Logorrea elettorale, con perdón
Manca una settimana alle elezioni. Elezioni legislative, all’amerigana, l’abbiamo giá detto. Sono giorni di dibattiti televisivi incolori, di sputtanamenti vari, di denunce penali "para embarrar la cancha", di cartelloni, tanti, tanti cartelloni, che se stai cinque minuti fermo in strada ti ritrovi incollato a qualche palo col faccione di De Narvaez o della Michetti. Le alternative sono tristi, davvero tristi. Ci sono i liberali post menemisti, poi c’é la destra, l’estrema destra, i destrorsi, la destra travestita da sinistra e Pino Solanas. Sí, Fernando "Pino" Solanas il regista, quello de "La hora de los hornos" e recentemente di "Memoria del saqueo". Era giá presente alle ultime elezioni presidenziali, ma non se n’era accorto nessuno. Adesso invece lo danno come la possibile soprpresa e vedendo lo spazio che gli dedicano i media qualcosa di vero c’é. L’analisi pseudo-politica che mi posso permettere, da straniero in terra straniera, é che ci sono un sacco di "zurdos" delusi. Una marea di progressisti e di riformisti, soprattutto porterñi, che speravano davvero che la K Family fosse un’alternativa di sinistra e che poco a poco si sta rendendo conto che nada, so’ sempre i soliti peronisti. Tra questi delusi ci sono anch’io eh, che non mi nascondo. Ma io ero appena arrivato, me la volete concedere un po’ di inesperienza? Beh, se questi fantomatici "progre" cercano qualcosa alla sinistra di Kirchner ci trovano solo Pino Solanas, in mezzo ad un sacco di polvere. O al massimo, ci trovano i radicali, ma se sei progre mezzo peronista i radicali non li voterai mai, piuttosto voti quello lí….come si chiama….Solana…sí, Solanas…pittosto voti quello.
Beh, faccio il mio outing e dico che io voterei Pino Solanas, come l’avrei votato alle presidenziali. Stiamo parlando di lottare per il terzo-quarto posto eh, sia ben chiaro. Dicono che la lotta sia tra Kirchner (el oficialismo) e la formula de Narvaez/Macri (brrrrrr, avevano chiesto anche a Jack lo Squartatore a ma in questi mesi non era disponibile). Paese meraviglioso questo: se non capisci il peronismo non capisci niente e il peronismo (lo dicono apertamente tutti) non si sa che cosa sia. Adess de Narvaez si presenta come il "peronista disidente".
- Ma i peronisti non erano quegli altri?
- No, tano, quelli son peronisti K.
- Ah. Ma de Narvaez sembra Menem. Menem era peronista?
- Sí, tano, ma Menem era liberale e ha svenduto il paese e poi Menem non lo nomina nessuno, che porta sfiga e fa perdere voti.
- Ah, ho capito, Peronista era Peron, le altre sono solo imitazioni trucce.
- Bravo tano, questo l’hai capito.
- Ma scusate, secondo me in fondo in fondo (ma neanche troppo a fondo) anche Pino Solanas é peronista.
- Sí.
- E quindi é di sinistra e il suo referente é un generale fascista?
- Tano, se dici ancora "generale fascista" vieni espulso dal paese in 24 ore.
- Vabbuó, ho il mal di testa, siete fortunati che non posso votare.


ciao Tanoka.dopo essere tornato da un periodo in Argentina non posso che confermare la assoluta assenza di logica nella definizione di PERONISMO.
ho avuto la possibilità,il piacere,di parlare di politica argentina con alcuni amici del conurbano sud,storico feudo peronista,e nonostante i loro sforzi per riuscire a spiegarmi cosa effettivamente fosse il peronismo,quali fossero le distinzioni tra peronisti di “sinistra” e peronisti di “destra”,non ne ho cavato un ragno da un buco.
l’unica cosa certa è che “bancano Nestor” e considerano la combriccola De Narvaez-Macrì un surrogato del Menemismo e quindi quanto di piu negativo per il paese.
