Un faro nella notte

cose dell'altro mondo — 17 giugno 2009

In quasi tutti i quartieri di Buenos Aires (senza che siano per forza quartieri "bene") ci sono queste specie di cabine del telefono, con dentro l’omino della sicurezza. Negli ultimi dieci anni, vista la situazione economica da luna park sono spuntati un po’ come i funghi. C’è dentro una guardia giurata, un vigilantes o un poliziotto. Ormai fanno parte del quartiere ed alcuni sono buffissimi. Nella garita (così si chiama la cabina da superman) che sta vicino a dove lavoro cambia l’omino ogni mese, il che la dice lunga sugli stipendi da fame che devono pagare e su quanto il vigilante possa conoscere il quartiere e le sue facce.
E se sei un po’ curioso, come il sottoscritto, non puoi non guardare dentro agli sgabbioli per spiarne il micromondo: una piccola casa, di un metro quadrato, con tutti i comfort e due elementi immancabili: il mate e una radio accesa. Musica quasi mai, parole parole parole. Normalmente il vigilante di turno ha fare scazzato e sguardo spento, non sembrerebbe in grado di sventare neanche un furto organizzato da Qui Quo e Qua, ma oggi mentre attraversavo Olivos in auto ne ho visto uno nuovo. Era un signore anziano, scrutava tutte le macchine che si avvicinavano e aveva in mano una lampada simile a quella dei marinai. Una specie di "Il vecchio e il mare" senza il mare e senza il pesce. Mi ha fatto un po’ di impressione, secondo me quello spara.

4 commenti

  1. Io ne ho vista una alla fermata del Metrovias dove ero alloggiato, ma dentro mi pareva ci fosse qualcuno vestito in mimetica. Ho pensato che era qualche soldato di leva (perdonate la mia ignoranza: il servizio militare in Argentina è obbligatorio o anche lì su base volontaria?) o sottufficiale.

    Commento di Felipe — 17 giugno, 2009 @ 9:15 am
  2. La cosa curiosa è che è più che raro leggere nella cronaca nera che uno di questi vigilantes privati (moltissimi dei quali, secondo una recente inchiesta di Crónica, lavorano per agenzie non omologate né autorizzate) si sia mai “scontrato” con rapinatori, ladri e deliquenti assortiti. E siccome la vista di certe cariatidi annoiate che marciscono sorbendo mate nei loro bugigattoli non è che induca a pensare meraviglie del loro coefficiente di deterrenza, mi sovvengono un paio di ipotesi che chiamerò:
    1. Dietrologia 1.0: Non servono a niente e, al momento decisivo, preferiscono chiudere un occhio e magari due.
    2. Dietrologia 2.0: Sono in combutta con i delinquenti, specialmente nelle cosiddette “zone liberate”.
    Eppure le comunità di inquilini continuano a pagare questi servizi di sorveglianza, che non devono essere economici. La qual cosa dimostrerebbe che la sensazione di sicurezza, speculare a quella di insicurezza, è in gran parte, per l’appunto, una sensazione.

    Commento di tano_grasa — 17 giugno, 2009 @ 9:18 am
  3. qua nel barrio c’è un servizio di vigilanza notturna, che poi è una macchina che fa la ronda con la sua lucetta giratoria blu. i tipi non sono armati, hanno solo un cell con cui chiamano la polizia se vedono qualcosa di strano. a parte i portavalori non mi sembra di aver mai visto vigilantes armati. il bello è che c’è una ditta di portavalori che accompagna il tizio che distribuisce le sigarette: il tipo scende dalla fiorino con il fucile e il giubbotto antiproiettile mentre l’altro porta 10-15 stecche a ogni chiosco.

    felipe: la leva militare è stata abolita nel 94, dopo la morte di un militare (nonnismo?). cfr. “caso carrasco” sulla es.wiki. il tipo in mimetica potrebbe essere uno di gendarmeria (più o meno equivalente ai CC) o anche un poliziotto (la polizia di cba. ad es. ha anche un’uniforme mimetica)

    Commento di fritzmayer — 17 giugno, 2009 @ 11:38 am
  4. e cosi alto il livello di insicurezza percepita, che i rioni o condomini affittano vigilantes 24 ore su 24 ???marco

    Commento di marco arposio — 21 giugno, 2009 @ 4:08 pm

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