Dubbio reale

É passato quasi un anno dal "Porqué no te callas?" del Rey Juan Carlos a Hugo Chávez . Quest’anno alla Cumbre Iberoamericana in El Salvador Chavéz non ci sará, peccato. 

Il mio dubbio é questo: ma se ogni Stato manda al vertice un proprio rappresentante e la Spagna manda Zapatero, il Re chi rappresenta, l’Impero Spagnolo?
Anacronistico, il re é vecchio e nudo, che stia a casa sua.

Plaza Congreso

Plaza Congreso é una delle due piazze principali della cittá. Forse non é famosa e "centrale" nella storia del paese come Plaza de Mayo, luogo storico di manifestazioni, comizi e rivendicazioni, ma é stata comunque testimone della storia argentina e di molti momenti importanti, anche recenti, come l’argentinazo del 2001. Non é una piazza affascinante, il turista che ci capita per la prima volta viene rapito dall’edificio del Congreso, che ricorda il Campidoglio di Washington, sede del congresso americano, e difficilmente apprezza i dettagli della piazza. Oltretutto succede sovente di trovare lavori in corso o le pesanti barricate che qui proteggono gli edifici pubblici nei momenti caldi 

    inhrandisci immagine

Peró se si ha un po’ di fortuna e un po’ di curiositá é una piazza formidabile, che raccoglie tutta Buenos Aires, la sua storia, la sua gente. Di fianco al Congreso si puó ancora intuire il fasto dell’ormai decaduta pasticceria "El Molino", aperta nel 1905 e ormai abbandonata da una decina d’anni. Sul lato sinistro della piazza guardando il Congreso si trova l’Universidad de las Madres de la Plaza de Mayo, con il bar accogliente e una libreria vastisstima sui diritti umani e i movimenti. Ma il vero segreto della piazza, come tutte le piazze, sta nella gente. É normale trovare in piazza tende e gazebo di persone che stanno pernottando lí per portare avanti la loro protesta personale o collettiva di fronte al Congreso. Ci sono persone povere, molto povere e i classici yuppie che si dirigono alla city porteña. Ci sono le automobili che girano intorno alla piazza e milioni di autobus che fanno un rumore assordante. Cani, piccioni, bancherelle di libri, fontane, monumenti. Insomma, tutto quello che si puó chiedere a una piazza. Passateci.



Anche Buenos Aires avrá la sua monorotaia

museo de la inmigracion

L’area del rettangolo rosso appartiene al Museo dell’immigrazione, Buenos Aires, nella zona di Retiro/Puerto Madero. Sto facendo tutti i documenti per poter stare in argentina legalmente e oggi mi toccava la rigorosa visita all’alba a Migraciones, negli stessi edifici.  Lí ho scoperto che sta per succedere qualcosa di meraviglioso. Come Springfield, anche Buenos Aires avrá la sua monorotaia. O forse un diamante gigante o una ponte gigante o un faro gigante. Ancora non si sa. Peró si deciderá a giorni e il "coso" dovrebbe essere pronto per il 2010, anno del bicentenario della rivoluzione argentina del 1810. Si tratta di un concorso organizzato da Sociedad Central de Arquitectos (SCA) e dall’impresa edile IRSA per dotare Buenos Aires di un simbolo al posto dell’obelisco, che sembra abbia stancato. Insomma, un’icona come la torre Eiffel, la statua della libertá o il Pirellone. Il concorso é giunto alla fase finale e nel sito ufficiale potete vedere le 12 proposte finaliste. É un bel sito, con belle foto, fateci un giro.

Io voto per il progetto della cornice gigantesca cosí  i turisti che arrivano al porto sulle navi da crocera potranno vedere perfettamente la Villa 31, la villa miseria, che sta proprio nella zona di Retiro. O forse nel 2010 il sindaco Macri avrá giá fatto sparire la villa e i suoi abitanti.

So che faccio sempre la parte del vecchio conservatore e bacchettone, peró mi sembra davvero che la cittá abbia altri problemi e prioritá. Poi dai, tra le 12 finaliste c’é il paseo aereo, una vera monorotaia che poggia su 50 torri…

Maradó

el napoli puntero…
maradona en la selección…
inflación y jubilación estatal…
vuelven los 80!!!!

Nonostante l’ironia dei post precedenti io ci credevo e sono contento: Maradona prossimo ct dell’Argentina, insieme a Carlos Salvador Bilardo che ne fará le veci. Sono contento perché questo é un paese che ogni settimana ti regala una sorpresa, non ci si annoia mai.

Non voglio buttarla in politica, ma questo é il miglior momento per Maradona ct. Cristina e Diego, Diego e Cristina, due bocche da fuoco, due geni della retorica, due roccaforti dell’antimperialismo. Ho letto che l’incarico era stato offerto anche a Benicio Del Toro, che in questi giorni é a Buenos Aires per promuovere il suo film sul Che. Hanno fatto un sondaggio con Ciccio di Nonna Papera, ma niente da fare, era il momento del pibe de oro.

Compro pop-corn e mi siedo davanti alla tv, fino ai mondiali di Sud Africa 2010 lo spettacolo é assicurato.

Vuelven los Fabulosos

La luz del ritmo

Il 30 Ottobre esce il nuovo cd de Los Fabulosos Cadillacs "La luz del ritmo". Los Fabulosos seguono le tracce di Soda Stereo, dei Police e di tutti quei gruppi mitici che ritornano al palcoscenico spinti dalla passione dei fans e dalla voglia (legittima) di grandi incassi. Tornano riempendo per due giorni (12 e 13 Dicembre) la Monumental, lo stadio del River. In questi casi in gergo si dice "Llenan dos River". Non mi piacciono molto i concerti moltitudinari, negli stadi e quindi non so se andró, ma los Cadillacs sono uno dei miei gruppi preferiti e personalmente sono contento che siano tornati, anche se é solo per una botta e via. Qui potete sentire "Padre nuestro", il primo single dell’album. Secondo Clarín il gruppo non ha rischiato nulla, ha puntato sul suo cavallo di battaglia, il rock latino pachanguero, invece di proseguire "l’evoluzione" che lo aveva portato dallo ska al rock progressivo de "La marcha del golazo solitario". Bisognerá ascoltarlo.

Ma la copertina non ricorda la pubblicitá del Geniol?

Smata

Casa mia é circondata da concessionarie di automobili. Fanno sí che la mia via sembri una zona industriale, ma almeno hanno vetrine luminose e il quartiere di notte ha tanto bisogno di luce. Due giorni fa tutte le concessionarie sono state attaccate da quei giocherelloni di SMATA, il Sindicato de mecánicos y afines del transporte automotor, che chiede un 50% di aumento dei salari. Una vera e propria missione punitiva o se preferite un avvertimento chiaro. Non ero presente al momento dell’azione, ma sono convinto che tutto sia successo di giorno, con i dipendenti dentro ai negozi. Dev’essere stato un momento di tensione importante.

Interessanti alcuni particolari, come la firma onnipresente di José Hernandez il presidente di SMATA: "Con Jose no se jode". E poi la tipica frase da cattivo dei cartoni animati: "Hoy tuvieron suerte, volveremos".

smata
Click per ingrandire

Ma il premio va a quel genio che avendo una bomboletta spray in mano non ha potuto resistere alla tentazione, la passione calcistica ha avuto il sopravvento: ALMIRANTE BROWN PUTO!


 

 

Obama chi?

vota diego, vota diego!

Siamo in piena campagna elettorale, calle Alvarez Thomas, Buenos Aires

Nonostante stia gettando il cuore oltre l’ostacolo sembra che Maradona dovrá capitolare, el vicerey si avvicina…

C’é molta crisi (?)


Calle Cabildo, Buenos Aires

Al supermercato
la cassiera
già da un po’ chiede di me.

Io no, io no no
non esco di casa
no fuori c’è la crisi.

L’avevano gufata, la stavamo aspettando. Sembra che sia arrivata: la crisi. Oggi la borsa di Buenos Aires sta perdendo il 17%, spinta dalla notizia della ri-statalizzazione delle pensioni. Spiega bene questo aspetto Rotta a Sud Ovest, con un post preciso e completo. Preoccupante che il momentaccio argentino stia raggiungendo addirittura i giornali italiani, pessimo segnale. 

