Potrero mon amour

potrero chacarita, futbol argentina

Domenica sono rimasto una buona mezz’ora a guardare questa partitaccia. Si giocava nei giardini davanti al cimitero de la Chacarita, a due passi da casa. I giocatori, a mo’ di nani da giardino, erano sparsi per il parco. Facevano parte del terreno di gioco 6 alberi, due pali della luce e la montagna di terra che vedete al centro nell’immagine. Praticamente un campo da golf con PAR 3.
Io guardavo rapito dalle solite due sensazioni, stupore e invidia. Amarcord quando, bambino nella lontana e amata Cascinagrossa, si aspettava con ansia che gli adulti tornassero dal lavoro per scatenare memorabili partite nella piazza del paese. Anche lí c’erano gli ostacoli naturali: alberi, i soliti due pali della luce e il mastodontico monumento ai caduti della prima guerra mondiale, con recinto. Valeva tutto.

E cosí, spulciando tra le foto fatte in questo primo anno argentino, mi sono reso conto che incoscientemente sono rapito da los potreros, i campetti che hanno partorito  Maradona, Messi & Co.

        

  http://www.flickr.com/photos/tanoka/1959984958/      

 Il libro di Eduardo Galeano "El fubol al sol y sombra" (assolutamente da leggere, qui un estratto) incomincia con questa dedica:
"Las páginas que siguen están dedicadas a aquellos niños que una vez, hace años, se cruzaron conmigo en Calella de la Costa. Venían de jugar fútbol, y cantaban: Ganamos, perdimos, igual nos divertimos".

Ritorna il futbol argentino

Il fine settimana appena trascorso ha preso il via il torneo di Clausura 2008. Rispetto alla situazione tragica descritta qualche mese fa, il campionato inizia con qualche motivo di interesse in più.

El cholo Simeone siede sulla panchina del River Plate. Dopo la rinuncia di Ramòn Diaz, che rimane al San Lorenzo, Simeone proverà a ripetere la vittoria ottenuta come DT dell’Estudiantes de La Plata nell’Apertura 2006. Sarà dura, vista la qualità dei giocatori a disposizione. River ha poi problemi molto seri di ordine pubblico, deve tenere a bada la guerra intestina tra i suoi barra bravas

Nestor Sensini ha preso il posto di Simeone come tecnico dell’Estudiantes. Allenerà una delle poche stelle del campionato, la brujita Veròn.

Juan Romàn Riquelme gioca e incanta nel Boca Juniors, dietro una coppia di attaccanti che, per quanto criticabili, sono di livello internazionale: Palermo-Palacio. È partito per Valencia Éver Banega, ma non se ne sente molto la mancanza.

Ma la chicca di questo clausura è il ritorno in patria di Andrès D’Alessandro, tornato per giocare nelle file del San Lorenzo de Almagro. L’ex bambino prodigio del calcio argentino ha avuto una delle carriere più deludenti della storia. È partito per l’europa a 21 anni per giocare in Germania, al Wolfsburg, per poi passare al Portsmouth e da lì al Zaragoza. Sempre senza brillare. Alla tenera età di 27 anni è già di ritorno. Pupillo dei tifosi del River recentemente ha dichiarato che se dipendesse da lui giocherebbe per los millonarios, ma evidentemente sono stati più solidi gli argomenti del San Lorenzo e del suo tifoso ex machina, Marcelo Tinelli, stella incontrastata del panorama televisivo nazionale.

Futbol callejero, quello vero

Sotto casa, in una piazzetta della calle Céspedes, fanno la pausa pranzo cosí. Due cose da sottolineare: lo spirito olimpico che pervade il tutto (si pestano come fabbri e minacciano di andarsene se non gli viene concesso un rigore) e la porta che vedete sullo sfondo che dá sulla strada (immagino che il il gol valga doppio se si riesce anche a distruggere la portiera o il finestrino di qualche auto di passaggio).

Non credete alle facili idealizzazioni romantiche made in Gazzetta, questo é il futbol callejero.

