Per quelle cose strane che succedono solo ad un "emigrato" l’altro giorno mi ritrovavo a camminare per strada canticchiando "Un’estate italiana", la canzone di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato composta per i mondiali di Italia ‘90. Anche ai coetanei argentini viene la pelle d’oca quando sentono la canzone, cosa che non succede con Jennifer Lopez ‘94 e Ricky Martin ‘98.
Comunque. Cantavo e mi sono ritrovato a pensare alla frase "Un’estate, un’avventura in più". Aldilà della retorica della canzone, cercate di andare un po’ oltre, di tornare per un attimo bambini e di lasciarvi trasportare da un po’ di romanticismo. Quando si è bambini ogni estate nasconde un’avventura. Non importa che l’avventura sia grande o piccola, che siano i centri estivi al paesello o il viaggio in Africa con i genitori. Ogni estate rimane marchiata a fuoco nella nostra memoria come l’estate in cui vivemmo un’avventura ben specifica: la casa sull’albero dell’estate ‘87, la prima fidanzatina.dell’89, la prima vacanza da soli senza i genitori del ‘90. Sono cose che normalmente succedono d’estate. Si aspetta l’estate per uscire, scoprire, crescere. Poi a settembre si torna a scuola, un po’ più grandi.
In età adulta le cose cambiano. L’estate diventa quasi una stagione come le altre. Certo fa caldo e questo fa piacere a tutti, poi ci sono le ferie15-20 giorni, ma niente che si possa definire un’avventura. Magari si fa anche un viaggio, ma paradossalmente anche il viaggio diventa una routine e anche le mete più esotiche e "difficili" diventano parte del tran tran. Perché? che cosa ci succede da grandi? sarà il lavoro, le responsabilità, l’inevitabile lotta per arrivare a fine mese, ma l’inverno ha il sopravvento sull’estate, diventa uno stato d’animo e il bambino che tutti abbiamo dentro agonizza e, nei casi più gravi, muore.
Faccio quindi un appello a chi sta per vivere un’estate italiana. Godetevela.



Il mitico fanciullino di Pascoli… Giàggià, difficile restare bambino. Forse c’è anche un pizzico di vergogna che spinge a crescere; vergogna di sembrare persone umane, che quindi mostrano anche dei punti deboli… persone con sentimenti non ancora limati dalla convivenza civile, politically uncorrect… persone che vivono e non si lasciano portare per la vita…
Sarà che qui è novembre, sarà che è mattina presto… mi viene da essere molto introspettivo…
bah, corro nei miei boschi e vi saluto…
l’estate è il momento in cui i sogni ad occhi aperti,che durante l’inverno ci spingono,quasi ci sostengono nella routine del lavoro o dello studio,si vivono.
e se dell’estate non si sente la mancanza,si rincorre l’inverno e si migra verso sud. questo volo contro mano lo sperimenterò il prossimo agosto,chissà che strano effetto farà quando tra i sogni occhi aperti e la realtà non ci sarà più differenza
Si hai ragione amico Tanoka, pure a me nel mio recentissimo soggiorno in Argentina mi e’ capitato di ascoltare alla radio un’estate italiana…. e non sai pure a me i ricordi che ha fatto venire. Certo adesso che ci ritroviamo sopra i 30 ascoltare vecchie canzoni di estati passate ci fa venire un po di malinconia….. ke ci vuoi fare siamo fatti cosi’!!!
P.S. peccato x il Boca va beh siamo sempre i migliori||||
anche sotto i 30 [e di un bel pezzo, sotto i 30! ndr],
io quando sento quella canzone lì devo sempre lottare coi lacrimoni…
sul fatto che stiamo per vivere un’estate italiana avanzo qualche riserva, visto che qui, come dice giustamente il mio boscaiolo del cuore, pare autunno… ma per il resto sono d’accordo su tutta la linea.
questa è l’ultima settimana di scuola e in questi giorni, parlandone magari coi colleghi che hanno figli o vedendo il nipotame oppure i ragazzini in giro, ogni volta mi prende non l’invidia, ma una autentica gioia per loro, uno stato d’animo da “che figata!”, proprio perché mi ricordo cos’era l’estate a quell’età lì e sono contenta per loro che stanno per viverla.
però, appunto, niente invidia: so che quell’atmosfera incredibile, da avventura come dici tu, non la vivrò più, se non magari indirettamente quando avrò dei figli, ma nemmeno, perché condizione sine qua non per un’avventura come si deve è che i genitori o qualsiasi altro adulto di turno se ne stiano fuori dalla balle, no? quindi ok, non sarà mai più come allora, e lì scatta la nostalgia, però devo anche dire un’altra cosa: l’estate scorsa, la prima da signora maritata, quindi in teoria agli antipodi dell’estate fanciullesca (lavoro + casa + vita coniugale = lo stereotipo della routine, no?) è stata anche lei, pur in un altro modo, una “figata”. e in ferie non ci siamo nemmeno andati! però siamo stati bene così, pur nella routine e nella fatica, ma vivendola bene, da coglionazzi, uscendo il più possibile, divertendoci ogni giorno.
certo che anche il viaggio, o il weekend, diventa una rottura, se si vive tutta la settimana con ansia odiando quello che si fa, e sperando solo che passi veloce, riversando sulla vacanza mille aspettative come se per incanto al momento della partenza scattasse anche il cambio d’umore, si diventasse miracolosamente allegri, felici, soddisfatti, e belli.
secondo me è lì la differenza con quando si era ggiovani, in questo atteggiamento del cavolo del sentirsi schiavi di tutto - lavoro, responsabilità, convenzioni, apparenze…- ma senza far nulla per liberarsene, vittime della vita e non protagonisti.
ne abbiamo parlato già altre volte, nevvero Tano’? e in quell’occasione mi sono guadagnata anche un bel soprannome
con cui pertanto ora mi firmerò.
ciao!
Relu
a tano’, vatti a vedere questo. there ain’t no cure. ;)
http://youtube.com/watch?v=Vu7rThSnEpo
saluti!
dalle date relazionate alle esperienze … mi viene spontaneo domandare: ma quanti anni hai? aspetto il post sulla scrittrice prima della tua partenza … besos e buona avventura estiva! quest’anno sì che ritorni bambino!!!
Bene,bene, sono contento che il post abbia scatenato riflessioni ed emozioni. Avevo un po’ di paura di essere finito nel patetico.
Roberto, guarda un po’ chi si rivede. Stai per venire in sudamerica?
Brava relu, un fiume in piena.
Nardi, non conoscevo la canzone azzeccatissima.
Vale, sono del 77, muy buena cosecha..
ciao andrea,a volte ritornano.. non partecipo assiduamente ma sono un affezionato lettore del tuo blog. in effetti ad agosto tornerò a buenos aires,per due settimane sarò un tano anch’io,quindi sono attento ad ogni tuo post oltre a quelli sempre interessanti di valentina e degli altri.