De saudade
L’avete voluta buttare in politica perchè sapete che ci sono cose che non rimpiango…e vi ringrazio. Ma come potete immaginare non sono poi quelle le cose che incidono profondamente nelle scelte di uno (perlomeno se la scelta è tra l’italia berlusconiana e l’argentina kirchnerista). Non è che voglia psicanalizzarmi nel blog, ma a mo’ di esercizio di gruppo vi racconto le cose che mi destabilizzano quando torno in argentina dopo essere stato in italia. Così vediamo se succede anche a voi.
- La famiglia, ma questo è un punto che non tocchiamo neanche, perchè è scontato, anche se è decisamente il più potente. Oltretutto sono forse l’unico veneto/piemontese che non ha un prozio d’america, che sfigato. La mancanza degli amici è invece sopportabile, forse perchè con loro il rapporto è più celebrale e internet in questo senso ha cambiato molte cose, aiuta molto.
- il modello. Le malelingue potrebbero chiamarlo anche "primer mundo". Fortunatamente è una sensazione che se ne va nell’arco di una settimana, dopodichè mi sento disintossicato, ma devo confessare che il consumismo sfrenato è una cosa che ti entra dentro e quando poi arrivi qui, dove tante cose mancano o costano tantissimo, pesa. Per un "mediaworld-dipendente" emigrare in argentina è la perdita di una costola.
L’italia è un paese depresso, ma ci sono tante piccole cose che il sistema ti garantisce ancora.
- il verde. Se non vivi a Milano o a Roma in generale in italia ti basta un quarto d’ora di auto per essere in campagna, al mare o in montagna. L’argentina è forse il paese verde per eccellenza, ma buenos aires è una città sterminata. Per uscire ci vuole davvero voglia. Devi fare la gita fuori porta, con l’organizzazione del caso. Lo so, lo so, sento già i cori di "l’argentina non è solo buenos aires", ma io vivo qui, ecchecaz..
- il cibo, motivo venialissimo, me ne rendo conto. Personalmente non è una cosa che mi fa star male, piuttosto può essere letta al contrario, mi rimpie di piacere andare in italia e strafogarmi, ma non mi suicido se al supermercato porteño non torvo la burrata o le girelle.
Ha ragione Fritz quando cita "Chi ha due donne perde l’anima, chi ha due case perde il senno", mi piace farvi ascoltare anche quel gran geniaccio dell’uruguayo Alfredo Zitarrosa quando dice:
No eches en la maleta
lo que no vayas a usar
son más largos los caminos
pa’l que va carga’o de más.
Questo post è già un modo come un altro di svuotare un po’ la valigia dalle cose inutili.

… io sì che mi dispero quando mi tocca mangiare un “sardo” che di pecora ha quanto io di ritmo cubano nelle vene … tanò, ma delle veline, dei voli di stato, del nord in mano ai razzisti/leghisti/affaristi non dici nulla?
scusa ma Lavalen, ma tu credi che gli argentini siano tanto meglio di noi italiani?
ma guarda che anche negli altri paesi d’europa non è che siano messi tanto meglio
- sarkosy tanto diverso da Silvio non è
- in altri paesi europei ci sono partiti ancora più xenofobi della lega (austria, ungheria, francia, finlandia)
poi l’argentina per quanto riguarda la corruzione della classe politica è ben peggio dell’italia
saluti
Luca
ps cmq io in argentina tornerei al volo
Caro tanoka ma quando parli di Burrate parli di quelle pugliesi???
Perche’ in quel caso mancherebbero anche a me tantissimo!!!
Lavalen, di berluska e di lega vorrei non parlare per un po’, lascio il compito ad altri che lo fanno sicuramente con più equilibrio.
Gennaro, le burrate pugliesi tutta la vita!!
Tanoka, sai che quella “chamarrita” mi accompagna da quando sono in Italia? è una sorta di inno che descrive in modo semplice ma fantastico pa’l que se va…
Confesso che piu di una volta a cantarla se me pianta el lagrimon…
No te olvides del pago
si te vas pa’ la ciudad
cuanti mas lejos te vayas
mas te tenis que acordar…
…y si sentis tristeza
cuando mires para atràs
no te olvides que el camino
es pa’l que viene e pa’l que va
Sole, un’altra che mi piace molto, sempre sul tema della lontananza e del ritorno (e sempre per restare malinconici) é “Huella de Ida y vuelta” di Roberto Yacomuzzi, sicuramente la conosci.
Tanoka, è molto piu malinconica, la fa uno dei miei gruppi favoriti che sono Juan Quintero y Luna MOnti, loro trasformano la tristezza in fantasia.
Mi piaccioni, anche se alla terza canzone mi stancano un po’. Troppe dissonanze per i miei gusti paesani..
gran bell’outing tanoka :-)