Macri, tra filmini e speculazione edilizia
Questa fine settimana il nuovo sindaco di Buenos Aires Mauricio Macri ha inaugurato l’attivitá annuale della Legislatura Porteña, l’organo istituzionale principale della cittá. Lo ha fatto presentando un video che i media hanno definito "polemico", un eufemismo. Si tratta di 7 minuti montati con stile videoclip in cui viene mostrato lo stato di abbandono cronico in cui versa Buenos Aires.
L’opposizione ha contestato duramente il video perché sembra un tipico materiale propagandistico da campagna elettorale, formato decisamente fuori luogo per il pubblico della Legislatura. La cosa peggiore del video é la sezione "Problemática social", con l’accostamento tra delinquenti, piqueteros, movimenti sociali, rappresentanti di fabbriche recuperate, senzatetto, mendicanti. Tutti nelle stesso sacco, come a dire "bisogna ripulire la cittá".
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Proprio questa settimana ufficiali del Governo della Cittá hanno cercato di chiudere l’Hotel Bauen, una delle realtá piú importanti tra le aziende recuperate argentine. I lavoratori dell’hotel hanno voluto rendere pubblica l’aggressione subita Domenica scorsa e la pressione costante della nuova amministrazione cittadina. I tecnocrati conoscono il valore dell’immobile e hanno fiutato l’affare.
Di tutto il Movimiento Nacional de Empresas Recuperadas (MNER) l’Hotel Bauen ne é uno dei simboli piú fulgidi.Sará per l’originalitá del ramo (un conto é pensare di recuperare una fabbrica di piastrelle un altro é pensare di portare avanti con logiche di autogestione un hotel) o sará per la sua posizione strategica (all’angolo tra Corrientes e Callao, pieno centro, qui passano migliaia di persone ogni giorno, é il centro culturale e istituzionale della cittá, a 500 metri dal Congreso de la Nación). Insomma, l’Hotel Bauen non va lasciato solo.
La soddisfazione di prendere un caffé in un bar sapendo che la cameriera, insieme ada ltri 60 lavoratori porta avanti una lotta che durá ormai 7 anni é impagabile. Dovete provare.



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Una delle cose che mi aveva colpito di più l’anno scorso a Buenos Aires era la quantità di scritte anti-Macri presenti sui muri (alla fine era appena stato eletto), cose tipo “Con Macri estoy preso en mi ciudad” o “Macri peor que Menem” eccetera….. Ci sono ancora?
(Mi dispiace invece purtroppo non aver saputo all’epoca dell’esistenza dell’Hotel Bauen …)
Ottimo reportage, Andrea.
FORA CLOS!
Per chi non fosse esperto in catalanitá informo. Joan Clos é l’ex sindaco di Barcellona, adorato dai propri concittadini, che addobbavano i balconi con stricioni “Fora Clos”.
Francesco, non so negli altri paesi sudamericani, ma in argentina bisogna prendere con le molle i grafiti politici.
Nell’habitat politico argentino, oltre al sindacalista c’é un’altra specie di importanza assoluta: el puntero politico. Si tratta di un attivista politico semi-stipendiato, che si occupa di:
- fare proselitismo nel quartiere e sul proprio posto di lavoro
- osservare da vicino (spiare) ogni tipo di movimento politico alternativo al proprio
- fare comunicazione alternativa: graffiti, cartelli, comizi estemporanei nel bar
- far parte delle manifestazioni “popolari” contro questo o quel politico avversario
- apparire in tv, dietro il proprio leader, applaudendo e facendo cori da stadio (non scherzo).
Parador in Argentina sarebbe il dormitorio dei poveri, o anche gli alberghi turistici sono così degradati?
Buono a sapersi del “puntero político”.
Ciao Roberto,
la parola parador qui si usa in entrambi i sensi, anche se é meno comune che in spagna definire un albergo “un parador”. Nel caso specifico del video di macri le immagini si riferiscono sicuramente ai dormitori per poveri.
tu dici che da parte del “macrismo” nel caso del bauen è più un appetito immobiliare o il valore simbolico di levare di mezzo un po’ di, diciamo, rossi e ristabilire l’ordine?
saluti
penso che vogliano unire l’utile al dilettevole..
Il Bauen è una delle tappe obbligate ogni volta che torno. L’anno scorso ero con i compagni italiani venuti a festeggiare le Madres e non riuscivano a staccarsi dai compagni del hotel màs comunista del mundo.
Abbiamo fatto le foto dalla terraza, Baires così non l’avevo mai vista!
E’ bello leggere le tue giornate, mi riporti a casa.
Su Macri, qué querés que te diga.
Prima, con Telerman, non è che…
sí, con Telerman non é che…
Julia, sono contento che passi di qui. Sarebbe bello che gli argentini “italianohablantes” partecipassero. Anche perché vivendo in italia avete una visione per me interessantissima delle cose che succedono qui e lí.
Un abrazo
Dici che la nostra visione è interessante?
Sarà per via del realismo fantastico che la nostra letteratura ci ha trasmesso.
Vuoi mettere? Quién se lo banca un argentino con mentalidad tana?
Ma noi diciamo: leggiti Borges, Bioy Casares e Cortàzar e poi mi dici.
Furba eh?!
Passo spesso, mi piace guardare mi ciudad con gli occhi di un tano.
Dalle nostre parti, in quel di Pescara, il 27 marzo proietteremo il film girato dal mio gruppo per il trentennale delle Madres. Ci sarà anche Enrico Calamai, il console italiano durante il golpe del ‘76 che non è stato zitto…
Chi si trovasse da queste parti è invitato.
(si parla di passato ma è per fissare il presente)