Ermafrotano
Fuori dall’italia Andrea é nome di donna. La vita da "el tano Andrea" in fondo é sopportabile. Ormai ci ho fatto il callo, dopo anni e anni di chiarimenti, sorprese, sorrisetti sarcastici. Le reazioni della gente quando dico il mio nome sono di tre tipi. Ci sono quelli che mi chiedono il passaporto tre volte e poi si scusano perché "davvero non sapevo che in italia fosse nome da uomo, scusi scusi". Quelli a cui non frega niente, come se gli avessi detto che mi chiamo " Tazzadercesso Tognin". E poi ci sono los entendidos, quelli che fanno segno di sí, che lo sanno, che Andrea Bocelli, che Andrea Pirlo, ecc…
Ma nessuno reagisce come reagivano in spagna. Quando dicevo il mio nome nessuno faceva commenti, continuavano la conversazione contrariati, ma decisi a far finta di niente, come se io avessi una caccola gigante che mi usciva dal naso. I migliori erano i telemarketer spagnoli, che nei loro fascicoli avevano "Doña Andrea" e continuavano imperterriti a chiamarmi Doña Andrea anche se io insistivo a chiarire che non ero una signora con la voce da scaricatore di porto ero davvero un esemplare di virile masculo italico. E loro niente "Va bene, va bene Doña Andrea, ma la vuola l’adsl o no?
Che poi…perché ridere dei nomi italiani quando l’uruguay ci regala un sacco di gioie?

