a preferire il PSOE. Ma allo stesso tempo non si puó dimenticare che la maggior parte della comunitá spagnola é di origini galiziane. Tutti gli italiani qui sono los tanos e tutti gli spagnoli sono los gallegos. E la tradizione del PP in Galizia, con la gestione di Manuel Fraga, é pluridecennale.

La campagna elettorale spagnola é quasi giunta agli ultimi botti, mentre l’italiana sta appena iniziando, ma sono d’accordo con Pippo: il testa a testa iberico é molto piú appasionante del nostro. Oltre alla mezza gaffe che ha coinvolto Zapatero nel fuorionda di qualche giorno fa ("ci conviene che ci sia tensione") mi sembra molto interessante la campagna PAZ. Oltre a "pace" significa Plataforma de Apoyo a Zapatero ed é firmata da 300 personaggi della sfera pubblica spagnola. Il progetto ha anche un inno (video), cantato tra gli altri anche da Sabina&Serrat su testo di un certo Mario Benedetti. Altro che "Meno male che Silvio c’é"

Da vedere lo spot elettorale del progetto. Nello scenario del terzo millennio, dominato dallo show business e svuotato da ogni tipo di ideologia, le elezioni si vincono cosí:

incorporato da Embedded Video

YouTube Direktlinktext

Non avete scuse…

argentina, guida turistica — 16 febbraio 2008

Amanti dell’Argentina, ojo!
Air Europa lancia l’offerta: da Roma o Milano a Buenos Aires per soli 636 euro. I dettagli su Mondoviaggiblog.
Che dite, prepariamo la stanza degli ospiti?

Prigionieri

america latina — 16 febbraio 2008

Interessante reportage di Marco Mathieu su RepubblicaTV sugli oltre 2 mila italiani rinchiusi nelle carceri all’estero. Una trentina di questi italiani stanno scontando pena nelle carceri argentine.

Foto InfoBae

Il cavo ti dà una mano

cinema — 16 febbraio 2008

Accendendo la tv questa sera si poteva vedere:

- Con gli occhi chiusi, di Francesca Archibugi

- Il Gaucho, di Dino Risi, ambientata in argentina, con Vittorio Gassman; Nino Manfredi; Silvana Pampanini

- Il secondo tragico Fantozzi (tutti i venerdí sera ciclo Villaggio su Europa Europa)

Ieri sera invece Un eroe dei nostri tempi, di Mario Monicelli (tutti i giovedí sera ciclo Sordi su Europa Europa)

Tutto in italiano con sottotitoli in spagnolo. Il ragionier Filini sottotitolato…

Larga vita al cavo

Google, l’oracolo di Delfi

WWW — 14 febbraio 2008

Gia qualche tempo va avevamo parlato delle ricerche impossibili che portano i naviganti su tanoka.net

Oggi peró qualcuno é arrivato qui cercando su google la frase "trasferirsi in argentina si ma dove?"

Applausi, un genio

Arrestato il capitano Luis Emilio Sosa

argentina — 14 febbraio 2008

 

Sono passati 35 anni dal massacro di Trelew.

Il 15 agosto 1972, durante la dittatura militare del generale Alejandro Agustín Lanusse, venticinque prgionieri politici tentarono la fuga dal carcere di Rawson nella provincia di Chubut. Erano tutti integranti di gruppi politici armati, il PRT-ERP (Partido Revolucionario de los Trabajadores-Ejército Revolucionario del Pueblo), le FAR (Fuerzas Armadas Revolucionarias) e Montoneros. Disorganizzazione, fraintedimenti nella lettura dei segnali, fatalitá…sta di fatto che solo 6 fortunati riescono a portare a termine la fuga e a raggiungere in aereo il Cile socialista di Salvador Allende.

I restanti 19 portano avanti una negoziazione pubblica con le forze militari e una volta ricevute chiari garanzie sulla propria incolumitá fisica decidono di consegnarsi. Sono giorni di grande tensione politica. La fuga di massa é un colpo troppo grande per l’immagine del governo militare, che inutilmente esercita pressioni sul Cile perché estraditi i fuggiaschi.

Il 22 agosto la tensione sfocia nel piú tragico dei finali possibili: nella base navale almirante Zar i diciannove prigionieri vengono fucilati, con mitragliatrici e con il canonico colpo di grazia. Tre di loro riescono a salvarsi, per poi finire a rimpinguare la lunga lista di desaparecidos alla fine degli anni ‘70.

Si tratta delle prove generali, l’inizio di quella pratica chiamata terrorismo di stato che negli anni successivi sarebbe diventata uno standard del cono sur.

