Qualcuno ha ucciso a pugnalate il fiorista della diva Susana Gimenez e lei ha reagito tirando fuori il meglio di sé, dichiarando: "chi uccide deve morire" e "é ora di finirla con i diritti umani dei delinquenti". La ley del taglione, brava Susana. Se fossimo in italia questa sera la vedremmo da Vespa…
Visti da lontano
Grazie a MIA ho scoperto il sito Italia dall’Estero e da subito é finito nel mio feed reader. Come ci vede la stampa estera. L’idea é semplicissima e grazie a dio é stata realizzata con grande efficacia, senza fronzoli, grande sito. Per dire, c’é un’intervista tradotta da Le Monde a Fred Vargas, una delle mie scrittrici preferite e paladina di Cesare Battisti. Chapeau.
Chi di spada ferisce
Muore la sorella di Berlusconi. Fuochino.
Letta su Spinoza. Sará di cattivo gusto ridere dei morti, ma Berlusconi se l’é cercata…
Argentina Exchange, bienvenidos
Da oggi fa la sua comparsa nella colonna di destra il primo, piccolo banner di Tanoka.net. Giá vi vedo che sogghignate, ma qui si fa sul serio. Qualche settimana fa ho avuto modo di conoscere Enzo e Giovanni, di Argentina Exchange e mi hanno fatto un’ottima impressione. Si tratta di un’organizzazione che accompagna e aiuta i ragazzi stranieri che arrivano a Buenos Aires con l’idea di studiare/lavorare/imparare la lingua/fare uno stage. Sono il vero punto di riferimento per i giovani stranieri in cittá, non solo per le uscite notturne, ma anche per i viaggi organizzati.

Dico sempre che se arrivi a fare l’erasmus o un corso di lingua a Granada o a Dublino dopo due settimane conosci giá tutta la cittá e metá delle persone che ci abitano. Buenos Aires é un’altra realtá, gigantesca, confusa e inesorabilmente sudamericana. Quasi tutti gli stranieri che ho conosciuto si trovano benissimo e adorano la cittá, ma é anche vero che il processo di adattamento puó essere lungo e chi ha solo qualche mese a disposizione puó correre il rischio di sentirsi un po’ stordito e…solo. Ci sono molti giovani a cui piace partire da casa sapendo che cosa li aspetta (lavoro, studio, alloggio) e magari poter contare su un folto gruppo di amici potenziali. Lo straniero a Buenos Aires é visto spesso e volentieri come una slot machine a cui spillare dollari o euro, ma in questo caso mi sembra che i ragazzi di Argentina Exchange stiano invece facendo un lavoro pensato nel lungo periodo, cercando di crearsi un nome importante e di giocare sul passaaprola. I servizi che offrono mi sembrano a un prezzo piú che ragionevole, partendo dalla ricerca di appartamento, servizio che fanno gratis.
Fino ad ora gli amici a cui ho consigliato di contattare Argentina Exchange non si sono mai lamentati, quindi sto avendo la conferma che sono persone serie. Se avete avuto esperienze diverse i commenti sono aperti, come sempre.
Amichevole esta chippa
Scopro ora che in argentina non esiste il CID, il modello di constatazione amichevole. Me l’ha detto chiaro e tondo la ragazza che mi ha venduto l’assicurazione dell’auto. Se fai un incidente (scrivo con l’altra mano) devi sempre chiamare la polizia. Ma anche per un graffio o per lo specchietto retrovisore? Sí.
E invece no, io passo. Mi hanno insegnato ad evitare la polizia argentina a meno di casi estremi o forza maggiore. Non si offendano gli argentini, niente di personale nei confronti di quella argentina, in casa c’é una certa allergia alla polizia in generale.
Se Gesú é caduto…
Scopro or ora che il documentario di Kosturica sulla vita di Maradona, "Maradona by Kusturica", si puó scaricare da Taringa, definita giustamente da un amico italiano "la pagina definitiva". Mi domando: me lo sono perso io o al cinema qui non é ancora arrivato? Immagino che quando arriverá me ne accorgeró, in tv non si parlerá d’altro. O magari mi sbaglio ed é passato in sordina. Ormai a causa della mia luna di miele con Taringa non riesco piú a seguire il calendario del cinema internazionale: ho visto mesi fa film che adesso arrivano nei cinema argentini, tipo "Vicky Cristina Barcelona". Non ci capisco piú niente, ma non importa…se avró una figlia femmina la chiamo Taringa. Il maschio Taringo mi sembra che faccia troppo attore porno.
