Soledad porteña

diario — tanoka @ 11:11 pm


Plaza de Mayo

Forse lo fanno tutti, ma quando viaggio in autobus o in metropolitana guardo la gente. Li osservo e mi immagino le loro vite. Mi perdo nei dettagli: l’espressione del viso, la camicia con il collo consumato, il libro aperto sulle gambe, il colore delle calze, la marca del lettore mp3. Tutto é indizio, tutto comunica, tutto mi aiuta ad immaginare la vita della persona che ho davanti.  Qui a Buenos Aires le persone mi danno l’impressione di essere sole. Non nel senso piú terribile della parola, non sono tristi e sole, sono sole. Mi sembrano cellule indipendenti che vivono la propria vita, nel bene e/o nel male, sole. Mi spiego: quando osservavo una persona in spagna o in italia la vedevo e giá mi immaginavo la sua famiglia, i suoi fratelli, il suo fidanzato, il suo migliore amico. Le ragazze spagnole per esempio portano addosso un sacco di dettagli che ti fanno capire chi sono, se stanno andando al lavoro o all’universitá, se vanno a casa a pranzo con la propria famiglia, o se c’é un ragazzo che le aspetta alla prosima fermata. Sí, confesso che normalmente osservo piú le ragazze che i ragazzi, spero che sappiate perdonarmi. Insomma, vedi la persona e cogli l’entroterra che nasconde. Invece qui a Buenos Aires le persone danno pochi indizi, sembrano cellule isolate. Le ragazze mi danno sempre l’impressione di vivere da sole, oppure in un appartamento con delle amiche, ma mai con la propria famiglia. Non si capisce se una donna é sposata. Non cogli bene la differenza tra un impiegato e un direttore d’azienda, i toni dei loro vestiti sono troppo simili. Una parte di queste sensazioni é spiegata dal fatto che la famiglia argentina non é influenzata solo dal modello mediterraneo, ma anche da quello anglosassone e dal purpurrí di culture migratorie. I ragazzi, pesos permettendo, cercano di lasciare casa dei propri genitori prima possibile. É normale quindi che i ragazzi mi diano l’impressione di essere soli, di vivere la propria vita con le proprie forze, soli contro o con il mondo, non accompagnati da quel battaglione che puó essere la famiglia italiana tipo. Ma aldilá di questo sono sicuro che anche la cittá, Buenos Aires, abbia un peso importante. Una metropoli, con tutte le caratteristiche della vita nella metropoli, disgregante, per certi versi alienante. Un punto in piú che avvicina Buenos Aires a New York: le persone sembrano vivere in quei tipici film americani dove i protagonisti spuntano fuori dal nulla, non hanno una famiglia, non hanno dei fratelli o dei genitori, degli amici di infanzia….sono soli e vivono la durata del film da soli, nel bene e nel male. Come Al Pacino e Michelle Pfeiffer in "Frankie and Johnny" o se preferite qualcosa di piú allegro Billy Crystal e Meg Ryan in "Harry ti presento Sally".  E poi, l’ultimo elemento che favorisce questo isolamento delle persone é il movimento migratorio interno argentino. La gente lascia la provincia per venire a studiare o a lavorare nella capitale. In quel caso non si tratta di mie sensazioni, sono persone davvero sole. Spesso vengo travolto anch’io dal luogo comune: Buenos Aires é la patria naturale del tango, una cittá malinconica. Da non fraintendere, le persone sono gioviali e se instauri un dialogo scopri che sono piene di idee, di umorismo, di voglia di vivere. Ma se li guardi sull’autobus o in metropolitana, se li guardi in faccia mentre non parlano con nessuno, mentre non sanno di essere osservati, nel loro sguardo c’é qualcosa di malinconico. Non so se sia un qualcosa di nuovo, se cinquant’anni fa fosse diverso. Non so neanche se questa malinconia sia in parte dovuta al momento politico/economico/sociale che il paese ha attraversato negli ultimi vent’anni. Il tango non nasce certo oggi, quindi qualcosa c’era giá in passato. Credo che mi sará difficile scoprirlo.

