Chi di cartello elettorale ferisce…

italia — 30 marzo 2008

Non so nel resto dell’Argentina e del continente, ma qui a Buenos Aires la campagna elettorale italiana está a full. Questa volta a Roma hanno capito che un senatore oriundo puó fare la differenza.

Il senador Luigi Pallaro lo vediamo sugli autobus cittadini e addirittura in uno spot televisivo. Silvio Berlusconi ha scritto una lettera recapitata a tutti gli italiani residenti in argentina. Questa volta niente libri autobiografici, per fortuna.

I cartelli elettorali li stanno usando tutti gli schieramenti, se volete potete vedere le foto fatte da Pippo. I vincitori della visibilitá sono senza ombra di dubbio la coppia Caselli-Berlusconi, che hanno letteralmente tappezzato la citta, fino a livelli che giudico una provocazione personale, come nella foto qui sotto:

foto berlusconi chacarita, buenos aires

Va bene la libertá di espressione, ma a tutto c’é un limite. Che dite, lo brucio?

La cittá e la campagna contro il Governo, riflessioni

cose dell'altro mondo — 29 marzo 2008

Emiliano nel suo blog personale commenta lo scontro Govierno vs. Campo e riprende alcune mie considerazioni, che non lo hanno troppo convinto. Mi piacciono le critiche, sono stimolanti, se no rimaniamo tutti qui a scriverci addosso, soli. Emiliano, volevo scriverti un commento, ma diventava davvero lungo, preferisco scrivere qui.

Sono d’accordissimo con molte delle cose che scrivi, soprattutto con il modo autoritario e clientelista con cui gestisce il potere la coppia K. Anche a me sembra che si vada sempre allo scontro, sempre all’esclusione dell’altro, e le missioni punitive di D’Elia mi sembrano vergognose. Poi tutta la politica del paese viene gestita da quattro persone: la coppia presidenziale, Alberto Fernandez (Jefe de Gabinete) e De Vido (Ministro de Planificación Federal, inversión Pública y Servicios). Il potere degli altri ministri e del parlamento é inesistente.

Con altre cose che scrivi sono meno d’accordo, partendo dalle centinaia di migliaia di persone di cui parli, che mi sembra una stima sproporzionata del movimento di protesta.

Per quanto riguarda la questione "tecnico-economica" delle imposte sulle esportazioni non entro neanche nel merito perché non penso di avere le informazioni per avere un’opinione precisa: non conosco i profitti reali e finali dei produttori agricoli, non so quanto guadagnerebbero con le nuove percentuali, non so quanto verrebbero colpiti i piccoli proprietari. Tanti prendono posizione da una parte o dall’altra senza avere questo tipo di informazioni e mi sembra poco serio.

cacerolazo Vedo che il riferimento alle magliette Lacoste non ti é piaciuto, chiedo scusa per la retorica.
Peró voglio fare un distinguo. Io non critico piú di tanto i produttori agricoli. Si tratta di una vertenza sindacale, bracci di ferro al quale anche in italia siamo abituati, si risolverá quando i 4 pesci grossi si metteranno d’accordo con il governo. (Io preferirei un appello allo sciopero generale piuttosto che los cortes de ruta, che bloccano tutto il paese, ma non mi sento di criticarli troppo, i ruralistas difendono il proprio orto)

Quello che critico é la gente, che tu giustamente definisci di classe media, che scende in piazza con il cartello "yo estoy con el campo" e non sa neanche dov’é il campo. Era una manifestazione politica, contro il governo, contro Cristina Kirchner e il suo entourage. Legittima, per caritá, sono d’accordo con loro su tante cose, ma non parliamo di manifestazione popolare di ripudio, di parallelismi con le manifestazioni che misero fine al governo De la Rua. Siamo lontani. Nada que ver..

Poi una cosa: tutti qui a sottolineare quanto sia dura Cristina, quanto sia arrogante, quanta supponenza nei suoi discorsi. Cristina usa gli stessi toni che usava suo marito e che usano molti leader politici di tutto il mondo, senza ricevere critiche o ironia sul loro modo di porsi. Come mai? non sará un po’ di misoginia? Veniamo dall’italia lamentandoci di un paese dove nessuno é piú in grado di dire "qualcosa di sinistra" da anni. Questa signora dice cose di sinistra e non ci va bene perché é arrogante e populista. Allora teniamoci le margherite, gli asinelli e gli arcobaleni.

 

Montevideo – Il mercato del porto

foto, guida turistica — 27 marzo 2008

La zona del Mercado del Puerto di Montevideo ricorda i quartieri portuari di molte cittá e cittadine del sud italia. Strade intricate, bambini che giocano per strada, frutti di mare a volontá (cosa quasi introvabile in Argentina) e tanta luce.
Il mercato é della metá del 1800, ed ha la struttura del tipico mercato spagnolo, ma ristrutturato e riempito di parrillas che sono la fine del mondo. Tappa obbligata per chi visitá la cittá.

mercado del puerto, montevideo, uruguay

 

 

    http://www.flickr.com/photos/tanoka/2368231070/             

 

Piquetes de la miseria 1 – Piquetes de la abundancia 0

argentina — 26 marzo 2008

cazerolazo buenos aires, argentina
Foto El País

Un momento a suo modo storico. Difficile raccontare una serata davvero allucinante, nel bel mezzo di una situazione complessa, dove economia, politica e societá si intrecciano. Va beh, come sempre io cerco di dare uno stimolo, che se volete potete comunque seguire sui mezzi mainstream e non.

