L’accendiamo?

argentina — 30 gennaio 2009

L’ex vicepresidente della Repubblica e attuale Governatore della Provincia di Buenos Aires, Daniel Scioli ospite del programma "A dos voces". Scioli é ex campione del mondo di off-shore e nel ‘89 ha perso un braccio in un incidente nautico. Da quel giorno si sprecano le battute su di lui e sulla sua protesi. L’intervista a Scioli con la scenografia della bocca della veritá mi sembra un’ironia involontaria da 10 e lode.

 

Siccome che

diario, futbol — 28 gennaio 2009

Mi sta prendendo una preoccupante e spero passeggera inflessione romanesca. Soprattutto quando scherzo la butto spesso in caciara, una specie di Mario Brega del Rio de La Plata. Visto che non sto frequentando nessun romano ho cercato di scoprire la causa di questa virata burina e mi sono reso conto che é tutta colpa di quell’infamone di Picchio de Sisti, che ha il ruolo di protagonista nel programma di Rai International "La giostra dei gol". Il programma che voi vi perdete, la versione televisiva di "Tutto il calcio minuto per minuto", con rimbalzi sui campi dove fanno i gol. De Sisti deve pensare che tanto il programma va per gli italiani di terza generazione che vivono in Australia o negli Stati Uniti e si rilassa, dicendo tranquillamente "Mourinho sta a prova’ tutte le alternative, ma ‘a squadra nu je risponne".

Grissinopoli

argentina — 28 gennaio 2009

Se come me non avete potuto vederlo a suo tempo al cinema e non potete affittarlo, scaricatevi il documentario "Grissinopoli". Racconta la storia di una delle prime fabbriche recuperate argentine, nel 2002. Io ne avevo sentito parlare, ma non sapevo che fosse vicino a casa, finché l’altro giorno mi sono trovato a passare davanti all’entrata. La mole antonelliana a chacarita, brividi…

Giornalismi bipolari

argentina — 27 gennaio 2009

In passato abbiamo giá parlato di un certo atteggiamento misogino nell’analisi giornalistica dell’operato della presidenta Cristina Kirchner. Quest’estate un paio di articoli hanno sciolto la catena del pettegolezzo che da quel momento in poi si é trasformato nell’argomento principe sotto l’ombrellone: Cristina é depressa. O bipolare se preferite.
Giá Cesare Lombroso nel suo "La donna criminale" sosteneva che la causa che portava le donne a delinquere era uno stato di malattia mentale. La base di questo tipo di approccio é la dicotomia uomo/ragione contro donna/passione. L’uomo commette principalmente delitti relativi alla proprietá, mentre la donna violenta lo é per passione.
A mio modo di vedere qui si gioca con l’idea che un cattivo politico sia in un certo qual modo un delinquente e quindi una cattiva politica é una pazza o ha dei problemi di stabilitá mentale. Giá durante il conflitto con il campo si accusava la presidenta di essere arrogante, aggettivo raramente usato in politica per gli uomini, che al massimo sono autoritari o demagoghi.

Non si vuole qui sostenere che Cristina non sia depressa. Non ho gli elementi per guidicarlo e sinceramente non mi interessa. Dico solo che Bush e Yeltsin erano al massimo alcolizzati, De la Rua, che ha gettato l’argentina nel caos, era accusato al massimo di avere poco carattere, Menem di essere un egolatra e un ladro, ma mai nessuno é stato oscurato dal sospetto di avere problemi mentali. La tentazione é sempre quella di giudicare una donna con parametri diversi da un uomo. Le difficoltá che trova una donna nella propria carriera professionale non sono dovute quindi alla mancanza di capacitá intellettuale, come nell’uomo, ma ad un certo stato di debolezza mentale. Al lavoro, in condizioni simili: "mi jefe es un tirano" oppure "mi jefa es una loca".

Un’idea come un’altra

argentina — 25 gennaio 2009

In questo blog é giá stata citata piú volte la canzone "Argentina", di Francesco Guccini. A chi non la conosce consiglio di ascoltarla o meglio ancora di leggerla. Io la conosco da tempo, ma stamattina l’ho ascoltata davvero per la prima volta. Un po’ come Venditti che "io ce so’ nato a Roma, io t’ho scoperto stamattina".

Il passo chiave secondo me é questo:

Poi un giorno, disegnando un labirinto di passi tuoi per quei selciati alieni
ti accorgi con la forza dell’ istinto che non son tuoi e tu non gli appartieni,
e tutto è invece la dimostrazione di quel poco che a vivere ci è dato
e l’ Argentina è solo l’ espressione di un’ equazione senza risultato,
come i posti in cui non si vivrà, come la gente che non incontreremo,
tutta la gente che non ci amerà, quello che non facciamo e non faremo,
anche se prendi sempre delle cose, anche se qualche cosa lasci in giro,
non sai se è come un seme che dà fiore o polvere che vola ad un respiro.

Questa strofa andrebbe messa nella testata del blog, a mo’ di "lasciate ogni speranza quasi tutti voi che entrate". Andrebbe allegata come risposta a tutti quelli che mi scrivono dicendomi "vivo a Bassano, sono insoddisfatto del mio lavoro, stavo pensando all’argentina". L’argentina é solo l’espressione di un’equazione senza risultato, un’icona, un simbolo, una chimera. Una delle poche per chi vive in un paese senza ex-colonie come l’italia. Un’idea pazza che si trasforma in realtá solo per poche persone.

E che mi dite di questa, il concetto non é lo stesso?

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna.
Genova, dicevo, è un’idea come un’altra.

Genova per noi, di Paolo Conte. Una cittá, un altro Stato, cambiare vita, trovare una donna, cambiare lavoro, che la tua squadra vinca il campionato. Qual’é la differenza? Sono tutte idee, sogni, ossessioni, salvagenti a cui aggrapparsi. Ad un mandrogno come me la canzone di Conte tocca le corde piú intime. Genova – dice lui – ha i giorni tutti uguali. E Buenos Aires?

 

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