 

 
p.s. Post scritto durante la primavera australe, immaginatevi l’autunno. 

Mi ci porti papá?

sport — tanoka @ 12:18 am

Mancano ancora due mesi al 21 di Novembre ma qui in argentina comincia a salire la febbre per la finale di Coppa Davis Argentina-Spagna. In questi giorni si sono sprecate le analisi tecniche sulla scelta della superficie e dello stadio. Nonostante gli argentini abbiano costruito la loro qualificazione sulla terra rossa si giocherá sul veloce indoor. Tutto per cercare di frenare quel rotto in culo di Nadal. Restano in corsa il Superdomo Orfeo di Córdoba e il Luna Park di Buenos Aires. Si deve decidere entro lunedí. A Cordoba fanno pressioni politiche per cercare di smuovere la noiosa vita di provincia. A Buenos Aires ci crediamo, con quella nonchalance che solo i capitolini sanno sfoderare in questi momenti. A Mar del Plata? Non scherziamo.

Sarebbe bello esserci, ma prevedo file chilometriche. In queste occasioni si scatena un po’ la sindrome di chi vive nella periferia del mondo: c’é un evento d’importanza mondiale io devo esserci. Per questo si alzano prestissimo e formano file chilometriche com’é successo in questi giorni per Madonna Louise Ciccone.

Ovunque si giochi sará sicuramente un ambiente con molta pressione. Si dovrá citare Sandro Piccinini e la sua sempreverde  "bolgia di Atene" che accompagna il Panathinaikos e l’Olimpiakos. Sará una bolgia, sicuro, speriamo solo che Maradona non faccia ‘o show e rovini anche stavolta la festa.

Anche in questo caso il migliore é sempre l’ambasciatore/blogger spagnolo Rafael Estrella, con un post degno di Stefano Benni.

Boquita

futbol — tanoka @ 12:53 am

Boquita

Foto InfoBae

Javier García, Julio Barroso, Ezequiel Muñóz, Juan Forlín, Carlos Fondacaro, Cristian Chávez, Alvaro González, Neri Cardozo (Damián Díaz, 83), Leandro Gracián, Jonatan Philip (Ricardo Noir, 72) y Pablo Mouche (Nicolás Gaitán, 80).

Sono dei ragazzini. É la formazione del Boca Juniors che ieri sera ha rifilato un 4 a 0 ai campioni in carica della Copa Libertadores, gli ecuadoriani della Liga Deportiva Universitaria de Quito. Si giocava la coppa Sudamericana, una coppa minore, e cosí sono finiti in campo i giocatori delle giovanili. Segnatevi i loro nomi, tra qualche anno giocheranno tutti nell’Inter.

p.s. Per gli appassionati di architettura/folklore/kitsch oggi i giornali hanno parlato anche dell’hotel del Boca. Dicono che si sono ispirati alle gambetas di Maradona e ai passi del tango.

PH

cose dell'altro mondo — tanoka @ 3:19 am

La casa dietro casa

2 porte + 1 finestra = 1 PH.
Un PH, una propiedad horizontal, la mia casa preferita, la piú comune, la piú diffusa. Non solo a Buenos Aires, ma in molte cittá e paeselli dell’argentina. Si tratta di un condominio, ma sviluppato in orizzontale. Una delle due porte, la piú esterna, conduce ad un corridoio, all’interno del quale troviamo le porte dei vari appartamenti. L’altra porta appartiene al primo appartamento, quello che dá alla strada, a la calle. La finestra ovviamente appartiene al primo appartamento. Ne esistono in tutte le salse, colori, dimensioni. Secondo me é il simbolo del classico barrio porteño. Molti ne subiscono il fascino, lo vogliono, i prezzi salgono alle stelle. Altri preferiscono un appartamento in una torre…"per la sicurezza", dicono. E poi "un ph ti richiede un sacco di manutenzione". Tutte scuse, perché non sono riusciti a comprarsi un ph.