Del documentario di Kusturica vi consiglio il video dove el pibe de oro canta davanti alla sua famiglia la canzone "La Mano de Dios" del fu Potro Rodrigo. Canta in prima persona le strofe della canzone, un’ode a se stesso.
"Se Gesú é caduto perché non dovevo succeere a me?"
"La fama mi presentó una dama bianca dal gusto misterioso e dal piacere proibito"
Magico e persino intonato. Se lo facesse chiunque altro ci sarebbe solo da ridere (vedi Macri) invece a Diego non solo gli si perdona tutto, ma capita addirittura di emozionarsi vedendo il video (confesso). Non c’é niente in argentina come maradona e la sua vita. Non si tratta di Santa Maradona o almeno non piú….direi che si tratta piuttosto della grande telenovela dell’antieroe, dell’angelo caduto nella polvere….forse addirittura una metafora per il paese stesso. Ad ogni modo come dicono qui "yo compro".
P.S La notizia del giorno da queste parti é che Maradona é diventato nonno, é nato il figlio di sua figlia Giannina e il Kun Aguero, attaccante dell’Atletico Madrid. Se tanto mi dá tanto il neonato palleggerá con un’arancia la prossima settimana. Ma non é cosí facile…i figli di Steffi Graff e Andre Agassi hanno giá qualche anno e non li ho ancora visti a Wimbledon.
Dovere di cronaca
Giá vedo che alzate le spallucce, sommersi nella neve. Capisco che non casca il mondo, ma é mezzanotte e ci sono 32 gradi, all’ombra.
Il vostro uomo all’Habana
La radio è sempre in viaggio la tele è sempre a casa
L’argentina é un po’ come il protagonista dell’ultimo film di Daniel Burnman, El Nido Vacio: sta sempre ascoltando la radio. Radio da non confondere con la musica in generale, che c’é pure quella per caritá, ma una radio soprattutto parlata, spesso e volentieri in AM. Di giorno e di notte, ovunque. Il fioraio, il giornalaio, l’autista dell’autobus, la sicurezza privata dentro gli sgabbiotti dei quartiere bene. Per non deludere gli amanti dei luoghi comuni bevono tutti mate e ascoltano la radio. Anche Cotroneo la metteva nell’elenco delle cose che gli piacciono di buenos aires: la forza della radio a scapito della tv ( poi peró ci metteva anche i tassisti, che saranno anche affabili e locuaci, ma sono tutti nazisti repressi). I volti noti della televisione hanno un programma anche in radio e sinceramente non so a quale siano piú affezionati. É chiaro che c’é spazio per tutti, il pubblico della radio é numerosissimo e fedele. Io faccio colazione ascoltando quel gran signore di Victor Hugo Morales su Radio Continental.
Quando ho visto la foto di Fritz MacGyver me lo sono immmaginato con la radio in sottofondo. Con quella candela precaria, sperduto nella pampa, sarebbe stata un’immagine perfetta. E invece mi casca sul Blasco.
Maestro d’ironia
Uno se ne va lontano, ai limiti della pampa, cerca di isolarsi, di non pensare a San Remo o a Veltroni e nonostante tutto l’italietta ti perseguita. Per tutta la giornata ho pensato che quella di Berlusconi e i desaparecidos fosse una bufala e dicevo di voler prima vedere il video. Adesso il video l’ho visto e capisco il can can che si sta alzando da queste parti.
I colleghi al lavoro, abituati a prendermi per il culo ogni settimana (corna a Piquet, Obama abbronzato, Eluana, ecc.) ormai mi guardano e passano oltre, non so se rassegnati o misericordiosi.

Questa vignetta é ormai di parecchi anni fa, ma la rispolvero sempre con piacere. Proprio la scorsa settimana cercavo di spiegare il concetto di araba pompinara al mio collega argentino-canadese.
MIA – Mujeres Italianas Argentinas
Da qualche settimana é on-line Mia, Mujeres Italianas Argentinas, un sito che vuole essere un ponte tra le due sponde dell’antlantico. Uno spazio rosa, ma di sicuro interesse anche per noi masculi tanos e non. Valentina e Marijo sono due amiche (ho le prove!) e so che questa avventura nasce dalla voglia di fare qualcosa di bello, di utile. Speriamo che nel marasma di iniziative che nascono ogni giorno ci sia ancora la voglia di prestare attenzione a qualcuno che fa le cose con passione. Io le seguo da vicino, suerte!
