Faro

argentina — tanoka @ 8:44 pm

Prova foto

argentina — tanoka @ 9:53 pm

Que pedazo de murgón

argentina — tanoka @ 5:55 pm

Giá lo vedo l’amico tano con passato carioca che storce il naso. D’accordo, il carnevale di Buenos Aires non é il carnevale di Rio. Ma non ne ha neanche le pretese. A me piace perché si tratta di una manifestazione assolutamente genuina, callejera y popular. Contrariamente all’altro carnevale argentino, quello di Gualeguaychu nella provincia di Entre Rios, che davvero scimmiotteggia il carnevale brasiliano (con sambodromo, perizomi e compagnia cantante) qui invece il carnevale é la murga.  I gruppi sono amateur che si allenano tutto l’anno per poi sfilare durante tutti i fine settimana di Febbraio. La murga é una di quelle cose davvero rioplatensi, che accomunano gli argentini a los hermanos orientales, gli uruguayani.

Ma le origini e le caratteristiche della murga le potete leggere tranquillamente su wikipedia, io vi lascio invece un piccolo video  autoprodotto di un corso murguero visto a Belgrano qualche settimana fa.

Sfilavano "La Gloriosa de Boedo" e "Los preferidos de Villa Urquiza".

 

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Non avete scuse…

argentina, guida turistica — tanoka @ 3:23 pm

Amanti dell’Argentina, ojo!
Air Europa lancia l’offerta: da Roma o Milano a Buenos Aires per soli 636 euro. I dettagli su Mondoviaggiblog.
Che dite, prepariamo la stanza degli ospiti?

Arrestato il capitano Luis Emilio Sosa

argentina — tanoka @ 2:09 am

 

Sono passati 35 anni dal massacro di Trelew.

Il 15 agosto 1972, durante la dittatura militare del generale Alejandro Agustín Lanusse, venticinque prgionieri politici tentarono la fuga dal carcere di Rawson nella provincia di Chubut. Erano tutti integranti di gruppi politici armati, il PRT-ERP (Partido Revolucionario de los Trabajadores-Ejército Revolucionario del Pueblo), le FAR (Fuerzas Armadas Revolucionarias) e Montoneros. Disorganizzazione, fraintedimenti nella lettura dei segnali, fatalitá…sta di fatto che solo 6 fortunati riescono a portare a termine la fuga e a raggiungere in aereo il Cile socialista di Salvador Allende.

I restanti 19 portano avanti una negoziazione pubblica con le forze militari e una volta ricevute chiari garanzie sulla propria incolumitá fisica decidono di consegnarsi. Sono giorni di grande tensione politica. La fuga di massa é un colpo troppo grande per l’immagine del governo militare, che inutilmente esercita pressioni sul Cile perché estraditi i fuggiaschi.

Il 22 agosto la tensione sfocia nel piú tragico dei finali possibili: nella base navale almirante Zar i diciannove prigionieri vengono fucilati, con mitragliatrici e con il canonico colpo di grazia. Tre di loro riescono a salvarsi, per poi finire a rimpinguare la lunga lista di desaparecidos alla fine degli anni ‘70.

Si tratta delle prove generali, l’inizio di quella pratica chiamata terrorismo di stato che negli anni successivi sarebbe diventata uno standard del cono sur.

Il resto lo conosciamo, é la solita storia, lo stesso copione del massacro di José León Suárez, (descritto da Rodolfo Walsh nel suo libro "Operación masacre", da leggere): una versione ufficiale assolutamente inverosimile (i militari si sarebbero visti obbligati a sparare a causa du un nuovo tentativo di fuga) seguito poi dal colpo di spugna delle leggi di Obediencia Debida e Punto Final.

In questi trent’anni la Armada ha gelosamente nascosto i colpevoli, le menti e gli autori materiali dell’assassinio. Nel 2004 le ignobili leggi vengono abrogate, si riaprono centinaia di processi in tutto il paese e i familiari delle vittime di Trelew ricominciano a sperare. Tutti cercano Luis Emilio Sosa, capitano, responsabile principale di quei tragici fatti.