PH, Buenos Aires
Click per ingrandire

My Man

america latina — tanoka @ 5:58 pm

Non so se avete ascoltato la mini-intervista che John McCain ha concesso alla spagnola Union Radio, del Grupo Prisa, il gruppo de El País e della Cadena Ser. Parla del momento dell’economia americana, di America latina e non parla di Zapatero.

"Non parleró con Hugo Chávez. Chávez sta privando la gente dei suoi diritti democratici". Per Evo Morales idem, nessuna differenza apparente per John. Non risponde alla domanda su Zapatero e incomincia a parlare di Calderón. Piú che altro sembrava che non sapesse chi sia Zapatero. E che la Spagna stia in Europa.

Mi ha sorpreso soprattutto l’ottusa maniera di ripetere la dicotomia "Mi riuniró con i paesi che sono nostri amici e affronteró (stand up to) quelli che non lo sono". Che qualcuno dica a quest’uomo che la guerra del Vietnam é finita. 

L’ABC per il tano in argentina

ARG istruzioni per l'uso — tanoka @ 3:55 am

All'italia i suoi figli, Concepción del Uruguay, Argentina

Una lettrice del blog mi ha scritto chiedendomi un po’ di informazioni precise e mirate su Buenos Aires, visto che nei prossimi mesi lei e un amico si trasferiranno qui per lavoro. Dopo averle risposto ho pensato che forse queste informazioni sono utili ad altri e quindi le metto qui nel blog. Non é mia intenzione tediarvi continuamente con questo "Argentina, istruzioni per l’uso", ma sarebbe stupido continuare a copiare ed incollare la stessa mail quando magari mettendola qui puó essere utile a piú persone.

In negrita le domande, come nelle riviste serie.

- ASSISTENZA SANITARIA (in italia c’è la così detta mutua, lì a parte il piano sanitario privato garantito dall’assicurazione della società esiste una specie di mutua e se sì vale pure per i non cittadini?
I non cittadini non esistono :-) Esistono i non residenti. Sinceramente non so risponderti. Qui la sanitá pubblica esiste ed é costituita da professionisti di valore assoluto. Esiste un problema reale ed evidente che é quello delle infrastrutture (edifici e attrezzature mediche) non sempre in ottimo stato negli ospedali e nelle cliniche pubbliche. In soldoni: se ti rompi un braccio sono sicuro che ti curano senza problemi. Nel caso peró di dover subire un’operazione chirurgica o un trattamento medico importante da non residente immagino che dovresti ricorrere alla sanitá privata.

- TASSE, su uno stipendio lordo di 10.000 pesos quanto se ne va in tasse? questo punto è il più difficile da sapere, non c’è molta gente che ci possa dare questa info ed è fondamentale per discutere l’offerta coi capi. Le tasse si magnano il 40 per cento come in italia o no?
La percentuale dipende anche dal tipo di lavoro che fai (dipendente o in proprio), le categorie del lavoro in proprio (che conosco meglio perché é il mio caso) le trovi qui. Fino a 12.000 pesos all’anno la percentuale é di circa il 10%.

- COSTO MEDIO DI APPARTAMENTI in zone carine carine- tipologia bi-trilocale
Ci sono due categorie fondamentali, gli appartamenti "normali", per cui é necessaria la garantia (spiego in questo post  che cos’é ). Ti sará difficile averla se non conosci qualche argentino. I prezzi medi partono da 200 euro al mese. Per gli altri ci sono gli appartamenti temporanei, i prezzi penso che partino da 400 euro al mese. Conviene fare un giro su Inmuebles Clarín e farsi un’idea. Date anche un’occhiata alla sezione di Buenos Aires di Craigslist, soprattutto se cercte appartamenti condivisi con altri.

-CAPARRA. vogliono caparra per un appartamento o garanzia carta di credito ecc ecc
Vedi precedente. La risposta comunque é sí, vogliono caparra e garanzia. Un’agenzia immobiliare ti chiede 2-3-4 mesi di caparra.