Il resto lo conosciamo, é la solita storia, lo stesso copione del massacro di José León Suárez, (descritto da Rodolfo Walsh nel suo libro "Operación masacre", da leggere): una versione ufficiale assolutamente inverosimile (i militari si sarebbero visti obbligati a sparare a causa du un nuovo tentativo di fuga) seguito poi dal colpo di spugna delle leggi di Obediencia Debida e Punto Final.

In questi trent’anni la Armada ha gelosamente nascosto i colpevoli, le menti e gli autori materiali dell’assassinio. Nel 2004 le ignobili leggi vengono abrogate, si riaprono centinaia di processi in tutto il paese e i familiari delle vittime di Trelew ricominciano a sperare. Tutti cercano Luis Emilio Sosa, capitano, responsabile principale di quei tragici fatti.

Martedí Sosa viene arrestato a Buenos Aires. I dettagli dell’arresto sono degni di un film di spionaggio: un figlio di desaparecidos scopre che la casa da lui acquistata apparteneva a Sosa, conduce la polizia all’agenzia immobiliaria che ha gestito la vendita e in poche ore Sosa é in arresto. Ora Sosa é a Rawson, per essere interrogato. Lo vedete nella foto di Página12.

Spero che non faccia la fine di Febres e che resti tra noi piú a lungo possibile. Ma comunque vada a finire io sono giá contento, mi basta la foto di Sosa, 73 anni, gobbo che deve rendere conto alla giustizia. Un po’ come le foto della famiglia Pinochet in carcere, ricordate? son piccole soddisfazioni.


L’argentina piano piano sta pagando i debiti con il propio passato e personalmente devo dire che é un piacere vederlo da vicino.

 

Argentina e Vaticano, piccoli passi

argentina — 13 febbraio 2008

Francesco scrive un post preciso ed esaustivo sul delicato rapporto tra il vaticano e l’attuale governo argentino.  Sembra che ci sia tutta la volontá da parte della presidentessa Cristina di distendere la situazione.

Ritorna il futbol argentino

futbol — 12 febbraio 2008

Il fine settimana appena trascorso ha preso il via il torneo di Clausura 2008. Rispetto alla situazione tragica descritta qualche mese fa, il campionato inizia con qualche motivo di interesse in più.

El cholo Simeone siede sulla panchina del River Plate. Dopo la rinuncia di Ramòn Diaz, che rimane al San Lorenzo, Simeone proverà a ripetere la vittoria ottenuta come DT dell’Estudiantes de La Plata nell’Apertura 2006. Sarà dura, vista la qualità dei giocatori a disposizione. River ha poi problemi molto seri di ordine pubblico, deve tenere a bada la guerra intestina tra i suoi barra bravas

Nestor Sensini ha preso il posto di Simeone come tecnico dell’Estudiantes. Allenerà una delle poche stelle del campionato, la brujita Veròn.

Juan Romàn Riquelme gioca e incanta nel Boca Juniors, dietro una coppia di attaccanti che, per quanto criticabili, sono di livello internazionale: Palermo-Palacio. È partito per Valencia Éver Banega, ma non se ne sente molto la mancanza.

Ma la chicca di questo clausura è il ritorno in patria di Andrès D’Alessandro, tornato per giocare nelle file del San Lorenzo de Almagro. L’ex bambino prodigio del calcio argentino ha avuto una delle carriere più deludenti della storia. È partito per l’europa a 21 anni per giocare in Germania, al Wolfsburg, per poi passare al Portsmouth e da lì al Zaragoza. Sempre senza brillare. Alla tenera età di 27 anni è già di ritorno. Pupillo dei tifosi del River recentemente ha dichiarato che se dipendesse da lui giocherebbe per los millonarios, ma evidentemente sono stati più solidi gli argomenti del San Lorenzo e del suo tifoso ex machina, Marcelo Tinelli, stella incontrastata del panorama televisivo nazionale.

L’ambasciatore Rafael Estrella

WWW — 9 febbraio 2008

Rafael Estrella é l’ambasciatore spagnolo in argentina. In questi ultmi mesi ho avuto modo di seguire il suo blog e ogni giorno mi stupisce. Ormai sono molti i politici, anche italiani, ad avere un blog. Non sto qui a nominarli, nè tantomeno a linkarli, visto che mi sembrano soprattutto esperienze di facciata, gestite in gran parte dai rispettivi uffici stampa. Estrella invece ha un blog che secondo me é semplicemnte perfetto. Perfetto per un’istituzione, ma perfetto anche come blog corporativo se si trattasse di un’azienda. Dedica spazio al lato istituzionale, ma ne racconta il dietro le quinte (qui la visita di Antonio Banderas e Melanie Griffith). Dimostra di sapere vivere con ironia il proprio ruolo e lascia anche spazio a momenti importanti della sua vita privata. Arrivato non da molto tempo a Buenos Aires ha giá provveduto a rinnnovare il sito dell’ambasciata spagnola e…manco a dirlo…ha anche aperto un suo account su flickr.