Martedí Sosa viene arrestato a Buenos Aires. I dettagli dell’arresto sono degni di un film di spionaggio: un figlio di desaparecidos scopre che la casa da lui acquistata apparteneva a Sosa, conduce la polizia all’agenzia immobiliaria che ha gestito la vendita e in poche ore Sosa é in arresto. Ora Sosa é a Rawson, per essere interrogato. Lo vedete nella foto di Página12.

Spero che non faccia la fine di Febres e che resti tra noi piú a lungo possibile. Ma comunque vada a finire io sono giá contento, mi basta la foto di Sosa, 73 anni, gobbo che deve rendere conto alla giustizia. Un po’ come le foto della famiglia Pinochet in carcere, ricordate? son piccole soddisfazioni.


L’argentina piano piano sta pagando i debiti con il propio passato e personalmente devo dire che é un piacere vederlo da vicino.

 

Argentina e Vaticano, piccoli passi

argentina — tanoka @ 12:06 am

Francesco scrive un post preciso ed esaustivo sul delicato rapporto tra il vaticano e l’attuale governo argentino.  Sembra che ci sia tutta la volontá da parte della presidentessa Cristina di distendere la situazione.

Un conto é vederlo al tg…

argentina — tanoka @ 9:12 pm

Enrique é un collega che tutti i giorni fa la spola dal nostro ufficio alla fabbrica/laboratorio dove si producono gli articoli che vendiamo. E’ un singnore di una certa etá, una sessantina, brizzolato, di chiare origini inglesi. Le commissioni la fe con una peugeot familiare, non nuovissima, una macchina normale. Oggi é arrivato in ufficio con il vetro sfondato. Ritornava da una consegna a San Martín, un quartiere/localitá subito fuori Buenos Aires, vicinissimo alla General Paz, la tangenziale che circonda tutta la cittá e che é la frontiere tra capital e provincia. Mentre guidava passa di fianco ad un gruppo di adolescenti sul ciglio della strada, uno dei ragazzi é sulla sedia a rotelle. Enrique si apre sulla sinistra per sorpassarli e in quel momento uno dei ragazzi sfodera el fierro (o chumbo, o caño una pistola insomma), lo punta verso l’auto e grida ad Enrique di fermarsi.
In questa situazione io non so che cosa farei…se sgommi via rischi che ti sparino…e se ti fermi le probabilitá possono anche aumentare. Fattostá che che in quella frazione di secondo Enrique decide di accellerare, di non fermarsi e quello sai che fa? gli spara. Cosí. Stai guidando tranquillo e 2 secondi dopo ti sparano.
Enrique ha avuto fortuna, il vetro ha deviato la pallottola (che abbiamo recuperato sotto il sedile della macchina) e non gli é successo nulla. Per il gringo, il sottoscritto, é stato un modo di prendere contatto, ancora una volta di quanto poco valore possa avere la vita da queste parti.
E della situazione gravissima del cono urbano bonaerense, tutta quell’area che circonda la capitale. Localitá come Lanus, Avellaneda, San Miguel, ad altissimo flusso migratorio italiano, posti peggiorati tantissimo negli ultimi anni, posti dove i miei coetanei sono cresciuti giocando sul marciapiede. E da dove adesso tanti scappano per venire a vivere in un appartamento in cittá o in un country.

Piovono miti

argentina — tanoka @ 12:19 pm

Maradona si pente de “La mano de Dios”, il mitico gol all’Inghilterra nei mondiali dell’86.

Dopo Mastella e consorte indagati questo colpo proprio non ci voleva..

L’italia non fará “la fine dell’argentina”

argentina, italia — tanoka @ 7:22 pm

Sono iscritto ad alcuni feeds che mi permettono di monitorare vagamente le notizie che si danno in italia sull’argentina. Servizi tipo quello, molto efficiente, di Wikio. In questi giorni in giro per la blogosfera sto leggendo tantissimi commenti di italiani preoccupati di fare “la fine dell’argentina”.

