Hai voluto la bicicletta argentina?

Ieri il Giro d’Italia è passato da Cascinagrossa. La famiglia Tanoka si è fatta ben quatrocento metri di pellegrinaggio per vedere passare la carovana rosa.

Tra le duecentocinquantamila differenze che ci sono tra il posto dove sono nato e quello dove vivo c’è proprio il ciclismo. La presenza ossessiva nelle terre piemontesi di ciclisti della domenica, del lunedì, del martedì… e l’assenza totale a Buenos Aires e conourbano. Non è una cosa secondaria, perchè la dice lunga sulle caratteristiche della geografia e dell’architettura delle due località. In italia, per quanto sia grande la città dove vivi, puoi sempre prendere una bici e trovarti in aperta campagna in una mezz’oretta. Per uscire dal conourbano e poter pedalare senza la paranoia di essere schiacciato da un Ford Falcon impazzito devi fare 4 ore di automobile. O devi andare a girare in bici in un parco urbano, cosa un po’ triste.


Comments

  1. Felipe says:

    Azzardo un’ipotesi, ma forse non è nella cultura argentina usare la bici per andare a farsi una scampagnata fuori città. Difatti non ho MAI sentito parlare di grandi ciclisti provenienti da questo paese.

  2. Mariela says:

    Da piccola, è molto triste cosa sto per dire… hahaha, per andare in bicletta andavo al parchetto vicino casa, nel quartiere di Belgrano e facevo i giri lì, in una “manzana”… il massimo della vita ciclistica era Barrancas de Belgrano ma era più lontano. Comunque penso sia il pericolo a fare la diffrenza fra i due paesi… ma anche a Roma non si scherza!!

  3. Felipe says:

    Cara Mariela, quando un anno e mezzo fa sono andato a Buenos Aires avevo ovviamente notato la pressoché totale assenza di piste ciclabili e quasi quasi avevo intenzione di scrivere una mail alla Municipalidad de BsAs. Ma che effetto avrei sortito? Sicuramente qualcuno lì avrebbe detto: “Ma che vuole questo qua? Viene in vacanza e vuole fare il maestrino insegnandoci il mestiere?”. Allora ho lasciato perdere, anche perché mi sono detto “Chissà quando mi capiterà di tornarci!”.

  4. Felipe says:

    Dimenticavo: oggi il Giro è passato anche dalla mia città. Per la cronaca, si trattava della tappa Lido di Camaiore-Firenze.

  5. nicolas says:

    Felipe, non so da dove abiti ma ieri il Giro è passato anche dalla mia città per la tappa Lido di Camaiore Firenze e per ore c’è stato un “mezzo caos” per la chiusura di diverse strade.
    Nicolas

  6. soledad says:

    Tanoka…io insisto sempre che dovete allontanarvi dalla capital per capire meglio anche cose come queste.
    Ad esempio, nella mia città (Lujan) quasi il 50 per cento delle persone usano la bici (le macchine costano troppo)…è vero che il traffico ogni volta scoraggia di piu i ciclisti…ma la vita è molto diversa, e anche il traffico.
    PEr la cronaca, dalla mia città si prende una di quelle strade di aperta campagna che parli e arrivi in mezz’ora di pedalata a un paesino (Jasuregui/villa frandria) tessile…con una quiete insopportabile dove continuare a frti i giri.
    POi non garantisco che durante il traggito (anche dovuto al nulla circostante, e alla scarsa circolazione di possibili soccorritori) ti vadano apresso a derubarti quel insignificante mezzo di trasporto o i due spiccioli che ti ritrovi….

  7. tanoka says:

    Sì, Soledad, non ne avevo parlato nel post, ma l’insicurezza è sicuramente un grande deterrente per farti scappare la voglia di fare un’allegra biciclettata nel conourbano bonaerense..

  8. andrea says:

    che poi è strano, ci dovrebbe essere una buona tradizione di passisti nella sconfinata pampa argentina..:)

  9. Roville says:

    ho comprato la bicicletta per andare in giro qui a Milano…ma è impossibile uscire tranquillamente per fare “un’allegra biciclettata” ci sono trooooppe machine e noto che ultimamente la gente alla guida è diventata troppo cretina…e i ladri molto piu affamati?…

    comunque da tanto tempo che ho perso l’abitudine…anche perche in Argentina negli ultimi anni la bicicletta è diventata oggetto molto valioso per la ri-vendita a low cost…(biciclette rubate intendo)…ma come dice Sole, bisogna uscire della metropoli per vedere la gente in bici….
    ad essempio nella mia citta (Florencio Varela), alla stazione di trenno c’è un recinto a posta ed a pagamento, per lasciare le biciclette per chi viaggia alla Capital per lavorare…e cosi al ritorno si riprende la bici per tornare a casa…è una bella idea…e piu sicura che lasciarla legata in giro…

Lascia un commento

*