Radici
I work hard every day of my life
Siamo solo a Febbraio, ma credo che siamo davanti al video piú patetico dell’anno, almeno sulle sponde del Rio de la Plata. Il sindaco di Buenos Aires, Mauricio Macri, di bianco vestito, che festeggia i suoi 50 anni imitando Freddy Freddie Mercury. Va bene che é estate e la politica va in vacanza, ma dio santo…
Spero solo che serva a stroncare sul nascere la carriera dei ragazzini musicisti che lo accompagnano.
Tendador
Proprio pochi giorni fa si parlava dell’asfissiante marketing a luci rosse di Buenos Aires. Questo é fronte e retro del mio biglietto dell’autobus di qualche giorno fa, sulla linea 44. Occhio al dettaglio, la vicina non solo ha delle storie bollenti da raccontare…ma é anche una "vecinita". Brividi.
Para atrás
Vi ho giá raccontato che puntualmente una volta ogni due o tre mesi ci rubano la maniglia della porta del condominio. Pare che i metalli abbiano tutto un loro mercato nero e questo giustificherebbe certi furti assurdi. Al mio vicino hanno rubato il numero civico, proprio perché era di metallo, di latta. Stufo, il signore non é andato troppo per il sottile e ha dipinto il suo numero civico sulla facciata, con vernice bianca. Io quando vedo il numero con la sua ortografia sgarruppata penso al progresso, penso a dove va il mondo, che invece di andare avanti va indietro.
Ecco, una sensazione simile ho quando leggo di proposte di legge come quelle di Maroni sull’immigrazione, che si pongono il problema di obbligare/permettere/consigliare ai medici italiani di denunciare i pazienti senza permesso di soggiorno. Penso che andiamo indietro. Ho come l’idea che la civiltá abbia raggiunto un punto massimo (gli anni ’50? 60? ’70? non so, fate voi) per poi iniziare una lenta caduta, uno stillicidio che ha come meta finale il medioevo 2.0. Tutto puó essere messo in discussione, tutte le grandi vittorie del genere umano sono pronte ad essere discusse e frantumate: i diritti dei lavoratori (vedi agenzie interinali e lavoro precario), i diritti umani (vedi guantanamo o Abu Ghraib), i diritti sociali (in italia si inizia a mettere in discussione la legge sull’aborto e l’ingerenza della chiesa nella vita politica del paese é argomento di questi giorni). É una tendenza mondiale, ma é innegabile che l’italia sia davvero messa male. Personaggi come Berlusconi, Bossi, Gasparri (ma anche Brodi, Veltroni o Rutelli) sembrerebbero macchiette deplorabili ai nostri bisnonni e invece noi dobbiamo stare a discutere le loro proposte di legge. Ma dove andremo a finire?
Je n’ai pas compris
Dice dice "ma come mai poi gli italiani si trovano cosí bene in argentina?".
In argentina non lo so, ma sicuramente gli italiani si trovano bene con gli argentini. E il perché lo capite facilmente leggendo i commenti di Silvana e Julia nel mio post "polemico" sul turismo in argentina. Prima di tutto rispondono con una battuta (per sdrammatizzare e far capire che "está todo bien") e poi entrano nel merito della questione, analizzando i pro e i contro del turismo qui nel cono sud. Puó sembrare un modo scontato di essere, ma non é cosí, é un modo di fare decisamente tano. La voglia di avvicinarsi alle persone, di buttarla sul ridere per poi passare senza problemi ad un piano piú serio. Per questo giá quando vivevo a Barcellona la maggior parte dei miei amici erano argentini: perché hanno un modo di fare molto molto simile all’italiano, soprattutto un modo di scherzare molto affine. Forse anche perché quando hanno distribuito l’autoironia gli spagnoli erano in bagno, ma questa é un’altra questione…
In argentina la gente ti parla. Come succede anche in italia. Gli sconosciuti ti parlano sull’autobus, in ascensore, per strada, al bar. Non mi parlano le belle ragazze, ma non penso sia colpa dell’argentina… Dico sempre che ad un argentino non passerá mai per la testa la domanda "perché questo sconosciuto mi sta parlando?" Ti ascoltano, ed entrano subito nel merito della questione. Ripeto, sono cose molto normali per noi italiani, ma provate a farvi un giro per l’europa.
