Derechona Gorilaza

Anni fa, dall’Italia, mi ero ripromesso di veder tutti i film di Federico Luppi. Mi sembrava, e mi sembra, un attore immenso. Un giornalista direbbe “ha scritto pagine indimenticabili del cinema argentino”. È così. Fino ad oggi ha fatto 99 film, mi aspetta una lunga visione.

Federico Luppi da anni vive in Spagna, ma ha passato gli ultimi 5-6 mesi in argentina. Qualche giorno fa in un’intervista radiofonica gli hanno chiesto la sua opinione sull’attualità argentina. È stato come stappare un vulcano, ne aveva per tutti. Si può essere d’accordo o no con la sua opinione, positiva, sui Kirchner o sul giudizio a Mirtha Legrand, ma fa pensare vedere una persona che vive all’estero e rimane indissolubilmente legato alla quotidianità politica, sociale e culturale del proprio paese d’origine. Meditate tanos, meditate.

Pornonanni

Ieri sera proiezione domestica e ultrapirata di Caos Calmo, di Antonello Grimaldi, balzato agli onori della cronaca per la famosa scena di sesso spinto tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari. Il film non mi é piaciuto un granché e la scena in questione mi ha fatto l’effetto di sbirciare i propri genitori che fanno sesso. 4 minuti interminabili.

Esperando la carroza

È passato un po’ di tempo dall’ultimo post della sezione “Sogni proibiti con la mula“.

A tutti gli amanti di questo paese consiglio di vedersi il film “Esperando la carroza“, di Alejandro Doria. A detta di molti si tratta della miglior commedia argentina di tutti i tempi. Il film per certi versi fa parte di un certo cinema trash anni ’80, in certe cose ricorda Almodovar, per il gusto di raccontare la bruttura che è dentro di tutti noi attraverso personaggi improponibili. A questo ci aggiungiamo una dose di cinismo tutto argentino con quel gusto impareggiabile che ha la gente da queste parti quando dice “siamo i peggiori del mondo e ce ne vantiamo!”.

Il film racconta uno spaccato dellla classe media argentina fine anni ’70/inizio ’80. Lo spunto è la scomparsa dell’anziana madre di quattro fratelli. Si teme che la vecchia, fino a quel momento un peso per tutta la famiglia, si sia suicidata sotto un treno. Una commedia noir dove la meschinità e il cinismo dominano ogni scena, roba da far applaudire Buñuel da dentro la tomba. Molti attori di grande calibro, una su tutti China Zorrilla, attrice uruguaya, che ruba la scena agli altri attori con frasi memorabili che sono entrate a far parte dell’uso quotidiano, come:

Mi vecina me copia en todo….yo hago puchero, ella hace puchero, yo hago ravioles, ella hace ravioles…QUE PAIS!

oppure

Yo le pido a la Virgen, pero a la de Lujan. A Lourdes no voy más. Iba siempre y me traia el agua bendita para tomar con el mate. La última vez me agarró una diarrea!!!! Lo que me acordé de esa Virgen!!!!!! Al final esa te cura de un lado y te jode del otro!!!!

Ma quando chiedi a qualcuno se ha visto il film tutti ricordano una scena, su tutte, questa:

incorporato da Embedded Video

YouTube DirektEsperando la carroza, Youtube

Per tener fede al nome della sezione vi consiglio vivamente di COMPRARE il film. Compratelo all’edicola di fiducia o affittatelo da Blockbuster. È un film argentino dell’85, sicuramente lo troverete. I pigri invece lo possono scaricare da Taringa, come sempre.

Coppola, los tanos e Baires

Mi avvicino a compiere il mio primo anno nel cono sud e il martello pneumatico dello sciovinismo argentino comincia ad avere i primi effetti anche su di me. Questa mattina in un bar vedendo questa foto su Clarín mi intenerivo e sorridevo contento, come se Francis e Maribel Verdú fossero a Buenos Aires per venire a cena da me. 

Vedere Coppola cosí innamorato della cittá mi fa sentire orgoglioso, come a dire "ma allora non sono l’unico scemo!" 
No, deficiente, siete in due: tu e quello con camicia e calzini combinati.

Ultimamente Francesco Ford lo si é visto un po’ ovunque, alla Bombonera per vedere il Boca, alla feria di Mataderos, al Borda. Ha comprato una casa nel quartiere Palermo (prontamente svaligiata) e si gode la dolce vita porteña. Sta iniziando qui la lavorazione del suo prossimo film, "Tetro", il secondo film della sua nuova carriera dopo "Youth Without Youth". Il film avrá dentro anche un po’ d’Italia, visto narra le storie tese di una famiglia di italiani di Buenos Aires e il difficile rapporto di due fratelli  con il padre. Cast interessante, con Vincent Gallo (Buffalo 66), Javier Bardem e Maribel Verdú. Gran parte delle riprese si svolgeranno a La Boca, quartiere tano per eccelenza. Buenos Aires per Coppola é una cittá discreta, cosmopolita, che gli dá diverse libertá: fare film con un budget limitato, avere il controllo di tutta la produzione e muoversi come se fosse a New York. Considerazioni che riprendo da un’intervista  da lui rilasciata a AP.

