Secondo Beppe Grillo l’Italia é alla futta: "In questo paese non ci sono piu’ soldi: ci sono solo precari e siamo in recessione. Siamo alle soglie dell’Argentina". Io non sono d’accordo con questo parallelismo, e l’ho giá detto.
Questa sera in famiglia ci domandavamo come mai l’Argentina sia presa spessissimo come caso esemplare per descrivere il momento italico. Certo, in comune i due paesi hanno una classe media abituata bene che oggi deve fare i conti (letteralmente) con una nuova realtá, ma le due situazioni mi sembrano comunque distanti.
Chissá…forse Grillo voleva solo dire che anche in Italia ci saranno presto i cuscini sotto gli alberi.
Plaza Mafalda, oggi pomeriggio




Roberto said:
Anch’io sono stufo dei parallelismi con la Spagna, sempre basati sull’ignoranza della realtà.
Xeneise said:
Penso che sia semplicemente il paragone più “facile”.
La bancarotta di uno stato,i “tangobond”, il caso Parmalat, insieme con la supposta “vicinanza” storica e culturale,sono elementi che creano il luogo ideale del “peggio che qui” e fanno sicura presa sull’opinione pubblica.I nostri media che hanno il gusto sfrenato dell’emergenza ad ogni costo,non possono lasciarsi sfuggire occasioni così.
Grillo,(…e lo critico a malincuore),nonostante il prossimo V-day sull’informazione,segue il solco tracciato (Argentina=futuro dell’ Italia),perchè da forza e immediatezza al suo assunto,(si spera erroneamente) catastrofista.