Felici e contenti

con lala

 Visto che critico gli altri e poi entro in un lungo silenzio mi sembra d’obbligo giustificarmi:

Per l’ennesima volta il blog va in pausa. Questa volta la scusa é proprio buona: siamo in Italia per un mese, per sposarci. Si ritorna a Buenos Aires l’11 Luglio.

Speriamo che la nostra festa porti bene anche all’Argentina e per questo abbiamo stilato una lista nozze d’eccezione:

- che finisca la controversia con el campo
- che i cambiamenti climatici facciano dell’Argentina un vero pais tropical
- che charly garcia stia meglio
- che el Diego ritorni a giocare
- che el Diego ritorni a stare con Claudia
- che a Buenos Aires facciano una costanera come si deve
- che gli argentini smettano di mangiare la farinata sopra alla pizza (o perlomeno di farlo in pubblico)
- que vuelvan los lentos
- che Dio ci perdoni per non esserci sposati in chiesa
- che gli amici anarco-trozko-punk ci perdonino per esserci sposati
- che rai international incominci a far vedere "Sottovoce",  il programma di Marzullo
- scoprire dai giornali che per una laringite Tinelli é diventato muto

Chau!

A tarallucci e vino

In occasione della campagna elettorale per il voto degli italiani all’estero il blog aveva ospitato i commenti del tano piú famoso d’Argentina, Donato De Santis. In quell’occasione Donato aveva dimostrato di saper incassare e di saper stare al gioco. Questa settimana Donato ha aperto un nuovo ristorante a Buenos Aires, si chiama Bruni e sta nel bajo Belgrano, Sucre y Castañeda. Un ristorante chiaramente all’altezza della sua fama, moderno, con un menú italianissimo, cucina alla vista, vari chef con bandana e lui, Donato, a far la spola tra i tavoli e la cucina.

Con l’amico Juan Pablo siamo stati trattati da signori – che non siamo -  e siamo rimasti a fare chiusura con Donato e sua moglie, Micaela. Una bellissima serata: buona cucina e tanta ospitalitá.

Avec Donato

So che Donato oggi sta soffrendo come tutti noi tanos guardando Italia-Olanda. Ragazzi, mi raccomando.

Amico Blu

Il video si intitola MUTO. L’autore dei graffiti e dell’animazione digitale é tano e si chiama Blu. Io vi consiglio di dedicarci qualche minuto, ne vale la pena. L’opera é stata realizzata a Buenos Aires e a Baden. 

incorporato da Embedded Video

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Vedendo il video mi é sembrato di ritovare un’estetica che conoscevo. Ho fatto una piccola ricerca e ho confermato che si trattava dello stesso autore del graffito della piazzetta che sta davanti a casa mia e che giá in passato aveva attirato la mia attenzione:

Futbol Callejero         

Non solo ho trovato la foto del graffito appena fatto, ma anche quelle del making off. Peccato non esserci incontrati quella notte. Avrei portato un paio di Quilmes.

**Parentesi folkloristica: una delle due porte da calcio della piazza dá direttamente sulla strada, quindi alla gioia di ogni gol si aggiunge la paura di sfondare i vetri di qualche macchina ferma al semaforo

Alan, ne sa qualcosa…

Ho poi scoperto che Lorenzo Fonda sta preparando un documentario intitolato Megunica (il trailer), che racconta la gira latinoamericana di Blu. Quattro amici  in México, Guatemala, Nicaragua, Costa Rica e Argentina.

Ma poi pensandoci bene mi sono ricordato di una foto che avevo fatto nell’estate 2006 al Cento Sociale "Mezza Canaja", di  Senigallia (AN) e ora scopro che é proprio lui, Blu, e che Senigallia é la sua cittá.

Mezza Canaja - Blu

Una creativitá secondo me geniale (guardate qua e qua) e due strade, le nostre, che si sono quasi incrociate per anni. Chissá, magari un giorno ci si incontra a Messina o ad Helsinki e si prende un caffé.

Che cittá incredibile…


Estate (2)

Lecce, estate 2006

Lecce, estate 2006

Per quelle cose strane che succedono solo ad un "emigrato" l’altro giorno mi ritrovavo a camminare per strada canticchiando "Un’estate italiana", la canzone di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato composta per i mondiali di Italia ’90. Anche ai coetanei argentini viene la pelle d’oca quando sentono la canzone, cosa che non succede con Jennifer Lopez ’94 e Ricky Martin ’98.

Comunque. Cantavo e mi sono ritrovato a pensare alla frase "Un’estate, un’avventura in più". Aldilà della retorica della canzone, cercate di andare un po’ oltre, di tornare per un attimo bambini e di lasciarvi trasportare da un po’ di romanticismo. Quando si è bambini ogni estate nasconde un’avventura.  Non importa che l’avventura sia grande o piccola, che siano i centri estivi al paesello o il viaggio in Africa con i genitori. Ogni estate rimane marchiata a fuoco nella nostra memoria come l’estate in cui vivemmo un’avventura ben specifica: la casa sull’albero dell’estate ’87, la prima fidanzatina.dell’89, la prima vacanza da soli senza i genitori del ’90.  Sono cose che normalmente succedono d’estate. Si aspetta l’estate per uscire, scoprire, crescere. Poi a settembre si torna a scuola, un po’ più grandi.

