Atchù 3

argentina — 6 luglio 2009

Finalmente questa sera qualcuno ha deciso di mettere intorno ad un tavolo cinque esperti veri (in italia direbbero cinque saggi) che parlassero della Gripe A. Il programma si chiama "Argentina para armar" ed è bastata un’oretta fatta bene per spiegare che il panico che si sta respirando è ingiustificato e deleterio. I sintomi dell’influenza sono ormai chiari (febbre alta, mal di testa e/o mal di gola) e davanti a questo quadro clinico bisogna semplicemente andare in un ospedale pubblico e farsi vedere dal medico. Non esiste ancora un vaccino, ma ci sono sufficienti dosi di antivirale. Sfatati altri due miti che in questi giorni  hanno causato gli assalti alle farmacie: non serve il tappabocca (a meno di non essere infetto e non voler contagiare gli altri) e non è obbligatorio l’alcol in gel (acqua e sapone va benissimo).

Perchè quindi in argentina c’è il panico e in altri paesi (vedi Cile) no? Perchè il governo ha fatto un po’ di pasticci con la trasparenza dei numeri e perchè qui i mezzi di comunicazione stanno pompando l’evento ai limiti dell’irresponsabilità. 60 morti non è niente per un’influenza, bruscolette. L’han detto gli esperti. Per me capitolo chiuso.

Non il nano fascista che pensate voi..

argentina — 3 luglio 2009

Questa sera ho scoperto che Oriana Fallaci si era fatta un sacco di amici anche in Argentina. Ad inizio degli anni ‘80 durante una conferenza tirò fuori dal clindro che "gli argentini hanno dentro un nano fascista". Definizione forte e ovviamente polemica, che ha poi marcato il paese, diventando una frase di uso quasi-comune. Sembra che sia storica l’intervista che concesse al giornalista argentino Bernardo Neustadt, accusandolo apertamente di aver collaborato con la dittatura. Peccato che non ci sia un video su youtube, ho trovato solo questo articolo de La Nación che riporta un frammento del dialogo.

Atchù

argentina — 2 luglio 2009

Sono laureato in scienze della comunicazione, lo sapete. Quindi potete anche immaginare la quantità di ore passate a studiare lo strapotere dei mass media su quell’asinaccio del popolo. Devo però ammettere che un esempio lampante come quello di questi giorni con la Gripe A, febbre porcina, non l’avevo ai visto. Davvero impressionante. Una bomba nucleare.
Il tema era tabù nelle scorse settimane, previe alle elezioni. Nonostante i giornali continuassero a fare la conta dei contagiati e dei morti, non gli si dava troppa importanza, ne parliamo dopo le elezioni. Poi lunedì si sono messi TUTTI a parlare della gripe. Il ministro della sanità si è dimesso, la presidenta ne ha parlato, le telecamere si sono finalmente appostate fuori dagli ospedali e anche dentro. Sono bastate 24 ore di televisione, 24 ore ininterrotte ed è scoppiata la psicosi. La gente non parla d’altro. Se dici "vado a giocare a calcetto" ti dicono "ma sei matto, siete in 10! è un gruppo troppo grande, c’è rischio di contagio". La gente comincia a girare con i tappabocca e se per caso ti scppa uno starnuto ti si crea il vuoto intorno. Per fortuna non siamo ancora arrivati al linciaggio. Ojo, non dico che il problema non ci sia, ma c’èra anche la scorsa settimana, dale…

Poi oggi giustamente si ragionava sulla situazione tragicomica: d’estate c’è il dengue. Tu speri che arrivi l’inverno, cosò muoiono le zanzare e finisce tutto e invece arriva la Gripe A. Non se ne può più. A me avevano detto che questo era un paìs tropical…

Giovani mamme che sfidano il coprifuoco, impavide.

Ma piove piove

argentina — 29 giugno 2009

Ieri durante le elezioni piovigginava, oggi piove. L’acqua porta via i milioni di discorsi elettorali, ci ripulisce, speriamo. I cartelloni elettorali hanno le orecchie basse, cedono e si scollano, decadente metafora di un paese che non sta per niente bene. Ha appena rinunciato la Ministra della Sanitá, Marcela Ocaña. Era una notizia attesa, avevano fatto di tutto per mantenere il problema "Influenza A" in sordina per preservare le elezioni (se no chi andava a votare?) ma oggi la pentola a pressione é scoppiata.

Hanno perso i Kirchner, probabilmente quella di ieri é stata la loro Waterloo, risultato inevitabile di un paio d’anni in cui hanno sbagliato tutto. Per le considerazioni generali vi rimando al post di Emiliano Guanella su La Stampa. Alla fine Pino Solanas ne é uscito benissimo, secondo nella Capitale con il 24%. Un trionfo, ma il difficile comincia adesso: trasformasi da forza di denuncia a spazio propositivo. Lo seguiremo da vicino.

Che vinca il migliore, ja

argentina — 28 giugno 2009

Siamo in piena veda electoral. Per 48 ore i candidati (e con loro tutti i cittadini) non possono fare dichiarazioni pubbliche inerenti alle elezioni. Fino alle 21 di oggi, domenica, sono proibiti spettacoli popolari all’aperto o al chiuso, feste teatrali, sportive e tutte le riunioni pubbliche che non abbiano niente a che vedere con la pura organizzazione del voto. Sono chiusi anche molti cinema e nelle 12 ore prima del voto è vietato vendere alcol, anche nei ristoranti. Sono tutte misure che richiamano al rigore e alla serietà, in un momento cruciale come l’esercizio del diritto del voto..ma non mi convincono molto. Hanno un odore forte e acre di fascismo, di dittatura, di quegli anni in cui un capannello di 4 persone rappresentava già un pericolo. In dittatura non ci sono elezioni, va da sè, ma non me la raccontano giusta, a me sta storia della "veda" puzza di bruciato.

Oggi siamo andati in una scuola del centro a votare (io facevo solo da autista). C’era tanta gente con il tappabocca, visto che qui l’influenza porcina non è ancora passata, anzi. Il voto funziona in modo diverso rispetto all’italia: ti controllano i documenti e tu entri ad una stanza, chiamata "cuarto oscuro" in cui su un tavolo trovi biglietti simili a quello della foto, chiamati boletas, con i nomi della lista e dei suoi candidati. Ce ne sono di tutti i partiti, teoricamente. In totale solitudine prendi il biglietto che più ti piace e lo metti dentro alla tua busta, esci e metti la busta dentro l’urna. L’inghippo sta nel fatto che soprattutto in provincia, nell’argentina profonda, non si trovano sempre le boletas di tutti i partiti, quindi i partiti minori, con meno risorse, si vedono penalizzati. Teoricamente se non trovi la boleta che vuoi usare potresti bloccare il seggio e fermare tutto.

Altra differenza. Nel seggio ci sono chiaramente anche i punteros, i militanti dei singoli partiti, che sono lì per mettere un po’ di pressione e controllare il corretto funzionamento del voto…ma sono decisamente più discreti che in italia..o perlomeno che a cascinagrossa, dove mio cugino passava la giornata ad aprire la porta a tutti quelli che entravano nel seggio, neanche fosse carabiniere. Quanti voti ha fatto perdere al PCI…

Questa sera stessa sapremo i risultati, reali, di tutto il paese. Lo spoglio è velocissimo, immediato, come in Spagna, senza dilungare per ore la farsa degli exit polls, che qui chiamano "boca de urna". Niente nottate elettorali con Bruno Vespa, solo festeggiamenti per i vincitori e nanna per gli altri.
 

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