Repressore vecchio fa buon brodo
Magggica l’ultima copertina della rivista Barcelona. L’onda di bava che va tanto di moda in argentina in questi mesi.

Giovedí prossimo si saprá il verdetto del processo che vede sul banco degli accusati Luciano Benjamín Menéndez y Antonio Bussi per crimini di lesa umanitá e dell’omicidio del senatore Guillermo Vargas Aignasse, perpetrato il 24 marzo del 1976. Il pubblico ministero Alfredo Terraf ha chiesto la pena massima, considerando che la morte di Vargas Aignasse non é stata assolutamente un caso isolato, ma “la conseguenza di un piano tenebroso”. Si tratta del primo processo a crimini per violazione dei diritti umani nella provincia di Tucuman, provincia del nordovest argentino dove Antonio Bussi ha coperto diversi ruoli istituzionali negli ultimi trent’anni.
Ultimamente Bussi si reca in tribunale con tubetti di ossigeno, ascolta le dichiarazioni come se fosse assente, anziano, malato. Piú di una volta si é dovuto interrompere l’udienza per repentini malori dell’imputato. Oggi con un moto di orgoglio e di energia ha accusato Terraf di agire “con toni smisurati”, “mosso dalla sete di vendetta”, chiedendogli di “superare le cattive abitudini del passato”.
Il pubblico ministero ha chiesto che in caso di condanna Bussi sconti la pensa nel carcere di Villa Urquiza, proprio dove la sua vittima, Vargas Aignasse, ha passato gli ultimi momenti della sua vita.



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Hola! Gracias por haberte mantenido en contacto y haber dejado tus comentarios en mi blog, hasta pronto! ;-)
Questo mi fa venire in mente certi processi italiani per le tengenti. Sì, e vero: nessuno è morto per quegli eventi (a parte Raul Gardini e Sergio Moroni, ma in questi casi si trattò di suicidi), ma come non pensare alle tangenti sanitarie che avevano come accusato d’eccellenza l’ex ministro della sanità De Lorenzo? E quante volte i TG lo hanno ripreso in aula sciupato, ormai allo stremo delle forze? Ci sarebbe da domandarsi da che parte sta l’informazione in Italia…