Victoria ha quindici mesi. Padre friulano e madre venezuelana, cresce in quel di Buenos Aires. Ha poche parole nel suo vocabolario, peró quando pesca i fiori con la sua canna da pesca a calamita sorride e dice "TAAC", come il miglior Artemio.
Domenica suona Manu Chao. Venerdí e sabato suona la Chicana (tango) al Tasso. Ma venerdí c’é anche il cinema all’aperto alla ESMA. Come si fa…
Come mai questa agenda culturale cosí soffocante? il dottore dice che tra una decina di giorni é in arrivo il pargolo della famiglia e per un po’ di mesi mi sa che saremo in altre faccende affacendati. Siamo come due che passeggiano e conversano in montagna, rilassati, senza peró aver notato la valanga che sta arrivando alle loro spalle. Insomma, siamo tranquilli, ma per pura incoscienza.
Conversazione davanti alla tv con Camilo, 4 anni:
Camilo: Ese quien es?
Tanoka: Popeye
Camilo: Que está comiendo?
Tanoka: Espinacas
Camilo: Porque?
Tanoka: Para ser más fuerte
Camilo: Imposible, para ser más fuerte hay que comer chorizo .
Ieri notte ho fatto un sogno. Mi trovavo in una banca italiana, precisamente ad Alessandria, e lavoravo allo sportello. Ero insieme ad altri due compagni di liceo (Alessandro S. e Silvia L, per gli amici e conoscenti) e stavamo facendo un progetto di praticantato post-laurea. Silvia usciva alle 14, Alessandro alle 17 e io restavo lí. Chiedevo spiegazioni al capo e mi veniva detto che io avevo vinto il turno dalle 10 alle 19, che culo. Poi arrivava il momento di lasciare il lavoro e io con sollievo uscivo in strada, in una piazza piena di sole (Alessandria onirica) e mi dicevo "Certo, non mi va l’idea di lavorare in banca, non c’entra niente con il mio modo di essere…peró. Peró é un lavoro semplice semplice, senza impegni, sedici stipendi l’anno, mica male".
Poi mi sono svegliato e il mio primo pensiero razionale é stato "Fiuu, che sollievo, non lavoreró mai in banca…perché….perché…vivo in Argentina".
Difficile scrivere qualcosa sull’argentina in questi giorni, anche se ce ne sarebbe da dire, visto che iniziano il campionato e il carnevale. Difficile anche scrivere qualcosa sull’italia senza entrare nella situazione ormai ritrita e antipatica dell’italiano all’estero che si vergogna dell’italia. Non mi vergogno, sono solo incazzato nero.