Che vinca il migliore, ja

argentina — 28 giugno 2009

Siamo in piena veda electoral. Per 48 ore i candidati (e con loro tutti i cittadini) non possono fare dichiarazioni pubbliche inerenti alle elezioni. Fino alle 21 di oggi, domenica, sono proibiti spettacoli popolari all’aperto o al chiuso, feste teatrali, sportive e tutte le riunioni pubbliche che non abbiano niente a che vedere con la pura organizzazione del voto. Sono chiusi anche molti cinema e nelle 12 ore prima del voto è vietato vendere alcol, anche nei ristoranti. Sono tutte misure che richiamano al rigore e alla serietà, in un momento cruciale come l’esercizio del diritto del voto..ma non mi convincono molto. Hanno un odore forte e acre di fascismo, di dittatura, di quegli anni in cui un capannello di 4 persone rappresentava già un pericolo. In dittatura non ci sono elezioni, va da sè, ma non me la raccontano giusta, a me sta storia della "veda" puzza di bruciato.

Oggi siamo andati in una scuola del centro a votare (io facevo solo da autista). C’era tanta gente con il tappabocca, visto che qui l’influenza porcina non è ancora passata, anzi. Il voto funziona in modo diverso rispetto all’italia: ti controllano i documenti e tu entri ad una stanza, chiamata "cuarto oscuro" in cui su un tavolo trovi biglietti simili a quello della foto, chiamati boletas, con i nomi della lista e dei suoi candidati. Ce ne sono di tutti i partiti, teoricamente. In totale solitudine prendi il biglietto che più ti piace e lo metti dentro alla tua busta, esci e metti la busta dentro l’urna. L’inghippo sta nel fatto che soprattutto in provincia, nell’argentina profonda, non si trovano sempre le boletas di tutti i partiti, quindi i partiti minori, con meno risorse, si vedono penalizzati. Teoricamente se non trovi la boleta che vuoi usare potresti bloccare il seggio e fermare tutto.

Altra differenza. Nel seggio ci sono chiaramente anche i punteros, i militanti dei singoli partiti, che sono lì per mettere un po’ di pressione e controllare il corretto funzionamento del voto…ma sono decisamente più discreti che in italia..o perlomeno che a cascinagrossa, dove mio cugino passava la giornata ad aprire la porta a tutti quelli che entravano nel seggio, neanche fosse carabiniere. Quanti voti ha fatto perdere al PCI…

Questa sera stessa sapremo i risultati, reali, di tutto il paese. Lo spoglio è velocissimo, immediato, come in Spagna, senza dilungare per ore la farsa degli exit polls, che qui chiamano "boca de urna". Niente nottate elettorali con Bruno Vespa, solo festeggiamenti per i vincitori e nanna per gli altri.
 

4 commenti

  1. Ciao! Esordisco facendoti complimenti! Caspita, descrivi con tale lucidità momenti di vita talmente quotidiana, che dopo aver letto quà e là nel tuo sito, sembra quasi di aver passato una giornata a Buenos Aires! Beh, in questo caso non si tratta di un gesto propriamente quotidiano… il quotidiano quì, in senso lato, sta nel dettaglio con cui descrivi l’atto.. quindi in Argentina nell’esercitare il diritto di voto non si usano matite indelebili numerate consegnate dal presidente del seggio al quale devono essere prontamente riconsenate dopo aver espresso la propria preferenza…ma allora mi chiedo ( profanissimamente parlando, o fose non ho capito bene..): se si imbusta nel “cuarto oscuro” la scheda relativa al partito a cui si vuol dare il proprio voto, e si lasciano quindi sul tavolo tutte le altre.. per esclusione, un funzionario del seggio particolarmentre “curioso” ci potrebbe mettere un attimo a capire chi hai votato..se fosse come ho capito, votassi in Argentina mi sentirei un pochetto osservato..ma mi sembra troppo semplice..mi sa che ho capito male..
    PS.: mi ha lasciato un po’ perplesso il divieto di vendere alcol nelle 12 ore precedenti le elezioni. Ma che pericoli si vogliono scongiurare? Forse incontrollate sollecitazioni di stati emotivi vicini al collasso per via della chiamata elettorale? Boh, mi sembrano in effetti provvedimenti teatrali più utili per dare solennità alla correttezza dello svolgimento delle elezioni..e certe solennità, condivido con te, si accompagnano spesso alla puzza di bruciato..

    Commento di stefano — 29 giugno, 2009 @ 12:09 am
  2. Stefano, mi sono espresso male, o comunque in modo incompleto. Nel quarto oscuro il votante trova un tavolo con diverse schede dello stesso partito, non solo una. C’è un mazzetto di schede per ogni partito, quindi nessuno può capire chi hai votato per esclusione. Per questo abbiamo una “boleta” di pino solanas sul tavolo di casa. Non abbiamo rubato niente :-)))

    Commento di tanoka — 29 giugno, 2009 @ 3:05 am
  3. tanto per dire…da quanto ho visto (e provato :D ) il divieto di vendere alcol dopo le 12 non l’ha rispettato quasi nessuno!
    un saluto a todos

    Commento di Vincenzo — 29 giugno, 2009 @ 8:15 pm
  4. A me invece lascia perplesso il fatto che siano chiusi anche i cinema ed altri luoghi di svago. Proprio perché bisogna avere la mente lucida per votare, dovresti un po’ svuotarla da tutti i giorni precedenti di campagna elettorale, dove i vari partiti ti hanno fatto due palle con i loro racconti.
    Io, a differenza di Stefano che si definisce un profano di queste cose, direi che forse sono troppo idealista (non per nulla faccio l’attivista politico).

    Commento di Felipe — 29 giugno, 2009 @ 10:21 pm

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