la figura di Evita ed il nominarsi peronista sono tuttavia solo delle allodole per attirare i milioni di tordi argentini che ancora non riescono ad uscire da una concezione politico/populista che non fa altro che generare conflitti tra persone la cui filosofia politica non è poi tanto distante.. si puo obiettare sulla Ley de Radiodifusion perchè tocca gli interessi di uno,si può combattere la lucha del campo perchè pregiudica i guadagno di un altro, ma sotto sotto cosa rimane?
forse rimane Solanas.peccato che è candidato in Capital,lo reputo molto più utile nel conurbano,ritengo che un politico serio debba mettersi al servizio di chi soffre i problemi più seri..
perdonami per la lunghezza del commento
saluti
Creo que el modo más pertinente de entender el peronismo es como un populismo latinoamericano, como el que -casi simultáneamente- tuvo lugar en Brasil con Vargas y en otros países iberoamericanos, con líderes carismáticos semejantes.
En el caso particular de Perón, es sabido que implementó e hizo propias ciertas leyes pergeñadas por los socialistas, que beneficiaban ostensiblemente al pueblo “llano”, y supo de ese modo granjearse la simpatía y el amor incondicional de las masas y de la clase trabajadora en general (algo que la izquierda aparentemente nunca pudo hacer), cooptando gran parte del electorado e instituyendo un partido de masas de mayor envergadura que el radicalismo.
Sin embergo, es cierto que se trata de un fenómeno social y político desconcertante (no sólo para los extranjeros): a pesar de que aquellos que reivindican a Perón lo presentan como uno de los adalides de la democracia, lo cierto es que fué un general golpista (estuvo involucrado en el golpe del ‘43, aunque a pocos les guste recordarlo) que hizo la conscripcción en la Italia fascista, y tenía sospechosas -y evidentes- tendencias filo-nazis.
Si se me permite la el atrevimiento, para mí fue otro triste exponente del caudillismo vernáculo; un caudillismo que late inexorablemente en las vena política de este país desde los albores de su historia.
Naturalmente, un fenómeno político tan complejo y masivo como el peronismo daría lugar a la postre a un abanico de partidos y oportunistas políticos de toda laya, que lo proclamarían como líder fundacional y se arrogarían el derecho a hablar en su nombre. Por eso es que todos -absolutamente todos-, desde los más liberales, como Macri & compañia, hasta los supuestos socialistas, como “Pino” Solanas, se dicen o autoproclaman “peronistas”.
Forse io ho capito: se non ti rifai anche solo in minima parte al peronismo è inutile che ti candidi perché tanto nessuno ti darà il proprio voto. Mi pare una situazione simile a quella del Bel Paese. Oggi se non sei alleato col caimano non conti un emerito cxxx e quindi sei destinato a scomparire.
e va bene, mi hai convinto Tanoka!!!, nn ti resta che:
1- tramitare la cittadinanza Argentina, che mi pare sia un po piu veloce dell’italiana.
2-Organizzare l’equipe di lavoro
3-Pubblicizzare nn è un probblema x te, ti sei laureato nella matteria.
4-Dopo di prendere un’avvalanga di voti, mettere l’Argentina nel posto che si merita, così posso tornare a fare gelatti e mangiare asado del buono.Ouuu, qualcuno lo deve fare il sacrificio ehh
In tanto stai bene e anche la tua nuova famiglia, Pedro.
Bueh…aparecí…con nombre real y con dos únicos objetivos:
1)Ofrecerme como consultor político ad honorem para cuaquier “ITALIANA” (residente o no en la argentina)con cena e invitación al teatro incluida.
2)Opinar (a priori) sobre politica argentina en general y sobre la inexplicabilidad del Peronismo en particular;en sucesivas opiniones del “TANO”…comienzo ahora con una primera clave: SENTIMIENTO.
Saluti.
