Furor di popolo

video — 6 marzo 2009

Un piccolo video girato questa mattina in centro, con l’inmancabile manifestazione sindacale. Niente di artistico, solo per farvi respirare un po’ di una mattinata uggiosa in Plaza Congreso.

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A scanso di equivoci, quello che cantano alla fine é proprio "Macri, hijo de puta, la puta que te parió".

21 commenti

  1. Oramai fa’ parte del teatro callejero, la gente che cammina non ci fa’ quasi caso, tutto normale… Era un po’ peggio qualche anno fa’(8-9) quando tornavi verso casa e tra Callao e Santa Fe bruciavanoo cassonetti e gomme, un giorno si e l’altro pure…

    Commento di Frittole — 6 marzo, 2009 @ 8:30 am
  2. quasi che mi viene la nostalgia! hacia un monton que no escuchaba ese cantito…
    Saludos desde Milàn

    Commento di fernando — 6 marzo, 2009 @ 9:20 am
  3. sembra roma di quando c’era mandrake e er pomata.
    così, a caldo.
    bello, vojo venì pur’io.

    Commento di makkox — 6 marzo, 2009 @ 11:56 am
  4. io andnado in ufficio stamattina ho visto che stavano montando delle barricate di ferro attorno al rettorato dell’università di buenos aires (così c’era scritto) dietro alla galeria pacifico… qualcosaltro accade?

    ma soprattutto, servono a qualcosa le manifestazioni?

    Commento di delfo — 6 marzo, 2009 @ 1:06 pm
  5. delfo, come te sulle petizioni on-line ho anch’io i miei dubbi…ma se non usciamo neanche in strada a dire che qualcosa non ci sta bene che cosa ci resta? i blog? jajaja

    Commento di tanoka — 6 marzo, 2009 @ 1:10 pm
  6. hmmm, si si lo so hai ragione
    anche perchè letteralmente manifestare significa esternare, e di solito si esterna in piazza quello che non si riesce più a trattenere

    però

    a me pare, a stare a guardare la storia, che i moti di piazza raramente abbiano portato a qualcosa, se non a poche limate della punta dell’iceberg. Le leggi razziale o il diritto di voto alla donna sono maturati prima nelle menti per poi essere ratificati grazie alle marce in strada.
    Oggi a me pare che non sia in generale chiaro contro cosa si manifesti. Contro la crisi? e che senso ha?
    forse è il momento di fermarsi a pensare prima di scendere in piazza.
    Mi sembra di vedere sempre lo stesso loop, come un quadro di escher, ce l’hai lì sotto gli occhi, cerchi di capire come può essere che segui segui, pensi pensi, e poi magitragicamente ti ritrovi sempre allo stesso posto

    forse un po tutti soffriamo della sindrome dello sciaquone
    ci riempiamo di rabbia, indignazione, buoni propositi, poi man mano che ci riempiamo però la valvola da cui attingiamo si chiude, ci assuefiamo e rimaniamo in stallo fino alla prossima scaricata.

    Ecco io mi sento un pò come uno sciaquone pieno a volte.E questo mi rende polemico e pessimista manco fossi una donna col ciclo.
    Che qualcuno mi scarichi!

    Commento di delfo — 6 marzo, 2009 @ 1:30 pm
  7. Manifestare e’ giusto, ma oramai e’ come vedere un film….
    Bisognerebbe proporre, seriamente, sicuramente si verrebbe ascoltati di piu’ e soprattutto si riuscirebbe a cambiare qualcosa.
    Non sara’ facile, assolutamente, come tutto del resto, ma e’ l’unico modo per cambiare qualcosa che non ci va’.
    Solamente che pensare e’ piu’ complicato che sfogarsi.
    Puo’ sembrare demagogia, ma a parte di qualche rivoluzione e’ l’unico modo.

    Commento di Frittole — 6 marzo, 2009 @ 1:38 pm
  8. sto aspettando che Silvana chieda chi erano mandrake e er pomata… ;)

    manzotin

    Commento di fritz — 6 marzo, 2009 @ 3:35 pm
  9. Cosa sta succedendo a Buenos Aires? Ci sono delle fonti serie che ne parlano che ci puoi segnalare?

