Un conto é vederlo al tg…

argentina — 2 febbraio 2008

Enrique é un collega che tutti i giorni fa la spola dal nostro ufficio alla fabbrica/laboratorio dove si producono gli articoli che vendiamo. E’ un singnore di una certa etá, una sessantina, brizzolato, di chiare origini inglesi. Le commissioni la fe con una peugeot familiare, non nuovissima, una macchina normale. Oggi é arrivato in ufficio con il vetro sfondato. Ritornava da una consegna a San Martín, un quartiere/localitá subito fuori Buenos Aires, vicinissimo alla General Paz, la tangenziale che circonda tutta la cittá e che é la frontiere tra capital e provincia. Mentre guidava passa di fianco ad un gruppo di adolescenti sul ciglio della strada, uno dei ragazzi é sulla sedia a rotelle. Enrique si apre sulla sinistra per sorpassarli e in quel momento uno dei ragazzi sfodera el fierro (o chumbo, o caño una pistola insomma), lo punta verso l’auto e grida ad Enrique di fermarsi.
In questa situazione io non so che cosa farei…se sgommi via rischi che ti sparino…e se ti fermi le probabilitá possono anche aumentare. Fattostá che che in quella frazione di secondo Enrique decide di accellerare, di non fermarsi e quello sai che fa? gli spara. Cosí. Stai guidando tranquillo e 2 secondi dopo ti sparano.
Enrique ha avuto fortuna, il vetro ha deviato la pallottola (che abbiamo recuperato sotto il sedile della macchina) e non gli é successo nulla. Per il gringo, il sottoscritto, é stato un modo di prendere contatto, ancora una volta di quanto poco valore possa avere la vita da queste parti.
E della situazione gravissima del cono urbano bonaerense, tutta quell’area che circonda la capitale. Localitá come Lanus, Avellaneda, San Miguel, ad altissimo flusso migratorio italiano, posti peggiorati tantissimo negli ultimi anni, posti dove i miei coetanei sono cresciuti giocando sul marciapiede. E da dove adesso tanti scappano per venire a vivere in un appartamento in cittá o in un country.

4 commenti

  1. Ciao Tano, é capitata la stessa cosa anche a me, sempre sulla General Paz… da paura!
    Saluti, Doppiafila

    Commento di Doppiafila — 4 febbraio, 2008 @ 2:03 am
  2. Beh ma… e Enrique?! Non ci dici niente di lui? Era sconvolto come ci aspetteremmo noialtri che abbiamo la mentalità da gringo, oppure conoscendo la zona… non si è neanche meravigliato più di tanto??!!

    Commento di Clara — 4 febbraio, 2008 @ 8:34 am
  3. Che dolce Clara a preoccuparti per Enrique…
    No, si tratta di un vecchio lupo di mare, nel vero senso della parola..un marinaio che ne ha viste di cotte e di crude. Certo, non gli avevano mai sparato, quindi era un po’ frastornato, ma decisamente sereno. La cosa incredibile è che oggi è già al lavoro. Io avrei perso totalmente contatto con la realtà e probabilmente sarei partito per un viaggio intorno al mondo a piedi, stile Forrest Gump.

    Commento di tanoka — 4 febbraio, 2008 @ 3:45 pm
  4. si vabbè, adesso non aver voglia di lavorare si chiama “perdere contatto con la realtà”…!
    ;)

    Commento di Clara — 5 febbraio, 2008 @ 4:56 am

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