Oggi in un cortile ho visto un bambino sui nove anni che giocava. Lanciava in aria una palla da rugby, correva, la riprendeva. Dribblava l’albero centrale come se fosse un giocatore avversario e mi ha fatto ricordare quando io facevo la stessa cosa con un pallone da calcio e con l’unico albero del mio giardino, Gaetano, il libero.
Ma devo essere sincero e tirare fuori il polemico trozkista che é in me: i piccoli che giocano a rugby non mi suscitano molta simpatia. Hanno le stesse faccine bionde delle piccole che vedo per strada che se ne vanno a giocare ad hockey su erba con il loro bastone. Il completino impeccabile, i capelli raccolti in lunghe code, abbronzatura costante, ereditá dell’ultimo fine settimana a Miami o a Punta del Este. Un giorno forse saranno i pumas o le leonas, futuri idoli sportivi del paese e li vedremo in televisione, con il loro accento da Zona Norte, predestinati.
makkox said:
Gaetano, il libero, t’apre un mondo in testa.
Giovedì vengo giù. apparecchia.
ovviamente gnocchi.
tanoka said:
Giovedí vengio giú? giú dove? a reggio calabria o a buenos aires? davvero?
citando Nino Buonocore…scrivimi.
ElTano said:
Cada vez que veo uno de esos niños escandalosamente rubios y manifiestamente bien alimentados en las calles de Palermo o de Barrio Norte, me acuerdo de una de las historietas de la serie Parque Chas de Barreiro y Risso, ésa donde los pipes del barrio se dan cita en el parque con un grupo de extraños niños rubios para una buena batalla a hondazo limpio, y descubren que los rubiecitos ésos son aún más inquietantes y peligrosos de lo que parecen…
luca said:
ci sono anche da noi a milano e sono chiamati
i san carlini
trafficante said:
a Roma si chiamano PARIOLINI
andrea said:
fra qualche anno lo troverai al bar 6 di palermo viejo sfoggiando un scintillante mac
:)