Il povero Mario sa difendersi da sè

Seguo con interesse i blog Rotta a Sud Ovest e El Dorado di Maurizio Campisi e mi sembra che sul caso Vargas Llosa la loro analisi sia un po’ “clarinocentrica”. Entrambi usano la parola “veto” per definire l’iniziativa di Horacio Gonzalez, direttore della Biblioteca Nacional. Ora, siamo tutti d’accordo su un certo atteggiamento da ultras di certi funzionari argentini, che sono piú cristinisti della stessa cristina, ma definire la lettera di Gonzalez un tentativo di censura o di veto mi sembra pendere un po’ troppo dalle labbra del grande diario argentino, che su queste scaramucce da nulla ci marcia da sempre. Horacio Gonzalez è un intellettuale che non deve dimostrare nulla in quanto ad apertura di pensiero, è come se Umberto Eco (tra le altre cose presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna) scrivesse una lettera per esprimere il proprio disaccordo con la presenza di Vargas Llosa alla fiera del libro di Torino. Che c’entra Berlusconi? e la censura?
Consiglio di ripartire da capo e leggere la lettera galeotta.

 

Reader Comments (1)

  1. Carlo said:

    Penso che uno dei grandi malintesi sia quello di non scindere la figura di MVL in due: il MVL scrittore e il MVL politico (conservatore, che ha perso le elezioni presidenziali in Perú qualche lustro fa). È -a mio avviso- anche lui stesso a voler mischiare le due cose, in modo che quando criticano le sue posizioni politiche lui possa mettere davanti a sé, a mo’ di scudo, la sua figura di scrittore.
    [discorso che ho sentito stamattina su Radio Metro]

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *