En esa rama del lago de Como…

Marco Caspani, lumbard del lago di como, é il visitatore numero 1 milione del Parco Nazionale Iguazú, 274 cascate mozzafiato nella provincia di Misiones. Clarín riporta la notizia. A me l’hanno raccontata amici che lavorano a Parques Nacionales e mi hanno confermato lo stupore del tano quando é arrivato al parco e ha scoperto che aveva diritto a ricchi premi e cotillon che non ha potuto godersi interamente perché il giorno dopo ripartiva per l’italia. Un milione di turisti sono davvero tanti per un parco argentino, é un sintomo del turismo che sta davvero tirando forte. Per una rapida conferma basta passeggiare per il microcentro di Buenos Aires ed entrare nei negozi, dove la lingua piú usata é il portuñol.

Foto Clarín

In autobus, a reglamento

Nel post sugli autobus ho dimenticato di raccontare una chicca. In argentina esiste una forma particolare di sciopero, chiamato "trabajar a reglamento", lavorare secondo il regolamento. Ció consiste in una forma light, a bassa intensitá, di sciopero-non sciopero, in cui i lavoratori eseguono il proprio lavoro, ma non collaborano con l’azienda: niente straordinari, niente servizi speciali, ecc. Il lavoratore si attiene strettamente al convenio sindacale e stop. Giá questo è degno di nota: una forma di protesta che consiste nel lavorare come teoricamente si dovrebbe lavorare sempre. E come lo applicano i nostri amici autisti di autobus porteños? Semplice, rispettano il regolamento: vanno alla velocità stabilita dal codice stradale, fermano in tutte le fermate, insomma creano forte disagio. I clienti imbestialiti si lamentano e chiedono la loro dose quotidiana di adrenalina.

Gli autobus a Baires

 

Prendere un autobus a Buenos Aires può essere impegnativo per uno straniero, ci sono tante piccole cose che rendono l’esperienza interessante per chi non è di queste parti. Il viaggio comincia con l’immancabile Guia T, un libricino di 200 pagine che all’inizio fa venire il mal di testa. Il sistema è a dir poco complicato, tanto che il buon Johan, svedese, lo indica tra i difetti principali della città. Si domanda giustamente se non esista un modo più semplice di spiegare l’itinerario delle circa 300 linee che percorrono la città. Qualcuno conosce la guida degli autobus di Londra o di New York? C’è addirittura chi pubblicato una guida alla guida, "step by step". Secondo me ci si deve solo prendere la mano e una volta che la si conosce è una compagna insostituibile. Sta di fatto che la frequenza degli autobus urbani è a dir poco stupefacente, passano ogni 3/5 minuti e spesso si vedono vari mezzi della stessa linea che intasano una via. Per esempio, secondo me la linea 63 viaggia solo in branco di due o tre esemplari. O arrivano in gruppo o niente. Poi, un classico, gli autisti si fermano al semaforo uno di fianco all’altro e si gridano dal finestrino cose tipo "Come si chiama quel biondino che avete in attacco? come fate a vincere con quello lì?". Altro fattore che magari un europeo non si aspetta sono le code diligenti e (a volte) lunghissime che si formano alle fermate degli autobus. Gli stereotipi sono duri a morire e trovandosi in America Latina uno si immagina milioni di porteños azzuffarsi per un posto a sedere. La realtà è che le code sono molto ordinate, anche se nel microcentro nelle ora di punta raggiungono lunghezze di un isolato o più. Dettaglio di costume: è bene lasciar salire le signore per prime. E’ un’abitudine che si sta perdendo ma che molti continuano a rispettare. Una volta in carrozza si apre un mondo. Il biglietto si fa sull’autobus, in una macchina che accetta solo monete, per cui se non hai monete devi cercarle PRIMA. Dettaglio questo che innalza clamorosamente l’acquisto di dolci nei kioscos vicini alle fermate. Chissà la percentuale di alfajores che si vendono a persone alla disperata ricerca di cambio. Gli autobus non sono gestiti da un’unica compagnia, la classica ATM italiana, ma ogni linea è di proprietà di diverse aziende private. Per questo alcune linee hanno autobus decisamente moderni e altre modelli improbabili. A questo si aggiunge che all’autista viene assegnato sempre lo stesso autobus e ciò gli permette infinite personalizzazioni: serie deluxe di specchi retrovisori, cornici rosse di peluche, luci e neon da discoteca, nomi delle figlie (dell’autista o di Maradona) scritte sul vetro posteriore, ecc.. Ma la cosa che a me stupisce quasi tutti i giorni è come guidano. E’ evidente che le compagnie esercitano una forte pressione sugli autisti perchè rispettino la regolarità dei viaggi. Capita spesso di ritrovarsi alla fermata dell’autobus con un "controllore" che in realtà controlla la frequenza dei mezzi della stessa linea. Tutto questo fa sì che gli autisti gudini COME I PAZZI. Il pericolo incomincia quando sali. Appena metti un piede sul gradino dell’autobus l’autista si sente autorizzato a chiudere la porta e a partire. Importantissimo agrapparsi alle apposite maniglie per non ricadere in strada. Lo stesso succede quando scendi: l’autista apre la porta ancora in corsa (come se uno si gettasse tipo Hazzard) e quando si ferma ti condece 3 secondi per scendere, dopodichè lui riparte. Non importa se tu hai solo messo un piede in terra, se sei anziano o incinta, lui va. Così succede che la signora Silvia, un’amica, è stata trascinata per un centinaio di metri, incastrata tra la porta e l’asfalto, in pieno centro di Buenos Aires. Una cosa positiva c’è: se tu per caso hai fretta allora l’autista diventa il tuo eroe. Va a mille all’ora, sorpassa le auto in viette cittadine, salta le fermate perchè è troppo impegnato a sorpassare altri autobus, cambia corsia senza preavviso. Insomma, fa tutte quelle cose che tu stai sognando (se hai fretta), ma che non osi nemmeno immaginare. Questo non succede con i taxi che invece vanno a passo di lumaca e che hanno come unica missione schiacciare i pedoni. La cosa più entusiasmante è il fatto che saltino le fermate: dovrebbe essere contro ogni principio etico dell’autobus, no? eppure è così. A volte sei fermo alla fermata e l’autobus arriva cosí veloce che non si ferma. Tu gli gridi "hijo de mil putas" e tutto finisce lì. Tanto tra 3 minuti ne passa un altro. A parte la prima, tutte le foto sono di altri autori, che potete conoscere cliccando direttamente sulla foto.