Molti emigranti italiani definirono il proprio destino nella scelta Buenos Aires o New York e queste scelte divisero le vite di fratelli e di famiglie intere. 

 

P.S.
Tutto questo mentre Woddy Allen fa sapere che il film girato a Barcellona,  "Vicky Cristina Barcelona”, sará il primo e l’ultimo. Troppe polemiche legate ai finanziamenti pubblici.  Con sta storia delle agevolazioni fiscali gli spagnoli ci hanno giá preso Zidane, Cannavaro, Tití Henry &Co. E’ ora di finirla…

Il cavo ti dà una mano

Accendendo la tv questa sera si poteva vedere:

- Con gli occhi chiusi, di Francesca Archibugi

- Il Gaucho, di Dino Risi, ambientata in argentina, con Vittorio Gassman; Nino Manfredi; Silvana Pampanini

- Il secondo tragico Fantozzi (tutti i venerdí sera ciclo Villaggio su Europa Europa)

Ieri sera invece Un eroe dei nostri tempi, di Mario Monicelli (tutti i giovedí sera ciclo Sordi su Europa Europa)

Tutto in italiano con sottotitoli in spagnolo. Il ragionier Filini sottotitolato…

Larga vita al cavo

Cinema argentino, croce e delizia

La scorsa settimana Clarín faceva un’analisi interessante del momento del cinema argentino. Si tratta di uno dei cinema piu influenti e apprezzati a livello mondiale, che negli utlimi anni ha prodotto film molto interessanti come Nueve reinas, El hijo de la novia, El Abrazo partido, Historias minimas fino all’ultima, XXY (premio della critica quest’anno a Cannes). Il problema che mette in risalto l’articolo di Clarín è la super-iper-produzione di cinema nazionale, che fa sì che ogni settimana escano nelle sale 4-5 nuovi film argentini. Tanta abbondanza ha i suoi pregi ovvi, ma porta con sè un grande problema: la mancanza di pubblico. I film restano nelle sale un paio di settimane, per poi essere sostituiti dai nuovi estrenos, e il pubblico non ha il tempo di scoprirli. E poi c’è una chiara difficoltá nel fare filtro: è quasi impossibile scegliere con tanta abbondanza, quattro nuove produzioni a settimana sembrano davvero troppe, anche per gli appassionati. E’ normale che la gente si stanchi e vada a vedere Spider-Man 3. La causa principale di questa sovrabbondanza sembrano essere i sussidi generosi dell’INCAA (Istituto Nacional de Cine y Artes Visuales), l’ente pubblico preposto a favorire e a sovvenzionare le produzioni locali. Molti film non nascono spinti da un’idea interessante, ma dall’unico motore della sovvenzione statale. Se mi passate la metafora sembra di vedere un documentario su un habitat naturale in cui l’uomo ha immesso una nuova specie (il filmus argentinus) che é diventato pericolosamente dominante, alterando così l’equilibrio naturale della zona. I migliori due minuti di Nueve Reinas: incorporato da Embedded Video

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Simpsonize me

A quanto ho capito in Italia dovrebbe uscire il 21 Settembre, ma qui siamo troppo piú avanti ed é giá nelle sale I Simpson – Il film. Nel caso Matt Groening ci chiamasse per un cameo, io e Laura siamo giá pronti, simpsonizzati.

simpsonizzati

Se avete voglia e tempo per cazzeggiare , questo é l’indirizzo giusto: http://simpsonizeme.com/

Una buona domanda

strapazzoE’ da qualche anno che mi gira per la testa una domanda da fare a Woody Allen. Oggi ho scoperto che nell’Aprile 1987 William E. Geist ha posto esattamente questa domanda a Allen in un’intervista per la revista Rolling Stone. Oltre alla domanda, anche la risposta mi lascia completamente soddisfatto.

Perché fai cosí tanti film? Non potresti farne meno e cosí realizzare lavori spettacolari che farebbero parte della storia del cinema? – No. Non vorrei fare quel tipo di film. Sarebbero cari e implicherebbero molto lavoro, e uno dovrebbe compromettersi emozionalmente per anni con lo stesso progetto. Preferisco di gran lunga fare film piú piccoli e farne molti. Non vedo la relazione tra dimensioni e grandezza. Se pensi ad alcuni di quei film complessi di Bergman. Lui girava quelle cose molto rapidamente, tipo in quattro, cinque settimane. E sono i migliori film del mondo, a mio modo di vedere. Io semplicemente faccio tutti i film che mi vengono in testa, piú velocemente possibile. E quando nella mia vita arriverá il momento di smettere di fare film, ne avró fatti una quantitá indefinita, e alcuni se ho fortuna saranna film molto buoni, e altri non lo saranno, e altri ancora saranno [solo] divertenti.