Quanto clamore, tutti con la stessa idea.

Magari sbaglio, ma secondo me non succederá. La situazione é profondamente diversa. I problemi esistono in entrambi i paesi, ma son diversi.

L’argentina é un paese ricchissimo di risorsa naturali, ma che é stato svenduto negli anni ‘90, viene da 10 anni di paritá con il dollaro (che hanno distrutto l’economia locale), un’inflazione reale preoccupante, una situazione sociale davvero difficile, con zone del paese che vivono in una situazione estremamente precaria, per non dire tragica. Insicurezza palpabile all’angolo di ogni strada, corruzione, ingiustizia sociale, e si potrebbe continuare…

L’Italia, nella mia modesta opinione, ha altri problemi, ugualmente gravi, ma altri. Una crisi istituzionale e di rappresentativitá gravissima, una corruzione congenita imbarazzante, una situazione economica scarsa a livello paese, ma gravissima a livello di singolo cittadino che pur lavorando non riesce a migliorare il suo status sociale. Un clima culturale stagnante, asfittico, superficiale.

E’ da leggere l’intervista de la Nación al deputato italo-argentino Ricardo Merlo. Merlo fa un po’ di uscite sciocche, ma é interessante conoscere l’opinione di un osservatore privilegiato della realtá politica dei due paesi.

Sarei contento se vedessi gli italiani scendere in piazza, circondare Palazzo Chigi e obbligare Brodi o Berlusconi alla fuga in elicottero, ma ho paura che non succederá. Il nostro peggior nemico é l’apatia.

La foto, del dicembre 2001, é tratta dal sito: www.villacrespomibarrio.com.ar

Correggo il tiro

argentina — tanoka @ 11:49 pm

Un caro amico mi fa notare via mail che con certe generalizazzioni tipo quelle dell’ufficio ultramoderno della AFIP corro il rischio di dare una visione distorta della situazione argentina. Accetto l’appunto, anche se spero di avere lettori dotati di spirito critico, che sanno leggere tra le righe.

Per chi non sapesse leggere tra le righe pubblico una foto scattata il giorno di natale alla Boca, cosí riporto il discorso su situazioni piú frequenti.

Spu(n)ti

argentina — tanoka @ 12:09 am

Alcuni input argentini. Rotta a sud ovest, il blog "hispano" de La Stampa riporta in italiano un articolo di iEco, il supplemento economico del Clarín: Dall’Argentina 10 idee per arricchirsi. Aspettiamo con ansia il secondo volume, a fascicoli, 10 milioni di idee per essere povero in argentina. Panorama dedica invece un articolo a Martin Lousteau, 37 anni, nuovo ministro di Economia argentino. Panorama non é la mia rivista di riferimento, ma il personaggio Lousteau merita attenzione. Infine la nota di colore, ecco il fotolog di Florencia Kirchner, figlia della coppia presidenziale. Non cercate foto osé, rimarreste delusi. Nonostante questo non penso che la mamma sia contenta di questa iniziativa. Informazione di servizio per tutti i tanos in ascolto: i supermercati Disco guadagnano spazio nei nostri cuori. I loro prezzi sulla pasta barilla sono da applausi e per natale ecco la chiccha: Pandoro Ballistero, importato direttamente da Parma. Per gli amanti del genere nostalgico.

Visti da lontano

argentina — tanoka @ 1:22 am

Ed eccomi di ritorno alla metropoli.
Sono stati giorni passati ad ascoltare un’infinita critica a Buenos Aires. Un rosario fatto dei suoi milioni di difetti, le sue mancanze, i suoi eccessi. El campo, la campagna, riceve i turisti porteños e li abbaglia con la promessa di un mondo a misura d’uomo. La capitale, vista dalla provincia é tutto e il suo contrario.
É amore e odio.
Fascino e ribrezzo.
Attrazione e paura.
Invidia e compassione.
Sempre lí, inizio e fine di ogni discorso.
Centrale, capitale.

