Amode, ti scrifo dal Microtentro
Che poi lo so che quando tornate in italia dopo la vacanza fate i nostalgici e vi manca tutto di Buenos Aires, persino i computer dei locutorios della calle Florida. Con queste cabine da un metro quadrato, soffocanti, in cui io e il monitor del computer stiamo stretti stretti, avvinghiati. Con queste tastiere da cui scrivo, cosí sporche che in mezzo ai tasti sembra esserci la peste bubbonica, un fondo nero, il vuoto, l’infinito. Con le lettere consumate dalle dita di migliaia di persone la scrittura si fa titubante e gli errori di battitura si sprecano.
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