Fenomenologia della mancanza di monete

cose dell'altro mondo — tanoka @ 9:01 pm

Tres guitas, di J [jmpznz]
Tres guitas, di J [jmpznz]

Nonostante io non ne parli da un po’ di tempo, il problema della mancanza di monete non ha abbandonato il Paese. La ricerca di metalli, pregiati e non, si manifesta in diverse forme: furto dei cavi di rame dai binari ferroviari, furto della maniglia di ottone di casa mia (un paio di mesi fa) e diminuzione continua del numero di monete in circolazione.
Questa sorta di psicosi collettiva, questa lotta quotidiana per avere due monetine con cui pagare l’autobus, creerebbe frizioni in qualsiasi metropoli del mondo, ma in questa cittá, isterica fin dal DNA, puó creare dei veri mostri. Un amico argentino mi spiegava come devo comportarmi con il kiosquero che non vuole darmi monete:
“Tu non devi andare dal kiosquero sventolando  la banconota e chiedendo se puoi  fare un acquisto da un peso con una banconota da due pesos, noooo. Tu devi fare finta di niente, devi comprare, pagare con la banconota da due pesos, come se non sapessi leggere e non avessi visto il cartello gigantesco che dice PAGATE CON MONETE. A quel punto tu sei dalla parte della ragione e il negoziante dalla parte del torto. La colpa è sua”.
Al che io obbietto ingenuamente: “Ma qui non si tratta di chi ragione e chi ha torto. La missione non è umiliare l’altro. Qui si tratta solo di monete e i negozianti non ne hanno, a prescindere dal modo in cui io le chieda”.
“Povero illuso – dice il mio amico – si vede che non conosci la psicologia del kiosquero. Questo individuo odia il cliente che gli ruba le monete con la scusa di comprare un paio di caramelle. Sono quelli i clienti che gli faranno perdere la vendita importante del giorno, quando non potranno vendere la stecca di sigarette ad un altro cliente perché si sono ritrovati senza monete per il resto. Quindi il kiosquero che fa? si chiude in trincea, assediato. Rinuncia alle piccole vendite, insignificanti, e protegge il suo piccolo tesoro, le monete, promesse a futuri gloriosi, magari addirittura destinate ad essere il resto di un acquisto di un giocattolo o di un ombrello.  Il kiosquero rinuncia ad una vendita di caramelle, rinuncia alla seconda, tiene duro, ma non puó reggere per sempre, ad un certo punto deve cedere, per la paura di compromettere troppe vendite. Se a questo punto arrivi tu con la tua faccia sicura, fredda, decisa e il tuo bel biglietto da due pesos lo farai sentire piccolo piccolo, in colpa, e ti darà le agognate monete di resto”.

E c’è ancora qualcuno che si stupisce che in questa città la metà della popolazione sia in psicoanalisi…

7 commenti »

  1. Quanta saggezza in queste parole! Io ho avuto lo stesso problema quando dovevo prendere il colectivo e non avevo abbastnza moneta. Ricordo che quando un giorno ero a La Boca e dovevo tornare a Chacarita avevo solo banconote da 2 pesos ed il biglietto ne costava solo 1. Nessun conducente al capolinea aveva da farmi resto ed alla fine quello della mia corsa si è mosso a compassione e mi ha detto “Pase!”. Che bello: un peso risparmiato! Ma purtroppo non sono tutti uguali. Questo aveva capito che ero un forestiero e quindi avrà pensato “Facciamolo salire. Non sia mai che torna a casa e parla male dei conducenti argentini”.
    Tornando però sull’argomento, hai ragione. Un giorno ho girato non so quanti negozi e chioschi per trovare una moneta, ma non ne avevano. Alla fine mi sono messo a parlare con uno di loro (col mio spagnolo che fa alquanto schifo, ma me la sono sempre cavata) e gli ho chiesto: “Ma allora dove stanno tutte le monete?”, e lui mi rispose: “Nelle macchinette dei colectivos”. Non fa una piega ’sto ragionamento. Ma queste macchinette sono davvero infernali: mi hanno fregato non so quanti centesimi. Forse bisogna inserirle non tutte assieme ma ad un certo ritmo una dall’altra. Qualcuno mi può spiegare come si fa? Semmai dovessi tornare a BAires almeno non mi farò fregare ancora. HASTA LUEGO!

    Comment di Felipe — 4 08, 2008 @ 8:19 am
  2. gelateria “grido”, yofre angolo nores martínez: per venti pesos in monete in omaggio un cono grande. saluti!

    Comment di fritz — 4 08, 2008 @ 7:47 pm
  3. una gelateria che dà il gelato gratis per me sarebbe già un ottimo motivo per emigrare… tempo di mettere su una zecca clandestina e arrivo!

    Comment di Clara — 5 08, 2008 @ 5:14 am
  4. Hola Tano, credevo che l’isteria fosse cosa nostra.. Nn è così? Uno dei tanti luoghi comuni? E solo a BA o dappertutto?

    Comment di farc — 7 08, 2008 @ 8:50 pm
  5. Ciao Farc, no, l’isteria non é prerogativa dell’italia. Qui a buenos aires la si puó toccare con mano in diversi momenti della giornata..schiacciati in metro, in coda al supermercato o negli uffici pubblici..c’é semore qualcuno che manda a stendere qualcun’altro. Sicuramente in provincia sono piú rilassati, ma é probabile che si annoino un po’ :-P

    Comment di tanoka — 8 08, 2008 @ 3:00 am
  6. infatti ogni tanto per la noia smontiamo un marciapiede e lo tiriamo alla polizia! ;)

    Comment di fritz — 8 08, 2008 @ 4:32 pm
  7. io che storicamente non leggo i cartelli e anche se mi ci cade l’occhio non gli do importanza, mi ritrovo in una sorprendente, per il contesto, abbondanza di monete.
    figurarsi che mi sono trovato a pagare alfajores (per la precisione di torta brownie, valore 2,20$…divino) con due pezzi da un peso e due da 10 centavos solo per alleggerirmi le tasche. anche i kioskeros a volte sono rimasti sorpresi del mio atteggiamento sprezzante del pericolo…

    Comment di andrea — 23 08, 2008 @ 8:20 pm

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