In questi mesi ho notato che gli argentini applicano gli stessi parametri all’europa. Criticata, amata, derisa, invidiata. Un’europa che esce sconfitta ogni qualvolta viene confrontata con lo stile di vita argntino eppure…sempre lí. Continuo termine di paragone. Passato, presente e per molti futuro.

Sempre piú vicini, -3

argentina — tanoka @ 2:43 pm

Il ministro di de Planificación Federal, Inversión Pública y Servicios, Julio De Vido e la neopresidentessa Cristina Fernandez hanno annunciato che dal prossimo 30 Dicembre l’argentina porterá avanti di un’ora le lancette del suo orologio. Si istituisce cosí l’ora legale nel paese, per tutto il periodo estivo, fino al 16 marzo 2008, portando la differenza con il fuso orario italiano a sole tre ore.

La misura ministeriale fa parte di un pacchetto di iniziative tese a ridurre l’utilizzo di energia elettrica e far fronte alla crisi energetica (invernale ed estiva) che vive l’argentina. Lo Stato utilizzerá lampioni a basso sonsumo energetico, metterá limiti all’utilizzo dell’aria condizionata e riorganizzará l’uso della luce.

Chiaramente il govero non parla di crisi energetica, preferisce parlare di un paese che produce, produce, produce…e come tale ha un bisogno sproporzionato di energia.

Calcio argentino, croce e delizia

argentina, futbol — tanoka @ 6:05 pm

Domenica si gioca l’ultima giornata del campionato di primera división, torneo de apertura. Dopo i risultati di ieri le uniche due squadre che hanno la possibilitá di aggiudicarsi il titolo sono el Club Atlético Lanús (37 punti) e il Club Atlético Tigre (34). Entrambe le squadre non hanno mai vinto un campionato nella loro storia e Tigre é addirittura una neopromossa. Ecco le note liete del calcio argentino moderno, lo strapotere di River e Boca per il momento é offuscato dalla riscossa dei club "minori". Gli ultimi due tornei se li sono infatti aggiudicati Estudiantes de La Plata (Apertura 06/07) e San Lorenzo (Clausura 06/07). Per trovare l’ultima vittoria della coppia storica del calcio argentino dobbiamo risalire alla clausura 05/06, vinta da Boca. Possiamo vedere in queste sorprese una democratizzazione del calcio moderno e addirittura possiamo auspicare che succeda nei campionati europei, schiavi del juveintermilan, madridbarcelona, manchesterarsenalchelsea. Se poi uno é tano non puó che rallegrarsi della prossima verosimile vittoria del Lanús, localitá del conourbano bonaerense ad altissima immigrazione italiana. In realtá c’é ben poco da stare allegri. Questo alternarsi continuo é frutto della povertá conclamata del calcio argentino moderno. Sia le grandi che le piccole squadre non riescono a costruire un gruppo di giocatori che restino nel club qualche anno. La cassa chiama e i giocatori vengono venduti al miglior offerente. Qualcuno obbietterá: "ma é sempre accaduto, no?". Sí, é sempre successo, il calcio argentino, come quello brasiliano, sono sempre state industrie d’esportazione. Il fatto é che il momento economico (cambio peso-dollaro-euro) e la situazione contabile pressoché fallimentaria dei club argentini ha aggravato la situazione. Prima i giocatori si affermavano in patria e poi partivano per l’europa, dopo i vent’anni. E soprattutto, partivano solo i giocatori di qualitá (o quasi, vero Hugo Maradona?). Oggi le cose sono cambiate, il cambio favorisce i club di tutto il mondo, che vengono in argentina e comprano tutti: bravi, meno bravi, giovani, vecchi. Non si esporta piú solo in italia, spagna, inghilterra e francia. Vere colonie di argentini giocano in grecia, in russia, in bulgaria, a malta. Ci sono giocatori argentini in vietnam, in marocco e in tutte le serie minori spagnole. Li troviamo persino nell’Eccellenza italiana. Esiste anche chi si é preso la briga di fare una lista mondiale. I giocatori dell’under 20 argentina giocano quasi tutti all’estero, pochi qui hanno avuto la possibilitá di vederli giocare. Maxi Moralez gioca in russia, nel FC Mosca, insieme a Maxi Lopez, mentre Ángel Di Maria gioca in portogallo nel Benfica. L’ex-promessa del calcio argentino, Fernando Cavenaghi, gioca in francia, nel Bordeaux e quando é stato venduto al Real Madrid Fernando Gago aveva 20 anni e aveva giocato solo un paio d’anni con la prima squadra del Boca. Per non parlare del giro del mondo che hanno fatto Carlitos Tévez e Javier Mascherano prima di approdare a due squadre decenti. Il risultato? In argentina sono rimasti solo gli avanzi degli avanzi e i bambini delle elementari. Le partite del campionato locale sono noiosissime, ma questa é un’opinione personale. Almeno prima rimaneva la speranza di aspettare. Si aspettava che le grandi glorie a fine carriera ritornassero in argentina a giocare un paio d’anni prima di appendere le scarpe al chiodo. E invece no, oggi se ne vanno a svernare in messico, dovre offrono piú soldi. Va beh, bisognerá accontentarsi di Riquelme, che oggi é tornato a buenos aires e sta per firmare con il Boca. In questa landa desolata non ci resta che lui. E la televisione per vedere la Champions league.

