Retiro-Wilde
Poveri, mi fanno pena.
Inseriti nei circuiti chic dei tour operator internazionali. Legati e portati in giro come pecorelle spaurite. Sono i turisti stranieri in questa cittá.
Brasiliani, Inglesi, Americani e tanti Italiani vengono a Buenos Aires, si muovono nel Microcentro, a Recoleta, nei centri commerciali tipo la Galería Pacifico o l’Alto Palermo. Fanno acquisti nei negozi di cuoio della calle Florida, nei negozi di antiquariato di San Telmo. Di notte cenano in locali dove gli propinano il classico quintale di carne innaffiato da Malbec eccellente, con spettacolo di tango incluso nel prezzo. Lasciano Buenos Aires con l’idea che si tratti di una citta’ godibilissima, moderna ed economica. Non sanno invece che cosa si sono persi.
E’ un peccato che quest turisti vedano solo le attrazzioni che gli offre la capitale e si perdano la possibilità di godere delle mondanità che offre il conurbano bonaerense. Ci sono un sacco di itinerari interessanti, un marea di punti di interesse culturale tristemente dimenticati, che vale la pena proporre. E secondo me i migliori sono nascosti nei nomi delle linee degli utobus urbani.
Si potrebbe iniziare con un interessante Recoleta-Villa Caraza. Punto di inconto direttmente davanti all’hotel a 5 stelle di Recoleta. Al turista viene consegnato il vero menú locale, radical chic: sandwitch de milanesa, una mandarina y un alfajor guaymallen. E poi si parte, un viaggio che con un paio di pesos ti porta a scoprire l’argentina profonda, un’autentica discesa in paradiso, andata e ritorno. Autobus rigorosamente di linea. Un unico consiglio: non scendere mai.
Altri circuiti da proporre potrebbero essere Retiro-Wilde, Plaza Italia-Gonzalez Catán, Liniers-Laferrere con il 378. Per i nostalgici la proposta é un tour che parte dalla casa presidenziale, la quinta de Olivos, per poi seguire il percorso della linea Olivos-Aldo Bonzi, con serata danzante al circolo sociale di Aldo Bonzi. Una joda barbara.
Per gli amanti della Zona Sud si potrebbe inserire una serata di shopping alla Salada, il mercato di articoli contraffatti più grande dell’America Latina. Una vera occasione. Invece della classica esibizione di tango che si devono sorbire i turisti a San Telmo qui le signore potrebbero assistere ad una sparatoria o ad un furto con ostaggi, un evento sicuramente più emozinante. Basta con i pacchetti che comprendono la classica partita del Boca Juniors vista dal palco d’onore della Bombonera, portiamo i turisti al superclásico della Primerca C: Sportivo Italiano - Deportivo Armenio. Alla fine del tour, per concludere la nottata si potrebbe portare tutti a mangiare un choripan davanti alla stazione di Constitución, un vero classico porteño.
Non siamo avari, non teniamci queste chicche tutte per noi, lasciamo che anche i turisti si godano la nostra città.


soprattutto mai togliere l’elegante fazzolettino dal collo. viva l’amicizia fra i popoli!
Se tutto va come deve andare il prossimo febbraio torno per la quarta volta in Argentina. Staziono a Lujan dove ho degli amici; Tu, dopo questo post, hai l’obbligo morale di accompagnarmi almeno un giorno in tour per Buenos Aires. Pago io a patto che il cambio resta 1 a 5 (e poi non sarò solo).
Quando tornerà Flandria-Lujan (credo mai più) quello sarà un vero derby come la Virgencita comanda
Ehh, concordo pienamente con te, è per questo che non riesco ad andare in vacanza, mi trasferisco direttamente per evitare la facciata turistica e vedere le cose veramente interessanti. Mi segno i tuoi consigli.
FELIZ DIA DEL INMIGRANTE ITALIANO
jajaja Mitico …Sportivo Italiano-Deportivo Armenio …
ti dirò che m’ hai fatto venire voglia di un choripan , qua in valle fanno gli ” strinù “, viene dal fatto che si lascian parecchio sulla brace , è un misto di carne di maiale e vacca , in italiano salamelle , valgono quelli d’ oltreoceano.Però una vuelta con los colectivos por los barrios ,que saudade…
Ciao Tanoka sono l’argentina… innamorata di un romano. Seguo il tuo blog quasi sempre in silenzio. Devi farti un giro per il Sud di Gran Buenos Aires. Conosci Quilmes??? Abbiamo il Parco della Birreria Quilmes, e anche la Costanera… non è come quella di Zona Nord ma è un paessaggio interessante da vedere… Fatevi un salto (dal Correo Central puoi prendere il 150 S che ti porta fino o qui… o fammi sapere che vi faccio la guida)
A presto,
Silvana
Ciao Silvana, grazie per essere uscita dal silenzio! abbiamo bisogno dell’apporto degli argentini al blog. E’ fondamentale.
Del sud di Buenos Aires conosco Lomas de Zamora e Florencio Varela. Grazie per il consiglio su Quilmes, non sapevo che avesse una costanera.
A presto!
Perchè non scrivete nulla di La Plata, capitale della enorme provincia di Buenos Aires (che è grande quanto l’Italia) ? E’ una città bellissima, di tracciato perfetto e moderno (e perciò si chiama “città delle diagonali”) in cui sono cresciuto da giovane. E’ una città con una università importante (dove mi sono laureato), piena di gente colta, ma purtroppo ora in preda a diffusa delinquenza. In Argentina è facilissimo fare amicizie. Io, dopo oltre 50 anni, ho ancora dei carissimi amici che rivedo con piacere.
A La Plata c’è un famoso museo di scienze naturali con reperti di dinosauri davvero unici.
La città si trova a meno di 60 Km a sud. Meglio non andarci in treno (è pericoloso), ma ci sono bus ogni pochi minuti. Il viaggio dal terminal di Retiro dura meno di un’ora.
Dal mio pensionamento ci sono tornato altre 5 volte e spero di ritornarci ancora, salute permettendo. Ciao a tutti.
Ciao Paolo, grazie per le dritte su La Plata, sicuramente un posto da visitare se si resta a buenos aires un paio di settimane.
Ad onor del vero a suo tempo di parló di La Plata, ci feci addirittura un piccolo video e un po’ di foto.
Quando la smetterete di parlare male dei circuiti turistici tradizionali e della gente che li preferisce come modo di viaggiare: “poverini”, “pecorelle” etc? Sapete quanta gente c’è nel mondo che vive e guadagna la propria vita grazie e questo sistema? Io sono una di loro. E grazie a questo lavoro non ho avuto bisogno di emigrare, né di andare a rubare per vivere. Vi prego di rispettare il lavoro della gente e le decisioni dei turisti che scelgono questo sistema di viaggio: si sentono più sicuri, specialmente quando vanno in paesi di cui non conoscono la lingua e spesso, grazie al prezzo forfettario, hanno ottimi servizi che da soli pagherebbero almeno il doppio
Grazie per l’attenzione che vorrete dare alle mie parole