Tutti qui si sentono grandi esperti, come se le crisi passate avesse fatto disastri solo in casa altrui. Sorridono e fanno finta di essere preparati, ripetono il mantra buddista "Acá todo se va a ir al carajo, jajaja". In realtá mi sembra di capire che la tensione sale e si cagano tutti sotto, giustamente. Gli unici che non hanno paura sono quelli con i soldi, come i proprietari dell’azienda dove lavoro. Loro sanno bene che in epoca di crisi chi ha il capitale, chi ha liquidi, fa buoni affari. 

E un neo-tano che fa? Il mio capo oggi mi diceva che avró il privilegio di vivere da vicino un’autentica crisi argentina. Che culo. Preferivo una normale gita a Gardaland. A parte toccarsi forsennatamente per scongiurare la crisi e posticipare ogni tipo di spesa importante, che si fa in questi casi? L’uomo, come ogni altro animale, si deve adattare all’ambiente in cui vive e per questo anche io dovró imparare i rudimenti della crisi sudamericana. Negli ultimi anni ho imparato attraverso i racconti degli amici il significato delle parole corralito, corrida bancaria, plata dulce, patacones, etc… ora non mi resta che munirmi  di vasellina e cercare di difendermi meglio che posso.

Oggi per esempio ho imparato che cos’é un feriado bancario e a temerlo. A sentirne l’odore e a prevederlo. Un po’ come i cani prima del terremoto. Un feriado bancario é una misura che prende la banca centrale di uno stato quando decide di chiudere per un giorno o piú giorni una o piú banche. Normalmente si fa in momenti di crisi, dopo una manovra finanziaria, per scongiurare le file di risparmiatori davanti agli sportelli a ritirare tutti i loro denari. É una misura d’emergenza, visto che le banche non possono garantire di avere liquidi a sufficenza per tutti. Funziona cosí: il venerdí pomeriggio il governo annuncia la misura (Es. statalizzare le pensioni o annullare l’1 a 1 col dollaro) e si dichiara il feriado bancario per il lunedí. Cosí i signori delle banche hanno tutto il tempo per far uscire i capitali prima che il povero cittadino qualunque si presenti in banca martedí mattina. In questi casi il privato cittadino sente un fastidioso dolore e un intenso dolore di bruciato. Si sará mica bruciato l’asado?

Ma chi si crede di essere, Maradona?

Maradona in questi giorni sembra un mix tra Che Guevara e Mercedes Sosa

Non é passata neanche una settimana da quando Alfio "Coco" Basile ha lasciato la panchina della selección e si sprecano le speculazioni e i sondaggi per definire chi sará il suo successore. Il favorito sembra essere Carlos Bianchi, il viceré, ex allenatore del Boca, della Roma, ma soprattutto del Velez ammazzaMilan. Gli altri candidati sono Sergio Batista (allenatore della nazionale olimpica), Miguel A. Russo (San Lorenzo), Diego Simeone (River Plate) e come sempre Diego Armando Maradona. Com’era giá successo prima delle olimpiadi el pelusa fa pressioni su tutti i media per difendere la propria candidatura. Ci crede, ci crede forte, "No me voy a bajar".
E la gente cosa dice? Molti scrollano la testa, pensano alla vita sregolata del pibe de oro, e dicono "ma come si fa a pensare a Maradona come allenatore della nazionale? Lo sa che dovrebbe svegliarsi presto la mattina?". Altri invece credono che solo la figura di Diego potrebbe far scendere sulla terra le stelle argentine tipo Messi & Co. Ha smesso di giocare nel 97, ma Maradona risveglia sempre sentimenti profondi, e divide. Io lo vedrei bene in nazionale, ma con la maglietta numero 10, al posto de el mudo Riquelme.

Da gobbo d’oltreceano é stata una grande giornata, non posso nasconderlo. Non so se godo di piú per la nostra vittoria o perché ha perso il Real Madrid, le solite facce simpatiche.