Foto lanacion.com

UPDATE 2/12/07: Come anticipato il campionato é stato vinto dal Lanús, che ha festeggiato tutta la notte la vittoria del suo primo scudetto.

Elezioni presidenziali, qualche spunto

argentina, media — tanoka @ 11:28 pm

I risultati ufficiali, suddivisi per localitá, li trovate in questa pagina, un ottimo servizio, attivo fin dall’inizio dello scrutinio, ieri sera. In questi giorni la stampa italiana ha dedicato abbastanza spazio alle elezioni argentine. In generale i commenti sono molto simili tra loro: poca fiducia ai kirchner, considerati nuove facce di un sistema vecchio e conosciuto. Molti hanno sottolineato i problemi attuali dell’argentina, inflazione, corruzione, nepotismo, populismo, ismi vari. Insomma, niente di nuovo per chi vive da queste parti. Tra tutte mi é sembrata interessante l’analisi di Maurizio Matteuzzi sul Manifesto, prima del voto. Forse perché é un’analisi un po’ meno catastrofista delle altre. Condivido le idee di molti articoli pessimisti, per caritá. Anch’io sono molto scettico riguarod i signori K. Peró sono anche un po’ stanco di questo perbenismo all’europea che viene qui a trovare i mille difetti del sistema argentino (o brasiliano, o venezuelano). La definirei "la sindrome dei caschi blu". Ci sentiamo in diritto ed in dovere di scovare i mille problemi delle societá altrui, di insegnare educazione civica in giro per il mondo. Non dico che i difetti non ci siano, ma se fossimo in italia troveremmo anche il modo e il tempo di sottolineare le virtú di questo sistema e di questo momento storico. Sapendo da dove veniamo (berluska) e da chi siamo governati (brodi) sapremmo apprezzare le poche cose buone del presente. E invece no, qui in sudamerica si deve solo sottolineare "la debolezza della democrazia", "la corruzione dilagante", "il populismo", ecc.. Segnalo anche la cronoca di Emiliano Guanella, per La Stampa. Il suo blog é fatto con passione, e si vede. Non condivido tutto il suo timore nei confronti della coppia K, ma mi sembra che faccia una buona fotografia della situazione argentina. Guanella poi segnala l’arrivo di laureati italiani in argentina. Parla di nuovi emigrati, con biglietto di ritorno. Un tema a noi caro. O abbiamo tutti una percezione errata o qualcosa (qualcuno) si sta davvero muovendo.

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