Pillole portegne
Come sapete non vado spesso in centro, peró quando ci vado ritorno sempre con un sacco di sensazioni. Ieri era un giorno grigiastro, ma un paio di belle immagini me le sono portate a casa comunque:
- una vecchietta che entra nel bar in cui sto facendo colazione e saluta il giovane cameriere stampandogli un bacio sulla guancia accompagnato dal classico "como estás querido?"
- un ragazzo se ne sta seduto nel suo camincino con la porta aperta, guarda un poliziotto coetaneo che fa la guardia giurata davanti ad un negozio, sorride, si attacca ad un bottiglione di coca cola e dice al poliziotto "que rico está el fernet con cola"
- l’immancabile manifestazione sotto l’obelisco, in questo caso dei dipendenti del Teatro Colón. Questa volta non ho l’audio, ma vi posso assicurare che anche qui cantavano "Mauricio, la puta que te parió". Povero Macri, lo perseguitano.


Ho trovato nel tuo post le scene di spontaneita’ che fanno si che un’italiano e un’argentino siano culturalmente vicini!
Almeno e’ stata questa la mia impressione!
CADA VEZ QUE LEO UN POST TUYO ME DAN GANAS DE VOLVERME PARA ALLA’…SABES DESCRIBIR A NOSOTROS ARGENTINOS MUY BIEN…SOMOS UNICOS..JA.
**** Faccio un appello a voi lettori dell’italo-argentinissimo TANOKA, ****
se conoscete qualche argentino/a emigrato/a in Emilia-Romagna, vi sarei molto grata se mi scriveste a questo indirizzo:
argentinainemiliaromagna@gmail.com.
GRAZIE Graziella…
:) Natalia