Sub-turismo

Si chiamano SUB e sono sei fotografi uniti in un unico spazio di promozione. Se date un’occhiata al loro sito potete conoscere due realtá di Buenos Aires con cui difficilmente il turista puó entrare in contatto. Una é la comunitá dominicana del quartiere Constitución. Il quartiere é uno dei quartieri pesanti della cittá, viene spesso preso come esempio per segnalare una zona pericolosa. Si sviluppa intorno alla stazione ferroviaria omonina, da cui partono i treni per la zona sud del conurbano bonaerense, quella sicuramente piú povera. Il quartiere di Constitución é terreno fertile un po’ per tutta l’attivitá illegale che potete immaginare, soprattutto la prostituzione. In questo quartiere si é stabilita la sempre piú folta comunitá dominicana, persone che, come dicono i fotografi di SUB, intentan hacer una vida digna tejiendo relaciones sociales y tratando de salir adelante con sus proyectos.

Seguendo il filo immaginario della ferrovia potete vedere il secondo reportage, La Salada. Zona Sur, appunto, Lomas de Zamora. Qui si trova il mercato illegale piú grande del sudamerica, la Ciudad del Este argentina, il mercato del taroccato per eccellenza. 6000 banchi, 20000 visitatori, 9 milioni di dollari di movimento d’affari. Un giorno di questi ci si va.

L’italiano in piazza

settimana della lingua italiana

Dal 20 al 26 Ottobre, ovvero questa settimana, anche Buenos Aires partecipa alla VIII Settimana della lingua italiana nel mondo. L’evento qui si chiama L’italiano in piazza, ma non centra nulla con i senzatetto. Trovate la presentazione nel sito dell’Istituto Italiano di Cultura, insieme al programma completo, purtroppo in pdf, alla faccia dell’usabilitá.
Io penso che andró mercoledí alla Dante a vedere il documentario "L’Orchestra di Piazza Vittorio" e magari la murga italouruguaya Cipollata/Murga Migrante anche se la chicca mi sembra la visita guidata alla Boca e a Barracas di Sabato e Domenica con la degustazione "La cocina cocoliche".

Internet no muerde

Darío Gallo é editor general del giornale Perfil.com e autore dell’ottimo blog Bloc de Periodista. Da oggi ha aperto una rete sociale, o se preferite social network, per giornalisti. Uno spazio dove dialogar e intercambiar información sobre el periodismo online. Gallo ha notato che esperienze simili, in lingua inglese, hanno avuto un grande successo e che un grande numero di membri di queste reti sono hispanohablantes. Ha giustamente creato una rete su Ning e l’ha chiamata Internet no muerde, per tutti quei giornalisti che stanno migrando al digitale, volenti o nolenti. Visto che alcuni lettori di Tanoka.net sono giornalisti mi sembrava giusto segnalarvelo.

Céspedes y Delgado

Non é Cinecittá, é l’incrocio dietro casa mia. La macchina in primo piano é in vendita, se puó interessare.

Cambia l’ora, governo ladro

Sarebbe troppo facile limitarsi al calendario e il 21 settembre scrivere un post annunciandovi che come sempre lí comincia l’autunno e qui la primavera. No, come l’anno scorso lo faccio con una foto e solo nel momento in cui la primavera arriva davvero. L’ultimo mese é stato bruttarello, ha piovuto spesso e come si dice in questi casi la campagna ne aveva proprio bisogno. Camillo, il nostro nipotino, cresce, cosí come la pianta di chinotto.

primavera australe

La notizia di questo fine settimana é peró un’altra. Sono diventati tutti scemi e invece di instaurare l’ora legale o no hanno diviso il paese in due zone, con fuso orario. Per decreto presidenziale alcune province passeranno all’ora legale e altre no. Giá l’anno scorso alcune province dell’ovest del paese avevano storto il naso alla misura del governo che portava gli orologi avanti di un’ora. Un po’ perché non aveva senso (a mendoza tramonto romantico alle 22) e un po’ per non perdere una buona occasione per dare fastidio a Cris K. Ma quest’anno ci facciamo davvero ridere dietro da tutti, guardate la cartina. Qualcuno mi spiega perché Jujuy (in alto a sinistra) é giallo? Per appartenenza politica del governatore di turno? Perché c’é un microclima diverso da Salta? Ci sono terreni in cui la politica non dovrebbe entrare e la geografia mi sembra uno di questi.

 

UPDATE: All’ultimo momento Jujuy  é tornato sui suoi passi e ha deciso di non modificare l’ora. Resta il paradosso del fuso orario all’interno del paese, ma almeno le due zone sono omogenee.