In età adulta le cose cambiano. L’estate diventa quasi una stagione come le altre. Certo fa caldo e questo fa piacere a tutti, poi ci sono le ferie15-20 giorni, ma niente che si possa definire un’avventura. Magari si fa anche un viaggio, ma paradossalmente anche il viaggio diventa una routine e anche le mete più esotiche e "difficili" diventano parte del tran tran.  Perché? che cosa ci succede da grandi? sarà il lavoro, le responsabilità, l’inevitabile lotta per arrivare a fine mese, ma l’inverno ha il sopravvento sull’estate, diventa uno stato d’animo e il bambino che tutti abbiamo dentro agonizza e, nei casi più gravi, muore.

Faccio quindi un appello a chi sta per vivere un’estate italiana. Godetevela.

Estate (1)

San Telmo - bici

San Telmo, bici

Stavo notando che ultimamente i blog amici, quelli ribattezzati  nella colonna di destra come "italo-sudamericani", vengono aggiornati molto raramente. Che succede? non sarà mica colpa dell’estate? Ma come, basta un po’ di sole a farvi dimenticare l’amato Evo, l’odiato Uribe, le Farc, Raul Castro e compagnia cantante? La blogosfera, l’informazione dal basso, la rivoluzione digitale, svendute in cambio di una piadina romagnola, un calippo e un pedalò.

Che difficile questo fuso stagionale. Tra qualche mese io sarò spaparanzato in terrazza con la limonata ghiacciata e voi, accerchiati dalla nebbia e con i geloni ai piedi, invaderete il mio lettore di feed con i canonici 30 post al giorno. La lotta del popolo boliviano ritornerà di nuovo al centro del vostro universo.

Non si fa così.

p.s. Scusate la vena polemica, ma qui a Buenos Aires é stata una settimana molto fredda.

Retiro-Wilde

turisti americani, la Boca

Poveri, mi fanno pena.

Inseriti nei circuiti chic dei tour operator internazionali. Legati e portati in giro come pecorelle spaurite.  Sono i turisti stranieri in questa cittá.
Brasiliani, Inglesi, Americani e tanti Italiani vengono a Buenos Aires, si muovono nel Microcentro, a Recoleta, nei centri commerciali tipo la Galería Pacifico o l’Alto Palermo. Fanno acquisti nei negozi di cuoio della calle Florida, nei negozi di antiquariato di San Telmo. Di notte cenano in locali dove gli propinano il classico quintale di carne innaffiato da Malbec eccellente, con spettacolo di tango incluso nel prezzo. Lasciano Buenos Aires con l’idea che si tratti di una citta’ godibilissima, moderna ed economica. Non sanno invece che cosa si sono persi.

E’ un peccato che quest turisti vedano solo le attrazzioni che gli offre la capitale e si perdano la possibilità di godere delle mondanità che offre il conurbano bonaerense. Ci sono un sacco di itinerari interessanti, un marea di punti di interesse  culturale tristemente dimenticati, che vale la pena proporre. E secondo me i migliori sono nascosti nei nomi delle linee degli utobus urbani.
Si potrebbe iniziare con un interessante Recoleta-Villa Caraza.  Punto di inconto direttmente davanti all’hotel a 5 stelle di Recoleta. Al turista viene consegnato il vero menú locale, radical chic: sandwitch de milanesa, una mandarina y un alfajor guaymallen. E poi si parte, un viaggio che con un paio di pesos ti porta a scoprire l’argentina profonda, un’autentica discesa in paradiso, andata e ritorno. Autobus rigorosamente di linea. Un unico consiglio: non scendere mai.

Altri circuiti da proporre potrebbero essere Retiro-Wilde, Plaza Italia-Gonzalez Catán, Liniers-Laferrere con il 378. Per i nostalgici la proposta é un tour che parte dalla casa presidenziale, la quinta de Olivos, per poi seguire il percorso della linea Olivos-Aldo Bonzi, con serata danzante al circolo sociale di Aldo Bonzi. Una joda barbara.

Per gli amanti della Zona Sud si potrebbe inserire una serata di shopping alla Salada, il mercato di articoli contraffatti più grande dell’America Latina. Una vera occasione. Invece della classica esibizione di tango che si devono sorbire i turisti a San Telmo qui le signore potrebbero assistere ad una sparatoria o ad un furto con ostaggi, un evento sicuramente più emozinante. Basta con i pacchetti che comprendono la classica partita del Boca Juniors vista dal palco d’onore della Bombonera, portiamo i turisti al superclásico della Primerca C: Sportivo Italiano - Deportivo Armenio. Alla fine del tour, per concludere la nottata si potrebbe portare tutti a mangiare un choripan davanti alla stazione di Constitución, un vero classico porteño.

Non siamo avari, non teniamci queste chicche tutte per noi, lasciamo che anche i turisti si godano la nostra città.