Lustrabotas cercasi
Mi scrivono ragazzi giovani e giovanissimi che stanno per venire in vacanza in argentina due o tre mesi e mi chiedono se sia possibile trovare un lavoretto per tagliare le spese. Difficile ragazzi. Difficile perché i lavori piú "veloci", quelli che uno andava a fare in inghilterra o in irlanda per imparare l’inglese (cameriere, lavapiatti, commesso, volantinaggio) qui li fanno le persone anziane, gli adolescenti, gli immigrati dei paesi limitrofi e/o soprattutto tutte quelle persone che hanno esigenze economiche molto pressanti, per cui possono accettare uno stipendio di 1000 pesos o meno?
Voi siete disposti a lavorare 8 ore al giorno, durante una vacanza, per 250 euro al mese. Forse conviene lisciare un po’ la nonna prima della partenza o aspettare di avere un gruzzoletto da parte e venire qui davvero da turista full-time.
Questa la regola generale confermata come sempre da un’eccezione: ieri ho conosciuto un ragazzo italiano arrivato due settimane fa, che ha giá trovato lavoro in un call center di Telecom Italia, in italiano. 1800 pesos al mese. Il contatto gliel’ha dato il consolato italiano. Pensa te, quando le cose funzionano uno si stupisce. La cosa molto interessante (oltre allo stipendio, basso, ma ragionevole) é che in questo caso stanno assumendo persone senza permesso di soggiorno, solo con il passaporto.
Argentina salvifica
Ieri notte ho fatto un sogno. Mi trovavo in una banca italiana, precisamente ad Alessandria, e lavoravo allo sportello. Ero insieme ad altri due compagni di liceo (Alessandro S. e Silvia L, per gli amici e conoscenti) e stavamo facendo un progetto di praticantato post-laurea. Silvia usciva alle 14, Alessandro alle 17 e io restavo lí. Chiedevo spiegazioni al capo e mi veniva detto che io avevo vinto il turno dalle 10 alle 19, che culo. Poi arrivava il momento di lasciare il lavoro e io con sollievo uscivo in strada, in una piazza piena di sole (Alessandria onirica) e mi dicevo "Certo, non mi va l’idea di lavorare in banca, non c’entra niente con il mio modo di essere…peró. Peró é un lavoro semplice semplice, senza impegni, sedici stipendi l’anno, mica male".
Poi mi sono svegliato e il mio primo pensiero razionale é stato "Fiuu, che sollievo, non lavoreró mai in banca…perché….perché…vivo in Argentina".
Scavare il fondo
Difficile scrivere qualcosa sull’argentina in questi giorni, anche se ce ne sarebbe da dire, visto che iniziano il campionato e il carnevale. Difficile anche scrivere qualcosa sull’italia senza entrare nella situazione ormai ritrita e antipatica dell’italiano all’estero che si vergogna dell’italia. Non mi vergogno, sono solo incazzato nero.
Cachivaches
Ci sono giorni come oggi in cui uno si sente davvero tano. Pomeriggio passato a fare la spola tra casa e la ferramenta, per aggiustare piccole cose della casa.
Cachivache in spagnolo significa "oggetto inutile, rotto, ingombrante", una di quelle cose che sta sempre in mezzo e non serve a nulla. I giocattoli di un bambino, i ferri del mestiere di un vecchio, gli oggetti senza importanza che solitamente teniamo in un garage o in una soffitta. La parola si usa in modo dispregiativo, e puó essere usata anche per definire una persona ("ese tipo es un cachivache") ma con una certa ironia, visto che si tratta ormai di una parola in disuso. C’é persino chi la vuole adottare.
Beh, a quanto sembra los tanos in argentina abbiamo un po’ la fama di cachivachero, ovvero persona propensa a mettere da parte cose inutili. É tipico del tano avere un quincho (un ripostiglio in giardino) lleno de porquerías. Per forza l’italiano metteva da parte, era sfuggito alla guerra, alla fame, e non sono cose con cui si scherza. Il tano per antonomasia ha una casa in perenne costruzione, costante rimodellamento: sta sempre costruendo una tettoia, una torre, una stanza in piú. Io nel mio piccolo faccio la mia parte per non far morire certe tradizioni.












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