- CASE ARREDATE, dobbiamo capire se portaraci tutta la casa o prenderne una arredata, in italia normalmente le case belline in affitto a lungo termine non sono arredate, lì come funziona? vedendo on line quelli fichi a palermo soho ecc sembrerebbero tutti arredatissimi, vero falso? conviene portarsi tutto o no?
Portarsi TUTTO dall’italia lo vedo complicato. Bisognerebbe capire se in dogana ti fanno passare i mobili e poi…a che prezzo? Le cose invece che stanno in una cassa possono essere spedite attraverso le poste italiane. Assicuro che arrivano in 3-4 settimane, a prezzi decenti.
Qui gli appartamenti a lungo termine sono affittati quasi sempre vuoti, mentre quelli a tempo temporaneo vengono affittati full-equipment (internet, microonde, frizzi e lazzi)

(continua…)

Che signora

musica — tanoka @ 3:29 am

Il protagonista si trova davanti la novella sposa del proprio figlio, e descrive cosí la giovane nuora:

[...] un pastel de frambuesa
que te miraba y cortaba
el hipo y la mayonesa
con ese tipo:
su vacunita en el brazo,
dieciocho añitos
y esos malditos ojazos de gata en celo
y aquella mata de pelo
como una hoguera
y unas pestañas con telarañas de terciopelo
y esas caderas
que estaban hechas para pecar
por las escaleras,
para enseñarle el pajar,
para esperar en la era,
para mancharle el vestido,
para cantarle al oído:
reloj no marques las horas
para quitarse el sombrero.
Caballero, qué señora.
Caballero, qué señora.
Caballero: ¡qué señora…!

 

Giá, che signora, e che poeta.

In fila per sei

WWW — tanoka @ 3:11 am

Provocato dalla mia affermazione secondo cui i blog italiani che si occupano di Latinoamerica sarebbero 4 Pippo si é preso la briga di censirli. Ha scoperto che sono ben piú di 4 e li ha messi tutti insieme. Un post utilissimo, che avremo tutti sul comodino nelle prossime settimane.

Il ritorno del Principe

futbol — tanoka @ 1:35 am

Occhio al nome dell’agenzia che ha fatto la foto. Niente photoshop

Un assist di petto per il primo gol, un rigore procurato e poi trasformato. Il ritorno di Diego Milito al calcio italiano nel 2 a 0 del Genoa contro il Milan ha il sapore del trionfo. Il principe che torna a casa dopo tre anni. Visto da qui, con i commentatori argentini che gridano Goooooooooooooooooooooooooool e tutto uno stadio italiano che ritorna a cantare  "Diego, Diego, Diego" fa venire un po’ di brividi anche ad un gobbo.

Ce l’hai con me?

foto — tanoka @ 3:57 am

Tapalelabocaauntano

Letteralmente "Tappa la bocca a un Tano".
Tra ieri e oggi sono apparsi questi cartelli in giro per la cittá. La prima volta che li ho visti non volevo crederci. L’egocentrismo mi ha subito fatto pensare che ce l’avessero con me, che il governo K stesse cercando di intimidirmi e di mettere a tacere le denunce di Tanoka.net. Poi ho visitato il sito e si tratta di una campagna pubblicitaria di una nota marca di pasta argentina. Simpatici. Lanciano una marca di pasta surgelata che dovrebbe ammutolire anche gli italiani piú scettici ed ortodossi. Tsé.

Segnali di vita dalla blogosfera argentina

WWW — tanoka @ 3:43 am

E la blogosfera argentina come sta? A sentire la carta stampata si direbbe bene. Non passa giorno senza che qualche giornale dedichi spazio al "fenomeno blog", senonaltro per promuovere i blog ospitati all’interno dei propri siti (Clarín blogs, Perfil blogs, Crítica blogs). Crítica ha addirittura una sezione dedicata ai blog sulla versione cartacea, chiamata Crítica de Blogs.
Giornali e tv parlano del boom dei blog, ma finiscono per citare quei tre o quattro che tutti ormai conoscono:
- Bloc de periodista, di Dario Gallo
- La Peleadora, della acidissima e divertente Carolina Aguirre
- Amphibia, di Mancini e Orihuela
- Orsai, di Hernan Casciari
- e il nuovissimo Quiero entrevistar a Cristina

Piú che una critica vorrei che il mio fosse un appello. A me risulta difficile arrivare a blog argentini di qualitá. Sicuramente ci sono, non ho dubbi, ma non li trovo. Il campanello d’allarme l’ho sentito spulciando tra questa classifica dei top 100 blog argentini. Non sono molto amico delle classifiche in quanto tali. Il concetto di classifica e quello di blog mi sembrano stare agli antipodi. Un ranking é un utilissimo strumento onanistico e poco piú, peró puó essere anche fonte di stimoli, di novitá e a volte di sorprese. Per esempio, tra i candidati del Macchianera Blog Awards 2008 troverete sicuramente qualcosa che vi era scappato e che merita di essere letto (tipo la bellissima bufala Mia cara Olimpia di Zoro). Ebbene, tra i primi 20 top blog argentini ce ne sono moltissimi di…hem…non saprei come dirlo in altri modi….di cazzate. Il tipico blog in cui uno posta la cosa piú strana che ha letto quel giorno in giro per la web, la notizia del portale yahoo.com.ar o della barra laterale pruriginosa di Repubblica, la tazza che si scalda via USB, miss venezuela che é caduta durante una sfilata, il video del piú grande mangiatore di hamburger del mondo.

Mi si potrebbe obbiettare: "Ma anche questi sono blog! Se no a che cosa serve un blog?"  Mi sta benissimo che ognuno riversi nel proprio blog ció che piú gli pare e piace, ma magari mi aspetterei che tra i primi 10 blog ci siano blog autorevoli. E che vordí "autorevoli"? no so, gente come questa: Wittgenstein, Camillo, Buzz Machine, Scene Digitali, Manteblog, Del alfiler al elefante o Rafael Estrella

Non vorrei fare lo sciovinista e dire che la blogosfera argentina é meno matura di quella italiana e che un certo tipo di formato qui non é ancora arrivato. Oltretutto penso che la blogosfera italiana sia acerba rispetto ad altre, tipo per esempio quella spagnola. Quindi, visto che sono (quasi) convinto che i blog di qualitá ci siano anche in argentina vi chiedo si segnalarmeli. Che cosa leggete? Qualche idea, un consiglio? 

‘chagracias…

 

p.d.
dimenticate tutto quello che ho detto sulle classifiche, ho appena scoperto di essere 15° nella classifica di BlogBabel, sezione blog locali. Vamos…

Nuove voci

WWW — tanoka @ 3:04 am

É mezzanotte, in sottofondo la tele gracchia, l’Argentina annaspa contro il Perú. Ultimamente va cosí.

Vi segnalo due novitá del panorama bloghereccio italo-sud-americano.

Il primo si chiama Diario Argentino, ex e Argentina sola andata. Elfons é arrivato da poco a Buenos Aires e ha riversato nel blog una cronaca dettagliata minuto per minuto delle prime esperienze porteñe. Un diario personale, ma che se verrá aggiornato puó essere utile anche come spunto e come guida per tutti gli italiani che sognano di fare lo stesso salto di Elfons. 

L’individuo si trova catapultato in una nuova realtà, per scoprire che è la stessa/medesima retta sul denaro ma in un nuovo contesto, nuova lingua nuova gente e Tanta povertà e – peggio ancora- adesso lui è dal lato di chi si può permettere di vivere senza lavorare. Ma per quanto?