Sono le 20 circa, sto tornando a casa in autobus e sento rumori strani in strada. Incredibile ma vero, mi ritovo in mezzo ad un cacerolazo. In pieno quartiere Belgrano, uno dei piú ricchi della cittá. Signore della classe medio-alta con padelle e mestoli in strada a protestare sotto lo sguardo attonito dei rispettivi portieri. Colto alla sprovvista mi domando "contro che cosa protestano? chiedono piú caviale? é schizzato il prezzo dei prodotti Lacoste?" Certo, il pensiero va subito allo sciopero che da una decima di giorni blocca il paese: i produttori agricoli (carne, grano e soia su tutti) protestano contro l’aumento delle deduzioni fiscali presentato dal ministro d’Economia Martin Lousteau. La protesta ha preso in prestito la strategia del piquete, con cortes de ruta in tutto il paese, proprio nel ponte di Pasqua, caldissimo per il turismo.

Va bene, avevo sentito qua e lá preoccupazione per la ventilata mancanza di viveri di "prima necessitá" (leggi bistecca di manzo da 1 chilo) prevista per i prossimi giorni, ma continuavo a non capire. Le signore di Belgrano facevano il cacerolazo timorose di non trovare latte nel supermercato domani? Arrivo a casa e comincio a raccogliere le prime informazioni:
- si tratta evidentemente di una manifestazione di classe, visto che nel mio quartiere (Colegiales-Chacarita) in strada non c’é nessuno e non si muove una mosca
- l’evento della giornata era il discorso nel pomeriggio della presidentessa Cristina Fernandez de Kirchner, che invece di distendere gli animi e aprire al dialogo con gli agricoltori aveva pronunciato un discorso durissimo nei confronti degli imprenditori del campo: Cristina li accusa di non voler condividere gli altissimi profitti generati dalla vendita di prodotti all’estero (= US$ e €), di avere la memoria corta nei confronti degli aiuti del Governo nella crisi del 2001, di proporre la mano dura nei confronti dei piquetes dei poveracci per poi usare gli stessi mezzi. CFK ha definito l’azione del campo los piquetes de la abundancia. Insomma, uno di quei discorsi di Cristina che un corrispondente del New York Times o del Corriere della Sera definirebbe "populista" dopo averne ascoltato i primi 3 secondi e che su di me hanno una presa a dir poco preoccupante. Staró diventando peronista? ne parleró col mio farmacista di fiducia…

Bene, scopro quindi che le massaie ingioiellate di Belgrano, ma anche di Olivos e del Microcentro sono scese in strada "per protestare contro il discorso autoritario e supponente di Cristina". E per sostenere el campo. Tra le 20 e le 22 sempre piú persone affluivano verso Plaza de Mayo con padelle e pentole, immagini che ricordavano le scene del Dicembre 2001. Solo stonavano le camicie bianche, le magliette firmate, gli adolescenti con l’immancabile bandiera argentina ma con il ciuffo alla moda. Insomma, la scenografia era giusta, ma gli attori non erano quelli conosciuti. Era come negli anni ‘80, in telefilm tipo Hazzard o A-Team, quando in una puntata una voce fuoricampo diceva "nella puntata di oggi il ruolo di Bo Duke sará interpretato da Tizio Caio" e appariva un nuovo attore, un sostituto, biondo anche lui, ma pur sempre un sostituto. Una cosa cosí, un piquete borghese.

(continua…)

Candidati à la carte

italia — 25 marzo 2008

Tornato.
Ci sará tempo per la cronaca del viaggio e per le foto. Per adesso metto online questa foto scattata a Montevideo:

 italiano, voten a aldo lamorte, montevideo, uruguay

L’Aldo in questione é Lamorte Aldo Giuseppe, urugyayo, candidato per l’UDC. La campagna elettorale italiana era molto presente nelle strade e nei quotidiani uruguayani in questi giorni. Una mezza pagina comprata dal Consolato italiano sul quotidiano El Pais mi ha chiarito le idee, con tutti i nomi dei candidati della Circoscrizione Estero – America Meridionale, Camera dei Deputati e Senato.

Sono quasi 3 milioni gli italiani residenti all’estero aventi diritto di voto  (2.950.000), dei quali quasi un milione vive in Sudamerica (29,4%). Argentina é il paese con piú italiani residenti, seguita da  Brasile, Venezuela, Uruguay e Cile. Del totale di 12 deputati e 6 senatori eletti all’estero, 3 deputati e  2 senatori saranno eletti qui in Sudamerica.

Tra tutti i nomi  presenti nelle liste quello che spicca é sicuramente quello di Donato de Santis, popolare cocinero italiano radicato in argentina, che si candida con l’UDC. Donato  é stato lo chef personale di Gianni Versace ed é un volto molto conosciuto in Argentina e in tutto il Sudamerica attraverso il canale via cavo Gourmet. Parla un perfetto spagnolo con accento argentino, intercalato con scivoloni maccheronici studiati per non perdere il fascino italico. A me sta simpatico, ma la candidatura mi sembra un po’ forzata…se lo immagino senatore della Repubblica mi viene la pelle d’oca. Oltretutto di solito porta una bandana in testa, non doveva candidarsi con Silvio? Questo é il sito per lanciare la candidatura di Donato (con annesso un abbozzo di blog) e questo é Donato come lo vediamo tutti i giorni
 

 

Pagina successiva »
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Unported License.
(c) 2010 Tanoka | powered by WordPress with Barecity Login