Forte del potere convocatorio del blog, che in passato ha dato ottimi risultati, riprovo ad utilizzarlo per mere motivazioni calcistiche. Nei commenti ad un post di qualche giorno fa si è scatenata un’irrefrenabile voglia di calcetto. Allora, smettetela di leggere in silenzio e vediamo se riusciamo ad organizzare una squadretta tana da piazzare sul mercato del papi futbol. L’impresa è ardua, visto che ci vorranno almeno una quandicia di persone, tra titolari e riserve del caso, ma provarci è gratis.
Se siete timidi e non volete lasciare commenti sapete che l’indirizzo email è sempre lo stesso: tanoka[chiocciola]tanoka.net
Papi futbol non c’entra niente con Berlusconi
Palazzo
Gli ultimi due acquisti importanti del calcio italiano in argentina (Jesus Datolo e German Denis, entrambi al Napoli) sono stati due buchi nell’acqua. Giocatori sopravvalutati e sopra-pagati. Volevo scriverlo prima che partissero da qui, ma poi mi sono morso la lingua…che gliene frega ai napoletani dell’opinione di tanoka…
Spinto però dall’entusiasmo delle profezie avverate mi azzardo a dire che Rodrigo Palacio, neoacquisto del Genoa, è un gran bel giocatore e in italia può far bene. In questi anni al Boca Palacio è stato una delle colonne della squadra, insieme all’inossidabile Martin Palermo. E 53 su 126 presenze sono una media di tutto rispetto per un attaccante esterno.
Tanto sappiamo già come finisce, poi lo vendono all’Inter…
Vamos los azzurris
Lo Sportivo Italiano ha battuto 2 a 1 il Flandria (che sembra un nome inventato) ed è salito in serie B. Un motivo in più per realizzare un’idea che mi gira in testa da tempo: i lettori di tanoka.net in gita a vedere lo Sportivo. Appena ricomincia il campionato ne riparliamo!
State alti
Questa sera la seleccion del Diego gioca contro la Bolivia per le qualificazioni ai mondiali. Come sempre quando si gioca a La Paz il vero protagonista é il terrore di "apunarse", il malessere dovuto all’altitudine. Su Bolivia-Argentina ci sono un sacco di storie da epica del calcio, di quelle storie che vanno aldilá del rettangolo verde, come la Seleccion Fantasma allenata da Omar Sivori nel 1973 o la pantomima di Julio Cruz "El Jardinero" nel 1997. Que bochorno.
Siccome che
Mi sta prendendo una preoccupante e spero passeggera inflessione romanesca. Soprattutto quando scherzo la butto spesso in caciara, una specie di Mario Brega del Rio de La Plata. Visto che non sto frequentando nessun romano ho cercato di scoprire la causa di questa virata burina e mi sono reso conto che é tutta colpa di quell’infamone di Picchio de Sisti, che ha il ruolo di protagonista nel programma di Rai International "La giostra dei gol". Il programma che voi vi perdete, la versione televisiva di "Tutto il calcio minuto per minuto", con rimbalzi sui campi dove fanno i gol. De Sisti deve pensare che tanto il programma va per gli italiani di terza generazione che vivono in Australia o negli Stati Uniti e si rilassa, dicendo tranquillamente "Mourinho sta a prova’ tutte le alternative, ma ‘a squadra nu je risponne".
Boca campeón
La finestra é aperta e dalla strada si sentono i caroselli e i petardi dei popolo xeneise. Questa sera l’ultima partita del triangolare, Boca-Tigre (che sembra un nuovo augurio scaramantico) é finita 0 a 1, ma per la differenza reti nelle tre partite Boca é campeón.
Per descrivere la tensione della partita basta un minuto, il 22esimo del secondo tempo: palla alta in area e il portiere del Boca, Javier García, rimane inchiodato a terra, papera, gol di testa di Lazzaro che riaccende le speranze di Tigre. A quel punto García entra nel panico, ricorda l’errore della precedente partita con San Lorenzo (gol in mezzo alle gambe) e comincia a piangere tenendosi la testa tra i guantoni. L’allenatore capisce che non ce la fa e lo cambia due minuti dopo. Entra il debuttante Josué Ayala, mossa azzeccata, non succede piú nulla fino alla fine.
Sparale grosse
Il triangolo sí
Aggiornamento calcistico. Nell’ultima giornata del campionato hanno vinto tutti e tre i pretendenti al titolo: Tigre, San Lorenzo e Boca (con due gol di Lucho Figueroa). Adesso si gioca un triangolare, una specie di Trofeo Birra Moretti, piú lungo:
Miércoles 17: Tigre-San Lorenzo, a las 18.30, en Vélez
Sábado 20: San Lorenzo-Boca, a las 18.30, en Racing
Martes 23: Boca-Tigre, a las 21.30, en Racing
Qui in casa si tifa Tigre perché i piú piccoli ci stanno simpatici.
Cosí come ci stanno simpatici i lanciatori di scarpe, siam fatti cosí.
