A proposito di triangoli, ma alla fine degli anni ’70 chi imitava chi tra Renato Zero e il brasiliano Ney Matogrosso? Forse imitavano un terzo che non conosco o molto piú probabilmente non imitavano nessuno. Begli anni.
Io non trovo aggettivi per definire l’interpretazione di questo video, tranne forse quella del titolo del post.
Divino
Il triangolo no
Edoardo mi scrive chiedendomi quando parleró delle prese elettriche argentine, preoccupato per la sorte dei suoi gadget elettronici. Ma per chi mi avete preso, per il servizio viaggiare sicuri del ministero degli esteri? Mannaggia a me e a quando ho dato l’impressione di un blog di servizio…
Per coloro a cui interessa il tema esiste un sito, whatplug.info, in cui puoi inserire il paese di partenza e di destinazione e ti danno tutte le dritte: Italia >> Argentina. Comunque anche qui la risposta esatta é "si va in una ferramenta e si comprano gli adattatori".
Dicembre
Mese particolare dicembre da queste parti, soprattutto a Buenos Aires. Per darvi un’idea l’atmosfera che si respira potrebbe essere data dal risultato della formula:
GIUGNO ITALIANO + (DICEMBRE ITALIANO – NATALE ITALIANO)
In cittá c’é la frenesia tipica delle metropoli appena prima delle vacanze estive. Appena prima. Nessuno si é ancora mosso, ma sono tutti ai blocchi di partenza. Il corpo é qui, ma la testa sta giá facendo le valigie. In una cittá che con l’interland fa 11 milioni di abitanti questa frenesia si puó percepire quasi nell’aria. Una scossa elettrica, l’ultima, prima della calma piatta di gennaio e febbraio.
Peró non é proprio come a giugno in italia, perché all’arrivo dell’estate si somma la fine dell’anno. Per l’argentino le stagioni si rispecchiano fedelmente nel calendario (qui non si capisce bene come facciamo noi boreali a vivere in modo diverso ) e dicembre é la fine naturale di tutte le attivitá: la scuola, la politica, la contabilitá di un’azienda. Si arriva quindi stremati come in italia a dicembre, ma con almeno l’idea delle vacanze dietro l’angolo.
I punti di contatto con il dicembre italiano finiscono qui, perché la temperatura assopisce qualsiasi passione natalizia. Ovviamente gli argentini sostengono il contrario, difendono il loro natale e dicono che perché sia natale non é necessario che ci siano la neve e le renne. Non ci credete, natale non se lo fila nessuno, o quasi. Vi risparmio le foto tristissime che potrei fare in questi giorni agli abeti addobbati davanti ai centri commerciali, l’unico posto dove si cerca di rianimare il natale con l’electroshock, per ovvi motivi.
Altro che Gange
San Antonio de Areco, provincia di Buenos Aires, una delle scene piú popolari che ho visto in questi quasi due anni di argentina. Siamo rimasti mezz’ora all’ombra ad osservare e vi giuro che non abbiamo visto neanche una bella persona, se si seguono i canoni italiani e patinati della bellezza. Eppure erano tutti bellissimi.
Por una cabeza
In questo paese dove i giornalisti sportivi sembrano essersi formati alle migliori scuole del gossip e della dietrologia. Qui dove l’atleta deve passare tutta la settimana a smentire rapporti di amicizia o inamicizia con tizio e con caio. Qui dove l’intelligence dei cronisti calcistici assume livelli cosí seri e seriosi da cadere spesso e volentieri nel ridicolo. Proprio qui il destino ha deciso di regalarci un campionato di calcio che si decide all’ultima giornata con tre squadre a pari merito.
Pampa
Madre.
Horizonte.
Soledad.
Llanura franca al sol que sólo sabe de tu curva.
Tu que nos das el orgullo de creernos un centro.
Cuna, sepulcro y sustento.
Creadora del gaucho afirmativo,
del caballo amigo de la distancia, del puma escondido,
del chajá ascendente.
Pretexto de vagabundas ansias de partir sin meta.
Igualdad más invencible
que la pendiente de la montaña limitada
y que el abrazo sombrío de las selvas aisladoras.
¡Tú que das resignación al pequeño, empapado de infinito!
Pampa – Ricardo Guiraldes, 1913
Al revés
Penso che il modo in cui la vita scorre sia sbagliato.
