Ermafrotano

diario — 24 aprile 2009

Fuori dall’italia Andrea é nome di donna. La vita da "el tano Andrea"  in fondo é sopportabile. Ormai ci ho fatto il callo, dopo anni e anni di chiarimenti, sorprese, sorrisetti sarcastici. Le reazioni della gente quando dico il mio nome sono di tre tipi. Ci sono quelli che mi chiedono il passaporto tre volte e poi si scusano perché "davvero non sapevo che in italia fosse nome da uomo, scusi scusi". Quelli a cui non frega niente, come se gli avessi detto che mi chiamo " Tazzadercesso Tognin". E poi ci sono los entendidos, quelli che fanno segno di sí, che lo sanno, che Andrea Bocelli, che Andrea Pirlo, ecc… 

Ma nessuno reagisce come reagivano in spagna. Quando dicevo il mio nome nessuno faceva commenti, continuavano la conversazione contrariati, ma decisi a far finta di niente, come se io avessi una caccola gigante che mi usciva dal naso. I migliori erano i telemarketer spagnoli, che nei loro fascicoli avevano "Doña Andrea" e continuavano imperterriti a chiamarmi Doña Andrea anche se io insistivo a chiarire che non ero una signora con la voce da scaricatore di porto ero davvero un esemplare di virile masculo italico.  E loro niente "Va bene, va bene Doña Andrea, ma la vuola l’adsl o no? 

 

Che poi…perché ridere dei nomi italiani quando l’uruguay ci regala  un sacco di gioie?

 

Asilo politico in 6 mosse

diario — 14 aprile 2009

Nei commenti ad un post-confessione un po’ caustico di qualche giorno fa Tincho mi chiede giustamente di dire anche cosa mi piace. Non mi tiro indietro:

Capusotto e il Negro Fontanarrosa mi fanno ridere SEMPRE. Mi fa ridere anche Peretti e il suo personaggio Emilio Ravenna, nel miglior telefilm argentino di sempre, Los Simuladores.

Ascoltavo los Fabulosos Cadillacs giá una decina di anni fa, ai tempi dell’universitá, e penso che Calaveras y Diablitos sia la miglior canzone rocksteady di tutti i tempi, altro che Jamaica. Sono contento che la scena reggae in argentina sia viva, vivissima e che al supermercato si possa sentire molto piú che pop.

Non ne vado molto orgoglioso e non lo confermerei neanche sotto tortura, ma non mi dispiace Andres Calamaro, anche se azzecca una canzone ogni tre album e, come dicono i miei amici spagnoli, "es un pavo".

Non ascolto rock in generale, ma so che in argentina questa é una specie di bestemmia, per cui scelgo un gruppo, Los Ratones Paranoicos. Un paio di anni fa eravamo sulla costa e siamo stati risucchiati come i topi del pifferaio magico. Dal vivo, da lontano, si sentiva il riff di chitarra di Isabel

Mi piace il folklore argentino. Mi rendo conto da solo di essere anacronistico, ma una buona zamba arriva a toccarmi le corde piú profonde.

Mi riempie di orgoglio per l’umanitá e per questo paese quando vedo le interviste di TVE a Atahualpa Yupanqui e a Julio Cortazar, uomini immensi.

…..

Per evitare il commento lapidario e viscerale "e chi se ne frega" ho messo i link, cosí chi non li conosce si gode qualche chicca.

Autoespulsione in sei mosse

diario — 6 aprile 2009

Roberto Pettinato non mi fa ridere MAI.
Nonostante una decina di tentativi non riesco a trovare orecchiabili le canzoni di Sumo.
Non riesco ad ascoltare Soda Stereo, Spinetta e Fito Peaz per piú di trenta secondi, repulsione.
Mi succede la stessa cosa con Charly Garcia e la sua apparizione qualche giorno fa a Lujan mi é sembrata un po’ patetica.
Non mi entusiasma il tango (eufemismo).

Devo lasciare il paese subito o mi lasciate il tempo di fare una valigia veloce veloce?

Tutto sotto controllo, ah ah

diario — 25 marzo 2009

Ritorno dopo una settimana per ringraziarvi tutti. Grazie a tutti quelli che hanno commentato, a quelli che hanno scritto email, a quelli che hanno mandato messaggi via facebook, ma soprattutto grazie a quelli che hanno spedito buste con dentro 100 euro.

In questa settimana di levatrici, ginecologi, infermiere, nurse, puericultrici si é confermato per l’ennesima volta l’altissimo livello umano di questo paese. Si trattava di sanitá privata, sia chiaro, ma sono convinto che certe cose vadano aldilá delle tariffe: abbiamo trovato persone preparate, attente, sensibili, sempre disponibili a dedicarci mezz’ora per davvero, col cuore.

Concludo questa settimana frenetica citando un amico che in un’email mi salutava con un perentorio: Viva l’Argentina, viva Santiago, viva Maradona. Non so bene con quale ritmo, ma il blog riapre i battenti.

Otro tano más

diario — 18 marzo 2009

Ieri alle 18,30 locali é nato Santiago. Pesa 2 chili e mezzo, é piccolissimo, ma sta benone. Grazie a dio assomiglia tutto alla mamma. Come potete immaginare siamo strafelici.

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