Prigionieri
Interessante reportage di Marco Mathieu su RepubblicaTV sugli oltre 2 mila italiani rinchiusi nelle carceri all’estero. Una trentina di questi italiani stanno scontando pena nelle carceri argentine.

Foto InfoBae
Interessante reportage di Marco Mathieu su RepubblicaTV sugli oltre 2 mila italiani rinchiusi nelle carceri all’estero. Una trentina di questi italiani stanno scontando pena nelle carceri argentine.

Foto InfoBae
Che hai fatto oggi?
Oggi sono stato a Migraciones, l’ufficio. Sono arrivato alle 8,30 pensando che fosse un’ora decente e invece ho scoperto che era tardissimo. Avevo il numero D94, il che significava avere davanti esattamente 394 persone. Ho passato la mattina in sala d’attesa. Ne sono uscito alle 15, documenti alla mano e sorriso stampato in faccia. Ma questa non vuole essere una denuncia alla burocrazia argentina, vengo dall’italia, mica dalla svizzera verde, a certe cose ci siamo abituati.
Quello che voglio invece lasciare scritto qui é il grandissimo impatto visivo che ti lascia uno stanzone in cui ci sei tu, un paio di francesi, un russo e 390 migranti, tra boliviani e peruviani. Tantissime mamme, tantissimi bambini, tantissime persone anziane. Era uno spettacolo tutto da fotografare, ma in queste situazioni non riesco a tirare fuori la macchina fotografica, mi sembra di invadere lo spazio altrui. Mi accontento di raccontarvelo.
Poi, mentre torno a casa a piedi passo davanti ad un lavadero e vedo la scena di questa foto. Lavorano e sorridono. Li saluto e li fotografo. Per tutti i migranti del mondo, questa notte alzo il bicchiere e brindo alla loro salute. Que les vaya bien.
Vedendo il re di spagna juan carlos (tutto minuscolo, mi raccomando) zittire Hugo Chávez ognuno trae le proprie conclusioni. Il ministro degli esteri spagnolo, Miguel Ángel Moratinos, vede molto rafforzata la figura del re. Chávez invece vede una coda di paglia lunga chilometri e sfida juan carlos al lascia o raddoppia, chiedendogli se sapesse qualcosa del tentativo di colpo di stato nei suoi confronti, nel 2002. Io mi sono solo fatto un gran ridere e ne esco con l’idea che GiovanniCarlo si sia arrabbiato perché aveva sentito troppe cose chiamate con il proprio nome. La notizia in italiano.
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Grande settimana.
Prima la famiglia Pinochet al gran completo in carcere per aver esagerato nella loro lotta al comunismo, rubando a man bassa. Tranquilli, sono giá tutti fuori con la condizionale, ma hanno passato una notte in carcere e se permettete sono piccole soddisfazioni.
Poi oggi alle 19,30 locali il sacerdote argentino Christian Federico Von Wernich é stato condannato all’ergastolo dal tribunale de La Plata. Von Wernich, ex cappellano della Polizia della Provincia di Buenos Aires (la bonaerense), é stato dichiarato colpevole per aver partecipato a sette omicidi, 42 casi di privazione di libertá e 32 casi di tortura. Visto che le parole sono importanti, sottolineo anche il fatto che durante il verdetto il giudice ha usato la parola "genocidio" per qualificare il periodo dell’ultima dittatura militare, 1976-1983. Visto che Von Wernich é ancora sacerdote e fa ancora parte della Chiesa Cattolica Apostolica Romana sono curioso di sentire l’opinione di Benedetto16, sua santitá. Si tratta del secondo sacerdote giudicato colpevole di atti di lesa umanitá, dopo il ruandese Athanase Seromba, condannato nel 2006 a 15 anni di prigione per reati analoghi.
Piccoli passi avanti.
Come avrete senz’altro letto, domenica scorsa Elvira Arellano, messicana, madre di Saul (8 anni), attivista simbolo degli indocumentados che vivono negli USA, é stata deportata a Tijuana. Aveva lasciato la chiesa di Chicago dove si era rifugiata durante l’ultimo anno per assistere ad una serie di incontri a Los Angeles, é stata arrestata e immediatamente deportata. Oggi il governo messicano avanza qualche timida protesta nei confronti degli Usa in quanto si sarebbe trattato di un’azione illegale. Figuriamoci. Ve lo immaginate il presidente messicano, Felipe Calderón, che dá grattacapi allo Zio Sam? Il pensiero va alla strage del Cermis, a Nicola Calipari, per non parlare dell’invasione dell’Iraq o della bomba su Hiroshima. E la colonna sonora é del gruppo punk spagnolo La Polla Records, cantando "ellos dicen mierda, nosotros amen".