Vamo scile ueon!

Qualche sera fa un amico argentino chiedeva ad una tavolata intera: "Se doveste scegliere tra perdere una finale di coppa del mondo contro il brasile o contro il cile voi che cosa preferireste?"
E tutti in coro "Brasile!!".
- é stato il commento lapidario – brasil es brasil, pero chile es el enemigo.
Pensa te, e io che non lo sapevo…
Bella premessa per la partita di questa sera, Cile-Argentina a Santiago. Il Cile non batte l’argentina da 35 anni. A rendere interessante l’incontro é piú che altro il fatto che sulla panchina cilena sieda un argentino, Marcelo Bielsa. Sulla panchina argentina invece c’é un vecchio, Coco Basile, che a me ricorda tristemente Cesarone Maldini.

 
Fuori tema, ma per dovere di cronaca: la finale di coppa Davis Argentina-Spagna si gioca a Mar del Plata, alla facciazza dell’ironia del sottoscritto. Meno male che non avevo detto cose tipo "Se giocano a mar del plata mi mangio le scarpe". 

Que groso Capusotto

C’é un genio della comicitá che si aggira indisturbato per la televisione argentina e ve lo segnalo. Diego Capusotto é una specie di icona generazionale per programmi passati come Cha Cha Cha e Todo por dos pesos, e ora si sta dando lo sfizio di fare un programma comico usando come filo conduttore una delle sue grandi passioni: la musica, o meglio, il rock. Peter Capusotto y sus videos. Ogni settimana sforna personaggi che mettono d’accordo tutti, frasi che entrano nel gergo quotidiano. E tutto questo sulla tv pubblica, Canal 7.

Vi lascio un video-esempio, quello che a me personalmente fa piú ridere, forse perché mi ci rivedo a 20 anni: El tipo que bailando se convierte en un idiota.
incorporato da Embedded Video

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Se vi ha fatto ridere consiglio: Micky Vainilla, Nicolino Roche y los Pasteros verdes e l’impareggiabile Bombita Rodriguez, il Palito Ortega montonero.

Ride bene chi ride ultimo

Tre notizie che forse non hanno un filo conduttore, se non quello del titolo del post.

I giornali argentini oggi raccontavano che si affaccia in europa lo spettro del "corralito". Si parla di Islanda e di una sola banca, e per di piú solo ai clienti residenti all’estero. Forse non é quindi correttissimo parlare di corralito, ma la parola basta a creare brividi lunga la schiena degli europei. Poi va beh, brividi in Islanda…

Sembrerebbe anche che gli argentini stiano ritornando negli Stati Uniti, soprattutto a New York, attirati dai prezzi della recessione yankee. Tornano quindi i fasti dell’ 1 a 1, quando ti costava  lo stesso una settimana di vacanza a Mar del Plata o a Miami. Solo che in questo caso il dollaro sta a 3,20 pesos e il fatto che comprare alcuni prodotti negli USA sia piú conveniente che in Argentina la dice lunga sull’inflazione di questi lidi. Sigh.

Dulcis in fundo, il ministro degli interni, Florencio Randazzo, oggi ha annunciato che anche l’Argentina applicherá il principio di reciprocitá nei confronti degli stati che richiedono visto agli argentini in entrata. Si segue l’esempio di Cile e Brasile. Sembra che si tratterá piú che altro di una "tassa" da pagare in ingresso, che verrá poi investita "per modernizzare le strutture doganali argentine". La pagheranno sia i turisti che gli studenti e i lavoratori stranieri.  I principali paesi implicati saranno USA, Cina, Australia, Canada, Russia, qui l’elenco completo. Non ho ben capito se con questa misura si dá una risposta anche agli "spiacevoli incidenti" di cui si sono resi protagoniste le autoritá di frontiera spagnole. Speriamo.
Il segretario di turismo argentino nel frattempo piange lacrime amare.

Ah Mario!

