Populista chi legge
Mural dello Stadio "Diego Armando Maradona", Argentinos Juniors
Ieri mi é cascato l’occhio sulla prima pagina del giornale economico argentino "El Cronista Comercial" che riportava la notizia della vittoria di Fernando Lugo in Paraguay con il titolo: "Ha vinto l’ex vescovo Lugo in Paraguay e si teme un ritorno al populismo".
A parte il fatto che non si capisce di che "ritorno" si stia parlando (visto che negli ultimi 60 anni il paese é stato governato sempre da un altro partito, il colorado) vorrei sottolineare l’uso sempre piú spregiudicato della parola populismo. Io non sono né un dottore in scienze politiche né un linguista, ma mi sembra che qualcosa stia succedendo e mi/vi chiedo: che cosa significa oggi populismo?
La parola é sempre piú usata, soprattutto quando il governo in questione é guidato dalla leadership di una sola persona, che si erge a portavoce della volontá del popolo. Ormai si usa tranquillamente come sinonimo di demagogia. Ma la grande differenza tra le due parole sta nel fatto che la demagogia si riferisce al discorso politico di un governo, mentre il populismo é una pratica, un modello. É una strategia di potere, consiste nel mettere in pratica azioni politiche che incontrano il favore del popolo. Manovre che favoriscono alcuni settori della popolazione, ma che cambiano solo temporaneamente la realtá delle cose, in modo superficiale.
Secondo questa definizione il populismo non é né di destra né di sinistra. O meglio, puó essere di destra e di sinistra.
É populista (e falso) Berlusconi quando promette un milione di posti di lavoro o l’abolizione dell’Ici.
Sono populiste (e fasciste) quasi tutte le esternazioni di Bossi.
Secondo i suoi detrattori é populista Zapatero quando ritira le truppe spagnole dall’Iraq.
Chavez che insulta Bush nel suo programma televisivo é populista. La sua azione non ha nessun tipo di conseguenza, se non quella di far applaudire gli stolti.
In Argentina Kirchner é populista se si erge a paladino dei diritti umani staccando i quadri dei dittatori dai muri della ESMA mentre oggi si tortura puntualmente e impunemente nelle carceri argentine.
Ma Evo Morales é populista per il semplice fatto di essere indigeno e presidente allo stesso tempo?
Correa é populista se si lamenta perché Uribe e Bush bombardano il territorio ecuadoriano?
Fernando Lugo é populista perché promette la lotta alla corruzione in Paraguay?
Ormai non si puó piú dire nulla senza essere accusati di essere populisti: se ricordi che in argentina ci sono bambini che muoiono di fame ti guardano come a dire "basta con questi discorsi populisti". Se ricordi che le multinazionali si portano via tutta la ricchezza della regione ti senti dire "ma ancora con questi discorsi populisti?".
E va beh. Teniamoci Omero Ciai, che ieri su Repubblica diceva che Chavez, Kirchner, Morales e Correa fanno parte della sinistra radicale.
La sinistra radicale? Nel 2008?




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Guarda che io non so da scrivere, ma… mi ha piaciuto tanto il post… bravo!
Vedo che il nome della stadio è stato scelto “a caso”. ;-9
Ciao Andrea,
condivido pienamente quello che hai scritto. Anche uno dei primissimi post del mio blog, ormai di quasi due anni fa’,(http://camminaredomandando.blogspot.com/2006/12/siamo-tutti-populisti.html) era dedicato a quest’uso strumentalissimo del termine populista. All’epoca eravamo all’inizio di questo fenomeno, adesso è diventato una vera moda.
In ogni caso ciò che personalmente mi scandalizza di questo fenomeno è la tendenza ad utilizzare il termine come un marchio d’infamia contro tutto ciò che in qualche modo è scomodo.
Prendiamo ad esempio Chàvez che tu hai citato nel tuo post. Si fa benissimo a tacciarlo di populismo per le sue sparate anti-Bush o per i suoi papponi filo-governativi durante Alò Presidente. Ma il punto è che - perlomeno in Italia - si parla di populismo nei suoi confronti non tanto per questi suoi discutibilissimi eccessi demogogici ma piuttosto per le sue altre legittime scelte politiche, come i progetti di alfabetizzazione, l’estensione della sanità pubblica, l’apertura di supermercati statali con i prezzi calmierati, ecc…
Lo stesso ovviamente avviene per Evo Morales o Correa. Sembra quasi che per molti il termine “populismo” non sia un sinonimo di “demagogia” (e anche qui è tutto vedere se lo sia) ma un sinonimo di “redistribuzuione”.
A me pare un modo di fare decisamente poco onesto intelletualmente.
Ciao Francesco, grazie per il contributo. Scrivevi quasi due anni fa la stessa idea che sta alla base di questo post. Significa che qualcosa sta succedendo: certa stampa e certa politica sta trasformando il significato e l’uso di una parola. E lo fa in modo consapevole. Non conoscevo la frase di Helder Camara “Se do da mangiare ai poveri, mi chiamano Santo, se chiedo perchè hanno fame mi chiamano comunista”. Mi sembra assolutamente perfetta.
Si, questo post spiega e riflette bene tante cose, dal Cono Sur all’Italia intera.
Si.