Il secondo si chiama "Latinamericanamente tuo…", blog della pagina 2Americhe.com, curato da Gabriella Saba e Massimo Cavallini. Il blog si propone di essere una rassegna quotidiana dei blog che parlano di America Latina. Mi sembra un’idea simpatica, ma se devo essere sincero non sono molto convinto della sua utilitá. Insomma, siamo 4 gatti a parlare di America Latina, abbiamo bisogno di una rassegna stampa? I contenuti sono cosí lunghi e densi da meritare la stesura di un riassunto? Non si fa prima  ad iscriversi ai feed dei vari blog e a leggerli direttamente? Non me ne vogliano Gabriella e Massimo, le mie domande non sono retoriche, se qualcuno vuole convincermi non avró problema a cambiare idea.
Attenzione peró, non é che qui non si apprezzi la buona volontá della rassegna stampa, é solo che mi sembra che si potrebbe dedicare quel tempo a produrre nuovi contenuti, che io personalmente leggerei volentieri.
Ho notato anche che Cavallini in passato si é scornato con due pesci grossi della blogosfera denoartri.

Suerte!

Cocoliche

cocoliche — tanoka @ 11:29 pm

Mapas Buenos Aires

Edicola di Buenos Aires, click per ingrandire

Voi quasi in autunno, noi quasi in primavera, cambia la stagione, sono in vena di inaugurare sezioni. Dopo "una foto al giorno" oggi inauguro la categoria "cocoliche".

Antonio Cuccoliccio era uno dei milioni di emigranti italiani che arrivarono in argentina tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. Trovó lavoro come tuttofare in un circo dell’epoca, quello dei fratelli uruguayani José y Jerónimo Podestá. Cuccoliccio, come tanti tanos dell’epoca parlava uno spagnolo approssimativo, con inevitabili inflessioni dell’italiano e del suo dialetto. Un giorno il comico Celestino Petray si presentó sul palco parlando come Cuccoliccio: Mi quiamo Franchisque Cocoliche e sono creolio hasta lo güese da la taba e la canilla de lo caracuse, amico. Nella sua biografia José Podestá racconta che in quel momento nacque un personaggio comico che per anni fece divertire molto il pubblico del Río de la Plata. [liberamente tradotto da elcastellano.org]

E col tempo nasceva anche una parola, regolarmente inserita nel dizionario dalla Real Academia de la Lengua Española: cocoliche gergo ibrido che parlano certi immigranti italiani, mescolando la loro lingua con lo spagnolo. Uno slang, quindi, o piú precisamente un pigdin, come il Chinese Pidgin English, e forse lo Spanglish, ma molto piú divertente. Occhio peró, da non confondere con il Lunfardo, argot tipico del Rio de la Plata, reso immortale dal tango.

Un italiano che arriva in argentina non puó non stupirsi delle centinaia di inflessioni italianeggianti del parlare quotidiano. Ovviamente tutte storpiate e per questo ancora piú divertenti. Alcuni esempi:

- Pero andáte a cagar!  (imperativo, con l’accento sulla seconda "a")
- Me ne frega
- Maa sìììì (per dire "chi se ne importa, facciamo che va bene così")
- No se entiende un catzo
- Hace un frio que te la voglio dire
- Me cago en Cadorna!
- No me piace

Domenica mentre vedevo la squadra del cuore pareggiare in modo indecente i due commentatori della partita, argentini, definivano la tattica bianconera Tuti atriqui. Non ci volevo credere, ma é cosí, stavano parlando del catenaccio, "Todos atras", "Tutti dietro", insomma, tuti atriqui.

Carta canta

cose dell'altro mondo — tanoka @ 3:57 am

Sabato allo stadio Monumental, casa del River Plate, si gioca Argentina-Paraguay, valida per le qualificazioni ai mondiali di Sudafrica 2012. La comunitá paraguayana in argentina é molto numerosa, sono un po’ il corrispettivo dei bergamaschi, tanti uomini lontani da casa che si fanno un mazzo tanto lavorando soprattutto nell’edilizia. I paraguayani si sono messi in coda educatamente davanti al Luna Park (il palazzetto dello sport per eccellenza di Bs As) per comprare i 1000 biglietti che gli spettavano. Peccato peró che non tutti ce l’hanno fatta: l’AFA, la federazione argentina, ha deciso di vendere i biglietti solo ai residenti, che dovevano presentare carta d’identitá argentina. Come potete immaginare, una barriera all’entrata non da poco…