Calcio argentino, croce e delizia

Domenica si gioca l’ultima giornata del campionato di primera división, torneo de apertura. Dopo i risultati di ieri le uniche due squadre che hanno la possibilitá di aggiudicarsi il titolo sono el Club Atlético Lanús (37 punti) e il Club Atlético Tigre (34). Entrambe le squadre non hanno mai vinto un campionato nella loro storia e Tigre é addirittura una neopromossa. Ecco le note liete del calcio argentino moderno, lo strapotere di River e Boca per il momento é offuscato dalla riscossa dei club "minori". Gli ultimi due tornei se li sono infatti aggiudicati Estudiantes de La Plata (Apertura 06/07) e San Lorenzo (Clausura 06/07). Per trovare l’ultima vittoria della coppia storica del calcio argentino dobbiamo risalire alla clausura 05/06, vinta da Boca. Possiamo vedere in queste sorprese una democratizzazione del calcio moderno e addirittura possiamo auspicare che succeda nei campionati europei, schiavi del juveintermilan, madridbarcelona, manchesterarsenalchelsea. Se poi uno é tano non puó che rallegrarsi della prossima verosimile vittoria del Lanús, localitá del conourbano bonaerense ad altissima immigrazione italiana. In realtá c’é ben poco da stare allegri. Questo alternarsi continuo é frutto della povertá conclamata del calcio argentino moderno. Sia le grandi che le piccole squadre non riescono a costruire un gruppo di giocatori che restino nel club qualche anno. La cassa chiama e i giocatori vengono venduti al miglior offerente. Qualcuno obbietterá: "ma é sempre accaduto, no?". Sí, é sempre successo, il calcio argentino, come quello brasiliano, sono sempre state industrie d’esportazione. Il fatto é che il momento economico (cambio peso-dollaro-euro) e la situazione contabile pressoché fallimentaria dei club argentini ha aggravato la situazione. Prima i giocatori si affermavano in patria e poi partivano per l’europa, dopo i vent’anni. E soprattutto, partivano solo i giocatori di qualitá (o quasi, vero Hugo Maradona?). Oggi le cose sono cambiate, il cambio favorisce i club di tutto il mondo, che vengono in argentina e comprano tutti: bravi, meno bravi, giovani, vecchi. Non si esporta piú solo in italia, spagna, inghilterra e francia. Vere colonie di argentini giocano in grecia, in russia, in bulgaria, a malta. Ci sono giocatori argentini in vietnam, in marocco e in tutte le serie minori spagnole. Li troviamo persino nell’Eccellenza italiana. Esiste anche chi si é preso la briga di fare una lista mondiale. I giocatori dell’under 20 argentina giocano quasi tutti all’estero, pochi qui hanno avuto la possibilitá di vederli giocare. Maxi Moralez gioca in russia, nel FC Mosca, insieme a Maxi Lopez, mentre Ángel Di Maria gioca in portogallo nel Benfica. L’ex-promessa del calcio argentino, Fernando Cavenaghi, gioca in francia, nel Bordeaux e quando é stato venduto al Real Madrid Fernando Gago aveva 20 anni e aveva giocato solo un paio d’anni con la prima squadra del Boca. Per non parlare del giro del mondo che hanno fatto Carlitos Tévez e Javier Mascherano prima di approdare a due squadre decenti. Il risultato? In argentina sono rimasti solo gli avanzi degli avanzi e i bambini delle elementari. Le partite del campionato locale sono noiosissime, ma questa é un’opinione personale. Almeno prima rimaneva la speranza di aspettare. Si aspettava che le grandi glorie a fine carriera ritornassero in argentina a giocare un paio d’anni prima di appendere le scarpe al chiodo. E invece no, oggi se ne vanno a svernare in messico, dovre offrono piú soldi. Va beh, bisognerá accontentarsi di Riquelme, che oggi é tornato a buenos aires e sta per firmare con il Boca. In questa landa desolata non ci resta che lui. E la televisione per vedere la Champions league.

Foto lanacion.com

UPDATE 2/12/07: Come anticipato il campionato é stato vinto dal Lanús, che ha festeggiato tutta la notte la vittoria del suo primo scudetto.

La gent blaugrana

Posto qui una brillante e-mail di un amico che per sua croce e delizia vive a Barcellona, a stretto contatto con quel popolo meraviglioso che sono els catalans.

Foto JORDI COTRINA, ElPeriodico.com

Considerazione sulla tifoseria del FC Barcelona, la gent blaugrana.

Mi ripetono spesso che trovano giusto che la possibilitá di vedere il Barça dal vivo sia privilegio esclusivo di soci e ricchi, che possono permettersi di pagare 4/5 cento euro per un biglietto en la reventa. Dicono che il Barça, in quanto mes que un club, merita sempre uno stadio pieno di gente che lo ama, non turisti o semplici appassionati.
E soprattutto catalani.

Ora, mercoledì sera 7.000 (settemila) soci del Futbol Club Barcelona, hanno rivenduto i biglietti a tifosi scozzesi, che infatti occupavano larghe parti di settori non destinati a loro.

Allora forse sarebbe meglio un pó di ricambio, e magari assieme a qualche turista arriva anche il supertifoso della vita da Sevilla che porta per la prima volta il figlio al Camp Nou e non venderebbe il biglietto nemmeno sotto minaccia armata.

Ma probabilmente non é questo il punto. É che cosí la reventa la fanno loro, e non i bagarini.

E se l’essere socio del Barça con asiento al Estadi puó sembrare caro, (tra mille e duemila euro l’anno per i posti di medio livello), in realtá quello che acquisti é un biglietto fisso per tutte le partite dell’anno, coppe europee comprese visto che c’é sempre diritto di prelazione.

Quindi, basta venderne sei o sette a 2/3 cento euro ed ecco che giá cominci a guadagnare.Poi c’é il Real Madrid, e lí non ci sono limiti.

Insomma, per molti dei suoi soci alla fine il Futbol Club Barcelona, mes que un club, es un negoci.