Por una cabeza
In questo paese dove i giornalisti sportivi sembrano essersi formati alle migliori scuole del gossip e della dietrologia. Qui dove l’atleta deve passare tutta la settimana a smentire rapporti di amicizia o inamicizia con tizio e con caio. Qui dove l’intelligence dei cronisti calcistici assume livelli cosí seri e seriosi da cadere spesso e volentieri nel ridicolo. Proprio qui il destino ha deciso di regalarci un campionato di calcio che si decide all’ultima giornata con tre squadre a pari merito.
Scelte importanti
Dovendo giá sobbarcarmi un destino da gobbo, tradizionalmente predestinato a dominare in italia e in europa, continua la mia ricerca di una umile e modesta squadra argentina, cui dedicare le mie simpatie. Sará la necessitá di un bagno di umiltá o forse la tipica sindrome eccentrica dello straniero che decide di diventare tifosissimo di una squadra di C2 del paese dove sta vivendo. Non lo so, ma non prendo neanche in considerazione la possibilitá di scegliere tra Boca e River. Questa cittá ha la fortuna di metterti a disposizione decine di stadi, decine di squadre con tifoserie storiche, tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Cerco quello.
Per un po’ ho pensato che Chacarita Juniors fosse una buona opzione. La squadra del quartiere potrebbe essere l’ideale: los funebreros, per via del cimitero. Due punti negativi. Primo: ormai Chaca gioca a San Martin, un quartiere subito fuori Buenos Aires. Secondo: la squadra rivale del Chacarita é Atlanta, anche lei del quartiere. Atlanta é storicamente la squadra della comunitá ebraica porteña. Per riflesso il tifo del Chacarita negli anni ha preso una certa connotazione antisemita che non mi sta per nulla simpatica. Storico il derby con lancio di saponette. Mmm, in curva con nazisti la vedo dura…
Oggi sono passato davanti allo stadio del Ferro, nome completo Ferro Carril Oeste, e anche lí ci ho fatto un pensierino. Nella porta d’ingresso mancava solo la dicitura "Lasciate ogni speranza o voi che entrate". Lo stadio é l’unico di Buenos Aires a non aver mai cambiato sede, da quando ha aperto i battenti, nel 1905. Tribune in lamiera e legno, forma parabolica. Perfetto. Ferro gioca a Caballito, vicino a casa e ho un amico che va allo stadio, con suo figlio, 3 anni, tifoso sfegatato.
Una foto scattata oggi all’ingresso 4:
L’arbitro fischi, che é meglio
Oggi un giornalista chiedeva al polemico Pablo Lunati, arbitro della partita di ieri Boca-Racing de Avellaneda, che cosa pensava delle ultime dichiarazioni del portiere del Boca, Migliore. E l’arbitro rispondeva: "No, non voglio dire niente perché ho un ottimo rapporto con Migliore".
Per tutti coloro che pensano che in italia gli arbitri dovrebbero essere liberi di rilasciare dichiarazioni e di rispondere alle domande dei giornalisti: ripensateci. Qui gli arbitri non hanno nessun divieto da parte della federazione e passano tutto il lunedí alla radio ad analizzare le proprie prestazioni. La situazione é antipatica, artificiale, scomoda. L’arbitro diventa un personaggio famoso, pubblico, con tutti i problemi di egocentrismo che questo puó provocare. Se giá pensate che le polemiche create dalla moviola domenicale siano eccessive potete immaginare che cosa sarebbe il calcio in italia se il lunedí l’arbitro rispondesse alla moviola? No, é troppo.
o Geómetra
Briatore cambia l’allenatore del Queens Parck Rangers e si regala l’unico vero idolo calcistico che io abbia mai avuto. Le signore inglesi, appassionate di calcio e non, ringraziano.
Todo tranqui
Domani Maradona debutta in Scozia come allenatore della nazionale. A poche ore dalla partita arriva la notizia che Giannina, una delle due figlie di Diego, sta avendo qualche problema durante la gravidanza e per precauzione é stata ricoverata. Il futuro padre, il Kun Aguero, lascia il ritiro e torna a Madrid per stare vicino alla propria compagna. Maradona si chiude in stanza costernato. Suspence, ulteriore pressione. Niente nella vita di Maradona puó filare liscio senza sorprese.
Domani la partita é alle 18, ora dell’est del paese (!). Meno male che la partita si gioca in Scozia, non oso immaginare la pressione se si giocasse qui.
Maradó
el napoli puntero…
maradona en la selección…
inflación y jubilación estatal…
vuelven los 80!!!!
Nonostante l’ironia dei post precedenti io ci credevo e sono contento: Maradona prossimo ct dell’Argentina, insieme a Carlos Salvador Bilardo che ne fará le veci. Sono contento perché questo é un paese che ogni settimana ti regala una sorpresa, non ci si annoia mai.
Non voglio buttarla in politica, ma questo é il miglior momento per Maradona ct. Cristina e Diego, Diego e Cristina, due bocche da fuoco, due geni della retorica, due roccaforti dell’antimperialismo. Ho letto che l’incarico era stato offerto anche a Benicio Del Toro, che in questi giorni é a Buenos Aires per promuovere il suo film sul Che. Hanno fatto un sondaggio con Ciccio di Nonna Papera, ma niente da fare, era il momento del pibe de oro.