    Commento di alexilgrande — 6 marzo, 2009 @ 6:04 pm
  10. Fritz… ci sono: chi erano mandrake e er (il) pomata? scendevano in piazza? perché?

    Commento di Silvana — 7 marzo, 2009 @ 12:18 am
  11. jeejee.. no, non scendevano in piazza, andavano all’ippodromo. makkox li cita come riferimento temporale (1976, ho controllato). sono i protagonisti – scommettitori sempre perdenti – di febbre da cavallo, uno dei grandi misteri del cinema italiano, un filmetto senza pretese che è diventato un culto (basta che guardi la quantità di roba che ti esce su google).

    il blog di tanoka: cose che all’Ist. It. di cultura non ti diranno mai…

    Commento di fritz — 7 marzo, 2009 @ 9:48 am
  12. È vero Fritz… ho fatto 4 anni del profesorado al Joaquín V. González e adesso un corso di specializzazione grazie al blog di tanoka.

    Commento di Silvana — 7 marzo, 2009 @ 2:40 pm
  13. Ho visto su google uno spezzone del film “Febbre da cavallo” E continuo con le mie domande e la mia curiosità. Mo è il turno di Makkox: seconde te come era Roma in quelli anni?

    Commento di Silvana — 7 marzo, 2009 @ 3:07 pm
  14. @silvana
    probabilmente la domanda giusta è chiedere come fossi io ai tempi di mandrake e er pomata: giovane. ragazzino.
    ma anche l’Italia lo era, o pensava di esserlo.
    di essere adolescente, in crisi, ma con un futuro.
    Certo succedevano casini grossi, me ne accorgevo, ma non coglievo il senso di totale disfatta di oggi.
    Probabilmente è l’età. Credo. Voglio sperare.

    come detto qui in altri commenti (antichi) venire in Argentina lo sogno come un salto nel tempo più che nello spazio. Almeno dall’idea che mi son fatto dalle cronache parole/immagini di tanoka.

    e confermo, a sua tranquillità, che un giorno mi trova fuori la porta come Gaetano a Firenze :)
    (altra cit. da un famosissimo italianissimo film di quei tempi. ma questo non lo coglierà!)

    Commento di makkox — 7 marzo, 2009 @ 8:16 pm
  15. Celo celo celo,
    Tre volte.

    Commento di tanoka — 7 marzo, 2009 @ 8:37 pm
  16. e allora sai già che t’aspetta.
    ma tranquillo.
    io mi faccio leggièro leggièro…
    :)

    Commento di makkox — 7 marzo, 2009 @ 8:42 pm
  17. chi parte sa da cosa fugge ma non sa che cosa cerca… ma che conoscete a Lello?!

    Commento di fritz — 7 marzo, 2009 @ 10:25 pm
  18. considerando che l’argentina ha molto di italia, si può dire noi che arriviamo non iniziamo da zero ma da tre?
    scusate ma queste citazioni istigano…

    Commento di Roberto — 8 marzo, 2009 @ 1:58 pm
  19. Per prima cosa, grazie della risposta makkox. Adoro Roma, l’ho vissuta come innamorata l’ho vissuta come straniera per alcuni mesi e molti romani che ho conosciuti: “ah ma Roma era molto diversa alcuni fa”. E quando è che vieni, sei già stato qui?

    E poi grazie per tutte le citazioni, per una come me (molto curiosa) ogni citazione è una fonte di ricerca, di nuovi universi dentro l’universo Italia.

    Commento di Silvana — 9 marzo, 2009 @ 12:38 am
  20. mai stato in argentina (e questo ne accresce il fascino che esercita su me).
    io so che è nel mio destino venir lì e rimanere!
    son cresciuto con il mito dei maestri dell’historieta, e…
    vabè.
    il discorso s’è capito.
    se qualche fesso si compra casa, poi ridiamo.
    io e tanoka dico. ridiamo.
    che lui manco s’immagina in che casino s’è ficcato.

    secondo me lui ride meno. però.

    Commento di makkox — 9 marzo, 2009 @ 9:48 am
  21. Mak, giá lo sai da tempo che abbiamo un pianerottolo con zerbino che ti aspetta. Ti offriamo un’ottima sistemazione come ragazzo alla pari: tavoletta grafica & biberon.

    Commento di tanoka — 9 marzo, 2009 @ 11:27 am

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