Le prossime elezioni presidenziali in Argentina sono previste per 28 Ottobre, ma la campagna elettorale é
iniziata da tempo. La moglie del Presidente uscente Nestor Kirchner, la Senatrice Cristina Fernandez de Kirchner, si appresta a vincere a mani basse. La forte crescita economica di questi ultimi anni e la mancanza di valide alternative sembrano spianare la strada a Cristina che giá viene ricevuta nei salotti buoni della politica internazionale come il prossimo Presidente della Repubblica. I mass media internazionali, a corto di idee originali e dominati dalla pigrizia che li contraddistingue quando si tratta di Sudamerica, continuano a proporre il parallelismo Cristina-Evita (Perón) oppure Cristina-Hilary (Clinton). Due situazioni ben distinte da quelle dell’attuale first lady, che tutto é meno una signora che ha vissuto all’ombra del marito. Giá senatrice da 8 anni quando il marito venne eletto Presidente nel 2003, la signora K dichiara che in quei giorni fu il partito a scegliere il candidato tra Nestor (ai tempi Governatore della provincia di Santa Cruz) e lei. Si tratta quindi di una signora bella ed elegante, ma dalla carriera politica importante e qualcuno insinua che fosse lei a stilare l’agenda politica del marito in questi anni di governo.

- "Cristina…dobbiamo parlare di ció che succederá se riesci a diventare presidente" - "Non ti preoccupare, nel freezer ti ho lasciato cotolette alla milanese per quattro anni"
Vignetta tratta da Pagina/12 del 26/05/07
Nonostante l’esito elettorale, che sembra francamente scontato, non sono certo giorni tranquilli per il Governo e per i Kirchner. Una serie di scandali legati ad episodi di corruzione o presunti tali, sta alzando la temperatura di questo rigido inverno porteño. E’ di qualche mese fa la scoperta di centinaia di fatture false emesse da uno dei leader mondiali della costruzione, la svedese Skanska, in favore di funzionari pubblici per aggiudicarsi appalti milionari. Il Ministro dell’Economia, Felisa Miceli, é stata allontanata dal suo incarico e sostituita perché nel bagno del suo ufficio (avete letto bene) é stata trovata una borsa con 60.000 dollari. La signora non sapeva spiegarne l’origine. Cosí grossolana da far pensare ad una imboscata, ma lo scandalo rimane. Sabato scorso, 4 Agosto, durante la visita del Presidente venezuelano, Hugo Chavez, il signor Guido Antonini Wilson, venezuelano, é stato bloccato all’aeroporto Jorge Newbery di Buenos Aires perché tentava di entrare nel Paese senza dichiarare 800.000 dollari che aveva nella valigia.
Il signor Wilson viaggiava in un aereo charter, con a bordo tre funzionari statali argentini, vicini al Ministro della pianificazione, Julio De Vido. In questi casi é normale che rotolino delle teste ed é toccato ad uno dei tre funzionari in questione, Claudio Uberti, dimesso. Uberti a suo tempo era stato proposto dal Ministro De Vido come ambasciatore a Caracas. Nel frattempo il signor Wilson, passaporto statunitense alla mano, ha lasciato il malloppo in aeroporto ed é partito il giorno dopo per Montevideo, lasciando l’Argentina senza che nessun giudice glielo impedisse. Il Governo si lmita a rimuovere i funzionari legati agli scandali, cercando di evitare che la propria immagine ne rimanga macchiata.
La domanda che si faceva qualche giorno fa il giornalista Fernando Gonzalez, del quotidiano Clarín, era questa: "quanti colpi puó sopportare il vantaggio che i sondaggi aggiudicano a Cristina Kirchner nei confronti dei suoi rivali dell’opposizione?". Ma la cosa che personalmente mi stupisce maggiormente é la nonchalance con cui la societá civile e i mezzi di informazione si lasciano scivolare addosso questi "casi". Che nascono appunto come situazioni esplosive che sembrano destinati a creare autentici terremoti politici, protraendosi per mesi o anni, ma che poi puntualmente rientrano nell’arco di qualche giorno per passare tranquillamente nel dimenticatoio. Qualsiasi assonanza o parallelismo che voi vediate con note vicende del nostro Bel Paese é da imputare solamente alla vostra mala fede e ai vostri preconcetti.