Questa mattina nel programma radiofonico di Victor Hugo Morales (sí, quello di "Barrilete comisco, de que planeta veniste viniste?") se la prendevano con Mario Vargas Llosa, reo di aver indicato Woddy Allen come fulgido esempio dell’attuale civiltá dello spettacolo, frivola e superficiale. Victor Hugo mi ha fatto sorridere dicendo che Vargas Llosa scrive per cosí tanti giornali e riviste che é normale che dica qualche fesseria. Sono andato a cercarmi il discorso che Vargas Llosa ha dato in Spagna all’ Asamblea General de la Sociedad Interamericana de Prensa (SIP), ma ne ho trovato solo questo estratto. Ero pronto a scandalizzarmi, come di solito faccio con tutti i testi del peruviano, ma in questo caso non ha tutti i torti. Il pulpito, Vargas Llosa, non mi piace per niente, ma la predica ha un suo fondamento.
Certo, che lasci in pace woody allen che non c’entra niente con Bergman, Visconti o Buñuel, ma non ne ha neanche le velleitá. Come diceva Victor Hugo "Nada que ver…"

Bitacoras

Bitacoras

Qualche settimana fa, durante un censimento sui blog italosudamericani, Frtiz proponeva che si creasse un portale feevy sullo stile dei cugini francesi di Rezolatino. La richiesta originale era di creare prendoilpiroscafo.net, ma non disponendo purtroppo di domini gratis vi posso offrire solo una cartella: tanoka.net/BITACORAS.
In questi casi fa molto figo dire che la pagina é in fase beta, quindi aspetto i vostri consigli, richieste, miglioramenti. Se ho dimenticato qualcuno o se a qualcuno non fa piacere essere inserito nella pagina chiedo scusa, questa é la mia mail per farmelo sapere: tanoka[chiocciola]tanoka.net
Ho provato ad inserire dei filtri che mi sembrassero pertinenti, se avete altre idee sono aperto a proposte. Non irrigiditevi troppo se non vi piacciono le due categorie "approccio personale" e "approccio taglio giornalistico". A parte alcuni blog, che sono di giornalisti professionisti, tutti gli altri sono di persone che scrivono per passione, ma non ritengono di avere un taglio giornalistico. Con queste due categorie volevo solo aiutare a separare chi usa il blog anche come diario (il sottoscritto, per esempio) e chi invece si dedica principalmente a politicá/economia/societá latinoamericana.
Mi spiace che due dei miei siti preferiti (Notiziedacaracas.it e InSudamerica.com) non possano entrare in questa griglia perché non hanno i feed. Datevi una regolata ;-)

p.s.
In spagnolo bitácora é un termine marinaresco, una cassa di legno vicino al timone che con il tempo é diventato anche sinonimo di "giornale di bordo", "diario di viaggio", cuaderno de bitácora. Qui in argentina lo usano i puristi della lingua castigliana per riferirsi ad un blog.

UPDATE: a chi interessa segnalo anche la possibilitá di inserire un minibanner di bitácoras nel proprio blog. Trovate alcune immagini qui.
 

UPDATE 2: ringrazio tutte le segnalazioni che state lasciando nei commenti. Non vorrei che sembrasse che io faccio selezione all’ingresso o peggio censura. Solo mi sembra che per finire in Bitacoras il blog o la pagina in questione dovrebbe rispettare questre tre regolette:
- essere in italiano
- essere aggiornato spesso o comunque ogni tanto…o almeno essere attivo. Insomma, ci siamo capiti
- parlare soprattutto di sudamerica, non una volta ogni due mesi, se no non vale.

Che dite?

 

Collezionisti digitali

Sempre lo stesso copione: il ladro vuole dall’autista dell’autobus le chiavi per aprire la macchina dei biglietti e prendersi le monete, gli autisti non hanno le chiavi e guadagnano qualche colpo di machete o di ascia. Non passa settimana senza che ad un autista venga tagliato un dito.  Ormai peró dovrebbero saperlo che sti poveri cristi le chiavi non le hanno.

Saró cinico e anche un po’ morboso, ma chiederei al sindaco Macri di fare una campagna di sensibilizzazione, in tutta la cittá. Una campagna informativa, con cartelli in tutta la cittá che per mesi ripetano: "Gli autisti degli autobus non hanno le chiavi della macchinetta dei biglietti". Un po’ di dietrologia: magari si scopre che si tratta di una storia tipo quella del mostro di Firenze e i delitti sono commissionati da un ricco e insospettabile collezionista di dita. Sospettato numero uno il presidente della provincia, Daniel Scioli, al quale manca un braccio.