Tutto sotto controllo, ah ah
Ritorno dopo una settimana per ringraziarvi tutti. Grazie a tutti quelli che hanno commentato, a quelli che hanno scritto email, a quelli che hanno mandato messaggi via facebook, ma soprattutto grazie a quelli che hanno spedito buste con dentro 100 euro.
In questa settimana di levatrici, ginecologi, infermiere, nurse, puericultrici si é confermato per l’ennesima volta l’altissimo livello umano di questo paese. Si trattava di sanitá privata, sia chiaro, ma sono convinto che certe cose vadano aldilá delle tariffe: abbiamo trovato persone preparate, attente, sensibili, sempre disponibili a dedicarci mezz’ora per davvero, col cuore.
Concludo questa settimana frenetica citando un amico che in un’email mi salutava con un perentorio: Viva l’Argentina, viva Santiago, viva Maradona. Non so bene con quale ritmo, ma il blog riapre i battenti.

Ahhhh il caro mio tanoka, hai toccato un tasto dolente…la sanità!
Proprio adesso che devo fare un piccolo controllo medico, la burocrazia, la stupidità delle leggi italiane, fa si che a prescindere della buona o cattiva predisposizione e dedizione dei medici (non è questo il punto) uno sia mal predisposto o addirittura rimandi i controlli per le lunghe attesse e i passaggi obbligati, prima di arrivare al medico.
Insomma, auguri al piccolo Maradonna (sicuramente l’avete visto mille volte se siete in argentina!)
So che non è SOLO per questa , ma diamo a Piero quel che è di Ghigo!
a proposito di Maradona mi è venuta in mente la scena finale del film sul pibe de oro di kusturica, con la scena finale di manu chau che canta la canzone su di lui con Diego che lo guarda come fosse un bambino, in silenzio ascoltando le noti di questa struggente canzone….
Uno dei miei amici argentini Nicolas mi esalta sempre la mentalità argentina che brevemente hai descritto tu in questo tuo articolo.
Richiesta: ci puoi dare una tua opinione sulla “inseguridad de las calles” in Argentina? E’ un tema molto sentito là. A me hanno detto più persone che è una cosa che soprattutto sentono gli argentini che non sono mai usciti dal proprio Paese. Madrid secondo alcuni è più pericolosa ma questo non viene mai menzionato. E poi c’è da dire che c’è poco da fidarsi dei media spagnoli quando parlano delle loro ex-colonie dell’America Latina.
@Soedad: ma qui si trattava di sanitá privata, che non conosce la parola burocrazia, solo il disgustoso odore nauseabondo dei biglietti verdi.
@Xeneize: “Dittatura e religione fanno l’orgia sul balcone” é una delle frasi piú azzeccati della coppia Pelú-Renzulli. E questa una delle loro canzoni piú inteleggibili, anche senza acido.
ritornando al tema “inseguridad de las calles” ho letto qualche giorno fa sul clarin online che il tema della sicurezza è molto presente in Argentina, che ci sono spesso manifestazioni per chiedere più sicurezza.Sono aumentati i sequestri, i morti e la città di buenos aires sta diventando sempre più pericolosa e la gente percepisce un diffuso senso di insicurezza.
Aspetto che mi è stato confermato da un mio amico di BA, da poco tornato dopo un paio di anni passati in europa.
vorrei in merito un tuo parere e sapere quello che pensano in merito i tuoi amici porteni
grazie
Il tema dell’insicurezza é caldissimo in queste settimane. Non so se si sia scaldato solo grazie alla “discesa in campo” dei personaggi famosi che richiedevano la cara e vecchia legge del taglione, ma fattostá che si sono fatte diverse marce nelle ultime settimane. L’ultima in plaza de Mayo pochi giorni fa.
La mia opinione é che la cittá é insicura e che devi avere un po’ di culo per uscirne illeso. La cosa che mi preoccupa di piú é che per un semplice furto puó succedere che ti facciano male sul serio o che ci rimetti la pelle.
DETTO QUESTO, sono contrario alle proposte di pura e semplice repressione. Credo che quando si fará qualcosa sul serio per aiutare le migliaia di persone che vivono escluse da questa societá allora le cose andranno meglio.
Credo anche che i media cavalchino sempre l’onda dell’insicurezza nel modo piú becero, perché le notizie morbose vendono e….ultima considerazione…siamo in anno elettorale….e il cavallo del paladino della sicurezza é sempre il piú quotato.
peace&love
Tanoka, Sole: va bene, i soldi aiutano la sanità privata a comportarsi con più garbo, ma credo che ci sia anche una parte importante di fattore umano. Le uniche due volte che sono stato da questi mediconi famosi in italia, mi hanno scucito 300 carte (in nero) per visite alla terzilli di cinque minuti (guardato tipo mosca sul muro). Quaggiù sia alla mutua dell’università sia dai privati – quindi a parità di pagamento – la gente ti spiega le cose, ti ascolta quando parli, e dà anche l’impressione di essere veramente interessata alla tua salute. Non sembrano nemmeno medici.
saluti
Sí Fritz, anch’io nel post esprimevo la stessa impressione.
Cosa ne dici che tano se parliamo dell’inseguridad de la Argentina in un post apposito? Proposta. Così magari altri argentini rispondono e alla discussione partecipa più gente che espone ognuno il suo punto di vista.
Scusa se sono andato fuori tema. Più che altro volevo suggerirti cosa scrivere nel prossimo articolo. ajajaj
Per i suggerimenti al direttore si puó anche usare ma mail ;-)
Tanoka, ho capito benissimo che si trattava di privati il tuo post.
Ma proprio per quello volevo commentare sulla sanità, in Italia. Al contrario dell’idea che si ha sulla sanità in Argentina, con meno risosrse materiali, ma piu intelettuali e umane (ma non mi piace generalizzare….percio non sono entrata in confronti).
Qua se non paghi (paghi sempre comunque!), è pratticamente impossibile raggiungere l’obiettivo.
son contenta che tutto sia andato bene,
io sono ancora in Italia, mi trovo a Rimini attualmente, e negli ultimi 15 gg sono andata spesso in ospedale per andare a trovare la zia 90enne del mio ragazzo; una mattina sono stata a badarla, la mattina, proprio il periodo dei maggiori controlli e della visita medica… dio bo’, manco uno aveva un po’ di sangue nelle vene; dopo una settimana (certe cose le scopro a poco a poco) quando stabilizzano la persona in difficoltà, avviano il trasferimento a una “casina”, cosi’ la chiamano loro, dietro l’ospedale… questa sett. ne ho vista di cotte e di crude, e ho spesso ricordato le (grazie al cielo) poche volte che sono stata in ospedale per parenti vari e motivi vari e, non perchè ora mi trovi in Italia ed idealizzi la mia terra, ma quanto resta da imparare da queste parti!!!