Epifanía

diario — 28 luglio 2009

Ero in macchina, fermo ad un semaforo. Passa una mamma con bambino. Il bambino avrà avuto tre anni, era tutto infagottato per il freddo polare e aveva un berretto di lana. Come quasi tutti in questa città anche il bambino era vestito con colori invernalissimi: blu, marrone, nero. Ma non è questo il punto. Il punto è che guardando quel bambino mi sono reso conto per la prima volta che mio figlio sarà argentino.
Voi direte "ah, tanoka, sei uno rapido di riflessi…" Sarò lento, ma fino ad oggi ero concentrato sul fatto che mio figlio sarà italiano in argentina, che parlerà italiano, insomma il lato esotico della questione. Ma oggi, quando ho visto quel bambino, col berretto blu, gli occhi scuri e lo sguardo "picaro" mi sono reso conto che sarà argentino. E un po’ mi somo emozionato.

11 commenti

  1. giocherà a hockey su prato e imparerà prima che cos’è un boludo di una burrata? :-)

    Commento di ga — 28 luglio, 2009 @ 4:12 am
  2. tutto può succedere…ma ad hockey e a polo la vedo dura…

    Commento di tanoka — 28 luglio, 2009 @ 12:24 pm
  3. che post “delicato”… da cuore di papà :)

    Commento di Gf — 28 luglio, 2009 @ 4:07 pm
  4. già vedo la foto su caras: “il polista santiago tanoka, lo scapolo più conteso del río de la plata”. hijo ‘e tigre!

    Commento di fritzmayer — 28 luglio, 2009 @ 4:51 pm
  5. e mangera’ pane e Nutella o pane e dulce de leche????? questo e’ il vero quid della questione!

    Commento di rossana — 28 luglio, 2009 @ 4:59 pm
  6. e che bello è? bellissimo post…bellissima riflessione…
    pensa che a me succederà il contrario quando succederà…e un pò mi dispiace…io sono argentina e adesso abito a San Marino…parlerà comunque el castellano, comerà milangas, dulce de leche, tomarà jugos tang, però purtroppo qua non giocherà a hockey sul prato…peccato..io ci giocavo…quanto era bello….quanto amo la mia Argentina!

    Commento di Ailen — 28 luglio, 2009 @ 6:18 pm
  7. Non è detto. Può essere benissimo un italo-argentino, forse più argentino che tano, ma pur sempre una bella commistione di due culture simili eppur diverse.
    Io sono invece un esempio vivente di come la cultura mediterranea e quella slava possano vivere insieme. Non rinnego né mai rinnegherò ciò che sono. E quando certa gente mi chiede: “Ma allora che sei? Italiano o ceco?”, o peggio ancora: “Di che razza sei: italiana o slava?”, io rispondo sempre “Chi sono? Innanzitutto sono FELIPE, e poi se proprio devo sentire qualche appartenenza, mi sento europeo”.
    Il bimbo di Tanoka però dovrà partire da premesse diverse.

    Commento di Felipe — 29 luglio, 2009 @ 12:35 pm
  8. Bè, io sto con un argentino-italiano e lui si sente tutti e due. Usa il pronome “noi” parlando degli italiani e anche degli argentini…nella stessa frase!!!
    Prova a chiedergli da dove viene. :)

    Commento di Alice — 5 agosto, 2009 @ 7:29 am
  9. ciao Alice!!!
    Ma il tuo italo-argentino é italianissimo, digli di lasciar perdere…

    Commento di tanoka — 5 agosto, 2009 @ 1:01 pm
  10. Appunto, è italianissimo ma se gli chiedi di dov’è va in confusione!!! Diciamo che è argentino o italiano a seconda delle situazioni… comodo, eh?

    Commento di Alice — 5 agosto, 2009 @ 1:37 pm
  11. Bello, bello, bello il tuo commento =)
    , noi siamo tornati dopo 9 splendidi anni a Milano, e mi ritrovo con una figlia di due anni e qualcosa, che preferisce un buon risotto a una bistecca!! sicuramente il tempo fara il suo lavoro e tra 5 o 6 anni le cose cambierano, staremo a vedere…
    ps: in boca al lupo!, spero che il nuovo sito non perda la forza di trasmettere sensazioni cosi belle!

    Commento di JAVIER — 12 agosto, 2009 @ 7:22 pm

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