Foto Jordi Cotrina, elperiodico.com

Benedetto futbol

É un po’ di tempo che qui non si parla di calcio, concediamoci un po’ di relax in questo clima elettorale.

I telecronisti argentini sono famosi in italia per l’interminabile “Goooooool” che gridano dopo ogni rete. Quello che magari non si sa é che in generale la telecronaca degli eventi sportivi é molto piú informale, rilassata e divertente. Aldilá della giusta professionalitá giornalistica non si spiega perché in italia (ma anche in inghilterra, in spagna) i telecronisti si impegnino a rendere monotono e grigio il racconto. Tanto é cosí che qui girano parodie dei nostri tristi telecronisti. Per darvi un esempio del fatto che “un’altra telecronaca é possibile” trovate qui il video di un servizio qualunque, di un mercoledí di champions league qualunque, di un telegiornale qualunque. Magari non capirete nulla, ma si intuisce che i toni sono diversi.

Bentornati, al nostro posto

alnostroposto

Lost in translation

"Prefiero la de la p… de tu hermana" Anche i mass-media argentini hanno dato spazio al notizione del giorno: Materazzi ha finalmente confessato a TV Sorrisi e Canzoni (?!) la frase che circa un anno fa trasformó Zizou in un ariete assetato di vendetta. Materazzi ha anche dichiarato "He aprendido de mis errores y de ciertos excesos del pasado, pedí perdón y ahora soy más maduro". Sará…

Bicho colorado 3 – Xeneizes 2

Oggi con Laura siamo stati allo stadio a vedere Argentinos Juniors – Boca. Risultato finale 3 a 2. Il soprannome della squadra padrone di casa é el bicho colorado, l’insetto rosso. Argentinos Juniors é definito anche il semillero del mundo, il vivaio del mondo, visto che dal suo settore giovanile sono passati giocatori tipo Diego Armando Maradona, Juan Román Riquelme, Juan Pablo Sorín, Esteban Cambiasso, Fabricio Coloccini, Fernando Redondo. Lo stadio, manco a dirlo, si chiama Diego Armando Maradona e il suo perimetro é tappezzato di murles, che abbiamo immortalato in questa foto (usate lo scrolling orizzontale). É stato divertente, nonostante il freddo. Stiamo pensando di farci il giro di tutti gli stadi del paese.

Barrilete cósmico, de que planeta viniste?

Almeno in teoria questo non vorrebe essere un blog di calcio, peró esistono fatti legati ad eventi sportivi che trascendono il momento agonistico e la competizione. Ne é sicuramente un esempio il gol di Maradona segnato all’Inghilterra nel mondiale del 1986 in Messico. Il gol era stato preceduto dalla celebre mano de Dios ed é stato definito da molti il gol piú bello di tutti i tempi, il gol del secolo. Lo so, lo abbiamo giá visto tutti, in tutte le salse. Io lo ripropongo per sottolineare il commento del locutor Victor Hugo Morales. Ho inserito i sottotitoli in italiano al video (giá sottotitolato). Il suo entusiasmo é contagioso, emozionante a tal punto che anche coloro che non amano il calcio normalmente spendono una lacrimuccia. Se poi sono argentini piangono a dirotto. A chi pensa di catalogare frettolosamente il giornalista come "un esaltato" ricordo che quattro anni prima Inghilterra e Argentina avevano giocato su ben altri campetti la partita Falklands-Malvinas. incorporato da Embedded Video

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Boca padrone dell’America

Fredda cronaca. Niente soprese. Dopo il 3-0 dell’andata giocato alla Bombonera, Boca Juniors supera il Gremio anche nel difficilissimo ritorno giocato allo stadio Olimpico di Porto Alegre aggiudicandosi la sesta Coppa Libertadores della storia del club. L’atmosfera caldissima del prepartita non ha fatto tremare il polso a los Xeneizes che si son imposti per 2-0 con doppietta del solito Riquelme, nella sua ultima partita con la maglia del Boca. Finisce infatti il prestito dal Villareal. Tornerá in Spagna? chissá.

Cresce quindi l’attesa per il Mondiale per Club FIFA (ex-coppa Intercontinentale), che si disputerá a Novembre e vedrá ripetersi la sfida Milan-Boca. Nel 2001 finí con un trionfo argentino, ai rigori. Dissipiamo subito eventuali dubbi: il vostro corrispondente/gobbo da Buenos Aires spera che la storia si ripeta.

Aneddoto folkloristico. Come in Italia, anche qui gli appassionati che stanno vedendo la partita in tv escono sul balcone ad esultare quando segna la squadra del cuore. Il mio vicino evidentemente non ha balcone (e forse neanche finestra) perché durante la partita apre la porta dell’appartamento ed esulta nella tromba delle scale. Gooooooooool.

Impedido. Il video del primo gol del Boca segnato da Rodrigo Palacio nel 3 a 0 dell’andata. Un chiaro caso di impedimento. incorporato da Embedded Video

YouTube Direkt Bellissimo anche il commento di questo video. El de la jerarquía, el de la categoría.