¡Es la economía, estúpido!
Ricordo che quando vivevo in Spagna e compravo El País alleggerivo subito il quotidiano gettando l’ingombrante supplemento economico nel primo cestino della spazzatura che trovavo. La ritenevo informazione noiosa, ultra-tecnica, para entendidos. Chiedo scusa per l’ingenuitá, sono passati un po’ di anni e ho capito che se non leggi quelle pagine non capisci nulla del resto del giornale.
Qui in Argentina é impossibile isolarsi dall’informazione economica. L’andamento del paese é un tema di conversazione sempre presente. Negli ultimi vent’anni la gente ha preso tanti tanti schiaffi sul coppino che non puó permettersi il lusso di disinteressarsene per poi svegliarsi una mattina e trovarsi davanti un corralito o a una pesificazione imprevista. Mettersi nei panni del ministro d’economia non é cosí facile come farlo con l’allenatore della nazionale di calcio, peró é normale (e quotidiano) che in discussioni tra amici si provi ad analizzare anche il momento economico. La visione é assolutamente fatalistica, ma non non nel senso che immaginate ("sia fatta la volontá di Dio"), ma in uno ben piú pessimista ("é una montagna russa, é solo una questione di tempo e dovremo di nuovo abbassarci i pantaloni").
Dopo qualche anno di bonanza economica, con 8-9% di crescita annuale, stanno arrivando momenti di incertezza. Il governo mantiene il modello economico del peso debole nei confronti del dollaro, scelta che fino ad oggi ha pagato. Anche se l’euro é schizzato alle stelle, il cambio peso-dollaro é mantenuto a livelli pressoché costanti (3 a 1) da cinque anni a questa parte. Un chiaro esempio di doping: l’oscillazione della moneta é infatti frenata dal governo grazie alle fortissime imposte sulle esportazioni. In questo modo si é molto competitivi sui mercati internazionali, ma si corre il rischio di asfissiare il sistema economico interno con una spesa pubblica enorme e con un’inflazione galoppante.
L’INDEC, l’organo del governo preposto a misurare l’inflazione, ha perso ogni tipo di credibilitá. Parla di inflazione intorno al 8% mentre le organizzazioni di consumatori e le stesse aziende produttrici parlano di tre volte tanto. Il famigerato Segretario del Commercio Interno, Guillermo Moreno, dichiara addirittura che alcuni prezzi, tra cui i vestiti, si sono abbassati. Dove vive? É normale che quando appare in tv mettano in sottofondo Luis Amstrong che canta "What a wonderful world".
Negli ultimi giorni c’é stata una corsa a comprare dollari, che ha spinto il biglietto verde e 3,20 pesos argentini. Panico o semplice speculazione? Di sicuro c’é un fuggi fuggi dall’investimento preferito degli ultimi anni, el plazo fijo (deposito bancario a tot anni), che é legato all’andamento dell’inflazione e, per questo, poco redditizio.
Ieri il giornale Critica de la Argentina parlava addirittura di un aumento della popolazione al di sotto della soglia di povertá, salita al 30%. Negli ultimi anni la tendenza era sempre stata in discesa.
A questo si aggiunge la crisi del governo con i mezzi di comunicazione, soprattutto con Clarín, per far sí che il clima si carichi di ulteriore tensione. Aprire il giornale in questi giorni significa sentire di vivere in un paese al bordo del tracollo. Realismo? Terrorismo mediatico? difficile saperlo per un tano appena arrivato.
Tra una settimana finisce anche la tregua che il governo ed il campo si erano dati per trovare una soluzione alla controversia sulle imposte. Molte riunioni, molta tensione, nessun risultato. Riappare lo spettro dello sciopero generale del campo.
Tutto lascia pensare che sará un inverno caldo.
UPDATE: poche ore dopo la pubblicazione di questo post il ministro d’economia Martín Lousteau si é dimesso. Tanoka, gufo! Noo, nelle ultime settimane era evidente il dissenso di Losteau nei confronti della politica economica del governo, visto che si trovava solo contro contro tutti a proporre un raffreddamento dell’economia. Nonostante occupasse una sedia strategica era stato lasciato assoluamente al margine dei "dialoghi" col campo, un chiaro segno del destino che lo attendeva.
Al suo posto sará nominato oggi (25/04/08) Carlos Fernandez, fino ad oggi presidente dell’ AFIP, l’agenzia delle entrate. Insomma, un commercilista d’alto rango. É sempre piú chiaro che il ruolo di ministro d’economia é di pura facciata, lo potrei fare anch’io, visto che le decisioni in questo ambito le prende tutte l’ex presidente Nestor Kirchner.
L’ex ministro d’economia, Martín Lousteau, in una parodia del Dr. Lecter


Ciao Tanoka. Mi spiace rovinare il “No Comment” per doverlo sostituire per “x n. di commenti” perché su questo argomento vige veramente il NO COMMENT!
Questo paese è un vero “VIVA LA PEPA”, non c’è il minimo senso di responsabilità e compromesso, si scende dalla barca con la minima onda.
Ha ragione mio padre… “este país nunca va a salir adelante”.
Che arrivi Martin Redrado?
Ciao Natalia! hai visto? alla fine non é arrivato Redrado (avevi puntato troppo in alto), ma un altro Fernandez. Con questo fanno tre fernandez nel consiglio dei ministri + la presidenta. Che sia un clan familiare?
Que viva la pepa..
Natalia menomale che non hai scommesso! :D
Il terrorismo mediatico un po’ c’è (basta ricordare la copertura scandalosa del cacerolazo-glamour), ma mi pare significativo che suonino sveglie e campanelli anche da parte di página/12, che anche se non è così sdraiato sul governo come dicono non sta certo gufando, né si può dire che in generale abbia del malanimo nei confronti dei vari K e Fdez.
sul sito di crítica c’era un commento bellissimo “cristina, io pure mi chiamo fernandez, al prossimo che cacci via chiamami!”
Ciao, ho scoperto solo adesso questo interessante Blog………senti un pò, io concordo con te su tutto, e perciò sono preoccupato un pò……in effetti ho comprato un appartamento a Bayres per passarci le vacanze un paio d’anni fa……ma ti chiedo: quali rischi corre un povero impiegato italiano che ha investito la sua liquidazione a Bayres attratto dal prezzo conveniente di 100 metri quadri nel centro della città e di un cambio Euro Pesos così favorevole?
Posso dormire tranquillo o mi precipito a rivenderlo?
Grazie per i tuoi preziosi consigli