Benedetto futbol

É un po’ di tempo che qui non si parla di calcio, concediamoci un po’ di relax in questo clima elettorale.

I telecronisti argentini sono famosi in italia per l’interminabile “Goooooool” che gridano dopo ogni rete. Quello che magari non si sa é che in generale la telecronaca degli eventi sportivi é molto piú informale, rilassata e divertente. Aldilá della giusta professionalitá giornalistica non si spiega perché in italia (ma anche in inghilterra, in spagna) i telecronisti si impegnino a rendere monotono e grigio il racconto. Tanto é cosí che qui girano parodie dei nostri tristi telecronisti. Per darvi un esempio del fatto che “un’altra telecronaca é possibile” trovate qui il video di un servizio qualunque, di un mercoledí di champions league qualunque, di un telegiornale qualunque. Magari non capirete nulla, ma si intuisce che i toni sono diversi.

Amore e caffé

Sabato. Sono seduto in un bar. Leggo il giornale e “con la coda dell’orecchio” ascolto la conversazione delle due signore cinquantenni del tavolo vicino. Una delle due confida all’amica i suoi problemi di coppia. E lo fa con un tono di voce altissimo, che obbliga tutti i presenti ad ascoltarla. Appena si avvicina il camerire, anche lui cinquantenne, le due signore lo fermano. Vorranno ordinare qualcosa. Chiederanno il conto. Macché. Quella che soffre pene d’amore gli chiede a bruciapelo: “Scusi posso farle una domanda? lei che é un uomo magari mi puó aiutare. Ma come si fa a far capire ad un uomo che io lo amo? Lui é tanto bravo, ma ha un carattere terribile, intrattabile. Lei che cosa farebbe?”
Io rido sotto i baffi. Il cameriere invece, discreto, le risponde a bassa voce, rimanendo un quarto d’ora a dispensare consigli.

Questi porteños sono incredibili.

Nella foto il Bar Britanico, in una foto di ClixYou.

Un bel sogno

la plata

Tutto parte da un cartello all’ingresso de La Plata. Si promuove il progetto, giá realizzato, della costruzione di 798 case popolari. Il bambino in bicicletta vive in un posto da favola. incorporato da Embedded Video

YouTube Direktlinktext Aldilá della polemica nei confronti del cartello non voglio con questo criticare il progetto in sé, che mi sembra comunque importantissimo.