Nel frattempo scopro da Crírica che in argentina c’é un nuovo miraggio nella continua ricerca del passaporto passepartout: i paesi dell’europa dell’est. Cito: "Italia e Spagna non sono piú gli unici salvacondotti miracolosi che vengono invocati nelle chiacchere da bar…". Con l’apertura dell’Unione Europea ai paesi dell’est si é aperta la caccia al bisnonno lettone, al prozio polacco o alla cugina rumena. C’é addirittura chi si porta avanti col lavoro e cerca tracce delle proprie radici croate, scommettendo su un prossimo ingresso in europa. Mi ha fatto sorridere la dichiarazione dell’ufficiale del consolato rumeno: "Molti chiedono informazioni, peró pochi fanno domanda perché esigiamo che si parli la lingua".  Mi ricorda il film "El abrazo partido" in cui il protagonista Daniel Hendler deve subire un’interrogazione su cultura generale polacca.

Quanto costa vivere a Buenos Aires?

ARG istruzioni per l'uso — tanoka @ 4:26 am

Asadete

E noi qui a lamentarci dell’inflazione. Anche quest’anno, secondo lo studio della società di consulting Mercer, Buenos Aires é una delle cittá piú economiche del mondo. Occupa il posto n°138 in questa speciale classifica che prende in considerazione affitti, trasporto, alimenti, vestiti, elettrodomestici e tempo libero. In America Latina le uniche due cittá che risultano piú economiche di Buenos Aires sono Quito (142) e Asunción del Paraguay (143). Mosca é la cittá piú cara del mondo, seguita da Tokio (2) e Londra (3). Le cittá piú care del continente sono San Paolo (25) e Rio de Janeiro (31), spinte dal real che in un anno ha guadagnato un 18% sul dollaro. Anche Caracas (89) non scherza, colpa dell’iperinflazione.

Questo tipo di classifiche è interessante soprattutto per il turista straniero, visto che l’unitá di misura dello studio è il dollaro USA. Per un argentino, che guadagna in pesos, Buenos Aires puó risultare cara, carissima. Ma quanto? Ho provato a fare una lista, per darvi un’idea. Lungi da me la presunzione di proporvi una ricerca con rigore scientifico sul paniere porteño, non mi permetterei mai di sostituire l’INDEC in un momento cosí delicato. Butto solo giú qualche prezzo per orientare futuri turisti o migranti..

I prezzi ovviamente oscillano, da supermercato a supermercato, da bar a bar, quindi nel dubbio ho cercato di inserire il prezzo piú basso, da buon piemontese attento all’economia domestica. Al cambio di oggi €1 = $4,42    e   USD1 = $3,03

Un caffé: $3
Un pacco di pasta Barilla da gr.500  $8
Un chilo di carne (asado di vacca, prezzo concordato con il governo). $10
Un pacchetto di Marlboro da 10: $2,10
Una corsa in autobus $ 0,90
Una corsa in taxi, una decina di minuti: $15
Biglietto cinema: $15, una serata qualsiasi, senza contare sconti del giorno dello spettatore, sconti universitari, pensionati, etc.
Biglietto stadio (River Plate): da $30 (curva) a $ 150 (tribuna centrale)
Una cena fuori economica (una pizza, empanadas o una milanesa) $20 a testa
Una cena fuori in buon ristorante $ 40 a persona (minimo)
Un Big Mac (secondo l’indice omonimo): $ 11
Tagliarsi i capelli, uomo $ 15, donna tendente a infinito.
Palestra: $50 al mese
Un corso di lingua: $ 70 al mese
Televisione + internet via cavo: $ 150 al mese
Affittare una macchina un fine settimana: $300
Un piano di sanitá privato: $ 200 al mese
Un affitto, in un bilocale da 50 m2,   $ 1000 al mese
Acquistare una casa, il m2: da $ 3.600 (minimo, quartiere Saavedra) a $ 7800 (massimo, quartiere Recoleta)

 

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