Dovrebbe essere al contrario: uno dovrebbe prima di tutto morire, per poi uscire da lí. Poi vivere in un ospizio fino a quando ti cacciano perché non sei piú cosí vecchio. Allora inizi a lavorare. Lavori per quarant’anni finché sei abbastanza giovane per goderti la tua pensione. Feste, feste lussuriose, uscite, droghe, alcol, esci con donne o con uomini, che ne so; finché sei pronto per entrare alle scuole superori. Poi passi alle elementari, sei un bambino che passa tutto il tempo giocando senza nessun tipo di responsabilitá. Poi diventi un neonato, entri di nuovo nel ventre materno, passi gli ultimi nove mesi della tua vita fluttuando nel liquido amniotico finché la tua vita si spegne in un tremendo orgasmo.
Questa sí é vita.
Quino
(scoperto grazie a roville78)
La Pachamama a Chacarita
Di ottimi motivi per cui venire a vivere in Argentina ne abbiamo giá trovati molti a suo tempo. Oggi ve ne segnalo uno nuovo, di importanza trascendentale: i fiori di zucca costano niente. 12 fiori a 2 pesos, meno di 50 centesimi di euro.
Chi giá vive a Buenos Aires faccia un salto al Galpón, il mercato dell’organico, decisamente economico, di Chacarita. Lo trovate qui. Accorrete numerosi.
Scelte importanti
Dovendo giá sobbarcarmi un destino da gobbo, tradizionalmente predestinato a dominare in italia e in europa, continua la mia ricerca di una umile e modesta squadra argentina, cui dedicare le mie simpatie. Sará la necessitá di un bagno di umiltá o forse la tipica sindrome eccentrica dello straniero che decide di diventare tifosissimo di una squadra di C2 del paese dove sta vivendo. Non lo so, ma non prendo neanche in considerazione la possibilitá di scegliere tra Boca e River. Questa cittá ha la fortuna di metterti a disposizione decine di stadi, decine di squadre con tifoserie storiche, tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Cerco quello.
Per un po’ ho pensato che Chacarita Juniors fosse una buona opzione. La squadra del quartiere potrebbe essere l’ideale: los funebreros, per via del cimitero. Due punti negativi. Primo: ormai Chaca gioca a San Martin, un quartiere subito fuori Buenos Aires. Secondo: la squadra rivale del Chacarita é Atlanta, anche lei del quartiere. Atlanta é storicamente la squadra della comunitá ebraica porteña. Per riflesso il tifo del Chacarita negli anni ha preso una certa connotazione antisemita che non mi sta per nulla simpatica. Storico il derby con lancio di saponette. Mmm, in curva con nazisti la vedo dura…
Oggi sono passato davanti allo stadio del Ferro, nome completo Ferro Carril Oeste, e anche lí ci ho fatto un pensierino. Nella porta d’ingresso mancava solo la dicitura "Lasciate ogni speranza o voi che entrate". Lo stadio é l’unico di Buenos Aires a non aver mai cambiato sede, da quando ha aperto i battenti, nel 1905. Tribune in lamiera e legno, forma parabolica. Perfetto. Ferro gioca a Caballito, vicino a casa e ho un amico che va allo stadio, con suo figlio, 3 anni, tifoso sfegatato.
Una foto scattata oggi all’ingresso 4:
Should I stay or should I go
Oggi un’amica italiana anche lei trasferitasi per colpa del nano con le ali, l’arco e le frecce mi raccontava che la sua storia forse é finita e che dopo un periodo di riflessione ha deciso di rimanere in Argentina, almeno per ora.
Aldilá del caso personale e delle mille variabili (leggi figli) che possono portarti a decisioni forzate, mi sembra un bell’esercizio per prendere coscienza. Coloro che si trasferiscono all’estero seguendo il/la proprio compagno/a che cosa fanno se la storia finisce? E piú nello specifico che decisione prendono i nostri eroi se tutto questo succede in Sudamerica, lontanissimo dall’Italia? Questa mattina scherzavo con mia moglie e le dicevo che se mi trovassi in questa tragica situazione anch’io sarei assalito dal dubbio. Non saprei se andarmene la sera stessa o il giorno dopo di mattina presto. A parte gli scherzi, penso che non si ci si trasferisca solo per amore, ma é anche vero che per molti si tratta di progetti di coppia. Se la coppia scoppia é molto probabile che a uno manchi la terra sotto i piedi e la via di fuga/ritorno si presenti con tutta la sua forza.
Che dite?