Tanoka…bellissimo il tuo commento sulla politica arentina. Sappiamo che e sempre un casino, pero sentirlo da uno straniero e sempre interessante….
Comunque, non ti prioccupare…se riesci a capire il casino che e la politica argentina, sei un dio…ne ancho noi, gli argentini non ne abbiamo idea!!
Comunque se posso scrivere qualche pensienro per aiutare i questo sforzo per capire, direi che il peronismo ha dei meccanismi con cui vince (tra cui compra dei voti) che fa che l’immagiario degli argentini sia che soltanto il peronismo ha il vero potere per poter governare…questo e il risultato delle nostre crisi e della caduta di tanti governi negli ani della crisi.
Percio tutti volgiono esse parte del club dei peronisti…dai liberali di destra alla sinistra….
Bevenuto!!!
A mi me parece que hay países donde los diversos sectores de la oligarquía dicen pertenecer a formaciones políticas distintas y así logran cierta alternancia en el duro trabajo de joder al resto de la población. El ejemplo típico es EEUU, donde la oligarquía está aparentemente dividida en republicanos y demócratas. Luego hay países como la Argentina, donde los diversos sectores de la oligarquía dicen pertenecer todos a la misma formación política (debe ser porque nunca fueron buenos fabricantes de símbolos) y así se encuentran ante el doble reto de joder a la población al mismo tiempo en que se joden entre ellos. Es como si en EEUU hubiera el partido x y el partido y, que en realidad son el mismo partido xy; en Argentina hay los partidos a, b, c, d etc., pero todos se creen que son p. Perdonen las simplificaciones, pero es que nunca acabaré de entender este país (ni ningún otro, si vamos al caso).
anche io voterei pino. la sua trilogia sulla crisi è molto interessante. non sarà un genio ma ha una passione unica. ed è sicuramente genuino.
trovo che tano_grasa abbia centrato appeno la questione.ed in italia abbiamo un esempio tanto calzante come quello statunitense…
in un periodo di appiattimento ideologico,in cui professare la propria diversità intellettuale,sociale,culturale nei confronti del rispettivo antagonista risulta impresa olimpionica,il peronismo in argentina è assimilabile al PD italiano,un “vasto” movimento con un infinito numero di correnti al suo interno.
wow, adesso comincio a capirci qualcosa, o forse no.
quando ho visto per la prima volta un graffito su un muro che diceva “gana pino!” ho pensato a due cose
1) l’ennesimo gruppo porteno che si publicizza a costo zero
2) un tipo che aveva fatto un incidente era in fin di vita e lottava contro la morte
No, non sono in analisi, almeno non ancora (ma visto che qui fanno il pacchetto palestra+analista ci sto pensando), in generale posso solo apportare il punto di vista di chi è totalmente esterno, ed effettivamente viste da dentro ma con la possibilità di astrarsi le campagne politiche sembrano davvero tutte uguali, un continuo strenuo tentativo di vendere babà senza rhum.
Mi sembra comunque assodato che dire peronista è come dire tutto, e quindi come dire niente.
Invece l’unico cartello elettorale che ho visto di Pino diceva “Pino se planta”, gioco di parole terribile, inuttilizzabile tra l’altro in spagna, dove “plantar un pino” significa anche e soprattutto cagare.
Le campagne elettorali sono tutte un po’ uguali, ma anche no, no? Per esempio mi sta stupendo lo spazio lasciato al cazzeggio/spettacolarizzazione che stiamo vedendo al Gran Cuñado, dove tutti i candidati sono passati a fare i loro 10 minuti di trash. Ultimo nell’ordine Mauricio Macri.
Un’altra caratteristica é questa campagna a basso costo, fatta non tanto di comizi e/o di eventi, ma di camminate. Il candidato che cammina per strada e come per magilla incontra decine e decine di persone entusiaste che lo baciano e lo abbracciano. Poi ci sono gli avventori critici, uccisi dai cecchini.