Cioé, c’hai presente Matrix?

Seguo con costanza il sito 233grados.com, che dalla spagna monitoreggia un po’ tutta la scena del giornalismo hispano. Non passa giorno senza che un canale televisivo chiuda, un giornale licenzi personale o una rivista si fonda con un’altra per cercare di far fronte alla crisi mondiale. I mezzi di comunicazione vivono di capitali freschi, di pubblicitá, di investimenti che in questo momento semplicemente non ci sono. Sono i primi a risentire di questa crisi, ancora prima delle industrie, perché la caduta non é causata dallo scarso consumo (la gente che compra meno giornali), ma dalla mancaza di capitali (le aziende che non comprano pubblicitá).  E ne risentono in modo devastante, scompaiono. É interessante provare ad immaginare quale sará lo scenario tra 3-4 anni, quando questa crisi sará passata, l’acqua dello tsunami si sará ritirata e vedremo che cosa é rimasto sotto le macerie. Per certi versi sará una grande opportunitá per i media on-line, settore decisamente piú economico e flessibile, l’unico che in questo momento sta ancora crescendo. Peró sappiamo come vanno queste cose, che si parli di mezzi di comunicazione, di mercato immobiliare o di industria pesante i momenti di crisi favoriscono i pesci grossi, che fagocitano quelli piú piccoli. Un finto caleidoscopio di marche, titoli, alternative, che diventa grigio se associato ai rispettivi gruppi proprietari. E internet? sará l’oasi felice? lo scopriremo solo vivendo.


Comments

  1. Gennaro says:

    Invece in Italia i giornali in crisi aumentano a sproposito il prezzo della singola copia .
    Ebbene si una copia costera’ 50 euro e non e’ una cazzata e ‘ tutta roba vera!
    http://it.notizie.yahoo.com/9/20081218/tit-editoria-domani-manifesto-a-50-euro-8968993.html

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