E infine una nota che farebbe tremare d’emozione i fans di Beppe Grillo. Rafael Estrella é un grande sostenitore della traparenza in politica. In questo post del Gennaio 2006 rende pubblico il suo stipendio come deputato e il suo patrimonio personale. Tanto di capppello, una persona del genere ti va quasi ritornare la fiducia nella politica.

Foto Perfil.com

El único fruto del amor

diario — 9 febbraio 2008

banano

 

Foto dell’ultimo arrivato alla casa. Mi ricorda tanto l’infanzia in pianura padana…

La fine della mosca

musica — 8 febbraio 2008

 

Vi ricordate la ska-band argentina La Mosca Tsé-Tsé? Una decina di anni fa fecero scalpore in italia con la canzone "Yo romperé tus fotos", che diventó il tormentone dell’estate. A me la loro musica divertiva, la gente li odiava perché la canzone ti perseguitava ovunque. Il nome del gruppo era perfetto.

Recentemente un’amica é stata ad un matrimonio e chi ha trovato come band intrattenitrice? Loro.
Suonano ai matrimoni.
Dalle stelle alle stalle.

Voto 3 e mezzo.

Blogosfera italoamericana su Americas

WWW — 8 febbraio 2008

Sicuramente seguite anche voi il blog di Rocco Cotroneo su Corriere.it, quindi non vi racconto nulla di nuovo, ma se qualcuno se lo sta perdendo vi segnalo un post interessante. Alcune riflessioni sulla blogosfera italoamericana, sul rapporto tra controinformazione e media tradizionali. Le miei idee al riguardo le trovate nei commenti, non le sto a ripetere qui.

Metafore grandi come case

buenos aires, foto — 7 febbraio 2008

Quartiere de La Boca, Avenida Almirante Brown. Si tratta dell’ex edificio del Banco de Italiano Rio de la Plata. Curioso destino quello dell’edificio, ora occupato da famiglie indigenti.

 

banco italiano

Per qualche peso in piú

buenos aires — 6 febbraio 2008

Foto kiosco buenos airesIl problema della mancanza di monete si fa ogni giorno piú serio. Los porteños sono tutti in vacanza, sulla costa atlantica o a Punta del Este, eppure noi quattro gatti rimasti in cittá siamo sempre alle prese col solito problema. Problema che, da quando ve ne parlavo, si é aggravato ulteriormente.

Ora é abbastanza comune che un kiosco ti dica "no, non ho cambio, non posso venderti". O che il verduriere ti dica "non ho cambio prendi un paio di limoni e siamo a posto cosí". Si mormora che il danno sia provocato da facinorosi che nel corso del 2007 si sono dedicati  ad accumulare grandi quantitá di monete che erano in circolazione, per adesso crearne un mercato nero.

Ebbene sí, esiste un mercato nero delle monete. Soprattutto los kioscos (simil-tabaccai che vendono di tutto, dall’acqua alle schede telefoniche) non possono permettersi di rimanere senza cambio, visto che tutto il loro lavoro si basa sulla vendita di articoli con prezzi ridotti. Los kiosqueros del microcentro si sono ridotti a rivolgersi al mercato nero, a pagare anche 108 pesos per averne in cambio 100 in moneta. Se invece scambi 1000 pesos il servizio ti costa "solo" 60 pesos. Un affare insomma.
É nato anche una vera e propria professione, il Bank Motor Bic, un tizio che si aggira per il centro con la moto e rifornisce i negozi di moneta. Lo chiami per telefono e lui arriva, un amicone.

Viene in mente la vecchia barzelletta di Gino Bramieri che chiedeva un favore all’amico, di scambiargli una banconota da 10.000 lire con 11 banconote da 1000 lire. Altrimenti che favore é?

Casa nueva, vida nueva

WWW — 4 febbraio 2008

Esattamente come fece il mio artista di riferimento, apro le porte della nuova casa senza preoccuparmi troppo che sia "presentabile". Mancano ancora un sacco di cose e altre vanno modificate, ma per adesso funziona e va bene cosí. Si accettano i consigli e le critiche, por supuesto.

Se qualche pazzo era iscritto ai feeds RSS, mi raccomando di aggiornarne l’indirizzo

Chiedo scusa per i disguidi, si sta lavorando per voi.

 

 

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