Compro pop-corn e mi siedo davanti alla tv, fino ai mondiali di Sud Africa 2010 lo spettacolo é assicurato.
Obama chi?
Siamo in piena campagna elettorale, calle Alvarez Thomas, Buenos Aires
Nonostante stia gettando il cuore oltre l’ostacolo sembra che Maradona dovrá capitolare, el vicerey si avvicina…
Ma chi si crede di essere, Maradona?

Maradona in questi giorni sembra un mix tra Che Guevara e Mercedes Sosa
Non é passata neanche una settimana da quando Alfio "Coco" Basile ha lasciato la panchina della selección e si sprecano le speculazioni e i sondaggi per definire chi sará il suo successore. Il favorito sembra essere Carlos Bianchi, il viceré, ex allenatore del Boca, della Roma, ma soprattutto del Velez ammazzaMilan. Gli altri candidati sono Sergio Batista (allenatore della nazionale olimpica), Miguel A. Russo (San Lorenzo), Diego Simeone (River Plate) e come sempre Diego Armando Maradona. Com’era giá successo prima delle olimpiadi el pelusa fa pressioni su tutti i media per difendere la propria candidatura. Ci crede, ci crede forte, "No me voy a bajar".
E la gente cosa dice? Molti scrollano la testa, pensano alla vita sregolata del pibe de oro, e dicono "ma come si fa a pensare a Maradona come allenatore della nazionale? Lo sa che dovrebbe svegliarsi presto la mattina?". Altri invece credono che solo la figura di Diego potrebbe far scendere sulla terra le stelle argentine tipo Messi & Co. Ha smesso di giocare nel 97, ma Maradona risveglia sempre sentimenti profondi, e divide. Io lo vedrei bene in nazionale, ma con la maglietta numero 10, al posto de el mudo Riquelme.
Da gobbo d’oltreceano é stata una grande giornata, non posso nasconderlo. Non so se godo di piú per la nostra vittoria o perché ha perso il Real Madrid, le solite facce simpatiche.
Vamo scile ueon!
Qualche sera fa un amico argentino chiedeva ad una tavolata intera: "Se doveste scegliere tra perdere una finale di coppa del mondo contro il brasile o contro il cile voi che cosa preferireste?"
E tutti in coro "Brasile!!".
Sí - é stato il commento lapidario – brasil es brasil, pero chile es el enemigo.
Pensa te, e io che non lo sapevo…
Bella premessa per la partita di questa sera, Cile-Argentina a Santiago. Il Cile non batte l’argentina da 35 anni. A rendere interessante l’incontro é piú che altro il fatto che sulla panchina cilena sieda un argentino, Marcelo Bielsa. Sulla panchina argentina invece c’é un vecchio, Coco Basile, che a me ricorda tristemente Cesarone Maldini.
Boquita

Foto InfoBae
Javier García, Julio Barroso, Ezequiel Muñóz, Juan Forlín, Carlos Fondacaro, Cristian Chávez, Alvaro González, Neri Cardozo (Damián Díaz, 83), Leandro Gracián, Jonatan Philip (Ricardo Noir, 72) y Pablo Mouche (Nicolás Gaitán, 80).
Sono dei ragazzini. É la formazione del Boca Juniors che ieri sera ha rifilato un 4 a 0 ai campioni in carica della Copa Libertadores, gli ecuadoriani della Liga Deportiva Universitaria de Quito. Si giocava la coppa Sudamericana, una coppa minore, e cosí sono finiti in campo i giocatori delle giovanili. Segnatevi i loro nomi, tra qualche anno giocheranno tutti nell’Inter.
p.s. Per gli appassionati di architettura/folklore/kitsch oggi i giornali hanno parlato anche dell’hotel del Boca. Dicono che si sono ispirati alle gambetas di Maradona e ai passi del tango.
Il ritorno del Principe

Occhio al nome dell’agenzia che ha fatto la foto: Tanopress. Niente photoshop
Un assist di petto per il primo gol, un rigore procurato e poi trasformato. Il ritorno di Diego Milito al calcio italiano nel 2 a 0 del Genoa contro il Milan ha il sapore del trionfo. Il principe che torna a casa dopo tre anni. Visto da qui, con i commentatori argentini che gridano Goooooooooooooooooooooooooool e tutto uno stadio italiano che ritorna a cantare "Diego, Diego, Diego" fa venire un po’ di brividi anche ad un gobbo.
L’ironia della sorte del burrito
Ariel “el burrito” Ortega lascia il River Plate. L’ennesima ricaduta alcolica, un incidente stradale senza conseguenze, la goccia che fa traboccare il vaso, Ortega deve lasciare il club. In questi giorni si parlava di un suo possibile trasferimento all’Al Ain, squadra degli Emirati Arabi. E io pensavo:”bene, meglio di Maradona e di Charly Garcia, Orteguita si é scelto una clinica come si deve per disintossicarsi dall’alcol: un paese mussulmano”. E invece no, la notizia di oggi é che El Burrito giocherá nella serie B argentina, con l’independiente Rivadavia, squadra di Mendoza…la terra del vino.














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