Comunque tranquilli, in famiglia va tutto bene, si faceva solo per ragionare…
Los gordos
Per spiegare che cosa sono e come funzionano i sindacati argentini non basta un post e forse non basterebbe un libro. Vi basti sapere che oggi a Rosario c’é stato un morto e dieci feriti in una battaglia campale TRA diverse sigle sindacali. Sí, avete capito bene, la polizia non c’entra niente. In questi casi si parla sempre di "una interna sindical" e spesso e volentieri ci scappa il morto o quasi. Sono lottizzati, inciuciati, venduti, corrotti, ma soprattutto sono pesantissimi, fisicamente parlando. É vero che negli ultimi anni, con bonanza economica, i sindacati sono riusciti a obbligare le aziende e il governo ad una continua revisione degli stipendi, ma non ci si puó lasciare abbagliare. La figura di Hugo Moyano, segretario generale della CGT e braccio destro di Cristina é inspiegabile. Lo si vede spesso impegnato in cadute libere sugli specchi, come qualche settimana fa quando il suo ruolo politico lo obbligava a negare la crisi e i relativi licenziamenti. Un sidacalista.
Difficile da digerire.
Un mese fa la Corte Suprema de Justicia de la Nación ha emesso un verdetto che potrebbe essere un primo passo verso la rottura del modello del monopolio sindacale, in vigore dai tempi del General. A suo modo é sembrato un momento storico, anche se forse fuori tempo massimo. Chi vuole approfondire puó farlo qui e qui.
Nella dedica dell’autografo scriva per favore “per Cristina, con affetto”
Come Menem che posava con i Rolling Stones, cosí anche Cristina riceve le star di passaggio a Buenos Aires e si fa fotografare con Madonna e con Ingrid Betancourt. Sulla Betancourt non si discute, visto che Cristina aveva marciato a Parigi per la sua liberazione, ma Madonna (per la prima volta in argentina) non mi convince. Non fa un po’ provinciale che la presidentessa riceva la star? Peró é anche vero che se non siamo provinciali noi, en el fin del mundo, chi lo é?
Nel frattempo il primo show di Madonna, previsto per questa sera, é stato sospeso per "desperfecto técnico". Speriamo solo che sia colpa della material girl e non dei tecnici argentini, altrimenti che figura ci facciamo?
Se non ci fosse dovrebbero importarla
Non sono un esperto di motori, confesso, ma mi sono visto obbligato a fare una doverosa indagine di mercato visto che abbiamo deciso di fare il grande acquisto in questione. Le due distorsioni del mercato argentino che ho potuto riscontrare:
- l’usato é carissimo. Il continuo fluttuare del prezzo del nuovo crea mostri illogici come automobili di sei anni offerte a prezzi simili alle macchine nuove. Ho cercato un paio di volte di smuovere la conversazione con il venditore e di chiedergli "Scusami, ma sinceramente chi compra queste auto usate se hanno quasi lo stesso prezzo delle nuove?". La risposta: un sacco di clienti. Va beh, facciamo che ci crediamo. E facciamo anche che non vediamo la concessionaria piena di auto di seconda mano invendute.
- accedere ad un credito é semplice, ma gli interessi sono da usura. In epoca di crisi poi, non ne parliamo. Mi hanno proposto piú volte finanziamenti con il 30% di interessi annuale. Non male.
Che cosa abbiamo scelto? Abbiamo dato soldi a los franchutes.
L’arbitro fischi, che é meglio
Oggi un giornalista chiedeva al polemico Pablo Lunati, arbitro della partita di ieri Boca-Racing de Avellaneda, che cosa pensava delle ultime dichiarazioni del portiere del Boca, Migliore. E l’arbitro rispondeva: "No, non voglio dire niente perché ho un ottimo rapporto con Migliore".
Per tutti coloro che pensano che in italia gli arbitri dovrebbero essere liberi di rilasciare dichiarazioni e di rispondere alle domande dei giornalisti: ripensateci. Qui gli arbitri non hanno nessun divieto da parte della federazione e passano tutto il lunedí alla radio ad analizzare le proprie prestazioni. La situazione é antipatica, artificiale, scomoda. L’arbitro diventa un personaggio famoso, pubblico, con tutti i problemi di egocentrismo che questo puó provocare. Se giá pensate che le polemiche create dalla moviola domenicale siano eccessive potete immaginare che cosa sarebbe il calcio in italia se il lunedí l’arbitro rispondesse alla moviola? No, é troppo.













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